la liberta’ di stampa, la storia e le tette

“La saggezza è nei libri” diceva Tim Robbins in un bel film in cui imparava a memoria a Bibbia per recitarla al capocarceriere e poi lì dentro ci scavava un contenitore per una piccozza da roccia per evadere.

 Qui la mia fonte di saggezza oltre alla Sacra Bibbia ora sono i libri che parlano del passato prossimo dell’Ungheria, gli anni 90, molto istruttivo per capire il presente, come dicono gli storici del XX secolo nei programmi televisivi di approfondimento.
Ricorderete certo a fine Settembre 2006 immagini con migliaia di dimostranti in piazza, l’assalto alla sede della Televisione, l’occupazione della stessa, polizia incazzata, auto in fiamme e teste spaccate

Eppure io leggo in un capitoletto di analisi sulla libertà di stampa e il passaggio dal controllo politico al pluralismo, che “il 15 Marzo 1989 (festa nazionale in Ungheria n.d.r.) i dimostranti  si diressero verso Piazza della Repubblica (dove c’è la sede della Magyar Televisziò) domandando una Televisione libera e tentando un’occupazione simbolica dell’edificio.” Nella Televisione di stato c’eran già state significative aperture, ma che nn dovevan essere poi tali se per più di sette pre 80-100.000 dimostranti cinsero d’assedio la piazza…

 Incredibilmente sembra la cronaca di 17 anni dopo..  e allora ci son dei problemi anche oggi per gli organi di stampa. Ma forse ce ne eravamo accorti anche a Settembre, e se ne sono accorti anche i passeggeri della metropolitana, che con l’anno nuovo hanno avuto una sorpresa piacevole e divertente.

Dunque c’è da sapere che, credo retaggio dei bei tempi andati, in ogni stazione della metro tra pubblicità di telefonini e banche c’erano rimaste anche delle bacheche in cui venivano esposte le prime pagine dei due maggiori quotidiani nazionali ”Nepszabadsag” (socialisti) e Magyar Nemzet (destra) credo divisi per numero di stazioni e lottizzati col bilancino. Era comunque carino che mentre aspettavi alla banchina ti leggevi i titoli dei giornali.

 Ma a Gennaio, al mio ritorno dall’Adriatico ho però trovato le bacheche vuote, tristemente vuote. Succede poi che mi accorgo da una settimana che ora espongono non più i quotidiani nazionali quelli seri, ma i tabloid: dei quotidiani popolari, scandalistici e cronaca spiccia, a 30 centesimi, una specie di Eva tremila e Cronaca vera, che qui come in Inghilterra son amati e vendutissimi. Ovviamente anche in questo settore ci sono due tabloid rivali: ” Blikk” e “Szines Lap”. 

Nn mi sono ancora informato un gran che, questo è un blog, il mio blog, ma si vede che qualcuno al comune di Budapest (guarda un po’ dello stesso colore del Governo) ha pensato di levare la politica dalle metropolitane che eccita troppo gli animi e mettere qualcosa di veramente popolare..

 Chi è stato anche un weekend in Inghilterra sa poi che i Tabloid son famosi anche per un altro motivo: le grandi foto di giovani tettone sedicenni in terza pagina (e anche una foto piccolina in prima) ed è bello vedere i budapestini della metro (cioè tutti: manager, casalinghe, operai, studenti, italiani all’estero) soffermarsi così per abitudine davanti a queste belle tette sode e questi titoloni di cronaca vera.

Anche oggi, che ho preso la metro blu per andare a Ujpest, le tette non eran niente male, ma in metro pensavo che forse il governo ha fatto male i suoi conti: oggi Blikk aveva una foto in bianco  nero di un un ungherese scarno e con i baffetti, con gli occhi coperti e il titolo:“Nasconde in casa il corpo della madre morta da 6 mesi per  continuare a prendere la pensione”. Oh lettori avvisate il governo: che le cose nn van per il meglio lo si capisce anche dai titoli di Blikk..

 E sentiti ringraziamenti per le tette.

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