L’Apertura della Primavera

La primavera qui a Budapest è arrivata sabato, arrivata cosi come deve arrivare Primavera, sole e temperature più miti cioè sopra i dieci gradi. Il fozelek falo ha messo i tavolini all’aperto, non c’è piu lo strato di neve dura e compatta sul campo di calcio vicino al lavoro ed io ora quando esco di casa lascio il cappellino a casa che nn mi bisogna più coprirsi la testa.

E’ Primavera e ci si torna a sedere e giocare a scacchi di domenica sugli scrannetti di pietra bianca che spuntan qua e la per caso fuori dalla metro di Baross tèr.
Mi siedo li a guardare a rispettosa distanza una partita, due belle facce, due generazioni diverse, una sigaretta tra una mossa e l’altra, all’aperto, per rilassarsi nella prima domenica di primavera.
Quando vo fuori sulla Rakoczi ut mi accorgo che la gente che parla ma a voce bassa.

Noi italo-spagnoli parliam a voce alta. Perchè siam friendly, aperti e gioviali.

In treno mi si siedono accanto 2 ragazze, tra un paesino e un altro, sono una di fronte all’altra e parlano, ma io nn le sento, i loro occhi sorridono ma e come un sussurro, muovon appena le labbra e cinguettano dolci e delicate, e il nostro cuore si apre e in questa calduccio primaverile sembra la cosa più giusta del mondo bisbigliar sottovoce in fra di noi.

Sara ma da oggi ora so cosa dire quando son con gli ungheresi e devo dire una cosa carina su queste genti.

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