l’uomo europeo?

Vorrei dare la parola ora a Marai Sandor, che nel 1935 scriveva:
<< Ricordo solo che in quell’autore avvertivo una specie di “patriottismo europeo” ed era questo ad attirarmi. Del resto esaminavo chiunque da quel punto di vista, avrei voluto sapere se l’uomo europeo era già una realtà concreta, se da qualche parte in un salotto polacco o in una università danese esisteva già qualcuno che si presentasse qualificandosi come europeo e solo in un secondo luogo come polacco o danese.(….)

Talvolta credetti che la vita o la letteratura mi avessero fatto incontrare uno di questi “europei”. Ma nella maggior parte dei casi si trattava di avventurieri o semplici vagabondi>>

(Marai Sandor, Confessioni di un borghese)