Melbourne, Australia

In corso i mondiali di pallanuoto a Melbourne, con l’Ungheria tra le grandi favorite. Un altro tentativo di capire l’Ungheria.

Ho nostalgia della pallanuoto, lo ammetto. In Europa i campionati e le coppe son ferme da qualche settimana, per lo svolgimento dei mondiali, a Melbourne, Australia.*

Allora oggi mi son visto un po’ di partite (10 min.) su youtube. Avevo letto che negli ottavi di finale c’era stata un’epica partita Italia-Australia (i padroni di casa), gol vittoria a 5 secondi dalla fine del secondo tempo supplementare con un gran tiro da metà campo di Felugo.. Anche sapendo il risultato mi son goduto la partita, evvero, vista qui con stralci da Raisportsatellite. Un’Italia della pallanuoto è in un fase di rinnovamento: ancora la vecchia guardia in vasca (Attolico, Bencivenga, Calcaterra) e qualche giovane che si farà, che ci fa vivere le grandi emozioni che solo lo sport può regalare.  <com’è bello parlare per frasi fatte, o cari lettori>

Allora ci prendo gusto e su youtube mi vedo anche 10 min. presi da mtv2 (magyar televiziò2) di Ungheria-Romania, 12-9. Una buona Romania che gioca quasi alla pari contro i maestri ungheresi, i vincitori degli ultimi due allori olimpici,  in cui di registra il gran ritorno di Benedek Tibor, il goledor dell’Honved che anni fa aveva rinunciato alla nazionale.

Prima noto la faccia del centroboa romeno, la potresti vedere anche all’Anagnina. La pelle scura contro l’immacolato candore magiaro.

Ma c’è dell’altro.. l’esultanza degli ungheresi in vasca e dei tifosi sugli spalti. Tante bandiere magiare e gesti strani.

Diceva Terzani: ho iniziato a fare foto perchè mi sono accorto che una foto a riguardarla raccoglie tanti particolari che prima ti potevano sfuggire. Qui è lo stesso. Il nazionalismo, l’amor di patria,  l’arroganza, l’orgoglio, lo spirito ungherese (scegliete voi) è tutta qui in questa piscina e dice tante cose tutte insieme.. e il contrasto con la partita  che ho visto prima tra italiani e australiani stridente.

Mi diceva Monika al Millenaris Park durante Germania-Italia 0-2 ai mondiali: “guarda quanto esultate. Gli Italiani amano tanto il loro paese” “Beh anche in Ungheria pero’..” feci io “No, da noi è un’altra cosa”.. rispose

 

*ricordo ai lettori che alle Olimpiadi di Melbourne del ’56, svoltesi un mese dopo i fatti d’Ungheria, gli ungheresi vinsero il torneo di pallanuoto. In semifinale, contro l’URSS la vasca si tinse di rosso.

David Irving

Prosegue la collaborazione con Peacereporter, ora più bella che mai dopo il ruolo avuto nella vicenda Mastrogiacomo. A Budapest il 15 Marzo, al comizio del partito magiaro di verità e vita, MIEP, ha parlato anche il famigerato storico revisionista Irving.. su questo personaggio han ricevuto e gentilmente pubblicato: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=7570

Piazza pulita

Riaperta al pubblico dopo 5 mesi Kossuth tér, la piazza del Parlamento 

La notizia era sui giornali, ma in piccolo, nascosta dalle piccole cronache quotidiane, da domenica han riaperto al pubblico la Piazza del Parlamento…

Neanche io nn ci volevo credere e allora di pomeriggio ho preso il mio trolly n.70 e son sceso al capolinea. Era vero. Le transenne  davanti alla piazza del Parlamento non ci son più, dopo 5 mesi, (era ora), han lasciato giusto un piccolo  cordone  a 10 metri dall’ingresso, così i ministri posson parcheggiare davanti all’ingresso e nn perdono tempo a cercare un posto libero e c’è qualche poliziotto che guarda distratto..

Non mi sembrava vero di poter camminare  in quella piazza prima invalicabile, poter andare vicino alla statua di Rakozi a cavallo e a quella di Kossuth, riguardare la fiamma eterna al 56 e il pennone di 20 metri dove han fatto un paio di alzabandiera importani per la nazione (il cinquantenario del 56, il 15 Marzo, ma senza spettatori).

Che è successo allora? Han solo scoperto che la politica è compromesso, ma guarda un po’.. Han detto ai vertici della polizia: in piazza del parlamento avete fatto i bravi, allora noi riapriamo la piazza al pubblico, voi potete manifestare ogni sera a orari stabiliti, anche ogni giorno, nn potete andare sugli spiazzi erbosi (ora trasformati in eleganti aiuole fiorite, con una grazia propria dei magiari), nè potete piantare le tende (vietato calpestare le aiuole e l’ingresso ai cani e altri animali). E poi  una bella stretta di mano.

C’era un signore sulle panchine sotto il monumento a Kossuth, col giornale e l’aria soddisfatta, fa voce verso di me..no, non è per me, è per il nipotino che si è allontanato troppo..

V Domenica di Quaresima. Il figlio prodigo

a tutti gli italiani all’estero, partiti da casa con grandi speranze; a Wenglyan, che oggi mi ha detto “I don’t want to give up”

Luca (15, 13-17.20)

13Dopo nn molti giorni il figlio più giovane raccolse le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.15 Allora andò e si mise al servizio di uno degli abitanti di quella regione che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con la carrube che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava. 17Allora rientrò in sè stesso e disse:”Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame 20Partì e si incamminò verso suo padre.

(Il figlio guarito ha trovato la libertà non allontandosi dal padre, ma stringendosi più forte al suo amore, Maria Teresa Magnabosco)

PREGHIERA DEI FEDELI

4 I giovani trovino sempre nei genitori delle persone che attendono con pazienza e fiducia il loro ritorno, e soprattutto persone che li amano, preghiamo..

5 I genitori di fronte alle scelte dei figli non si scoraggino, ma diano fiducia e giusti orientamenti con tolleranza e speranza, preghiamo…

Commento , 2 giorni dopo

In questi giorni in cui a Budapest si è tanto parlato di LIBERTA’, parola magica del 15 Marzo per ogni partito, mi ritrovo a leggere al Vittula “The Barney’s version” di M. Richler e in cui leggo questo versetto, vero inno punk alla Libertà:

Judges 17:6

“In those days there where no king in Israel, but  every man did that which was right in his own eyes”

E’ qui la festa. Parte I

Cronaca della prima parte (pacifica) della giornata. Tra comizi, feste 

Il 15 Marzo ha visto circa 120 manifestazioni di piccoli e grandi gruppi. Chi era interessato alla festa, o alla nazione, o alla politica, o a vedere quello che sarebbe successo, o a menare le mani e giocare alla guerra se li è fatti un po’ tutti. Io tra loro. D‘altronde era una bella giornata di sole. 120 manifestazioni, tra cui i comizi dei principali partiti e movimenti, tutti rigorosamente separati, tutti a istanza l’uno all’altro. Ne segue che la gente si incammina a ogni ora per le strade di pest da una piazza all’altra, tipo i Sepolcri di giovedì santo, tanto per allenarsi alla vicina Santa Pasqua.

 

9.00 alzabandiera Kossuth tèr

La mia giornata di festa è iniziata presto, alle 9 volevo essere all’alzabandiera e alla cerimonia degli ussari a cavallo a Kossuth tèr. Arrivo mentre tutti cantano a voce bassa e solenne l’inno nazionale, (me ne dovrò sorbire almeno 7-8 in tutta la giornata). Finito l’inno bordata di fischi impressionante, cori, fischi e campanelli per tutta la cerimonia. Il Primo Ministro è presente, lì tra le autorità. La polizia ha fatto gesti di buona volontà: nn ha isolato la piazza nel raggio di 500 metri come nel 50enario del 56, ma solo di 100, e ha sostituito le transenne frontali con un cordone di piante ornamentali alte solo un metro, così si può vedere la cerimonia dal avanti. Per accedere si passa sotto metal detector.

 

10.00

a 200 metri, al memoriale di Batthyany  coro militare (devo ammettere nn male), solo servizio d‘ordine, addirittura applausi.

 

11.00 Nemzeti Muzeum

Classica rievocazione storica davanti alle gradinate del Museo Nazionale, c’è poca gente, per lo più anziani che nn si son persi mai un 15 Marzo davanti al museo nazionale e bambini con i genitori; tradizionalmente è una festa anche per loro. Arrivano pero’ anche i contestatori. Alle 11.00 puntuali escono gli attori, i ballerini e le autorità tra cui Gyurcsany. Impassibili recitano e ballano mentre 4000 persone li fischiano a più non posso.

 

13.00 statua di Petőfi

Parla Demsky Gabor, sindaco di Buapest da 20anni, tra l’altro colpito da un ennesimo scandalo sull’(eterna) costruzione della linea 4 della metro. Mentre son là passa uno in costume tipico e mi fa: “Hai per caso delle uova, amico? Sai dove posso trovarle?” …… Demsky fa un discorso, “noi amiamo la libertà, la nostra Ungheria, la Primavera. Voi siete nemici della libertà. Anche voi che mi fischiate, per coprire la mia voce….”C’è da ammirarlo, è l’unico degli esponenti dei partiti di governo che abbia tenuto un discorso pubblico ieri, ed è lì a sgolarsi mentre tutta la folla lo fischia, e 4 scagnozzi aprono ogni tanto degli eleganti ombrelli neri per evitare gli ortaggi che gli lancia la folla. Pero’ un uovo lo centra sulla giacca, ploff…

 

14.00 comizio di Jobbik (estrema destra) a Vorosmarty tér..

Assurdo guardarli uno per uno, i loro sostenitori talmente eterogenei… ci sono i ragazzi, i signori con l’abito buono, i poveracci, i barboni, i ragazzi fighi con gli abiti firmati e le signore in lustrini e pelliccia da corteo di Forza Italia, davanti a me un uomo in abiti logori, un tricolore ungherese in mano insieme a altre 2 bandierine, codino e barba lunga. Dopo un po’ il bambino sui 10 anni accanto a lui gli parla, poi altri 2 bimbi di 4-5 anni che gli frugano nello zaino. Sono i suoi figli. Hanno tutti una maglia (uno azzurra, uno rosa, una rossa) con l’alfabeto ungherese e accanto il simbolo dell’alfabeto dei Szekely (magiari che vivono in Romania, il loro alfabeto usava caratteri simili ai runici). C’è pure una bimba.

 

16.00 ponte Elisabetta

Il comizio di Fidesz, principale partito in opposizione. Lo schermo è messo all’imbocco del ponte Elisabetta, dove a Ottobre la polizia distrusse con le ruspe l’ultima barricata. E’ controsole, ma con un colpo di teatro certo studiato a tavolino, il sole sparisce dietro i palazzi di Pest, giusto quando Orban prende la parola. Discorso in parte condivisibile: avete fatto un sacco di ca…te, il vostro sostegno popolare è bassissimo, andatevene.

Chiusura del discorso: W L’UNGHERIA. W GLI UNGHERESI

 

Ma per gli italiani c’è un gustosissimo antipasto. Prima di Orban parla un ex capo del governo lituano e, udite udite, Antonio Tajani, proprio lui, nelle vesti di vicepresidente del PPE (partito popolare europeo). Peccato che Tajani inizi porgendo le scuse di SILVIO BERLUSCONI che per improrogabili impegni personali ed elettorali… (<<elettorali perché?>> Mi fanno, <<ma credo qualche elezione amministrativa, si vota a Roma mi sa..>> <<e lui che c’entra con le amministrative?>> <<lui, anzi, Lui, c’entra sempre>>.

E in effetti è Silvio che parla per bocca del fido Tajani: ricorda che i 2 popoli sono fratelli e percorsi da antica amicizia e stima, che anche in Italia ci sono 2 partiti COMUNISTI al potere e che anche loro della destra italiana il 2 Dicembre sono scesi in piazza per protestare contro le ignominie fatte dai comunisti al governo in Italia.

Un italiano all’estero presente al comizio, pressappoco dov’ero io, gridò: BUFFONE!

 

E’ qui la festa. parte II

 

Allora, affezionati lettori, ho visto che in Italia ci son cose preoccupanti dagli esteri, Afganistan, Nigeria, siamo un paese davvero internazionale, e poi ormai nn è più l’anniversario del 56, quini forse le notizie di Budapest in fiamme saran poche in TV, ma è allora che il blog ha sua importanza..

Sono le 19,sul Karoly korut, giusto di fronte al Merlin un’altra volta.. Ho visto 4 italiani di mezz’età un po’ disorientati.. che sul kiskorut stan passando un po’ di bandiere, teste rasate, pantaloni militari e costumi tradizionali, reduci dall’ultima manifestazione in programma per oggi, quella di uno dei tanti “Forum” sorti durante le manifestazioni dell’autunno scorso; ora dovrebbero defluire in realtà sfilano ancora compatti… e questo mi inquieta

Ma io sono un bravo cittadino e tranquillizzo i signori (Come mai tutto questo nazionalismo? Cos’è quell’aquila con un coltello tra gli artigli sulle bandiere bianche e rosse? Che contrapposizione è, davvero destra e sinistra come da noi?) faccio serafico come chi la sa lunga: ” finora tutto si è svolto pacificamente, tutti i comizi son stati pacifici, la polizia nn ha provocato, è vero, ho visto tutti gli skin del paese radunati qui, ma finora si sono annoiati.. Le notizie più gravi son state il lancio il sindaco centrato sul doppiopetto da un uovo mentre parlava (manco fossimo a Massalombarda) e una jeep isolata che ha girato per un po’ con un megafono a incitare a nn demordere e combattere il potere.”

Quando rientro però al Castro (eh si’ si chiama cosi’, un Bistro’ molto inn e alternativo dove ci siam accomodati con gli amici dopo il comizio della Fidesz) mi dicon che gli idranti della polizia sono entrati in azione a Andrassy ùt 60 (l’ex sede della polizia politica, ora un museo). HirTV purtroppo nn riesce a trasmettere* e io mi incammino lungo l’Andrassy. Il blocco è all’altezza di Oktogon, alla via successiva, quell’Eotvos Lorinc utca, lo stesso a cui è dedicata anche la prima università di Budapest.

Ormai son esperto i queste cose e mi vien francamente da sorridere. La notizia sui giornali del 13, stranamente in secondo piano rispetto alle normali notizie politiche, era che la polizia era stata richiamata tutta tutta. E in giro, a dir la verità con molto tatto e riserbo si eran visti eccome. Girando per una kocsma (bettola) vicino a Astoria prima del comizio di Fidesz, avevo visto almeno 500 poliziotti, nei loro automezzi affiancati al ciglio della Wesselenyi utca, dietro la sinagoga per 2-3 isolati, impressionante la loro nuova divisa antisommossa, protezioni in materiali speciali, sulle spalle, sulle braccia, sull’addome, come la polizia di Robocop. e  paurosi mezzi blindati pronti per l’occasione, con le grate al parabrezza, per resistere a ogni assalto, manco fossimo in mezzo a MadMax. Gli anni 80 son veramente tornati di moda.

Di contro, dall’altro lato (come recitava uno striscione in piazza: barikade.hu a te la scelta da che lato essere) un 2-300 ultras e skin e un 2-3000 persone comuni, ma veramente comuni, cioè coppiette, ragazzini con la cartella, ragazze carine, signori in abiti dignitosi, tutti a fare foto alle luci colorate della polizia 100 metri più avanti. Ma guarda che stupidini, penso io, è finita l’ultima manifestazione, qualcuno si è messo in testa, andiamo lungo l’Andrassy tutti insieme, andiamo a Andrassy 60,..

Questi ragazzi sui 20anni, facce delicate e per bene, loro sì che giocano..

La polizia invece no, è tanta, allenata, in forze e con i mezzi giusti, in 20 minuti libera Oktogon, con idranti e gas le voci bianche si divertono e vogliono andare a rioccupare Kossuth tere, ma poi arretrano lungo l’Andrassy.

Racconta Kapuscinski che le rivoluzioni iniziano sempre allo stesso modo: uno scende in strada e cammina con un cartello in mano, un altro lo segue, poi altri 2 gli si metton dietro  e così via..

Qui all’altezza dell’Operahàz, uno dei teatri dell’opera più belli d‘Europa, un tipo magro e a volto coperto prende un cassonetto e lo mette in mezzo alla strada, un altro fa lo stesso e diventan 5 a cui dan fuoco. Poi un altro dà un calcio alle impalcature in legno per i lavori di ristrutturazione al palazzo di fronte all’Opera, ne cava fuori un’asse di legno e lo butta in mezzo alla strada 50 metri più dietro, un altro lo segue, tutta l‘impalcatura è messa lì, poi anche quella del palazzo alle spalle, accanto al Nuovo Teatro Magiaro.

Tutti sono contenti, escon fuori le sciarpe, i passamontagna, le maschere antigas, tiran su i cappucci e si senton vivi, le ragazze e le coppie arretrano, poi van via, i ragazzini urlan  “urka che figo, barikadek” e parlan ai cellulari con gli amichetti.

“Fin qui tutto bene”, diceva un film, mi inizio però ad amareggiare quando vedo che divelgono e buttano per le barricate le cabine telefoniche gialle e verdi, d‘epoca, poi tiran giù dei cartelli stradali e con quelli spaccan le cabine perché prendan fuoco meglio. Poi buttano in mezzo anche le panchine..

La polizia non aspetta e in un 40 minuti supera 3 o 4 barricate date alle fiamme, e libera l’Andrassy. Sono a rispettosa distanza e la piazza è molto grande, ma mi sento male per i lacrimogeni usati, i sicuro i più potenti nei migliori negozi di ferramenta.

Son tanti, riescono a circondare e isolare tutta Erzsèbet tèr, la piazza dedicata a Sissi, che sotto il comunismo era piazza Engels (quello di Marx e Engels) e era la stazione degli autobus. Ora è un (bel) parco con installazioni postmoderne, e il Godor klub, sotto.

A questo punto la gente è stata divisa in 3 principali tronconi, e dispersa, dopo questa bella dimostrazione di forza. Mi chiede un ragazzino accanto “e ora che succederà?” “niente” caro mio.

Apprendo solo a casa dell’arresto di Budahàzi. Avevan detto al tavolo del bistro’, “niente scontri oggi? Nn ti sei divertito tanto? E io “la polizia è stata intelligente e non ha provocato nessuno. Tutto è stato colorito, ma pacifico.” Mi sbagliavo, Budahàzi, era formalmente tra gli incriminati per l’assalto alla TV, ma ha partecipato a dibattiti televisivi e tenuto discorsi durante il sit-in a Kossuth tèr. Poi l’hanno arrestato oggi, una provocazione bella e buona. Poi un passaparola folle (è trattenuto a Andrassy ùt 60, ma dove entro il museo?, in che sala del museo?”) e di nuovo divertimenti per le strade, per la gioia dei ragazzini..

Ma hanno un cuore giovane anche i loro leader. Tra le notizie di agenzia che leggo a casa mi tocca annotare:

–         h: 21.xx:  Il ministro del’economia Koka Janos ha detto di aver mandato un sms a Orban (il leader dell’opposizione) “è questo che fanno i tuoi ragazzi”

–         h 21.xx:  Il ministro del’economia Koka Janos ha detto di non aver ancora ricevuto un un sms di risposta da Orban (il leader dell’opposizione)

–         h.22.00 Orban da noi interpellato ha detto: “nn mi ero accorto dell’sms”

 

*HirTV è il canale allnews della destra, che ha sempre coperto gli eventi in maniera impeccabile. I suoi simboli sono 2 ai miei occhi: il grande Krakkoi Akos, il primo a essere inviato nel cuore dei casini, professionale ma con lo sguardo un po’ spaesato, alla Brosio e il suo “ma direttore..”, e il camioncino con l’antenna in cima, che stazionava perennemente avanti a Kossuth tèr o a Blaha Lujza, ietro le barricate el 23.10. Ora quel camioncino è rimasto bloccato tra 2 cordoni di polizia, nn lo fan passare (ma guarda un po’) e HirTV nn puo’ mandare tutto in diretta.

 

INFORMAZIONE DI SERVIZIO

 

La direzione del blog ha deciso di aprire una sezione distaccata, che tratterà dei fatti più prettamente politici e di cronaca.

Tale sezione è visiabile presso presso l’URL:

http://fainotizia.radioradicale.it/user/agrimald

E’ qui la festa. cronaca

Nuovi gravi disordini a Budapest in occasione della festa nazionale ungherese
Scontri erano attesi  Budapest in occasione della festa nazionale del 15 Marzo e scontri ci sono stati.

La giornata, scandita da cerimonie commemorative, rievocazioni storiche e concerti, e comizi politci delle autorità e dei principali partiti di opposizione si era svolta senza particolari incidenti di sorta (la notizio principale era stata il lancio di uova che aveva centrato il sindaco di Budapest  Demsky Gabor).

Verso le 17.30, ormai in chiusura di giornata, si è diffusa però la notizia dell’arresto di Budahàzi Gyorgy, uno dei leader delle manifestazioni di protesta dell’autunno scorso contro il primo ministro Gyurcsany. Voci affermavano che Budahàzi era stato trattenuto al n. 60 di Andràssy ùt, l’ex sede della polizia politica tra gli anni 30 e 50. Subito si è iniziata a radunare gente, che si era dispersa dopo la fine dei comizi.
La polizia in pesante assetto antisommossa ha creato un cordone di sicurezza e fatto indietreggiare i contestatari (valutabili in 2000-3000 persone) lungo l’Andrassy ùt, il viale più elegante di Budapest. Il viale è stato isolato verso le 21.00, con l’uso insistente di gas lacrimogeno e urticante e di idranti. I manifestanti hanno eretto barricate improvvisate lungo il viale (in particolare di fronte al teatro dell’Opera di Budapest) avvalendosi di cassonetti, impalcature in legno, cabine telefoniche divelte, segnali stradali, panchine in legno, che sono anche state date alle fiamme.

La giornata aveva visto una colorata e sonora contestazione in mattinata al primo ministro Gyurcsany Ferenc, presente alla cerimonia ufficiale dell’alzabandiera in Kossuth tér, la piazza del Parlamento, e alla rievocazione storica sulle scale el Museo Nazionale, e al sindaco di Budapest Demsky Gabor, liberale, della stessa maggioranza di governo.

Notevole successo ha avuto il comizio del principale partito di opposizione, Fidesz, i cui organizzatori hanno stimato 200.000 presenze. Al comizio ha partecipato anche Antonio Tajani, nelle vesti di vice-presidente del Partito Popolare Europeo, di cui fa parte anche Fidesz.

Il 15 Marzo ricorre l’inizio dei moti del 48 in Ungheria, contro l’oppressore Asburgico. Quel giorno il poeta Petőfi Sàndor salì sulla scalinata del Museo Nazionale incitando il suo popolo ad alzare la testa contro il giogo asburgico.

VIDEO

FOTO

Domani ? 15 Marzo

Domani è 15 Marzo, festa Nazionale per l’Ungheria. Grandi feste nelle piazze e spavento per una  nuova ondata di scontri con la polizia.

 

Ritorna la grande politica nel blog. O comunque qui si attendono cose nuove domani. Lo vado scirvendo nel blog, è festa nazionale, la più sentita dali ungheresi, in genere discorso del primo ministro dalle scale del museo nazionale, rievocazione storica, canti, balli popolari, giochi per i più piccini fino a sera, tutti con la coccarda al petto..

Ma qest’anno è particolare lo sappiamo. le cose di sempre ci saran tutte, il primo ministro parlerà in diretta TV, ma al chiuso tra invitati scelti, ci saranno manifestazioni e discorsi dei 3 partiti di opposizione (separati), è stata mobilitata tutta la polizia disponibile, consentito l’uso dei proiettili di gomma, han messo telecamere ovunque, etc,

Nn so che succederà, son tutti comunque incazzati col governo che ha letteralmente chiuso scuole e ospedali e alzato le tasse, e il governo ha cercato di alzare i toni e gli allarmi per serrare le fila e il consenso..

Devo dire che oggi c’è un po’ di tensione, I miei amici son tutti spaventati o si chiuderanno in casa, o partono per il ponte che questa festa concede, i più tenaci o nostalgici dicono: “è la mia festa nazionale, voglio andare a ricordare il mio paese sotto la statua di Petofi e nessuno mi impedirà di farlo”. punto.

Di nuovo c’è che stavolta l’allarme è alto (e quindi nn ci sarà sorpresa) e che da 2 giorni è esplosa la Primavera, difficile stare incazzati con giornate cosi che ti aprono il cuore..

fatti un kebab

Quando mi chiedono perchè vivo qua rispondo a volte che è una città cosiì cosmopolita , come tutte le grandi città moderne e anche di più, perchè Budapest è cosmopolita da sempre.

E lo è per la sua storia : il vero magiaro vive al Taban, l’elegante quartiere di Buda tra il Gellért e il Castello, dove vissero i principi Esterhazi e Sandor Marai, ma che all’inizio era il quartiere dei serbi

E lo è anche per geografia: nn è raro incontrare qui un expat. osservatore disattento (in genere dagli US), che se gli chiedi  perchè  sei qui risponde: volevo andare in Europa, ho preso la cartina, e Budapest è proprio al centro, ho visto..

Per rendersene conto basta andare a prendersi un kebab. Ora vado di gusto al Gyros n.1, sulla Dohany utca a un passo dal NewYork e dal Vittula.  La carne l’è bona e il proprietario ti sorride; la prima volta mi fece: ah ma sei italiano? io sono nato vicino al tuo paese.. provai a indovinare.. Libia? Tunisia? Marocco, Egitto,  Libano..? e poi mi scusi ma che figura, Algeria. E’ lì che vado quando si esce fra uomini per un gyrostàl a 850 fiorini. Lì fuori d’estate siedon 2 a giocare a backgammon e lì ognitanto a tutte le ore entran 3 tipi loschi,dai tratti arabi, con le camicie  sgargianti e  i  capelli impomatati. Salutano e  parlano in ungherese. “Oh Angelo, ma come la vedi tu un algerino e un siriano che si parlano in ungherese?”

Prima, invece, andavo da due kebabbari greci, uno dietro al Corvin e l’altro sul korut vicino a Baross utca. Questo era più bellino; il proprietario unavolta mi prese per bulgaro; io poi portavo sempre a casa, una vaschetta enorme di tsatsiki – salsina all’aglio – per 1 euro e lui stupito che nn la mangiavo tutta subito al locale davanti a lui.

Il greco è un signore è chiude presto; allora una volta fui costretto ad andare al kebabbaro di fronte, dove c’è l’insegna di una odalisca, quindi mediorientale. “quello è tsatsiki?” gli feci mentre versava una cremina bianca”.. mi guardò schifato: lì c’è l’aglio, puha! questo qui invece l’e jogurt sopraffino..

Per sapori diversi c’è l’Hummus bar nel quartiere ebraico e il famoso Sheraj, persiano  o iraniano fate voi, sul korut di fronte al VigSzinhaz, che è ormai un’istituzione, grande, selfservice, accogliente, 24oresu24..

I turchi Le grandi catene di kebab invece son turche: i “3 fratelli”,lo “Star” kebab, come in Germania, dove sono una delle principali attività dei 2.3 milioni di Turchi che ci son lì. Che bel modo per integrarli! il DerSpiegel di questa settimana ci dice pure che ad Amburgo  hanno aperto anche un corso universitario in “Meat Processing with Döner Kebab Production Specialization” Chissà che kebab usciranno da lì..

Ma qui a Budapest “turco” suona male, ricorda i 150 anni di dominazione turca in  Ungheria e, anche se simpatico, suona male pure il nome del kebabaro aperto sul korut all’angolo con la Kiraly:”Kebab del Pascià” (di fronte a Pizza Hut e al KFC).

Lì hanno un hummus densissimo e compatto e il ragazzo dietro al banco sorride anche lui. Ci sonandato di recente e “Sei turco?”chiede MariannaLaura “Si” “Di dove?” “Erevan”

poi lei mi fa al tavolo “Alessandro, ma dov’è Erevan?”

“Armenia”,cara la mia MariannaLaura

 

Tempi moderni

Oggi elezioni politiche in Estonia. Si vota anche via internet. 

Questa entry è dedicata a tutti quelli che mi chiedono: “ma c’è tanta  povertà nei paesi dell’Est, non è vero, sono ancora tanto arretrati tutti quanti mi sa..?”

La grande notizia del giorno è che oggi ci sono le elezioni politiche in Estonia. Mi direte che il paesino è nella periferia d’Europa e piccolino, d’accordo, è un Stato di 1 milione e 300.000 anime, ma vi potrei rispondere che chi c’è stato sa che l’Estonia ha un’importanza strategica enorme, lì a Guardia del Baltico, con San Pietroburgo a un’ora di macchina tanto che le sue coste son zeppe di ex installazioni militari sovietiche.

E poi fin quando nn si fa la Costituzione nell’UE l’Estonia ha comunque diritto di veto in Europa come Malta e Cipro. Si spera che la via della Cotituzione venga ripresa durante il presente semestre di presidenza UE della Germania, dopo l’improvviso stop di due anni fa quando Francia e Olanda votarono “NO” nei referendum. Due anni fa io ero già qui sul Danubio e la mia amica italolandese Nancy, fresca mammina,  aveva votato via internet ed era tutta contenta. Già. Se la sicurezza via internet è così avanzata che posso fare operazioni di banca, posso anche votare, chiaro. E io a masticare amaro che dovevo tornare in Italia per tutte le votazioni possibili e a dire che paese avanzato e moderno è la Olandia.

Oggi in Estonia si vota anche via internet, basta comprare un aggeggino che costa 4 euro che si attacca al pc e chiedere una scheda con un chip e due codici personali. Tallinn, la capitale dell’Estonia, è la città europea col maggior numero di hotspot (connesioni gratuite wireless), e di operazioni bancarie online per abitante.

Sogni, è tutto quello che c’è

Sai Alessandro, ho fatto un sogno strano e c’eri tu… Era nel futuro, circa 3 anni e tu eri a Budapest, e pure in periferia, vicino alla superstrada di Buda

– Ah si?  e dov’ero di preciso?

-Mah, era tutto strano, era una chiesa ma non c’era neanche una croce, nè l’altare, era una chiesa con una forma strana, poligonale e più larga che lunga, da fuori sembrava una casa di campagna, e c’era solo una piccola targa: “Chiesa Riformata”

– Stavo da solo?

– Beh, avevi una specie di impermiabile grigioscuro e stavi con 3 francesi e dire che ora nn ti stanno neanche simpatici e li chiami mangiaranocchie.. Dunque c’era una tua ex coinquilina dalla carnagione molto chiara, uno con l’eskimo ed un tizio di 45 anni, dall’aria vissuta e gentile, che è stato 10 anni in Africa, ma lì si annoiava perchè a parte la stagione delle piogge c’era sempre il sole e 30 gradi. E che poi quando si è presentato ha detto che nn si levava il cappello, perchè la sera prima era stato coinvolto in una rissa, un senegalese gli aveva detto “I’m going to kill you”.

 

– Ma che strano, e che stavamo facendo lì..

Dunque, un’altra amica francese cantava in un coro. Era un coro di circa 40 persone, il direttore con i boccoli sulle spalle, tutto immerso nella parte, portava all’orecchio il diapason per dare il la prima di ogni pezzo. Erano per lo più brani di Kodaly Zoltan, noto compositore ungherese, tra cui il famoso “Turòt eszik a cigàny” che sapevi voler dire “Lo zingaro mangia la ricotta”

– Certo che ne hai di immaginazione…

 

UK dove sei?

Annunciata la chiusura del British Council di Budapest, insieme  ad altre sedi europee. La Gran Bretagna guarda a Medio Oriente e Asia Centrale.

Verso Piazza degli Eroi, in strade che percorro normalmente di corsa per andare alla metro gialla,  c’è la sede del British Council, l’istituto di cultura britannico, in un quartiere dolce e alberato che è il quartiere diplomatico di Budapest, fatto di ville liberty iniziosecolo che parlano di un’epoca in cui non si andava troppo di corsa. Il British Council è giusto di fronte all’ambasciata cinese e all’Istituto di cultura austriaco e alle spalle dell’Ambasciata bulgara. La geografia politica di Budapest.

Ci sono andato una volta, quando ero in cerca di una biblioteca pubblica o semipubblica con libri in una lingua comprensibile. Mi spiegarono però che la biblioteca serve solo per ungheresi e stranieri insegnanti di inglese, sorry. Ora che ho nel portafoglio le tessere della biblioteca dell’Istituto di Cultura Italiano e della Biblioteca Municipale e tanti bei libri sparsi per casa, me ne frego, come diceva un noto pelato della politica italiana.

Però ci rimango comunque male quando leggo sulla stampa inglese che la Gran Bretagna ha deciso un notevole rinnovamento delle sue rappresentanze culturali all’estero, e che anche quello di Budapest farà una brutta fine. Spariranno una alla volta storiche sedi europee (delle 19 esistenti pian pianino andran via quelle di Austria, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Germania, Ungaria, Latvia, Lituania, Slovacchia und Slovenia), ormai la cortina di ferro non c’è più, e ormai ci “posson seguire tutti da internet” han detto.

I soldini risparmiati serviranno ad aprire tante nuove sedi in Medio Oriente e Asia Centrale (qualche paese tranquillo: Yemen, Pakistan, Bangladesh, Uzbekistan, Iraq, Afghanistan, ampliamento della sede in Nepal), nn saranno in ville eleganti fine secolo, ma aiuteranno a migliorare le relazioni tra UK e questa zona del mondo. Sempre meglio che andare alla guerra..