Fiume italiana

Il posto si chiama Lompos Farkas, che tradotto vuol dire lupo peloso, lupo mannaro, ma stai attento, mi fanno, che in ungherese ha un significato equivoco…
Sto a sentì il famoso quartetto di sassofonisti dell’amico mio, e i 4 ci danno dentro tra sax tenori, soprano, (che fa più casino di tutti) e sax basso. Fanno canzoni famose e musica popolare e la gente al pub si diverte per davvero. ed è buffo veder passare suonatori e amici fidati dai locali trendy per ricchi e puttane del Mammuth ai pub proletari zona Keleti..

il lupo mannaro e in via Fiume (Fiumei ut), che è lunga e importante, infatti è una ut e non una utca. Da queste parti non c’ero mai stato, qui ai margini del triangolo malfamato di Budapest, tra Keleti, Klinikak e il cimitero dove la gente ha paura di entrare e ci vivono gli zingari, non cercare mai casa li…

Il giorno dopo sfoglio “amore e libertà”, (titolo che dovrebbe dir qualcosa di quel che gli italiani cercan qui) appena preso dalla biblioteca che quasi mi pareva di fare un favore a Caterina; che ha per sottotitolo “Antologia dei poeti ungheresi” e ci leggo all’introduzione:
Gli inizi della diffusione e della fortuna della letteratura ungherese in Italia sono strettamente legati alla città di Fiume, i cui abitanti già nel 1778 avevano chiesto e ottenuto il privilegio di appartenere direttamente al regno di Ungheria (invece che alla Croazia) come „Corpus Separatum della Sacra Corona Ungarica

W D’Annunzio

Advertisements