Andrea e lo svedese

che se nn vengo dalla campagna ne’ da un paese con meno di qundicimila abitanti qui a Budapest sono un provinciale.

Devo resuscitare il mio tedesco…motivi di lavoro. allora chiedo al mio collega Milan (prego, l’accento sulla i, oggi niente calcio, bitte) di vedere qualche annuncio su internet..

e’ cosi’ che mi incontro con Andrea al caffe Puskin.. Andrea e una ragazza dalla carnagione chiara che brilla sotto i capelli scuri che mi dara lezioni nella lingua di Goethe e dei nazisti visti ieri al cinema chiusi nel bunker di “A bukass”.
Le mostro il mio annuncio per un italiano residente a Budapest ch vuole dar lezioni di italiano o conversazione, gentilmente tradotto da Milan anche in magiaro.

d’accordo allora fa lei convinta e risoluta, 1 ora di tedesco e poi un’ora d italiano. la cosa + normale del mondo no?

Invece qui e diffusissimo, si chiama language exchange, sui giornali ci sono annunci del tipo vorrei insegnarti del buon tedsco per dell’ottimo inglese..
Andrea sta imparando lo svedese cosi’. Lo svedese? bello.., ha fatto Milan

Obuda

una bella giornata e c’e’ il sole. Ed e’ domenica, what a lovely day, quindi esco a passeggiare anche se fuori saranno -6 di massima.

Sono a Florian ter, il cuore di Obuda, (uno delle 3 citta’ che si fusero a formare Budapest nel 1863), oggi distretto II e III, qui si ritrovano le vestigie dei primi insediamenti romani d’Ungheria.
Se le citta’ sono dipersestesse una commistione di stili, qui e’ fantastico..

arrivo a Florian ter e vedo questa piazza enorme, tram, auobus, casino per la strada e 10 strade che si infrociano qui.
Sopra la piazza le colline di Buda, ma la piazza e’ cinta da bei blocchi socialisti, grigi, razionali che incutono rispetto. eppure io sbuco in piazza dal sottopassaggio e mi ritrovo in un parchetto accanto a un colonnato romano e il basamento di una villa romana, tutti coperti da placida neve che risplende al sole e a 10 metri i bambini che si divertono da matti con le loro slitte ch qui sono popolarissime. poi prendo una strada che porta ai resti dell’anfiteatro militare romano e ci son case basse a 2 piani, inizio 800, colorate.

Obuda aveva 25000 abitanti nell’800, poi la citta si estese verso Pest e Obuda si fermo’. Poi un po’ di edilzia popolare di regime. Ed eccomi qua

mic je devi fa na conferenza

Che ne pensi dell’ungherese mi fa Laura, com’e’ sentir parlare in ungherese..

Laura me lo chiede con la sua bellissima cantilena degna di un sufi che recita. Sapete com’?,in ungherese tutte le parole hanno l’accento sulla prima sillaba, E Allora PROvate UN po’ a Parlare COsi’…..

E poi HAnno DElle VOcali cosi’lunghe cHEogni MA cos? lunghe.., ,,, in effetti di vocali ne hanno 14..

a, ?, e, ?, i, ?, o, ?, u, ?, ?, ?, ?, ?

BASically QUEllecon Ilsegno TOnale SOnolunghe e AAperte.

Ma cosi’ non rende, in realt? si ammazzano per pronunciarle, si smascellano, la bocca deve essere aperta fino a far sentire l’alito..

dove ci incontriamo, facciamo a Deaaaaak Teeer? ma, no si fa ad AAAstooooooria..

Laura ha appena acceso 2 bacchettine di incenso che emanano un puzzo incredibile ma tant’?. creano atmosfera… Oggi ha fatto la scorta, 2 qualit? sottili e spesse per tutti nn farsi mancare niente..
Che rispondere a Laura per non deluderla?
Potrei dirle che sai, ? buffo per noi, l’ungherese lo sanno tutti, non e’ un lingua indoeuropea, ? un’isola tra paesi slavi e latini e sassoni,
che vuol dire che per costruzioni grammaticali e lessico il russo assomiglia piu’ all’italiano, al tedesco o all’hindi, che non al’ungherese, me lo ha spiegato ampiamente il ragazzo di Maria davanti ad una mappa fisica dell’europa con i nomi cosi’ strani, dove tutte le nazioni hanno nomi diversissimi.. (l’italia ? olaszorszag, il mare si chiama tend?sz …)

ma ? meglio dirle che ? una lingua cos? musicale.. JO? IGEN? IGEN, IGEN

Enrico – vero italiano

Livorno-Milan in diretta sulla Tv ungherse.
A Livorno piove e fa freddo.
Il Picchi visto da qui e’ uno stadio d’altri tempi, qui diremmo architettura di regime. come ieri al concerto dei R.E.M., Budapestarena, o Papp Laszlo Arena. (La prossima volta vi dico chi cazzo era Papp Laszlo9. arrivi alla fermata della metro Nepstadion e vedi una struttura fantastica, in cima a una collinetta, sembra una di quelle onde che escono dalla testa di renzo piano e anche dentro. Anche dentro e bellissima, elegante, un gioiello dalle poltroncine rosse, come le vedi nell’NBA. durante il concerto anche Michael lo dice: “abbiamo suonato qui tanti anni fa, ma poi quello stadio e bruciato. Ma voi lo avete ricostruito, e ci avete emsso pure un tetto sopra..” Eh si il vecchio Nepstadion brucio al vento, ma e come quando rottami la vecchia fiesta di famiglia, poi t een compri una fiammante. vero salvati?

Gol del Livorno, la regia italiana inquadra un atterrito Galliani mentre quelli accanto a lui in tribuna VIP si abbracciano. Il mio cuore e gonfio di gioia. Ma purtroppo questa cosa dira’ molto poco agli ungheresi che come me vedono la partita iln diretta su Sport1. Sai Olga, le faccio, in Italia il calcio non e solo calcio, e anche politica. Sai Berlusconi… sai tifare milan non vuol dre solo tifare milan, … sono in cucina a vedere il Milan perdere in un vecchio palazzo di fronte al Frank Zappa Cafe e cazzo fatemi tifare, tanto in ostello siamo soli io e Olga.

(Sai olga e un nome russo, e che in ungherese vuol dire priomavera[o estate, mi son scordato] mi fa

Lazy pomeriggio domenicale in ostello, mi concedo un lungo bagno caldo ristoratore, ti immergi nella vasca e dimentichi cose c’e oltre le punte dei piedi che spuntano dall’acqua e che nn hai ancora lavato.

Quando esco Olga mi guarda stranuccia: comunque hai cantato bene… facile no? inmprechi in barese davanti al calcio in TV, canti soddisfatto come un usignolo Milan merda mentre ti asciughi e l’italiano (olasz) vince.

I prossimi giorni mi faccio crescere i baffi e saro “Enrico – vero italiano” come dice qui la pubblicita dell’abbigliamento..

lo spirito ungherese

Qui nn fa poi tanto freddo, come diceva ieri il taciturno Bolas, quest’anno abbiamo avuto 3 giorni di inverno.
eppure gli ungheresi si chiudono nei loro cappotti, sciarpa, guanti e cappello, alzano il bavero. Camminano svelti per la strada con lo sguardo a terra, ogni tanto sbuffano per vedere le nuvolette di vapore…
fosse questo lo spirito ungherese.
che so i nordici andrebbero in giro in maglietta come dei cretini e i russi riderebbero sotto i loro colbacchi, fieri del loro inverno russo nazionale. Qui si lamentano e sopportano, come gli sguardi degli uomini, tristi e virili. Per le donne e’ diverso, loro sono cosi’ femminili nei loro guanti e sciarpette, ma all’Est e’ cosi’..