FESZTIVAL

Professore, viene al Fesztival stasera?”
Nn siamo mica ad Andria, ragazzi, in Italiano il futuro si usa eccome, “Professore verrà al Festival della scuola stasera?”, Beh se mi invitate… nn posso certo rifiutare..

Il festival, credevo di trovarmi di fronte ad una recita scolastica, o 2 o 3 gruppi che suonano nell’aula magna… o visto che la nazione è un’altra magari il ballo della scuola come nei film americani.. ma lasciamo parlare i fatti.
Il festival del liceo ungherese dove mi trovo e che quindi devo prendere a modello è durato 12 ore 12, cioè è iniziato alle 18.30 e terminato alle 6.00 del mattino dopo. Ma io nn ci credo. In ogni aula c’è un evento, in ogni vuol dire al piano terra, al primo e al secondo piano (in tutto faranno una 20 di aule, 25-30 forse) più ovviamente l’auditorium, la palestra, i corridoi e l’androne. In tutto faranno 30 eventi contemporaneamente, ogni 2-3 ore l’aula vien sgomberata e l’evento cambia.

Avete capito bene. Tanto che l’organizzazione ha piazzato un ragazzo nella sala di collegamento che col pc annota su un maxischermo gli eventi che si svolgono in quel momento.
Ce n’è per tutti i gusti, appena arrivo verso le 7 mi faccio una mezz’ora di concerto punk nel corridoio destro del piano terra, qui i concerti andranno avanti fino alle 6 del mattino tra rock, metal, hardcore etc, nel corridoio sinistro invece si sviluppa il caffè letterario. Giù in palestra tornei alunni professori fino alle 2 poi gioco libero, mentre nell’auditorium si sta esibendo un quartetto d’archi, alle 20.30 parte il teatro con Romeo e Giulietta, poi incontri con scrittori e artisti, ed alle 22 arriva al primo piano-lato destro Beraczi Gaspar, un ragazzetto tutto figo che è uno dei protagonisti di “Baratok”, l’Amici di Maria de Filippi magiaro e le ragazzine scoppiano in lacrime.. sul lato sinistro aula retrò anni 60, con i Beatles sul giradischi e vestiti a fiori, sala calciobalilla ( il csocsò, leggi ciocio) e in fondo l’ultimissima aula è il regno della techno, e nn osa avvicinarsi nessuno. Dappertutto poi sono disseminati ristorantini, buffet, caffè e pasticcerie, del resto che ci vuole, unire i banchi a 4 a 4 a mo’ di tavolini, spegnere le luci e lasciare sui tavoli candele basse e sembran proprio dei localini..

Insomma passo dalla gara a chi mangia wurstel più velocemente (c’è uno scatolone di wurstel, fornellino,acqua bollente) all’incontro fra intellettuali per decidere che tipo di animale era Aristotele, alle dieci pizze giganti (ognuna per 8 persone) di Don Pepe in sala professori, all’incredibile concerto unplugged della 13a (trovatemi in Italia uno che ha il coraggio di fare Aleluja di Jeff Buckley e gli acuti più alti di Sweet Child in Time..), alla lavorazione artistica dei metalli in aula di architettura, alla più nota band di folk irlandese d’Ungheria, i Greenfields, alla gara di karaoke studenti-professori dove riesco a scamparla perchè mancano canzoni in italiano.

Ma io sono qui per i miei ragazzi, alle 21 han suonato i Rockness (11a), al loro primo concerto, rock anni ’90 da Zombie a Californication e 2 bis generosi, poi una che giocava nella squadra di pallavolo femminile contro i professori, e ancora creperia e caffetteria e buffet italiano, aula-masszazs (massaggi!).

E poi i i miei ragazzi gestivano tra le 22.00 e l’1.00 l’aula 31, 3 tavolini, rami di acacia negli angoli, sdraio, ombrelloni (ma dove li avranno presi), un bancone di vimini e il biondo Zuli che ti prepara un bel cocktail (analcolico), nell’aula dove facciamo matematica, che stasera era un Tropical Bar..

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