con una coccarda biancorossoverse all’occhiello

Quando mi stringe la mano mi accorgo che ha un dito mozzato, il mignolino. E’ sporco, una tuta blu, ci parla in ungherese anche se noi non capiamo . Ci ha avvicinato a Deak Ferenc con una scatola di cartone piene di coccarde per l’occhiello del cappotto, bianche rosse e verdi. i colori nazionali.Ha 3 bambini, capiamo dai gesti, ci mostra la scritta sulla tuta, una scritta gialla con accanto un disegnino stilizzato di un omino che fa le pulizie. Lui.

La coccarda e’ per il 15 Marzo prossimo venturo, festa nazionale, si festeggia l’inizio del moti del 48, quando il buon Petofi Sandor sali’ sulle scale del Museo Nazionale e incito’ gli ungheresi ad alzare la testa contro l’oppressore.

Arrivera’ un altro Sandor per aiutare al mio amico, schiacciato dai cambiamenti degli ultimi anni?
E noi che in questa domenica quasi primaverile ci raduniamo per andare pischelli all’all you can eat mongolo..

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