Passata è la tempesta? – gli ungheresi di nuovo in piazza

Mi chiedon dall’Italia notizie della tempesta che ha attraversato l’Europa, e in effetti mi ero predisposto a scriverne nel blog, ma poi che delusione, qui giusto il cielo si è rannuvolato, la temperatura si è un po’ abbassata dai 15°C di metà Gennaio, e giovedì sera, al passaggio della tempesta, ho sentito sbattere la finestra della camera, che mi ero pure scordato di chiuderla..

 E’ che, come tutti noi, qui noi abbiamo un cugino ricco che ci protegge, il nostro cugino austriaco, con le sue Alpi che ha notevolmente attutito la forza degli elementi.

Quello che invece non si placa è il vento di passioni che anima i buoni ungheresi: oggi circa 1000 persone, richiamate dal neocostitutito Forum per il Cambio di Regime, si son radunate a Vértanùk tèré* che scopro essere la piazzetta giusto accanto a Kossuth tèr, la piazza del parlamento, quella con il ponticello e la statua di Nagy Imre.

Di lì son partiti in corteo (con alla testa due enormi bandiere di Arpad, precisa index.hu) verso Szemlőhegy utcá che è una bella via del II distretto nel verde delle colline di Buda, dove vive il tanto amato primo ministro Gyurcsany. 

Quando apprendo notizia è già tardi e credo che anche i 2-300 che si sono fermati a manifestare sotto casa del primo ministro ora son già a cena con la famiglia, ma vado a fare un salto a piazza del Parlamento per veder che aria tira. A piazza dei Testimoni di Sangue nun c’è nessuno, il Parlamento lì di fronte, è sempre bel transennato e la ronda gira sempre. Il piccolo presidio di 10 persone dei manifestanti, attorno ad una bandiera ungherese con un buco al centro, come nel 56, è attorniato da celerini che controllano i documenti…

Il “Forum per il cambio di Regime” è anche ben organizzato, visto che cortei di macchine e brevi blocchi delle strade statali si sono verificati un po’ in tutto il paese.

Del resto non c’era che da aspettarselo, il paese è sempre diviso, i partiti in lite e più lontani che mai dalla gente, la dura finanziaria del governo avrà pur fermato il debito pubblico e fatto apprezzare il fiorino, tornato a 250HUF per 1€, ma l’inflazione è al 10%e la gente inizia ad accusare il peso dei tagli alla spesa, dell’aumento di luce, acqua e gas, dell’innalzamento delle tasse, etc, etc..

Un consiglio per il primo ministro: si scelga un piccolo paesino in una località amena appena fuori Budapest (diciamo un’Arcore, una Gallipoli magiara) e ne faccia il suo feudo, così dormirà più tranquillo attorniato solo dai suoi scudieri.

 

 

*Vèrtanùk non l’ho cercato nel vocabolario, perché letteralmente fa “testimoni (tanùk) di sangue (vèr) e mi fa già impressione così.

 

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