Gentiloni nei libri di storia

“Ora ho due lavori, sono redattore dei libri scolastici di storia della maggiore (unica) casa editrice ungherese del settore, e lavoro in un supermercato

tori12

Storia – libro dgli esercizi

“Ora ho due lavori, sono redattore dei libri scolastici di storia della maggiore (unica) casa editrice ungherese del settore, e lavoro in un supermercato”. il primo è il lavoro dei sogni, ma è solo part time e allora mi serve un secondo lavoro. È per questo secondo lavoro che ci prendiamo una birra io e Pàl dopo un paio d’anni, per parlare un po’ di italiano, che sono capitati dei turisti italiani al supermercato (in genere arrivano un sacco di russi) al supermercato in centro, (quello orrendo all’angolo tra il Dunakorzo e Regiposta utca, uno dei retaggi della città interna anni 80, che i turisti dovrebbero vedere e imparare a riconoscere sempre) e non trovava la grammatica giusta per indicargli la bottiglia di vino che aveva in testa

Pàl è un ragazzo dolce e timido, con i primi capeli bianchi, di sé dice di essere un gran bevitore. Con la sua laurea in storia indirizzo didattica ha fatto per anni una sorta di professore gardiano di turno in un collegio per ragazzi di scuola superiore, poi quando ha perso questo lavoro ha fatto a piedi Budapest Vienna e poi è partito per una specie di lavoro volontario non retribuito in Moldavia. La vita è come una scatola di cioccolatini. In Moldavia ci è tornato più volte, in bus. A Chisinau la birra costa pochissimo. Io lo invidio, è la capitale new town socialista più vicina, una di quelle città moderniste brutaliste, una Brasilia comunista con palazzi pazzeschi. Di sicuro lì ci son pochi turisti, gli stranieri si contavano sulle punte delle dita di una mano

Chișinău

Chisinau – common photo

Fa il redattore per i libri di storia contemporanea, dove arriva il programma? Se ricordo bene dopo la terza birra, arriva ai primi anni 2000, che è una cosa splendida, mi immagino i libri di quinta liceo da portare alla maturità con la foto di Berlusconi, D’Alema e Prodi personaggi storici. Bene, ci parli di Berlusconi, no niente parolacce. Orban figura sicuro per il primo governo Orban del 98 e per il discorso di piazza degli eroi ai funerali di riabilitazione di Nagy Imre, quando disse che il re era nudo e in ungheria c’era una dittatura, come sparare sulla Croce Rossa. Ma intanto noi mica ci abbiamo Gentiloni sui libri di storia..

Paolo_Gentiloni_2017

Paolo Gentiloni – prima foto wikipedia – this file comes from the website of the President of the Russian Federation and is licensed under the Creative Commons Creative Commons Attribution 4.0

Sottovoce gli faccio, ti devo dire una cosa nell’orecchio: “ma che c’hai avuto molte pressioni per cambiare quello che c’è scritto nei libri di storia?” sottovoce risponde ridendo come se raccontasse del suo cane di quando aveva 9 anni si, qualcuno ha chiamato

Advertisements

Nel 2017 la corruzione è arrivata fin qua (2,5 mt)

 

 

dialogo standard sentito indifferentemente nei mie due paesi d’adozione almeno una volta al giorno: “Oddio ancora loro, non se ne può più… e sai qual è il problema? Che non c’è nessuno neanche dall’altro lato… stavolta più che mai non so proprio per chi votare..” (soprattutto ora che a distanza di un mese si vota per le politiche in entrambi i paesi.)

ohibò scelgo allora la più significativa:

Oddio ancora loro, non e ne può più… e sai qual è il problema? Che non c’è nessuno neanche dall’altro lato… stavolta più che mai non so proprio per chi votare.. nella variante magiara Kati guarda la sorella (nn si separa mai dalla sorella) allarga le braccia, poi guarda vero l’alto, ridono, c’è un adesivo con una mano che indica un livello, qui sul muro rosso del Vittula, tipo quelle mani che ricordano in giro per la città il livello che raggiunse l’acqua in città nella devastante alluvione del 1838, qui la scritta però dice: “Nel 2017 la corruzione è arrivata fin qua” (saranno 2,5 metri per la cronaca)… madonna! (tipica interazione magiara) la corruzione è davvero arrivata fin lassù quest’anno e l’opposizione nn esiste nemmeno… hanno qualche chilo in più dell’ultima volta che le ho viste, una ha i capelli mogano, l’altra un quasi arancione, le esalta il naso un pò aguzzo e le tette. l’altra ride canta: Gyere vissza kadar janos..“Kadar Janos torna indietro! (Il leader del comunismo al goulash per 30 anni, niente di piu assurdo qui, nessuno o quasi ha nostalgia)” ridiamo come pazzi. Sai quella canzone punk? Quella del langos (pizza fritta, tipico street food magiaro) freddo a 10 fiorini, ma sì dei “Pensionati borghesi”a casa la devi assolutamente sentire. prometto che lo farò.

una è disoccupata, l’altra pure, son ragazze piacenti, in cerca di marito, Kati vive a Ceglèd ora, col suo ragazzo, (Ceglèd, al centro della grande pianura ungherese, la gente emigra, ci sono molte case vuote in provincia). Se ricordo bene un bravo ragazzo.

Un consiglio di cuore ad Orban: pensi al Vittula, a Kati, alla su sorella e al suo ragazzo. e meno ai migranti, qui nn ce n’erano.

P.S. A casa mi informo, i Pensionati borghesi erano una punkband di Pècs, si sono sciolti nel 2004, compaiono persino in uno degli ultimi film di Jancso Miklos (il piu grande regista ungherese sel 900), la canzone mi è entrata nella testa e nn vuol piu uscire

(allego anche il testo, preceduto da una elaborata traduzione)

10 fiorini un langos che scotta, è una merda Kadar Janos

20 fiorini un langos caldo, lunga vita a Kadar Janos

50 fiorini un langos tiepido, che sarà di noi Kadar Janos

100 fiorini un langos freddo torna indietro Kadar Janos

i pensionati non hanno piu il langos, non ci aiuta più Kadar Janos

……………………………………………………………………………..

10 Ft a forró lángos, le van szarva Kádár János
10 Ft a forró lángos, le van szarva Kádár János

20 Ft a meleg lánogs, éljen soká kádár jános
20 Ft a meleg lánogs, éljen soká kádár jános

50-es a langyos lángos, mi lesz velünk Kádár János
50-es a langyos lángos, mi lesz velünk Kádár János

100 Ft a hideg lánogos gyere vissza Kádár János
100 Ft a hideg lánogos gyere vissza Kádár János

Nyugdíjasnak nincsen lángos, nem segít már Kádár János
Nyugdíjasnak nincsen lángos, nem segít már Kádár János

(Vigilia di) Natale a Budapest

(primo) Natale a Budapest da expatriates, c’è sempre una prima volta..

IMG_20171224_182737.jpg

A una cert’ora tutto chiude, si fa buio, nessuno per le strade, ritornando a metà pomeriggio a casa dal lavoro Budapest è lugubre e sembra aspettare un più che imminente attacco alleato..

Luci basse, chiusi i kebabbari sul korut in genere aperti tutta la notte anche il 15marzofestanazionale, chiusi i pub, tutti i pub, del settimo distretto (almeno fino a sera), chiusi i ristoranti, chiuso Rizsa, l’inquietante bar di mignotte di fronte alla Zeneakaemia, chiuso il KFC e anche il cinese dirimpetto con i neon rossi e verdi. Si salva solo il negozietto 24h indipendente di Kiraly utca, che difatti è pieno di gente. È Natale. Anzi è la vigilia di Natale di Buapest..

passo davanti alla bettola sottocasa, è ovviamente chiusa, ma domani già riapre, in fondo domani è solo Natale, e il buon Leopardi c’aveva visto giusto nel dire che l’attesa della festa è tutto, la bettola riapre domani alle 11 e ho promesso a evike, la barista, che passo a farle gli auguri. È chiuso il Roni, il grande supermercato 24h all’insegna arancio, che nn chiude mai e gli unici due che camminano per strada li noti da molto lontano, e li conosco pure, solo un expatriates può camminare alle 5 di pomeriggio per Budapest il giorno della vigilia di Natale, è Sid, il mio amico inglese, col figlioccio, un bimbo biondo un po’ frastornato, da lontano sembravano quasi Fonzie e Spadino. “qui è tutto chiuso” faccio io, “oh si, noi siamo andati fino al cinese tra Dozsa Gyorgy ut e Istvan utca per prendere qualcosa” rispondono. il figlioccio infila le dita nella busta e ne esce un raviolo al vapore..

la mattina invece anche il mercato era aperto, per la corsa alle spese per la cena della vigilia, in realtà era mezzo vuoto, preso d’assalto solo l’unico pescivendolo, la zuppa di pesce nn può mancare nel menù della vigilia, triste in viso la ragazza da cui compro un po’ di frutta secca, che io son meridionale, nn saluta neanche, gli unici ad augurarmi buon Natale sono stati cinesi.

Al supermercato mi scontro col carrello come nei film con un ragazzo basso, col doppio taglio. Ci conosciamo, Stefano, lui sa già per chi tiferà ai mondiali, per il Marocco di suo padre, domani è Natale, ma lui lavora, chè al call center in italiano di Budapest seguono le feste nazionali della casa madre indiana. è al supermercato a comprare cacao, uova, farina e mandorle, la madre è barese e lui allora preparerà castagnedde. Paga con la carta di credito, solo dopo si accorge di aver speso una fortuna, 25 euro per un chilo di mandorle, comprate in pratici pacchetti di 100grammi a 2,5 euro l’una nella piu classica delle disperate corse al supermercato. Buon Natale a Budapest.

Se accettassi gli inviti ci sarebbe la zuppa di pesce, regali, la messa di mezzanotte, TV accesa con il classico di Natale che è Reszessetek, Betorok! (alla lettera Tremate, Ladri!, ovvero Mamma ho perso l’aereo) su TV2, mentre la TV pubblica si affida a Johnny Dorelli protagonista di State buoni se potete, musiche di Branduardi.. Budapest ha messo una statua a Bud Spencer perché in segreto ama l’Italia..

Mentre sono indaffarato in cucina due passerotti bussano alla mia porta, sono i vicini, han visto le luci accese, ci siamo incontrati ieri, è il primo Natale che passo qui a Budapest, e i miei cari vicini mi augurano Buone Feste con i loro sorrisi alla Black Hole Sun e un piattino con il pan di zenzero e il beigli il dolce di Natale alle noci e semi di papavero.

Buon Natale a tutti.

Molto tempo dopo in Ungheria

(Sulla tomba di Shakespeare)
….versi che imparai a memoria furono quelli incisi sulla sua pietra tombale:
Good.frend,.for Jesus sake, forbeare
To digge the dust endoased here.
Bleste be ye man yt spares thes stones
And curst be he yt moves my bones.’
«Buon amico, per amor di Gesù, trattieniti
dal frugare la polvere qui racchiusa;
benedetto colui che risparmia queste pietre
e maledetto colui che le mie ossa smuove».
Molto tempo dopo, in Ungheria, dove ero andato per studiare l’archeologia dei nomadi, ebbi la fortuna di essere presente all’apertura della tomba di una principessa unna. Era stesa sul suo giaciglio di terra nera, le fragili ossa coperte da una cascata di piastre d’oro, e sul suo petto era steso lo scheletro di un’aquila reale con le ali spiegate. Uno degli uomini che stavano scavando chiamò le contadine che raccoglievano il fieno nel campo vicino. Quelle lasciarono cadere i loro rastrelli e si strinsero tutte intorno alla tomba aperta facendosi goffi segni della croce, come a dire: «Lasciatela stare. Lasciatela col suo amante. Lasciatela sola con Zeus»

(le vie dei Canti, Bruce Chatwin)

continuavano a chiamarlo Bud Spencer..

E da ieri Budapest ha la prima statua al mondo dedicata al mitico Bud Spencer..

bud spèncèr szobra

foto by MNO.hu

E da ieri Budapest ha la prima statua al mondo dedicata al mitico Bud Spencer.. sulla promenade Corvin, la via pedonale tra i grandi nuovi palazzi residenziali che sono nati nel mitico ottavo distretto della città al posto di case fatiscenti, c’è ora Bud Spencer, sì proprio lui, che avanza verso di noi con una sella sulla spalla e la barba folta, come nella scena iniziale di “Continuavano a chiamarlo Ttrinità” (che qui in Ungheria si chiama “La mano destra e la mano destra del Diavolo parte seconda, poi non dite che il comunismo attaccava la Chiesa..), inaugurata ieri, alla presenza delle immancabili (e ambiziose) autorità, il sindaco del distretto Kocsis Mate, uno dei giovani rampanti di Fidesz, partito di governo, che scalpita dietro Orban, che se il sindaco del V distretto Rogan Antal nel 2014 ha dedicato una statua al tenente Colombo, perché qui non Bud Spencer; delle figlie di Bud Spencer Diamante e Cristiana, che per averle presenti l’inaugurazione è stata ritardata di un paio di settimane, del campione olimpico ungherese di pallanuoto Karpati Gyorgy, tre volte oro olimpico, a Helsinki, Melbourne e Tokio, amico personale di Carlo Pedersoli, lui, Gyorgy, una statua ce l’ha già, nel viale dei campioni olimpici del Ferencvaros nel centro sportivo di Nèpliget, che ha ricordato l’ultimo invito nella sua casa di Roma di soli due anni fa e la loro antica amicizia, dagli anni 50, quando lui, Gyorgy era il piccolo, il “bambino” e Carlo il fratello maggiore ) e ovviamente della scultrice Tasnady Szandra, visibilmente emozionata, che si è intrattenuta fino alla fine con i fan per l’ultimo selfie con l’autore.

Ma perchè tutto questo amore per Bud Spencer in Ungheria? Ha vissuto a Budapest?

se siete stupiti di tanto amore per un’icona pop molto italiana, innanzitutto ricordo che Budapest ha visto negli ultimi anni un proliferare di statue più o meno stravaganti dal già citato tenente Colombo a Ronald Reagan, che Bud Spener e Terence Hill (citato nell’iscrizione, non abbiamo mai litigato) sono portacolori dell’Italia nel mondo un po’ come l’opera, la Ferrari e la Roma AC, e che come ripeto sempre, più che l’occidente tanto sognato (come dice Repubblica) o sorriso e divertimento nel buio degli anni di piombo (come dice la scultrice) loro qui rappresentano molto bene un ideale di vita dell’ungheria profonda con gare di birra e salsicce, un piatto di fagioli o un hamburger doppio in un bugigattolo ( o le frittatone da 12 uova, un po’ la sognata colazione media ungherese) una vita tranquilla, un’auto figa, niente giacca e cravatta, sganassoni a stupidi cattivoni. Bravo quindi il sindaco del distretto a voler qui la statua dopo aver visto il lavoro preparatorio della Tasnady, che per qualche oscuro motivo era stato rifiutato dalla cittadina di Kazincbarcika. Nn stupiamoci della statua, qui Il fans club di Bud Spencer e Terence Hill raccoglie 33.000 membri sulla pagina facebook, da 11 anni (11!) organizzano un raduno nazionale sul lago di Velence, alla morte di Bud quasi un migliaio di persone si sono radunate per mettere un cero, un fiore, una lattina di birra davanti all’ambasciata italiana e in tanti con la maglietta di Banana Joe o quella di Marx (Karl) e Spencer (Bud); il partito satirico del cane a due code gli ha dedicato un parco nel III distretto mentre a una fermata della metropolitana di superficie c’è un suo elegante murales.. e sui tram di pest non è raro che a qualcuno squilli il telefonino con le note degli Oliver Onions, gli autori delle loro mitiche canzoni, in concerto qui l’anno scorso, la cui cover band (Spencerhill) sale su palco dopo l’inaugurazione.

DSCN5717

Ciò premesso appena ho visto la statua manco l’ho riconosciuto, o meglio si, è Bud spencer ma gli somiglia poco, è vero era già sera ma qualcosa nn va..

poco dopo nei pressi della statua ti vedo un amico, artista (qui a Budapest è facile essere artisti) pittore, che si diletta anche di scultura,anche lui un po’ perplesso.

In una bettola poco distante racconta davanti alle telecamere: innanzitutto la posizione, il rapporto con il viale, la statua è messa in maniera infelice: è una statua dalle linee arrotondate e dolci, mentre tutto l’intorno, i volumi dei palazzi, il colpo d’occhio è molto più rettiineo, poi è illuminata da dietro e questa getta ombra su tutti i tratti del volto che quasi nn si distinguono, è troppo lavorata, troppi dettagli fini, sculture cosi grandi son fatte per esser viste da lontano, nella loro interezza e hanno bisogno di tratti più duri, per dare espressività anche da una certa distanza. 3. in fondo il piedistallo è piccolo, una figura come Bud Spencer aveva bisogno di un piedistallo molto più alto, per dare l’ideale ell’omone buono che era, cosi sembra quasi un viandante..

saranno invidie tra artisti oppure sarà stata giusto la scultrice troppo troppo felice, come se avesse vinto un terno al lotto, o la scritta Carlo Pedersoli e sotto “nn abbiamo litigato” (Terence Hill) anziché Mario Girotti, o forse solo la pioggia.. comunque oggi anche se è domenica mi preparo un po’ di fagioli.

Con un leone in cima

DSCN5663

E ora dove si va? Andiamo al cimitero? Si, si, ottima idea… No, nn sono Huckleberry e Tom Sawyer appena prima della mezzanotte con un gattomorto in mano, ma io e Sid in una tranquilla domenica di novembre.. si, è novembre, e la giornata  è incredibilmente mite e il cimitero monumentale di Budapest splendido, con le sue statue liberty, donnealate e angeli di bronzo che piangono sulle tombe e i viali di platani centenari dei colori dell’autunno.

Sid viene ogni tanto qui a Budapest dall’isola, e con me vuol parlar di politica “Orban è sempre meno popolare, chi diavolo lo ama più, eppure gli ultimi sondaggi lo danno in larghissimo vantaggio, addirittura Fidesz riprenderebbe la maggiornaza dei 2/3, sarebbe la terza volta, altro che Putin o erdogan…”

ci guardiamo, essi, un giorno sicuramente avremo viale Orban Viktor in pieno centro e forse nn un altro mausoleo di Kossuth, ma una bella tomba di marmo bianco e concezione complicata come quella di Antal Jozsef primo ministro della repubblica ungherese post 89 quello si… “lui è potente e ha buoni dottori quindi, ed è solo di poco più anziano di me, oddio spero proprio di farcela”.. Sid sospira..

dico la mia, che nn è che la gente ama Orban, è che nn c’è nessun altro da amare, l’opposizione praticamente non c’è.. son stati addirittura capaci di scegliere con un anno e mezzo di anticipo (!) il candidato sbagliato (Botka Laszlo) o comunque quello più divisivo..” e allora non rimane che Jobbik, che ora ridiventa estrema destra sotto elezioni (poveri migranti, è come sparare sulla croce rossa e nn è una metafora) ma che sembra quasi un’alternativa centrista..

ho detto la mia.

 Alle 16.30 scende la sera e la ronda in auto dei guardiani del cimitero ci fa cenno di avvicinarci all’uscita. eravamo arrivati fin quasi al muro di cinta (e il cimitero monumentale di Budapest è enorme), chiedendoci dove saranno mai sepolti gli zingari, da qualche parte saranno pur seppelliti. Abbiam trovato giusto la tomba con leone in cima di Beketow, storico direttore del circo di inizio novecento.

All’uscita risplende illuminata dall’interno la grande carrozza di Apponyi, un incrocio tra le carrozze di Versailles, la carroza di Cenerentola e il carro funebre di Fantozzi alla coppa Cobram, l’ultima grande attrazione del cimitero, il secondo più grande carro funebre d’europa come annuncia trionfalmente la didascalia.

Nota si servizio 1: È novembre, permettetemi un posti sui cimiteri.

Nota di servizio 2: il blog riprenderà a essere narrativo per un po’, saluti.

Nota di servizio 3: le foto son mie

DSCN5681..11

elezioni Austria, Vienna è più vicina a Budapest?

Adam è ungherese, uomo di successo, parla un ottimo italiano e una volta è andata così:

  • Adam parli tedesco?
  • Certo, sai, io sono di Budapest, per noi Vienna deve essere come il nostro cortile di casa.

è con questo spirito assolutamente con questo che sono andato a Vienna a seguire un po’ cosa si diceva e come andavano le elezioni del nostro cugino più ricco, che poi quello che gli succede influenza di rimbalzo anche la vita qui un po’ più a valle lungo il Danubio, e dei riflessi del voto austriaco in Ungheria ho parlato con gli amici di Radio Capodistria a “I divergenti” cliccate qui  (io parlo dal min. 1.08 più o meno)

radio-celebración-mundial