Io crescerò, sicuro per il mondo andrò..

L’ho detto alla morte di Faludy Gyorgy (entry del 2 Settembre), lo ribadisco. Quello che fa impressione da qui a conoscer un po’ gli ungheresi è la loro incredibile doppia identità di attaccamento alla patria, alla lingua, al sacro suolo nazionale e contemporaneamente il loro essere grandi viaggiatori, poliglotti, giramondo.

Del fogliettino che distribuivano al corteo funebre di Puskas, insieme al fittissimo programma c’era in breve riassunta la carriera di Puskas, ragazzo di Kispest, l’Honved, la Nazionale, blablabla, poi il 56 già che si trovava all’estero ci rimase, e venne il Real e una campagna denigratoria nei suoi confronti in patria, ma anziché rimanerci comodamente in Spagna, che so da dirigente del Real o a girare per i suoi vigneti come ha fatto Liedholm in Italia, ha iniziato una vorticosa carriera da allenatore, che, senza mai arrivare a grandi team, lo ha portato letteralmente nei 5 continenti 5, poi quando ha potuto è tornato in patria, guardate un po’:

 

Alicante (Spagna)

San Francisco Gales (USA)

Vancouver Royals (Canada)

Panatinaikos (Grecia)

Colo-Colo (Cile)

Squadra nazionale dell’ARABIA SAUDITA

FCL Murcia (Spagna)

AEK Atene (Grecia)

Al-Maszri (Egitto)

Soi de America ès Cerro Porteno (Paraguay)

Panhelenic Melbourne (Australia)

 

Oggi questo è quasi normale, i calciofili all’ascolto penseranno subito a Milutinovic, che ha fatto qualificare ai Mondiali anche con buoni risultati Messico, Usa, Costarica, Cina, ai santoni olandesi Hiddink e Van Gaal, a Dossena che allena la Costa d’Avorio e l’Albania, a Tardelli che dopo Bari, Inter e Cesena allena l’Egitto, ma certo il buon Ocsi Bacsi (Puskas) è stato un pioniere..

Ed è tutto dentro lo spirito di questo popolo,

Come già detto così Faludi Gyrogy, cos’ Marai Sandor, così Rakosi (capo del regime durante lo stalinismo), così Horty (il Mussolini ungherese), così tanti altri…

L’Ungheria è una nazione medio-piccola, al centro dell’Europa (Centrale) ma un tempo nella grande Ungheria di fine secolo, un giovane Pip viaggiava attorno ai confini dell’Impero (Austro ungarico) sapeva il tedesco e qualcos’altro, girava il vicino impero prussiano, la Parigi anni 20-30 dove mezzo mondo intellettuale e vagabondi si ritrovava, Istanbul, si arruolava in Marina, e poi c’era Budapest, uno dei centri più cosmopoliti del tempo, poi il 56 e la diaspora dei loro figli,..

O sarà anche come già detto al mio ritorno a settembre: riesce a star bene in terra straniera e può accostarsi alle altre culture senza paura e con spirito aperto solo chi è sicuro arcisicuro della propria identità culturale.

E in questo gli ungheresi sono impareggiabili

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s