Servizi segreti bulgari (e ungheresi via) nn sparate più al Papa ma dedicatevi al pippero

In Italia il nuovo film di James Bond sarà nei cinema solo il 5 Gennaio, che ha paura di Boldi, De Sica e Bonolis. Invece qui a Budapest è già nelle sale dai primi di Dicembre. Forse perché qui attira di più e perché negli allegri cortei di Ottobre per far cadere il governo, quando si voleva urlare qualcosa di cattivo verso quei simpaticoni della polizia si urlava AVH (aveha, che qui la h si aspira eccome) la polizia segreta dei tempi del comunismo, che evidentemente ha lasciato tanti bei ricordi.

 

Del resto quando parlo di politica, i miei informatori ci tengono a dirmi che i file dei servizi segreti comunisti son stati in gran parte distrutti, ma si dice che se ne conservi una copia a Mosca e chi sa i segreti è ora nell’odierno partito socialista e tiene in scacco tutti o quasi.

Io in genere dico di si con la testa, ma in cuor mio pensavo sempre che era l’antico odio nn ancora sopito a farli parlare così, e che queste cose son sempre segrete e se ne sa poco, come i misteri italiani chiusi nei cassetti dei nostri italici servizi e le nostre connivenze con la CIA da Moro ad Ustica ad AbuMazen.

 Ma di recente mi son dovuto ricredere.

Difatti, visto che ormai altre 2 settimane e Romania  e Bulgaria entrano nell’Unione Europea (dal 1° Gennaio, n.d.r., e arriviamo a 27 paesi, numero da cui nn ci schioderemo per un bel po’ credo, i giornali si occupano un po’ di più di queste lontane terre e ci regalano notiziole gustose.

Tra queste leggo che il governo bulgaro ha deciso di levare il segreto dagli archivi dei servizi del periodo comunista. E che giusto una settimana fa uno dei direttori dell’archivio si è giusto suicidato perché non sopportava lo stress e le pressioni, ma che è un suicidio strano, con tanti particolari poco chiari, segno che i servizi segreti bulgari sanno ancora il fatto loro.

 Leggo poi sull’Herald Tribune che l’iniziativa sarà comunque fatta con cautela e che nessuno si farà del male, i file degli agenti ancora in attività resteranno segreti, se qualcosa emergerà sarà solo per sapere la verità e non per punire. Il passato è passato, il presente è peccato, il papa polacco è bell’è morto, e Ali Agca, ha ancora una bella barba di cinque giorni nella sua cella.

 

Poi l’Herald Tribune, chiosa dicendo: “Bulgaria is one of the last former communist nations to tackle the historical records of its past. Other countries with former communist regimes, including Germany, the Czech Republic, Poland and Romania, already have taken measures to open communist-era secret files”.

Hey ma manca qualcuno; giusto il paese che mi ospita, l’Ungheria manca, anzi, a parte i paesi ex sovietici è l’unico Stato del patto di Varsavia ad avere tutto nascosto.

 

I miei informatori me li devo tener stretti..

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L’uomo dell’anno 2006 sono io

 Nel 1956, 50 anni fa, l’uomo dell’anno secondo Times fu il popolo ungherese, che si era ribellato ai sovietici.

L’uomo dell’anno 2006 sono io: <<Secondo Time la persona dell’anno sei tu. Per la carica dirompente di blog, siti internet e filmati condivisi in rete attraverso YouTube, il settimanale statunitense Time ha deciso di eleggere persona dell’anno ogni suo lettore. Time ha messo in copertina uno specchietto in modo che “tutti i lettori guardandosi abbiano chiaro che loro, stanno trasformando l’era dell’informazione“>>

(tratto da Chinadaily.com.cn)

Zigomi pannonici

“Mio padre, dunque, si  è sposato nel 1906. A Sydney. Si è anche fatto fare la fotografia da Degotardi, rinomato studio fotolitografico fondato da Giovanni Degotardi (…). Nella fotografia si può notare la pelle un po’ bruna di mia madre, quegli zigomi irregolari, marcati, asiatici, australasiatici, in questo caso, -zigomi pannonici diceva mio padre, che li amava molto, perché gli ricordavano quelli di certe donne di Fiume d’origine ungherese.”

(Alla cieca, 2005, Claudio Magris)

Bumerang

Cari lettori, son contento di aver iniziato una collaborazione con il magazine on line ww.bumerang.it, raccontando dei solenni funerali di Puskas e del loro significato per l’Ungheria..

http://www.bumerang.it/162d371.html

 

Carlo Vanzina e il Cardinale Kiss-Rigo Laszlo

 

Il blog di oggi propone ai lettori un divertente quiz. Abbinate alle citazioni date (1 e 2) i riferimenti da cui sono tratti (A e B). Le soluzioni sono in fondo alla pagina.

 

1 “Ragazzi la vita se come una partita di pallone, che anziché durare 90 minuti, le dura tutta la vita…. Ma attenzione a comportarvi bene, perché altrimenti il ignore porterà il fischietto alla bocca e…..(PRRRRRRRRR)”

2 L’allenatore della massima squadra, l’ha fatto uscire dal campo non per sostituirlo, ma per farlo giocare in un’altra squadra, là dove non ci sono sconfitte, ma solo vittorie, il nostro compito è quello di riuscire a giocare nella stessa squadra.” E ancora “chi gioca con me, sarà selezionato nella squadra eterna, cosi’ si può interpretare il Vangelo di oggi…,” dove l’arbitro non commette mai errori, dove la gioia di giocare è sopra ogni cosa”

 

A (vacanze in America – Di Carlo Vanzina, omelia della Messa di fine anno scolastico)

B (omelia del Cardinale Kiss-Rigo Laszlo –  tradotto è Ladislao piccolo merlo- nella messa solenne in memoria di Puskas)

 

Io crescerò, sicuro per il mondo andrò..

L’ho detto alla morte di Faludy Gyorgy (entry del 2 Settembre), lo ribadisco. Quello che fa impressione da qui a conoscer un po’ gli ungheresi è la loro incredibile doppia identità di attaccamento alla patria, alla lingua, al sacro suolo nazionale e contemporaneamente il loro essere grandi viaggiatori, poliglotti, giramondo.

Del fogliettino che distribuivano al corteo funebre di Puskas, insieme al fittissimo programma c’era in breve riassunta la carriera di Puskas, ragazzo di Kispest, l’Honved, la Nazionale, blablabla, poi il 56 già che si trovava all’estero ci rimase, e venne il Real e una campagna denigratoria nei suoi confronti in patria, ma anziché rimanerci comodamente in Spagna, che so da dirigente del Real o a girare per i suoi vigneti come ha fatto Liedholm in Italia, ha iniziato una vorticosa carriera da allenatore, che, senza mai arrivare a grandi team, lo ha portato letteralmente nei 5 continenti 5, poi quando ha potuto è tornato in patria, guardate un po’:

 

Alicante (Spagna)

San Francisco Gales (USA)

Vancouver Royals (Canada)

Panatinaikos (Grecia)

Colo-Colo (Cile)

Squadra nazionale dell’ARABIA SAUDITA

FCL Murcia (Spagna)

AEK Atene (Grecia)

Al-Maszri (Egitto)

Soi de America ès Cerro Porteno (Paraguay)

Panhelenic Melbourne (Australia)

 

Oggi questo è quasi normale, i calciofili all’ascolto penseranno subito a Milutinovic, che ha fatto qualificare ai Mondiali anche con buoni risultati Messico, Usa, Costarica, Cina, ai santoni olandesi Hiddink e Van Gaal, a Dossena che allena la Costa d’Avorio e l’Albania, a Tardelli che dopo Bari, Inter e Cesena allena l’Egitto, ma certo il buon Ocsi Bacsi (Puskas) è stato un pioniere..

Ed è tutto dentro lo spirito di questo popolo,

Come già detto così Faludi Gyrogy, cos’ Marai Sandor, così Rakosi (capo del regime durante lo stalinismo), così Horty (il Mussolini ungherese), così tanti altri…

L’Ungheria è una nazione medio-piccola, al centro dell’Europa (Centrale) ma un tempo nella grande Ungheria di fine secolo, un giovane Pip viaggiava attorno ai confini dell’Impero (Austro ungarico) sapeva il tedesco e qualcos’altro, girava il vicino impero prussiano, la Parigi anni 20-30 dove mezzo mondo intellettuale e vagabondi si ritrovava, Istanbul, si arruolava in Marina, e poi c’era Budapest, uno dei centri più cosmopoliti del tempo, poi il 56 e la diaspora dei loro figli,..

O sarà anche come già detto al mio ritorno a settembre: riesce a star bene in terra straniera e può accostarsi alle altre culture senza paura e con spirito aperto solo chi è sicuro arcisicuro della propria identità culturale.

E in questo gli ungheresi sono impareggiabili

Öcsi Bácsi – Puskás Ferenc

E’ morto il 17 Novembre, ma i funerali di stato, alla presenza delle massime autorità dello stato, sono stati indetti solo per il 6 Dicembre. 2 giorni di esposizione della salma, poi sabato 8, giornata di lutto nazionale, commemorazione allo Stadio Nazionale, corteo funebre fino a Piazza degli eroi dove verrà reso l’estremo saluto. (Piazza degli Eroi, qui vi è il monumento al milite ignoto, qui il ……., ci fu la cerimonia funebre ufficiale di Nagy Imre, il leader della rivoluzione del ’56, più di 40 anni dopo la sua esecuzione.

 

Il 17 Novembre c.a. è morto Puskas Ferenc, leggenda del calcio magiaro.

 

Qui non siamo al giornale questo è un blog, allora se nn conoscete Puskàs, (sinistro naturale, bassino e tracagnotto, grantalento, capitano della nazionale ungherese fino al ’56 (oh guarda un po’), portandola al titolo olimpico del 52, vicecampione mondiale nel 54 in Svizzera, capitano nel memorabile 6:3 con cui l’Ungheria battè per la prima volta l’Inghilterra, a casa sua, a Wembley, o per restare nel nostro piccolo lo Stadio Olimpico di Roma fu inaugurato nel ’53, con un sonoro Italia – Ungheria 2:6, l’Ungheria era la squadra più forte al mondo, poi dopo 2 anni di interdizione, ormai già ultratrentenne giocò in Spagna, fu capitano del RealMadrid, in tempo per vincere le coppe dei campioni del 58, 59, 60, 66. Nel ’66 aveva 39 anni, finale di Coppa dei Campioni, Real-Benfica della stella nascente Eusebio, risultato finale 5:3 Puskas fece 3 gol, minchia volevo dire l’indispensabile) fatti vostri.. io vi dico cosa voleva dire Puskas da qui..

 

Qui Puskas era un signore anzianotto, con una bella pancia e da tempo gravemente malato, affettuosamente per tutti i magiari Ocsi Bacsi, (leggi “oci baci”, ocsi cioè ragazzo, fratellino, per il sorriso bonario e la faccia paffuta e bacsi che è zio, l’appellativo per gli anziani amici di famiglia), ed era un mito, Puskàs è un tipo esponente della diaspora magiara del 56, uno di quei 2-300.000 intellettuali e padri di famiglia che durante la rivoluzione attraversarono gli ancora malsorvegliati confini con l’Austria o se erano all’estero ci restarono, e tornarono solo col disgelo, era l’ungherese più famoso all’estero (ditemi il nome di un personaggio argentino famoso oltre Maratona  – Borges nn vale, nn ha mai preso il Nobel) era il capitano degli “undici d’oro” come li chiamavan qui, la squadra che rivoluzionò il calcio degli anni 50 col suo gioco d’attacco.

Qui quella squadra è come se avesse giocato ieri a Wembley, il ricordo nazionalpopolare è vivissimo. Il calcio in Ungheria è il primo sport come dovunque, i titoli del Nemzeti Sport son sempre di calcio, ma i ragazzini tifano Liverpool, Manchester, Bayern Monaco a AC Milan (maledetti), perché dopo Puskas, c’è stato il diluvio. Un pallone d’oro del 66 (Florian Albert, capocannoniere dei mondiali di quell’anno), ultima partecipazione ungheresei ai mondiali è di 20 anni fa, a Messico 86 (qualificazione soffertissima contro i cugini austriaci, poi in Messico umiliante 6:0 contro l’Unione Sovietica), negli antiquari librari di Budapest circolano molte copie polverose di “Perché il calcio ungherese è malato”, edito nei primi anni ’90. Ma il football magiaro è peggiorato eccome in salute da allora, Quest’anno alla partita d’esordio delle qualificazioni per gli Europei e noi litigavamo per Donadoni e Totti, qui si è cominciato con un triste Ungheria 1- Norvegia 4 al Nèpstadion, e ad Ottobre un terrificane Malta 2 – Ungheria 1, prima vittoria di sempre di Malta in una competizione ufficiale UEFA). Ancora preliminari di Champions League, il Debrecen campione d’Ungheria eliminato dai campioni di Macedonia, in coppa Uefa l’Ujpest dal Vaduz, (che i più bravi di voi ricordano capitale del Liechtenstein) serie B svizzera, con uno storico Vaduz 4 – Ujpest 0.
Che sia stato questo ad aggravare le condizioni di Ocsi Bacsi.

 

N.B.

Perché il calcio ungherese è malato? Perché la federazione è corrotta e marcia fino al midollo, un esempio facile facile, in Italia il tennis è uno sport con tanti praticanti, ma il tennis italiano arranca.