L’Ungheria scende in piazza Domenica

Se questo blog ha un senso mi fermo con le cazzate perché ora ha davvero qualcosa da raccontare.

 Le cose accadono in fretta, questo è il momento delle immagini, quello delle riflessioni verrà dopo.

 Domenica sera faccio un giro per vedere se qualche posto sottocasa trasmette Parma-Milan, il giro è infruttuoso, mi compro una Aszok fredda all’ABC sottocasa e me la sento alla radio. Verso le 22.30 scende Peter: “ah ma stai lavorando? È successo un casino, c’è una grande manifestazione  a Kossuth tér, la piazza del Parlamento, vuoi venire, ci son tutti gli amici..

 Mentre aspettiamo il filobus mi racconta che mentre io trascorrevo una pigra domenica, verso le 16 la radio trasmetteva, poi ripreso da tutte le TV, un discorso di Gyurcsany, il presidente del Consiglio, un discorso privato, insomma doveva rimanere tra loro e loro,  alla direzione del partito, o al suo gruppo parlamentare (il 43% del Parlamento) esattamente nn ho capito, in cui dice testualmente  “ In 4 anni di governo elkùrtàtok (che ho capito sintetizzi in un’unica parola “abbiamo fatto le cose a cazzo e li abbiamo inculati per benino)” ora il paese è nella merda, negli ultimi 2 anni il nostro unico intento era nascondere tutto, raccontar bugie e pensare a rimanere in sella alle prossime elezioni (vinte nell’Aprile 2006 per un pugno di voti) eccetera eccetera. Il riferimento è all’economia ungherese, dati occultati e replica alle accuse dell’opposizione che era solo disfattista. Dopo le elezioni una finanziaria molto dura.

Arriviamo in piazza, piove e c’è gente non tantissima, saremo 5000 forse, vediamo i nosti amici, grida sporadiche “Elkùrtatòk”(ora sapete che vuol dire) “Dimettiti” “Gyurcsany vattene via” (in ungherese suona un po’ più volgare, è quello che si dice al cane, a metà tra il pussa via e il fuoridaicoglioni). La gente si è radunata spontaneamente, un po’ chiamata dalla TV, facce normali, ragazzi, coppie, estremisti di destra con bandiera di Arpad a strisce bianche e rosse.

Gyurcsany è subito apparso in TV per spiegare tutto dicendo che lui è l’unico politico che dice le cose come stanno, che nn si vergogna di dire che le cose van male e bisogna rimboccarsi le maniche. L’unico che ha il buonsenso di fare autocritica. Anzi ha messo tutta la trascrizione del suo discorso sul suo blog (oh fratello..) che da buon populista porta da un po’ prima delle elezioni e continua tuttora per far vedere come è vicino alla gente. 

Il capo dell’opposizione Orban Viktor ha detto che parlerà solo il giorno dopo.

Dopo 30 minuti i ragazzi lasciano le ragazze in mezzo alla piazza sotto la pioggia (mah) e andiamo a cercare un baretto per una birra. Il bar ha anche la TV che trasmette uno speciale sullo scandalo e le manifestazioni.  A casa non ho TV, sento pezzi del nastro incriminato, in effetti le parolacce ci sono tutte, colpisce il discorso che è pesato e scandito come davanti a una platea, non certo intercettazioni o microspie nascoste.

Un vecchino si aggira con una candela accesa e ne è tuto fiero.

 Le ragazze ci raggiungono, dopo un po’ si torna a casa.

Discorsi di politica, di Gyurcsany vi ho detto tutto, l’uomo più ricco del paese, capo del MSZP, il partito socialista magiaro, erede dei comunisti (il partito socialista magiaro dei lavoratori) faccia da Herry Potter, ex leader dei Giovani Comunisti prima dell’89, controllore delle TV nazionali, 43 anni, da 2 anni capo del governo e appena rieletto. Ha vinto le elezioni di un soffio, ha imposto una stretta al paese, gravando sui ceti medi e sugli statali. Non esistono TV libere, tutte sotto i controllo del governo, c’è RTL, ma è un canale di proprietà tedesca, poco impegno politico e film e formula1.

 

Il clima politico è arroventato poi da due avvenimenti:

– l’elezione del sindaco di Budapest, votazioni il 1 Ottobre prossimo, dove è ancora gran favorito Demsky Gabor, sindaco di Budapest da ben 16 anni (cioè dal crollo del comunismo), liberale, alleato di governo dell’MSZP anche se appena eletto il partito liberale era il maggior partito di opposizione al vecchio regime. I suoi motti elettorali sono: “Budapest la nostra città “e “il secondo sindaco più longevo d’Europa”. Nei manifesti è un bell’uomo, un gran figo.

– siamo a poco più di un mese dal 50esimo anniversario dei fatti d’Ungheria. L’episodio più cruento prima dell’invasione fu un massacro proprio in Kossuth tér.