2 pugliesi si incontrano e uno dice all’altro…

– Hai visto quanto costano qua le verdure?
– Già
– Uno crede che le zucchine a 2 euro. poi qua le trovi a 4 euro
– E’ che qui hanno le stesse verdure ma con nomi diversi
– Io compro sempre kaposzta e cekla, le uniche verdure economiche
– per fortuna quest’anno c’erano le offerte sulle arance
– ieri ho trovato i limoni a 179 fiorini il kilo

– Ti stavo per chiamare dov’eri. C’era un piatto con specialità esotiche. Camambert, olivette, noci, pomodori secchi sott’olio.
– Pomodori secchi sott’olio tra le cose esotiche?
– Si

Dialoghi reale tra due pugliesi che vivono da un anno e mezzo in Ungheria davanti a un buffet di un seminario aziendale.

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nn sono un mangiaranocchi

“John, nn te la fare mai coi francesi,
guardali, su, sono solo dei mangiaranocchi”
(a memoria da “The quiet american” G. Greene)

Nel mio mondo perfetto le donne sono dolci e vanno a fare shopping, gli uomini vanno al pub a guardare il rugby, seguono l’attualità politica, sanno essere volgari.

Tra le mie letture dei quotidiani mi imbatto in
“Nella foto pubblicata venerdì scorso dai giornali, il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi massaggia ridendo le spalle di Jacques Chirac, che ha appena fatto scandalo al consiglio europeo di Bruxelles lasciando la sala dove Ernest-Antoine Seillire, rappresentante degli imprenditori, aveva osato esprimersi in inglese. Che avranno da ridere, non si sa.
L’Italia, terza economia della zona euro, registra una crescita compresa tra 0 e 0,3 per cento dal 2002. In Francia, più di un milione di persone protestano contro un modesto e tardivo tentativo di rendere flessibile una legislazione sul lavoro già molto restia alle assunzioni.” (Le Monde 27.3.2006).

Un paio di sabati fa, ultimo giorno del 6 nazioni, ultimo giorno al Beckett’s. Ore 6.30; mentre Inghilterra e Irlanda scendono in campo a Twickenahm, al Beckett’s s’ode la Marsigliese. I francesi sono stretti abbracciati in cerchio. Mandiamo tutti un’occhiataccia distratta. (Gli scozzesi rispondono con le cornamuse). La Francia ha appena vinto con merito a Cardiff e si e aggiudicata il trofeo 2006.
Poi come sono arrivati 2 ore fa per la loro partita, se ne vanno.

Il Beckett’s rimane stracolmo invece. e tira un sospiro.
Ora Inghilterra-Irlanda è una partita senza importanza (l’Irlanda dovrebbe vincere di 30 punti, follie) e invece il locale è strapieno di gente. Il rugby. I più son qui dalle 2.30 quando al Flaminio e iniziata Italia-Scozia. A 3 minuti dalla fine mentre attaccavamo un nostro uomo e rimasto isolato, ha dovuto trattenere la palla troppo a lungo, punizione contro, 13-10 vince la Scozia. Richie mentre pisciavamo uno accanto all’altro per caso al cesso mi ha fatto ancora i complimenti, avete avuto sempre sfortuna.

Accanto a me al bancone un altro gallese con un cappello da cowboy, magro e aggrinzito, nn sembra ricco. Mi spiega che e stato spesso a Bari perchè vive 6 mesi all’anno in Grecia ora che e pensionato. La città preferita di sua moglie, una bionda uguale a lui che gli siede accanto, è Venezia. Hanno iniziato con 2 Guinness a testa, bevono con calma e si gustano il buon rugby, quando uno dei due finisce la Guinness ne ordinano altre 2. Qundi hanno spesso 2 Guinness e mezzo sul bancone. Lei gli tiene testa. Dopo 3 ore son passati alla lager. Bevono cosi tutto il pomeriggio dalle 2.30 alle 8.30, quando l’Irlanda dopo una strenua lotta espugna Twickenham. Ci abbracciamo tutti, l’Impero e sconfitto.

Di mangiaranocchi neanche l’ombra.

Signor presidente, consigli in amicizia: stia alla larga dai mangiaranocchi, si ricordi che due delle sue “3 i” sono inglese e impresa, e impari dal rugby che chi si isola, perde, mentre per vincere bisogna passare la palla all’indietro e far salire la squadra.
E che chi nn impara una seconda (e una terza) lingua straniera oggi si isola. e nel rugby senza l1inglese nn riesce a parlare all’arbitro e si becca espulsioni temporanee che ti fanno perdere le partite, come ci succedeva 4 anni fa.

Signor presidente, mi rivolgo ancora a lei, il Beckett’s tutto l’aspetta a braccia aperte per il 6 nations 2007 (+ lezioni private di lingue a 1700 fiorini/ora di 45 min.)

Largo all’avanguardia

Incazzato dopo una bella storia di nn pagarti tasse e assicurazioni che tutti i datori di lavoro ti fanno in ogni parte del mondo ho preso spunto da una bella poesia di un friendly blog (http://cielodungheria.blogspot.com/)per dire:

Largo all’avanguardia

Nn sono un’anima in pena.
Nn son fuggito
(mi avrebbero preso).

Assicuro tutti. Ricerche, inquietudini, fardelli, cazzi per la testa, movimenti, non sono più di quelli di chi è in patria.

Un governo fallimentare ha portato il mio paese alla stagnazione economica da 5 anni. **
L’Università è piena cani bastardi e bambini di 40 anni che giocano a fare il dottore.

Sono qui perchè posso dare lezioni a tutti.
Qui vivo in una delle grandi capitali del mondo.
qui ho casa da 7 anni. anche perchè da bambino tifavo per gli uomini in cannottiera rossa CCCP, perche’ ad Inghilterra-Galles tutti tifiamo Galles. Diceva H.A.*, l’Est e’ il nostro spazio vitale.

Sono solo in centro a Budapest. sul lungomare. e allo stadio di Fay utca con 5000 fratelli di ferro.

Se oggi mi sento solo è solo che (link):

<< A volte sento, sento dentro, lo ho sempre sentito forse.

Ho sempre sentito quella “cosa” dentro.

Che mi spinge, mi consuma, mi mangia. >>

solo quando

il

mio Prossimo

mi

Incula.

* Hitler Adolf. cancelliere della Germania dal 1933 al 1945. Il suo corpo nn fu mai trovato. Amava il suo cane. Amava la Polonia. Aveva un cuore grande cosi’ ma nessuno riusciva a capirlo.

**Although Confindustria is officially neutral in the campaign, its leaders have pulled no punches in pointing out that Mr Berlusconi’s government has presided over five years of mediocre economic growth and modest structural reform. (..) Andrea Pininfarina, vice-president of Confindustria, said Mr Berlusconi “was in a confused state of mind, perhaps caused by tiredness. We are not pessimists, we are realists, and the fact that Confindustria wants to know the true facts of the economic situation isn’t defeatism.” (The Financial Times. 20.3.2006)

L’Apertura della Primavera

La primavera qui a Budapest è arrivata sabato, arrivata cosi come deve arrivare Primavera, sole e temperature più miti cioè sopra i dieci gradi. Il fozelek falo ha messo i tavolini all’aperto, non c’è piu lo strato di neve dura e compatta sul campo di calcio vicino al lavoro ed io ora quando esco di casa lascio il cappellino a casa che nn mi bisogna più coprirsi la testa.

E’ Primavera e ci si torna a sedere e giocare a scacchi di domenica sugli scrannetti di pietra bianca che spuntan qua e la per caso fuori dalla metro di Baross tèr.
Mi siedo li a guardare a rispettosa distanza una partita, due belle facce, due generazioni diverse, una sigaretta tra una mossa e l’altra, all’aperto, per rilassarsi nella prima domenica di primavera.
Quando vo fuori sulla Rakoczi ut mi accorgo che la gente che parla ma a voce bassa.

Noi italo-spagnoli parliam a voce alta. Perchè siam friendly, aperti e gioviali.

In treno mi si siedono accanto 2 ragazze, tra un paesino e un altro, sono una di fronte all’altra e parlano, ma io nn le sento, i loro occhi sorridono ma e come un sussurro, muovon appena le labbra e cinguettano dolci e delicate, e il nostro cuore si apre e in questa calduccio primaverile sembra la cosa più giusta del mondo bisbigliar sottovoce in fra di noi.

Sara ma da oggi ora so cosa dire quando son con gli ungheresi e devo dire una cosa carina su queste genti.

15 Marzo – un popolo diligente

Oggi e’ 15 Marzo festa nazionale (o lettori nn fatemi ripetere, leggete che si festeggia qui nel blog di un anno fa..).
Vuol dire cioe’ che, coccarda biancarossaeverde puntata sul petto, ho rivisto il primo ministro Gyurcsàny, in piena corsa elettorale, pronunciare il suo discorso dalla scalinata del Museo Nazionale, come fece il buon Petofi 150 anni fa.
E l’atmosfera e’ molto cambiata, un anno fa un Gyurcsany nervoso e a disagio mentre tutti lo fischiano, oggi un presidente operaio disinvolto che conquista il pubblico un po’ scettico col suo eloquio.

Nn e’ che l’ho capito tanto ma deve essere stato un grande artista x averci convinto che nn era opportuno calcare la mano quest’anno sui fatti d’Ungheria del ’56 (oh guarda giusto 50 anni fa) che giustamente dovranno essere ricordati il giorno della festa nazionale, perchè ora i russi sono suoi amici e dividerannno il gas da buoni amici.

Gyurcsany forse nn sa mica che sono fierissimo che nella mia tasca segreta che mi tiene libero le mani ho una copia di “La rivolta ungherese” il saggio di Sartre sui fatti d’Ungheria scovato per puro caso ieri all’Olasz Intezet e che il prossimo anno lo stendo con una domanda difficilissima.

Comunque vorrei già dare il mio contributo alla storiografia ufficiale riportando la fantastica prima lezione del libro ufficiale di italiano x le scuole ed. 1960 scovato in un antiquario per 1 euro come validissimo aiuto ai miei programmi educativi. Vediamo cosa si imparava qui nella prima lezione di lingua italiana 4 anni dopo i fatti d’Ungheria:

Ecco la famiglia Biro. Il padre è un operaio. L’operaio lavora molto. Anche il padre Biro lavora molto. Il padre si chiama Pietro Biro. Pietro Biro e’ un operaio diligente.

La madre si chiama Elena Biro. La madre non e’ un’operaia. Elena Biro lavora a casa. La madre Biro e’ una massaia diligente. Anche Elena Biro lavora molto a casa.

Il figlio si chiama Giuseppe Biro. Giuseppe e’ uno scolaro. Giuseppe e’ uno scolaro diligente. Lo scolaro diligente lavora molto. Beppe lavora anche adesso.

La figlia si chiama Eva Biro. Eva e’ una scolara. Eva e’ una scolara diligente. Anche Eva lavora adesso a casa.

Ecco lo zio Ladislao. Anche lo zio Ladislao e’ un operaio. Lo zio si chiama Ladislao Nagy. anche lo zio e’ un operaio diligente. Lo zio lavora molto.

Ecco la zia Teresa. La zia Teresa nn e’ un’operaia. La zia lavora a casa (la fa a casa). Anche la zia Teresa e’ una massaia diligente.

La famiglia Biro lavora molto. La famiglia Biro e’ una famiglia (indovinate un po’?) diligente.”

Nn sappiamo come sia uscito fuori un popolo di testedic. ma ecco forse perchè le biro nn funzionano mai… (Scherzo, ovvio).

*”Olasz nyelvkonyv”, aut. Kyraly Rudolf – Szabo Mih?ly; p. 7 – ed. Tankonyvkiado, 1960

Politica interna – Montenegro

Dopo un lunga tiraemolla tra governo, opposizione, rappresentanti UE, il parlamento montenegrino ha indetto lo scorso 1 Marzo in una storica riunione plenaria il referendum per l’indipendenza del Montenegro dalla Federazione di Serbia e Montenegro, il prossimo 21 Maggio. 
La povera federazione di Serbia e Montenegro era nata ufficialmente nel 2003, con un articolo preciso nero su bianco che dopo un periodo di prova di 3 anni (2006) ciascuna delle 2 parti (chissachi) poteva indire un referendum per la separazione.

Il referundum, che porterebbe alla nascita di un altro staterello balcanico di 600.000 abitanti ( eche cazzo questo è un blog al diavolo e a francba il politically correct), era in agenda da sempre, semplicemente nn ci si metteva d’accordo su dettagli come i criteri per determinare la nazionalità montenegrina degli elettori, sulla maggioranza da raggiungere, semplice, qualificata, affluenza minima alle urne, e dulcis in fundo sulla domanda. Se in Italia per dire si bisogna dire no e la domanda e degna di un libro di giurisprudenza del 6 anno (volete abrogare il commaxxx, lemmaxxx, dell’art.xxx alla voce nnnnnn emanata tramite Dlgs il 3xx.xx.xxxx sostitutiva del Regio Decreto..…. 1432 A.D.), i montenegrini avranno in cabina la domanda:

” Desiderate che la Repubblica di Montenegro divenga uno stato indipendente con una personalità legale internazionale?” (sic).

E’ l’UE ha fatto la voce grossa, ha imposto la domanda, l’affluenza minima del 50%+1 e la maggioranza del 55% o niente riconoscimento UE del nuovo staterello iper-nazionalista balcanico. Queste sono le acclarate regole internazionali imperiali per l’indipendenza. Per farci un’idea Il governo in carica (capeggiato dal noto sig. Djukanovic) voleva una percentuale tra il 25 e il 40% e niente 50,1%. 

Sto numero e’ cosi’ importante perche stando ai risultati delle ultime elezioni i partiti di governo nn ce la farebbero a portare cosi’ tanti elettori a votare si, l’opposizione e agguerrita, tra serbi che vivono in Montenegro, nemici personali di Djukanovic che vogliono mantenere i privilegi acquisiti con traffici illeciti di droga, armi e puttane, ex-gerarchi di Milosevic. 

ma sentiamo che ha dichiarato il buon Djukanovic allora:“La formula dettata dall’UE ha in se’ un virus pericoloso per la stabilità. La formula va contro il principio base della Democrazia. La decisione deve essere presa dalla maggiornaza, non da una minoranza.”

N.B. 
Come ormai tradizione nell’Europa Adriatica ha espresso la sua posizione anche la Chiesa, qui nella primate ortodosso, che esprime fedelta ai fratelloni Serbi

perchè scendere per votare..

dal Financial Times on line di oggi:
– Questo weekend il nuovo governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha detto che “l’Italia è un paese in affanno” e che deve migliorare la sua produttività per recuperare il declino della sua economia, la quarta nell’Unione europea. Nel suo primo intervento pubblico dalla sua nomina a dicembre, e a cinque settimane dalle elezioni politiche, Draghi ha parlato dei seri problemi che pesano sul paese.