Reato di vagabondaggio

In Ungheria è entrata in vigore lalegge antibarboni e il primo arrestato (e poi rilasciato, ma intanto paga 60 euro di “spese processuali”) è un senzatetto di Godollo, la cittadina a 25 km da Budapest, quella del palazzo di Sissi, del parco del castello, dell’Arboretum, dell’Università di Agraria, della colonia di artisti inizio novecento, con la piazza del centro nuovafondiUe, e un mega hotel rosa antica monarchia tutto ghirigori, insomma con la puzza sotto il naso.

Ho tradotto (alla meglio, sorry) l’articolo di 444:

È una persona nota a Godollo, c’è gente che gli porta cibo ogni tanto, non è una persona che crea problemi. In passato era ingegnere, poi ha perso la casa. È in cattive condizioni fisiche.

Così l’avvocato d’ufficio Varga Zoltan ha descritto il senzatetto suo assistito davanti al tribunale.

L’uomo è stato “sorpreso sul fatto” a inizio serata mentre era seduto su una panchina di Kossuth Lajos utca.

Gli agenti hanno stabilito che conduceva una vita da senza fissa dimora, cosa che non ha negato, e quando l’uomo ha dichiarato di non volersi recare in un ostello per barboni, ma che avrebbe dormito nel vicino Parco elisabetta, lo hanno portato in questura, arrestato per infrazione alla legge, e portato in manette davanti al tribunale di Godollo.

L’avvocato Varga Zoltam racconta che l’uomo ha provato a spiegare davanti al giudice perché non voleva andare nel ricovero, a causa delle risse, conflitti, dei continui furti

Il processo per direttissima ha condannato l’uomo a 30 giorni di reclusione, pena poi comminata in un semplice ammonimento. (…) L’uomo è stato condannato a pagare 20.000 fiorini (60 euro) di specie processuali. Le sue cose sono state prese dagli agenti e restituite al termine del dibattimento.

Ha promesso davanti al tribunale di risiedere da amici o, nel caso nn fosse possibile, in ricoveri per barboni anche contro le sue riserve.

Secondo l’avvocato Varga Zoltan nel processo non è stato chiarito quando gli agenti avrebbero dovuto ammonire l’uomo: secondo la nuova legge la procedura contro il vagabondaggio vien fatta partire dal terzo ammonimento comminato in 90 giorni. Nel primo giorno di entrata in vigore della legge, il 15 ottobre, vi sono stati 27 ammonimenti di questo tipo.

Secondo la nuova legislazione in Ungheria il vagabondaggio, il soggiorno prolungato e come conduzione di vita in suolo pubblico, è considerato infrazione alla legge. Chi la infrange può essere condannato a lavori di interesse pubblico o alla reclusione.

Advertisements

Orban in Parlamento e la dittatura

Il deputato Gyurcsany Ferenc ex primo ministro, ormai coi capelli bianchi e la voce un po’ roca attacca: “Dillo chiaramente: sei un vigliacco, sei come un bambino che va a rifugiarsi sotto le gonne d ella madre, ti si fa una domanda diretta a te e tu dici “nn permetto che si parli male dell’Ungheria” mia madre che ha 85 anni nn c’entra niente con le tue politiche” rivolto ad Orban, che è lì con una cravatta viola ad ascoltare a non più di 4-5 metri.

Ormai è un’era geologica fa, ma Orban e Gyurcsany nei primi anni 2000 erano i due grandi leader carismatici, dittatorelli, dei due schieramenti di centro destra e centrosinistra che faceva sembrare l’Ungheria in cui sono arrivato nel 2005 un paradiso democratico. Ora son qui a guardarsi in cagnesco, ancora una volta.. Uno dei vantaggi di ridurre il numero dei parlamentari è che ora quando si riunisce l’assemblea ci si parla quasi faccia a faccia, specie questi sono i capipartito seduti giusto all’inizio dell’emiciclo. Orban sembra quasi approvare…

i partiti d’opposizione ungherese avranno forse ricevuto un po’ di telefonate dall’estero, dagli amici sparsi per l’europa, di chi forse si è accorto che per contrastare Orban bisogna irrobustire l’opposizione interna (ridotta al lumicino), ma è stato un inizio di lavori parlamentali autunnali scoppiettante quello di ieri al Parlamento Ungherese.

Prima aveva destato sensazione e intasato i social l’intervento di Szabo Timea, del Partito Socialista Ungherese (MszP) per la forza del discorso e perché si capiva che ci credeva veramente in quello che diceva. Le parole erano all’incirca: ci accusa di essere “traditori della patria” (la massima offesa qui in ungheria, da chi dice che forse il rigore per il Fradi non c’era al generale che firma la resa per evitare guai peggiori) perché nn prendiamo le vostre parti in questa disputa con l’Ue, ma i veri traditori della patria siete voi, che costringete con salari da fame i nostri figli ad andare a lavorare al’estero, che lasciate i nostri ospedali in condizioni pietose, carenze di personale e reparti che cihudono… si sono voltati tutti..

https://www.youtube.com/watch?v=S25iF6ZsUec

Intanto si discute animatamente se viviamo o no in una dittatura, ogni definizione di dittatura è lecita: siamo in un paese libero perché nn c’è nessuna restrizione all’uso di internet efcebook come piu o meno avviene a Mosca, Pechino, Teheran o in Zimbawe? O siamo in una dittatura perché giusto ieri è stato annunciato il passaggio di proprietà dell’ultimo vero grande baluardo di informazione libera in Ungheria (leggesi grandi gruppi popolari, letti e scoltati, nn certo il mio onoratissimo blog) il sito index.hu?

Qui di seguito l’opinione di Dopeman, rapper dell’ottavo disrretto, anche candidato indipendente alle elezioni dell’anno scorso sostenuto dai partiti di opposizione, direttamente dal suo divano letto su Facebook, in 40 minuti (riassunto: nelle dittature nn ci sono partiti di opposizione)

piu tardi invece presento l’opinione di uno dei principali filosofi viventi, Agnes Heller, intervistata dal Washington Post

Ue – Orban 3:1

index

Il segno di quanto gli europei siano lontani dalle loro istituzioni è ieri a Budapest dove quasi nessuno si è accorto della votazione storica con cui è stata aperta la procedura di infrazione contro l’Ungheria per violazione dei diritti fondamentali. Nessuno che ne parla al bar, alla bettola o sul tram, niente manifestazioni di giubilo per le strade di gente con la bandiera dell’Ue (quelle che si sventolano da sempre ormai nei cortei di protesta, al grido di europa europa) niente “popolo di Orban” che marcia silenzioso lungo l’Andrassy o brucia le stesse bandiere dodecastellate.

La sconfitta però è davvero storica, nn per le conseguenze reali (BBC) (per le quali occorrono ora prima i 4/5 del consiglio d’europa, cioè i capi di stato, e poi l’unanimità, qui entra in gioco Conte (Giuseppe) e i polacchi del PIS con i quali si guarda reciprocamente le spalle), ma perchè Orban è a un passo dall’uscita, con infamia (mi ricorda qualcosa), dal Ppe del quale ha reclamato fino all’ultimo l’appartenenza storica, la chiamata diretta ricevuta dal padre fondatore Helmut Kohl, la difesa dei valori cristiani.

È qui che lo hanno abbandonato al suo destino. Weber, capogruppo Ppe e forse futuro Juncker, (premier europeo, chiamiamolo cosi, è piu facile no?) che sembra un politico degli anni 50 col mascellone e la pettinatura da padre di famiglia, e che ha u inglese con un accentaccio tedesco che ci fa tirare un sospiro di sollievo e capire che anche loro sono umani) nel suo discorso in aula se da un lato ha accennato a un possibile compromesso nn trovato (come fatto invece ne 2012 sulla nuova costituzione ungherese) ha concluso attaccando la cosidetta Difesa dei Valori cristiani rdi Orban ribadendo che lui esistono solo “Valori Umani, e non cristiani”. Kurier.at di oggi cita la Merkel: “la dignità umana è inviolabile” (articolo 1 della costituzione tedesca, avrà pure una ragione storica no?).

Alla fine Orban è riuscito nell’impresa di esaurire la pazienza della Merkel, di farsi cacciare dal Ppe, che ieri gli ha votato (114 Si, 57 NO, 28 astensioni, l’astensione nn conta per il voto finale). Gli ha voltato le spalle ache Kurz, che certo vede mette avanti a lui l’alleanza con la madre Germania.

Ha ripetuto in fondo gli errori della storia ungherese, un paese che gioca a fare la grande potenza anche quando non lo è e ne paga le conseguenze in termini di alleanze: commentava Politico: “a Berlino han deciso di nn spostarsi su Orban per nn dare lo spazio al centro a Macron”. E poi siamo in europa, ingoiamo ricette disastrose almeno in nome di un ideale, forse l’unico ideale che resiste in quest’epoca di fine delle ideologie e voti fluidi: quei principi liberali per cui possiamo sentirci e ricooscerci europei quando siamo fuori dall’europa.

La Budapest che voglio la voglio con le università aperte e nn minacciate da processi politici e la voglio con i giornali nei caffè, sul portagiornale con l’asticella in legno mentre sorseggio un caffè lungo in tazza di vetro. Quei giornali che ad uno ad uno sono stati fatti chudere dai governi Orban, il primo fu il Nèpszabadsàg, quel giorno inverce, il 16 ottobre di due anni fa, tanta gente scese in piazza davanti al parlamento, gridava europa europa..

DSCN7571.JPG

Berlino ha deciso: sanzioni all’Ungheria e Orban fuori dal PPE. Orban dixit

Berlino ha deciso: sanzioni all’Ungheria e Orban fuori dal PPE. Orban dixit

“Fidesz é un membro leale del PPE e lì vogliamo restare e lavoriamo per questo: negli ultimi anni abbiamo perso il nostro carattere, gli insegnamenti dei nostri padri fondatori, siamo diventati un partito europeo che non ha carattere e una propria volontà,l sempre cauto, e praticamente saltiamo lì dove fischiano i liberali e abbiamo ormai un unico obiettivo: non essere messi sottocprocesso dalla stampa europea o nei forum europei.

La decisione è stata presa, domani voteranno con i due terzi la proposta Sargentini, poi proveranno a espellere Fidesz dal partito popolare, o almeno a congelarci.

La decisione è arrivata da Berlino.

Non perché la corrente di sinistra dei cristiano democratici nn vede di buon occhio la democrazia ungherese ma perché il partito popolare vuole formare una coalizione con liberali e socialisti in modo da permettere l’arrivo di migranti.

Voglio impedire questo progetto.

(Viktor Orban, conferenza stampa a chiusura del dibattito parlamentare sulla proposta del deputato olandese dei Verdi Sargentini di sanzioni all’Ungheria)

Amici miei

Da Budapest a seguire la grande visita di Orban a Salvini del lontano agosto 2018, per suggellare l’eterna amicizia tra i due popoli, meno male che nn è arrivato in treno e non è andato a Roma..

40259638_10156452717596093_9154894624475578368_n

2000.berlusconi_orban

C’è una foto che mi ritorna in mente guardo la conferenza salva di Salvini e Orban, una foto di ormai 18 anni fa, era il 2000, congresso del Ppe in Polonia, di Berlusconi e Orban, felici e sorridenti, Berlusconi alle spalle di Orban con le mani sulle spalle, scanzonato, quasi a fargli cucu, come due ragazzi all’Università..

oggi 18 anni dopo Orban ha un nuovo carissimo amico italiano e si chiama Matteo e  ieri è stato invitato a casa sua, in quel di Milano.. L’Orban che viene in Italia tra onori e contromanifestazoni come un leader libico ci tiene certo a non dimentica i vecchi amici: “ho sentito Berlusconi, a cui mi lega una lunga amicizia, è d’accordo con noi” perché “quello ungherese è un popolo fedele” (fedele, hűseges, parola importante qua, come la parola tisztelet, ovvero stima, rispetto, per il popolo italiano e per Salvini).

Nella conferenza stampa post incontro Orban parte con un sorrisino sbagliato sulla situazione in europa che è molto eccitante (stimolante), poi si corregge, si intristisce e dice “seria”. Per un attimo è stato sincero. In fondo fa un po’ un comizietto con gli stessi slogan retorici da propaganda del ventennio che usa col grande pubblico, è qui a far presenza e a dire: “L’Ungheria ha dimostrato che è possibile materialmente e legalmente fermare le migrazioni via terra e Salvini sta facendo vedere che è possibile fare lo stesso anchv via mare”, Orban parla senza contenersi secco, a raffica, partendo in quarta e mangiandosi le parole, suo antico difetto, meno male che accanto a lui c’è Geza, lo storico interprete italiano ungherese della nostra ambasciata italiana a Budapest, che da 13 anni vedo sempre sul palco a tradurre inn maniera scanzonata  che si tratti di attori alle prime armi al festival del cinema italiano, conferenze su poeti del rinascimento o del primo ministro.

Salvini gongola, Orban è diventato l’ “amico Viktor“, che è “il presidente di una potenza europea” (è tornata la grande Ungheria e non ce ne siamo accorti) con cui “per favore, non fatemi fare una brutta figura” detto in apertura di conferenza stampa, ragazzi, please… Una potenza europea di cui seguire con attenzione anche il fulgido “esempio in economia, disoccupazione al 3,5%, crescita oltre il 4, flat tax …” peccato che nn parli con i 600.000 ungheresi migranti che vivono all’estero per uno stipendio e condizioni di lavoro decenti o semplicemente con la mia amica Olga, docente di inglese nella scuola pubblica a 500euro al mese, o con tutti quelli che hanno un conto in fiorini e hanno visto la loro moneta perdere circa il 5% del valore contro euro in pochi giorni a luglio..

… anche Orban appare contento e soddisfatto di questa sua prima uscita pubblica dopo le vacanze in Croazia (sembra proprio in forma, altro che l’uomo un po’ bolso e malvestito degli ultimi incontri al vertice di luglio), ha dalla sua il maggior partito italiano (“e l’Italia è una grande nazione europea, più di quanto crediate”), che segue la sua retorica (Salvini: “elite europea finanziata da Soros”) e sa che avrà dalla sua un bagaglio di voti importante dopo le elezioni europee 2019, la grande partita si giocherà là, Orban con la forza dei suoi voti potrebbe far svoltare a destra tutto il Ppe, e rivoltare l’europa dall’interno, Bottoni docet)

Mentre per le vie di Milano inizia il grande corteo di protesta (oh grande leader) la conferenza stampa procede come dice la parola stessa con le domande da parte della stampa.. inizia la televisione ungherese (senza specificare troppo, la TV in Ungheria è quasi soltanto una ormai, ora che la TV pubblica, questa, è una sorta di ufficio propaganda di Orban, e che il maggior canale di informazione nn conforme ai suoi diktat, quasi l’unico, ha cambiato proprietà poche settimane fa). Poi solo italiani (bravissimi). In Ungheria i quotidiani dell’opposizione son stati fatti chiudere, a quell’unico sito di informazione che ancora resiste viene negato l’accredito persino in parlamento, ma di questo Salvini nn parla certo.

No, questa non è l’europa che voglio..

Democrazzia

Dallo spogliatoio del circolo tennis di quartiere ormai diventato il mio rapporto più diretto con l’ungherese tipo, ora che nn lavoro più negli uffici pubblici comunali e che nei peggiori bar della capitale se rivolgo la parola a qualcuno mi ritrovo con uno che mi ruba le noccioline dicendo eh ma erano proprio qua, sotto il mio naso..

ungherese 30enne barba baffi rossiccia appassionato di studi uralici : “allora nn si vota più in Italia”

Io: “no caro amico, abbiamo un nuovo governo”

U “si, è una bella notizia, mi piace proprio il governo” (so che è orbanista, io ascolto)

“a mia no, ma nn durerà molto”

“come come”

“è il governo del cambiamento ma c’è l’avvocato di Andreaotti (15 minuti si sforzi per spiegare chi è andreotti, parto dalle olimpiadi del 1960) e poi c’è un presidente del consiglio ma i veri leader sono i vice primoministro, e chièchecomanda? nn sembra una cosa normale..” (annisce, annuisce, qualcuno che comandi… qui in Ungheria un uomo solo al comando è la regola aurea)

cambio discorso… “hai letto, domani esce l’ultimo numero di Heti Valasz (“la risposta settimanale” storico settimanale magiaro, un altro pezzo di democrazia che se ne va…)

ah si l’ho sentito dir

(insisto) sai, a me mi garba andare in quei bar dove si legge il giornale, magari nei caffè con il reggigiornale in legno, che fa tanto Vienna di Freud e Mahler) e ora che ci mettono da leggere? Fa così tale tristezza, ohi, la stampa libera stan scomparendo tutta

non fa una piega” beh, che il Nèpszabadsag (il giornale principale del paese fino a due anni fa, storico giornale dela sinistra ungherese)non ci sia più è un bene, quello era il giornale dei comunisti” (democrazia ungherese e  se volete capire orban segnarsi la parola “comunista”, metà paese vota ancora contro i comunisti, anche i trentenni con la barbarossa)

Ora faccio insieme quello maturo che fa la ramanzina al pivello e l’occidentale che fa la ramanzina al figlio dell’est): da noi c’è una legge che dà un botto di soldi a tutti i minigruppi parlamentari per gestire un loro giornale..

U:ah si, ma ci sono anche nuovi giornali… c’è il “tempi magiari” (estremissima destra orbaniana). Ci pensa un po’… sai che c’è.. nel primo governo Orban poi nn rivinse le elezioni perché era senza un giornale..

lunga pausa (“e allora ha pensato bene di chiuderli tutti cosi ora il dittatore è lui in nome del popolo..,” pensiamo entrambi..)

cambio discorso parlando del tipo di grip che usiamo, a casa leggo il giornale (La Repubblica, bella parola) del mattino.. nella rubrica della posta Augias risponde a un lettore che gli chiede.. “siamo populisti?” così: ” la nostra costituzione recita, già all’articolo 1: l’italia è una repubblica fondata sul lavoro.. (ok) ma poi: la sovranità appartiene al popolo (ma attenzione) che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”.. che bel paese che siamo..

e allora in Italia avete un governo?

I mie tentativi di risposta i figli di Orban

Negli spogliatoi del circolo tennis di Quartiere sono sempre l’italiano dal nome troppo lungo che si finge ungherese facendosi chiamare con un diminutivo ungherese che finisce per yi.

Di solito ho le orecchie dritte ad ascoltare quello che dicono gli altri mentre credono che nn capisca il loro idioma e in genere a fineallenamento son piegato sulle ginoccia che nn ce la fo piu ma col sorriso di chi ha vinto il torneo di Viareggio o ha messo paura a Nadal..

poi qualcuno oggi osa rivolgermi la parola.. “allora hanno fatto il governo in Italia?“

“eh no amici veramente no”

“ah si, si sono impuntati sul ministro dell’economia….”

mi doveva toccare pure il membro del circolo bibliotecario addetto ai riassunti della stampa internazionale nei sottoscala dell’ufficio propaganda del ministero dell’Amore di Orban..

dico come la penso: “molto meglio così” e racconto gli scenari apocalittici da piano B, con la nuova lira svalutata istantaneamente del 20%

“ma l’ungheria è cosi’”

e siete diventati la fabbrica della Germania, noi invece siamo da serie A (direbbe il Matarrese che è in me) ma mi ricordo bene di altri discorsi origliati dagli stessi alla vivaOrbanechilocreò, sulle stesse panche mezzinudidopoladoccia, e dico semplicemente: nn era mica nel programma.. gli Itagliani ci avrebbe pensato un po’ prima di dire, ma si usciamo dall’euro, perdiamo il 20% dei nostri soldi in 24 ore, ma abbiamo la lira (oddio).. no, non era nel programma… la lega era alleata di Berlusconi (Berlusconi, questa parola la capiscono tutti) e Berlusconi mica vuole uscire dall’euro… insomma nn hanno votato per questo..

per un po’ li ho tenuti buoni..