Nasce la nuova rubrica: Politica interna

Bando le sciocchezze. Quando parlo di Budapest in occasioni semiufficiali dico sempre “vera grande capitale dell’Europa Orientale per numero di abitanti, storia, tradizione, cultura, economia.”
Basterebbe prendere una carta geografica e vedere dov’’è Budapest. e l’Ungheria nel cuore dell’Europa, confina con Austria, Slovenia, Croazia, Serbia e Montenegro, Romania, Ucraina, Repubblica Slovacca e allora la redazione ha deciso di inaugurare nel blog la rubrica settimanale “politica interna” dove si parlerà dei maggiori avvenimenti del centro-Est Europa.

Per n affaticare il lettore ecco una veloce overview della regione negli ultimi mesi:

Macedonia: di M. si parla tanto, da …. Dopo strenua lotta ha acquisito da 2-3 settimane lo status di paese candidato all’ingresso nellpUE. Si teme il veto della Grecia, a causa del nome Macedonia uguale a quello di una regione del nord della Grecia. Ufficialmente in sede internazionale la M. si chiama FYRM (Former yugoslavic republic of Macedonia)E’ l’unico paese dell’ex Yugoslavia ad aver risolto costituzionalmente i conflitti armati interetnici degli anni 90. Fedele alleato USA, ci sono soldati macedoni in Irak.
In questi giorni si stanno tessendo le trame per il futuro assetto del Kossovo e della Serbia,
la Croazia grazie all’abile pressing austriaco ha aperto ufficialmente i negoziati per l’adesione all’UE, consentendo di aprirli anche con la Turchia. La Croazia e’ ancora formalmente in guerra con la Slovenia, il paese pi pùrospero della regione, nn c’e’ accordo sui confini marittimi, la schermaglia diplomatica è riesplosa quest’estate. La Repubblica Slovacca, è la nuova tigre economica centroeuropea grazie si dice alla flat tax, aliquota unica, per semplificare drasticamente il fisco e attrarre imprese estere. Introdotta per prima dall’ Estonia la flat tax è dilagata nelle vicine Lettonia e Lituania e fa gola a tutta la regione. Nel 2005 nuovi governi sono subentrati in Bulgaria, (dove diventato e’ partito la formazione xenofoba antiturca) e Romania, (entrambi con la spada di Damocle di un possibile ulteriore ritardo dell’ingresso nell’UE previsto ora per il 2007), Polonia, maggior paese nuovo membro -40 milioni di abitanti-, con un tasso di disoccupazione superiore al 20%, dove in 3 turni elettorali in un mese è andato al governo e alla presidenza della repubblica il partito conservatore, fortemente appoggiato dalla chiesa, mandando a caso la sinistra liberista, Albania, dove e’ ritornato al potere Sali Berisha, sconfiggendo l’eterno nemico Fatos Nano. L’Albania rimane l’unico paese Europeo a nn aver nessuna trattativa formale con l’UE. Per l’Ucraina cito il titolo di un quotidiano ungherese di domenica 21 Novembre: Ucraina delusa ad un anno dalla rivoluzione arancione.

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