L’Ungheria in piazza. Lunedi – Giovedi

Nell’attesa che tutto avvenga, la gente continua ad andare in piazza, la campagna elettorale è entrata nell’ultima settimana, dove tutto può comunque ancora succedere, soprattutto se accade qualcosa di grosso; governo e opposizione si fronteggiano senza esclusione di colpi.

 La piazza continua ad animarsi la sera con 5-6000 persone, sono aumentate le tende piazzate davanti al parlamento, c’è un bel muretto dove chi vuole può attaccare il proprio foglio per dire quello che pensa. Democrazia diretta si è detto. E’ vero, Pensate che in ungherese amministrazione (Es. gli enti locali) si dice “autogoverno”. L’autogoverno di Budapest = il comune di Budapest.

 Il prefetto ha chiuso la “Cucina del popolo” (Nèpkonyha) che dava pane imburrato con cipolle e gulyàs caldo gratis ai manifestanti. La cucina del popolo era gestita dalla MEGOSZ, potente organizzazione equivalente alla nostra Coldiretti, ma un cartello annuncia comunque che la cucina continua ad operare vicino Deak Tèr, vicino agli stand (elettorali) permanenti del Forum liberale.

 

Io son sceso in piazza lunedì e giovedì, il clima è pressappoco lo stesso, ancora tanto entusiasmo, ci si aggrappa ai valori della destra: ad esempio lunedì concerto dei Karpatia, gruppo folk ungherese, canzoni melanconiche su Timisoara, Oradea e tante città ormai irrimediabilmente perdute dalla Grande Ungheria. Una delle cose che mi colpisce quando apro un quotidiano son le previsioni del tempo: per le temperature ovvio, ma anche perché, mentre il giornale dei socialisti (Népszabadsàg) fa le previsioni dell’Ungheria, quello della destra (Magyar Nemzeti) le dà di tutto il bacino carpatico, e copre, anacronisticamente, anche Novi Sad, Arad, Timisoara, Bratislava (cioè l’ex Grande Ungheria). Giovedì è salito un francese sul palco, ha incitato i patrioti magiari a resistere, loro che hanno combattuto i turchi e combattuto il comunismo e ora alle prese coi neo comunisti, da fermare col loro spirito nazionale… Metà della piazza sta ferma lì comunque, da moderati che vogliono mandare a casa questo governo, e storce il naso.

 

La protesta era stata consentita fino a venerdi’ 29, ultimo giorno di campagna elettorale. Ma dalla mezzanotte di venerdì a domenica sera, ci sarà nello stesso luogo una “manifestazione culturale”, insomma una buona scusa, poi si vedrà.

 

Nella campagna elettorale i candidati han cambiato in corsa strategie e slogan, ora compaiono dappertutto le parole “ordine e sicurezza”. Si ha come l’impressione che tutto possa ancora succedere, se i politologi ci dicono che metà degli elettori decide il voto nell’ultima settimana, questo è ancor più vero qui a Budapest nelle elezioni del 2006, e fan sorridere gli inutili discorsi da vera campagna elettorale, su quel che ha fatto il sindaco, quanto ha rubato, quanto è stato il suo contributo alla fulgida vita culturale della città; l’eterna promessa che ripete ad ogni elezione della linea 4 della metro (con nell’anno preelettorale un po’ di finanziamenti e i lavori che procedono un pochino), il nuovo tram COMBINO, il tram più lungo del mondo come dicevan trionfalmente  i cartelli, che dopo 2 settimane e tantissimi intoppi, porte che non si chiudevano, strutture antiquate per accoglierlo, è tornato alla Siemens per un controllo, manco fosse un motorino.

Teniamo presente però che i 23 distretti di cui è composta Budapest, godono di ampia autonomia e competenze, tant’è che il titolo di sindaco di Budapest suona in magiaro come “sindaco generale” e la partita si gioca anche su quanti “sindaci” dei distretti porteranno a casa gli schieramenti.

 Il vero colpo di scena è pero’ arrivato quasi in sordina giovedì, pare che la corporazione della stampa e televisione ungherese, ORTT, in cui ha voce in capitolo il governo, voglia impedire (usano il termine sopprimere) la diretta dello svolgersi della protesta da parte di HirTV, che come avete letto è la TV allnews della Fidesz, che ha coperto 24ore su24 gli eventi, in maniera quasi professionale e quasi imparziale, un po la CNN o l’Al.Jazeera magiara.

Ma il governo l’ammonisce che quelle immagini incitano alla violenza. Infatti giovedì sera HirTV trasmetteva solo immagini di repertorio della protesta o il TG della BBC.

“Ez a diktatura”,dice Marta. Credo che non ci sia bisogno di traduzione.

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