Sud Italia Iran Bulgaria

Maggio 2005. sono seduto ad un tavolino all’aperto del caffè sul Muzeum korut, nn fa freddo ma cade qualche gocciolina e si sta sotto la tenda da sole. Arrivan 3 tipi e sposto gentilmente il mio tavolo in modo da farli sedere al loro tutti e tre all’asciutto.

Mi ringraziano, poi uno mi chiede se sono iraniano.

Iran. Mi sforzo di nn fare la faccia brutta, e dico di no, magari lo trae in inganno il capello castano e la barba.

Gennaio 2006. sono seduto al tavolino al chiuso di quello che ritengo il miglior gyros di Budapest, un greco sul korut, all’allomas di Baross utca  (o il fratello a Ferenc korut dietro il Corvin -e qui son tutti kebabbari turchi, qualcuno ha un piccolo impero come la catena 3fratelli). Dal mio greco il gyros è di vera carne, il proprietario mi è simpatico e ha una faccia con una perenne smorfia alla Walter Matthau. Mentre mangio rivolto al bancone lo osservo e medito di portarmi a casa una vaschetta di tsatsiki (sarà un mezzo litro) che costa 1 euro e 30 per rallegrare i miei piatti.

Quando ordino il mio tsatsiki e pago, mi chiede se sono bulgaro

Hamas nyert

Conosco Alessandro a malapena, ma son riuscito a inculargli il blog. Come lui nn ho la TV a casa, ho visto l’edizione ondine di Haaretz, il filo diretto di Repubblica.it fatemi capire il punto del cazzo:
1) 2005 elezioni politiche in Iran. Contro i sondaggi della vigilia il candidato ultraconservatore dal nome impronunciabile, un capopasdaran kohmeinista (un fascista della prima ora diremmo noi) diventa capo del governo, dice che lo sterminio degli ebrei è una congiura sionista, che Israele deve sparire dalla faccia della terra, riprende il programma nucleare civile.
2) Gennaio 2006, sovvertendo gli exit-poll della vigilia, Hamas prende la maggioranza assoluta del parlamento palestinese. Non voglio parlare di Hamas, il partito religioso che finanzia l’intifada, i terroristi suicidi, la lotta contro Israele, costruisce scuole e ospedali nei territori, si prende cura del suo popolo.

E allora:
– o le elezioni son libere e democratiche, il popolo ha deciso, l’udienza è tolta, come da noi, questa è democrazia, come la grosse koalition in Germania, e si è reso democratiche queste ali estremiste del variegato scacchiere mediorientale ora con compiti di governo, e doveri di politica estera e assise internazionale. Ed è tutto molto bello.
– O chi c’era dietro le elezioni, – ci sono stati dietro in Italia per 50 anni, perchè nn in Medioriente – li ha fatti uscire allo scoperto, per tenere alta la tensione nell’area, visto che bisogna giustificare 150.000 soldati filoamericani (diremmo di occupazione) in un paese, l’Iraq, che ormai ha costituzione e parlamento eletto a 3 anni dalla fine della guerra, visto che l’Iraq lo si sa da solo nn basta e bisogna stanare anche Iran e Siria, visto che forse la pace tra Israele e Palestina nn sta bene poi a tutti.

Una giornata piacevole è fatta di freddo e sole – A. Puskin

La settimana scorsa non faceva tanto freddo, eppure il cielo era basso e grigio. E il mio umore dunque nero, anche se avrei dovuto avere buoni motivi per sorridere.

Questa settimana fa un freddo cane. Il grande gelo che attanaglia l’emisfero nord, da noi arriva dalla grande madre Russia. Qui han fatto, mi dicono i miei assistenti –18, ok c’era da aspettarselo, il bello e’ che siamo a Gennaio e nn e’ questo in genere il mese più freddo, ma splende il sole e quando mi chiedono se mi piace questo tempo dico di si, perchè c’e’ il sole.

Il grande gelo vien dalla Russia. Sull’International Herald Tribune (IHT) di martedì c’era un articolo di politica energetica che diceva che i russi amano l’inverno, considerano l’estate un periodo di passeggio, perchè l’inverno fa parte del loro orgoglio nazionale, del loro essere russi (oh lettori, leggete il primissimo entry di questo blog e ditemi se il Kapuscinski che è in me nn ha capito tutto il popolo russo con una sola occhiata).
E l’IHT cita anche il poeta nazionale russo, A. Puskin: “frost and sun make a wondrous day” Una giornata piacevole è fatta di freddo e sole”.

Papp Laszlo

Ogni tanto rileggo il blog quando voglio sentirmi in buona compagnia.

Esattamente un anno mi chiedevo chi diavolo fosse Papp Laszlo a cui è intitolato il palazzo dello sport di Budapest.

Oggi lo so.

“Papp Laszlo era un famoso pugile ungherese anni 40-50. Voleva diventare calciatore (quando il calcio danubiano era il primo in europa) ma era basso e prendeva sempre botte. Allora decise di diventare pugile. Vinse tre titoli olimpici. Come tutti i grandi pugili nn seppe smettere in tempo e un durissimo incontro contro uno molto piu giovane e piu incazzato, sul ring del Vasas. fu il suo ultimo incontro.
Papp Laszlo morto nel 2003.”

La strada sia con te

Il termine esatto per quelli come me è expatriates.

Ho salutato in 10 mesi 3 ondate di stagisti.
Oggi chiude la prima onda di viaggiatori con Philips e Pusy, la sua fedele compagna. P. è un olandese sporco e dalle occhiaie enormi che nn torna in Olanda da 15 anni, noto al grande pubblico dal blog del… .

P. è un viaggiatore di lungo corso, ma nn cronico e coglione di quelli che viaggiano come disperati 11 mesi all’anno per viaggiare. Tailandia, India, Cina, etc. Va in posto, ci sta 1,2,5 anni, poi cambia ci trova un lavoro quello che pare. Qui chiamava l’Olanda da Budapaest per vendere assicurazioni sulla vita a di vecchi rincoglioniti. Al colloquio gli fanno questioni, lunga telefonata con la sede olandese, lui che dice di afferrare il telefono e dire brutti rottinculo a voi vi rode che il tot ora si fa da qui oltrecortina e voi perdete il vostro posto del cazzo, lasciate perdere che è meglio!

In Thainlandia faceva forse il lavoro dei sogni di tutti: portava i turisti in immersione a spasso per i fondali corallini del sud dell’Oceano Indiano, ma quando gli dicevano, amico che mestiere stupendo che fai, lui rispondeva hey bambolo io mi son dovuto alzare presto stamattina e sono costretto a sorridere ed essere gentili con delle facce di cazzo come voi, lavorare e una merda sempre.
Quando l’ho rivisto a Ottobre, mi ha detto una cosa che nessuno mi ha: “Lo sapevo che anche se eri partito a Luglio, saresti tornato…” e gli occhi eran buoni.
A Novembre è tornato in Olanda, appena oltre il confine a Groningen, per comprare un camper per 400 euro, cosi’ poco che i documenti nn erano in regola, ma oltre il confine nn conta. Qui l’han licenziato le occhiaie eran sempre più grosse come a dire chi cazzo me lo fa fare, Oh _Dio hai forse creato il mio cuore dormendo? dormiva in un parcheggio a Dob utca, nn trovava un modo economico per riscaldare il camper, una stufetta di seconda mano ma economica ed era già Dicembre.

Domani partono per l’Italia, e P. eèconvinto che senza alcuna modifica il camper può viaggiare ad olio di semi dal supermercato e dargli torto non posso. al nostro tavolo del Vittula solo un paio di rumeno-ungheresi piacioni faccediculo ed un barese che gli ha steso un itinerario tutto Etruria e Sud-Italia, cibo buono, bella gente, posti maivisti solemarecastellitrulliCannedellabattagliatempligrecicittabianche e 12 gradi d’inverno. e che cazzo!

La strada sia con te, P.

Anktivariumok

Lo sprovveduto e u n po’ squattrinato nuovo abitante di Budapest quando un po’ curioso amante da farsi facilmente preda dei negozi di libri antichi e/o usati (Anktivariumok) per letture economiche manuali che tanto son sempre quelli a poco prezzo libri in lingua e di lingua ed ecco ritrovarsi sulla scrivania di casa per complessivi 400 fiorini (1 euro e 60): “The honorable schoolboy”, John Le Carre, pp. 533, ed. Bantam Book, 6? ed. 1978; “A complete guide to Letter Writing for science, scholarship and business”, a cura di Rot Sandor, 424 pag., ed. Kozgadsagi es jogi konivkiado, 1992; e un tremendo “Tortenelmi Materializmus” Tananyag “Amagyar socialista Munkaspart FILOZOFIA tanfolyama samara, pp. 424 (anche qui, che ci sia cospirazione?) ed. Kossuth Konivkiado 1961*

* (Il materialismo storico) della serie “lezioni di filosofia del Consiglio del partito dei lavoratori socialista ungherese.

50 anni dopo

A Blaha durante una nebbiosa mattinata allora vedo un altro cartellone che suona geniale e sinistro a un tempo qui a Budapest 50 anni dopo:
“Se ci sara un’altra rivoluzione, lo saprete da MTV” (MTV sta per Magyar TeleVizio).