a CIB bank

– Buongiorno, parla inglese?, Vorrei aprire un conto in banca, ho il passaporto con me.
– Per lei o per la sua ditta?
– Per me grazie
– Un attimo che le chiamo un assistente.
(Arriva una signorina bionda)
– Bene, scriva qui i suoi dati.
– Che costi ha il conto?
– Nessuno, aprirlo ? gratis. Preferisce un conto in fiorini o in euro?
– mi pagheranno in fiorini e preleverò fiorini grazie.
– Le interessa l’internet banking (100 USD)?
– Per il momento no, ma credo mi farebbe comodo un bankomat
– Allora sono 4 euro per la tessera

E’ così che apro il mio conto corrente ungherese.
Lo apro alla CIB Bank, dove mi ci han consigliato e perchè come la mia banca barese leggo in basso, banca del gruppo Banca Intesa. (il settore bancario è uno dei pochi in cui l’Italia abbia approfittato dell’apertura di questi paesi e delle privatizzaizoni in atto, qui tutto è tedesco o austriaco, dalla Telecom, all’energia, all’aeroporto).

E l’ho aperto In 15 minuti, senza spese fisse se nn 4 euro x il bancomat e 20 x la chiusura.

In Italia l’ira di Dio.

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