Uomini e no

Ho scoperto per caso all’Istituto di Cultura Cesare Pavese e sono ancora sotto perchè almeno fino ai 26 anni c’è più di qualche tratto in comune nelle nostre storie. Allora ho preso il libro più famoso di Vittorini, il suo rivale letterario dell’epoca, “Uomini e no” un libro sui partigiani nell’inverno del ’45 a Milano (trovato anche a 40 centesimi nell’edizione ungherese: Milanoi rapszodia. Szikra Kiadas Budapest 1949).

Verso la fine quando i nazisti han radunato a San Vittore un po’ di gente sospetta perchè a quei tempi era giusto che ne dovessero morire 10 per ogni tedesco, leggo questo dialogo tra militi:

– Cos’è? – uno domandò – un barese?
– No, no, è di Monza
– Così scuro? sembra un barese
– Invece è di Monza
– E perchè? – domando’ un milite – porta le pantofole?
– Si vede che nn guadagna abbastanza da comperarsi le scarpe
– Non poteva mettersi nella milizia?
– E’ qui per la politica.
– E’ qui per la politica?
– Io credevo fosse un ladruncolo. E’ qui per la politica?
– I militi guardarono più attentamente Giulaj che ora stava rispondendo alle domande dello scrivano..
– Padre
– Vincenzo
– Madre
– Parisina
– Parisina come?
– Disse un milite: Cioè è contro la milizia

(Il barese Giulaj è li perchè ha ucciso il girono prima uno dei cani del generale tedesco e morirà sbranato dai cani)

Viste le seguenti considerazioni:

1) Il Giulaj (cazzo pure un nome quasi ungherese)
2) Al ritorno in Ungheria ho portato con me dei mocassini estivi eleganti e scarpe di cuoio dell’inverno in condizioni pietose da distruggere definitivamente  e ci sto riuscendo molto bene, son spaccati al tallone e 2 bei buchi nella suola e tagli di lato.
3) Sabato una tedesca taciturna all’apparenza lesbica mi ha detto: You are not italian (sono barese, cara) forse nn avevo i baffi neri come si aspettava. (qualcuno disse temete sempre le persone silenziose)
4) Alla parola cane mostro i segni che mi ha lasciato sul braccio destro un simpatico rottweiler anni fa e cito “Naked” di Mike Leigh: “I cani sono cattivi o stupidi”.
Ho imparato che can che morde si dice -harapos kutya-
4) Alla milizia preferisco la malizia
5) Sono tempi in cui militi della terra di Bari muoiono nel deserto senza ragione vera

Io ho una paura FOTTUTA.
(E il libro l’ho riconsegnato oggi.)

PACE a voi

Finora De Trizio era il mitico libero del Bari di Catuzzi, da oggi anche altro:

11:20 Pisanu: “Morti per la pace”

I militari italiani morti a Nassiriya sono caduti “per costruire la pace”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu nel suo intervento alla festa dei vigili del fuo

Salto di generazione

Nella sala riunioni aziendale quando provo a commentare con molto tatto i risultati elettorali, mi sento dire: Berlusconi e’ come Gyurcsany, son proprio uguali, gli uomini più ricchi del paese, e quindi con un passato nn certo pulitissimo alle spalle (certo oggi la P2 e’ solo una porta x il pc, ma nuove prove su Dell’Utri mafioso ecco che saltan fuori…), a capo di forti lobby di potere, da 20 anni al vertice del paese con piglio autoritario, le TV son tutte loro, tutti dicono di non votare per loro, ma poi li votano in tanti…

Ma poi provoco l’ilarità generale quando dico l’età dei nostri aspiranti capi del governo.
Se in Ungheria lo scontro e’ stato tra due giovani rampanti di 42 e 44 anni, in Italia ci sono due uomini in là con gli anni, in età da pensione mattinate al parco e figli che ti portan le pastarelle la domenica. Berlusconi e Prodi sono ultra-settantenni.
In Ungheria nn è che hanno azzerato 2 generazioni: il commissario europeo ungherese, il presidente della repubblica ungherese, l’ex primo ministro eran sui 50-60 anni, ma è che come in tutti i paesi con economia in transizione come si dice all’Est, loro sì, i 30enni che eran gli uomini nuovi.

“Mi immagino il vostro parlamento” fa la grassona davanti a me e mima un esercito di vecchi arteriosclerotici. L’imitazione le riesce benissimo, con la sua pappagogia penzolante, frutto della troppa cipolla fritta nella pastella di panna e burro che da vera ungherese prepara per se’ e il marito e che aggiunge 20 anni ai suoi 34 anni da carta di identità (secondo me taroccata).

Oggi che si riunisce per la prima volta il nuovo Parlamento, accanto a un sublime pezzo di analisi politica LeMonde accompagna un articolo impietoso dove commenta dati alla mano il parlamento con l’età media più alta di sempre, il maggior numero di over 60 e il minore di under 40 mai visto, e già che c’è 2 parole anche sulla riconferma per altri 7 anni di un 85enne malfermo sulle gambe al Quirinale e l’inoxidables” Andreotti’ di anni 87 che lotta disperatamente con uno di 73 per la poltrona del Senato.

E giù considerazioni sull’età media degli italiani che sale perchèin Italia si scopa con più attenzione e si fan meno figli. Ma forse oltrealpe nn sanno che da 15 anni (guarda un po’ da quando Silvio scese in campo) ci son meno soldi e lavoro sicuro per noi giovani e chi si azzarda a metter su famiglia che poi si fa la fine della coppia di barboni sotto casa che han fatto un letto matrimoniale tra i portici. E nn sanno che la generazione politica successiva e’ semplicemente schiacciata dai predecessori che nn si faranno mai da parte, tipo principe Carlo e regina Elisabetta,
perche’ di certo nn han mai visto il secondo tragico Fantozzi, dove il protagonista chiusosi in casa per seguir tutti quei programmi demenziali con tribune elettorali alla fine sogna Craxi che lo illumina sulla politica italiana:

“Sgorbio, il mio obiettivo e’ la stabilità. Io voglio stabilrmi stabilmente nello stabile di Palazzo Chigi”

O ancora ricordiamoci della frase che il senatore a vita Andreotti si porterà nella tomba (da cui di certo resusciterà nelle notti di plenilunio) insieme a tutte le risposte su Ustica, l’Italicus, la stazione di Bologna e piazza Fontana:

“Il potere logora chi nn ce l’ha.”

Largo ai trentenni nella Repubblica Italiana.

Che il nuovo Parlamento viva a lungo, con affetto
Alessandro

Il treno dei desideri

Il mio ungherese migliora e riesco a fare un colloquio in ungherese, ma solo se il mio interlocutore ha voglia di comunicare, cioè se fa gesti, muove le labbra, ha voglia di parlare con un italiano e di sapere dove vive e perchè fuma quella marca di sigarette, se no son contro un muro indecifrabile.

A volte poi succede che con l’interlocutore nn si va tanto d’accordo ed e allora che mi sento davvero straniero, perchè nn riesco a spiegarmi e a difendere le mie ragioni se ce le ho.
I vicini, alle ragazze, al lavoro, ai trucchi che uso per risparmiare sui biglietti del treno..

I treni, e’ il mio primo impatto con l’Italia quando atterro a Roma o dov’altro e devo raggiungere il tavoliere, una giungla di tariffe, offerte, treni ok antimeridiani e promozioni notturne e treni ultimominuto, per viaggiare tradotti come bestie nei treni merci. Per sentirmi davvero libero vado alla stazione il giorno prima e chiedo un biglietto e affanculo a tutti.

La mia stazione ungherese e piccolina c’e’ un solo capostazione nelle sue camere, e nella biglietteria una scritta rossa che dice che 5 minuti prima che arrivi il treno e’ chiusa e il biglietto si può fare anche sul treno quindi.
Allora in genere restavo un po’ di più al lavoro bighellonando nella rete, per prendere il treno delle 15.36 che e un treno speciale, perchè viene 1ora e 30minuti dopo il precedente (in genere vanno a intervalli di mezz’ora) e dopo 4 Km arriva all’Università Cattolica dove il treno si riempie. Il treno allora diventa pieno di vita e di fighe, e molti stanno in piedi nel corridoio e il bigliettaio per quieto vivere rinuncia al suo giro di controllo e io mi sento fiero di essere barese levantino. Se proprio passa poi, scusasse, chiusa la biglietteria era (costruzione ungherese).

Ora pero han mangiato la foglia, sul treno salgono pure 2 pensionati con una targhetta della MAV tipo ausiliari del traffico che danno grande aiuto e il controllore se anzianotto o donna, mi riprende, fa una scenata e mi fa un biglietto da chissà quale stazioncina più a monte senza biglietteria. Il biglietto e + costoso dunque e io faccio brutta figura con le ragazze attorno e devo riparare dicendo che a volte pago ma prendono i soldi senza farmi il biglietto perchè son corrotti.

Nei primi approcci alle biglietterie ho imparato la parola prezzo intero (teljes aron) che era l’opposto di studente. Allora dall’Italia ho portato la mia vecchia tessera da studente internazionale ISIC (ormai datata 2002, ma con il 2 così rovinato che a me sembrava davvero possa andar preso per 7). Nella biglietteria ottocentesca in ferro giallo battuto di Nyugati a Budapest sono scaltri e avveduti, neanche per sogno, devi essere uno studente ungherese, mi spiace 182 fiorini, prego, e mi stampano elettronicamente un triste biglietto azzurro e grigio.

Ma al paese tutti gli studenti sono uguali e mi danno un vecchio biglietto bianco e rosa, piccolino, da studente, con una scritta grande 67.5%. e questo e lo sconto, nn il prezzo scontato, cioè io caccio giusto 59 fiorini.

Cioe’ in Ungheria gli studenti viaggiano sui treni col 67.5% di sconto.
Lunga vita al presidente.

Io ho un sogno, un paese con un Eurostar Bari-Roma a un onesto 12 euro prezzo normale per studenti, e un Bari-Milano Intercity a 21

W gli italiani all’estero

spigolature 

11:18 Continuo a non riconoscere la vittoria di Prodi”:
‘Concordo sul fatto che nelle democrazie chi ha preso piu’ voti vince – spiega Calderoli – ma in questo caso con metodi bulgari si e fatto si che a governare il paese sia una minoranza e quindi io non riconosco la vittoria del centro sinistra