Sud Italia Iran Bulgaria

Maggio 2005. sono seduto ad un tavolino all’aperto del caffè sul Muzeum korut, nn fa freddo ma cade qualche gocciolina e si sta sotto la tenda da sole. Arrivan 3 tipi e sposto gentilmente il mio tavolo in modo da farli sedere al loro tutti e tre all’asciutto.

Mi ringraziano, poi uno mi chiede se sono iraniano.

Iran. Mi sforzo di nn fare la faccia brutta, e dico di no, magari lo trae in inganno il capello castano e la barba.

Gennaio 2006. sono seduto al tavolino al chiuso di quello che ritengo il miglior gyros di Budapest, un greco sul korut, all’allomas di Baross utca  (o il fratello a Ferenc korut dietro il Corvin -e qui son tutti kebabbari turchi, qualcuno ha un piccolo impero come la catena 3fratelli). Dal mio greco il gyros è di vera carne, il proprietario mi è simpatico e ha una faccia con una perenne smorfia alla Walter Matthau. Mentre mangio rivolto al bancone lo osservo e medito di portarmi a casa una vaschetta di tsatsiki (sarà un mezzo litro) che costa 1 euro e 30 per rallegrare i miei piatti.

Quando ordino il mio tsatsiki e pago, mi chiede se sono bulgaro

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