nn sono un mangiaranocchi

“John, nn te la fare mai coi francesi,
guardali, su, sono solo dei mangiaranocchi”
(a memoria da “The quiet american” G. Greene)

Nel mio mondo perfetto le donne sono dolci e vanno a fare shopping, gli uomini vanno al pub a guardare il rugby, seguono l’attualità politica, sanno essere volgari.

Tra le mie letture dei quotidiani mi imbatto in
“Nella foto pubblicata venerdì scorso dai giornali, il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi massaggia ridendo le spalle di Jacques Chirac, che ha appena fatto scandalo al consiglio europeo di Bruxelles lasciando la sala dove Ernest-Antoine Seillire, rappresentante degli imprenditori, aveva osato esprimersi in inglese. Che avranno da ridere, non si sa.
L’Italia, terza economia della zona euro, registra una crescita compresa tra 0 e 0,3 per cento dal 2002. In Francia, più di un milione di persone protestano contro un modesto e tardivo tentativo di rendere flessibile una legislazione sul lavoro già molto restia alle assunzioni.” (Le Monde 27.3.2006).

Un paio di sabati fa, ultimo giorno del 6 nazioni, ultimo giorno al Beckett’s. Ore 6.30; mentre Inghilterra e Irlanda scendono in campo a Twickenahm, al Beckett’s s’ode la Marsigliese. I francesi sono stretti abbracciati in cerchio. Mandiamo tutti un’occhiataccia distratta. (Gli scozzesi rispondono con le cornamuse). La Francia ha appena vinto con merito a Cardiff e si e aggiudicata il trofeo 2006.
Poi come sono arrivati 2 ore fa per la loro partita, se ne vanno.

Il Beckett’s rimane stracolmo invece. e tira un sospiro.
Ora Inghilterra-Irlanda è una partita senza importanza (l’Irlanda dovrebbe vincere di 30 punti, follie) e invece il locale è strapieno di gente. Il rugby. I più son qui dalle 2.30 quando al Flaminio e iniziata Italia-Scozia. A 3 minuti dalla fine mentre attaccavamo un nostro uomo e rimasto isolato, ha dovuto trattenere la palla troppo a lungo, punizione contro, 13-10 vince la Scozia. Richie mentre pisciavamo uno accanto all’altro per caso al cesso mi ha fatto ancora i complimenti, avete avuto sempre sfortuna.

Accanto a me al bancone un altro gallese con un cappello da cowboy, magro e aggrinzito, nn sembra ricco. Mi spiega che e stato spesso a Bari perchè vive 6 mesi all’anno in Grecia ora che e pensionato. La città preferita di sua moglie, una bionda uguale a lui che gli siede accanto, è Venezia. Hanno iniziato con 2 Guinness a testa, bevono con calma e si gustano il buon rugby, quando uno dei due finisce la Guinness ne ordinano altre 2. Qundi hanno spesso 2 Guinness e mezzo sul bancone. Lei gli tiene testa. Dopo 3 ore son passati alla lager. Bevono cosi tutto il pomeriggio dalle 2.30 alle 8.30, quando l’Irlanda dopo una strenua lotta espugna Twickenham. Ci abbracciamo tutti, l’Impero e sconfitto.

Di mangiaranocchi neanche l’ombra.

Signor presidente, consigli in amicizia: stia alla larga dai mangiaranocchi, si ricordi che due delle sue “3 i” sono inglese e impresa, e impari dal rugby che chi si isola, perde, mentre per vincere bisogna passare la palla all’indietro e far salire la squadra.
E che chi nn impara una seconda (e una terza) lingua straniera oggi si isola. e nel rugby senza l1inglese nn riesce a parlare all’arbitro e si becca espulsioni temporanee che ti fanno perdere le partite, come ci succedeva 4 anni fa.

Signor presidente, mi rivolgo ancora a lei, il Beckett’s tutto l’aspetta a braccia aperte per il 6 nations 2007 (+ lezioni private di lingue a 1700 fiorini/ora di 45 min.)

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