Ungheria e Repubblica Ceca. paesi da G7

Un bell’editoriale del  Guardian del 1 Gennaio ci fa riflettere sulla tenuta dei governi dei paesi del G7, tutti accomunati da un’intrinseca debolezza politica. Bush ha perso le elezioni di mid-term e sempre più contestato per la guerra in Mesopotamia, in Canada c’è un governo di minoranza, Chirac leva le tende a Maggio magari pure per far posto a  una donna, Prodi governa “on that country’s traditional knife-edge”, in Germania la GroBe koalicion è di per se politicamente debole, Blair è al capolinea…, Se questa  è la regola l’eccezione è il Giappone, l’unico governo forte ce non sembra temere nulla da questo 2007.

Nelle nostre democrazie moderne, anziché abbandonarmi a riflessioni sul progressivo distacco della gente dalla politica (cos’altro rappresenta un governo debole, elitario e non rappresentativo) mi sento di avanzare una proposta, in questo mondo ricco e moderno, non pensiamo a paesi ricchi, in sviluppo, forti e saldi di Cina, Russia, etc. ma facciamo entrare nel G7 l’Ungheria, col premier contestato e la gente in piazza a scambiarsi poesie con la polizia e la Repubblica Ceca, che da Giugno è senza un governo, col primo ministro designato che per due volte a settembre e dicembre non ha avuto la fiducia del Parlamento.