Melbourne, Australia

In corso i mondiali di pallanuoto a Melbourne, con l’Ungheria tra le grandi favorite. Un altro tentativo di capire l’Ungheria.

Ho nostalgia della pallanuoto, lo ammetto. In Europa i campionati e le coppe son ferme da qualche settimana, per lo svolgimento dei mondiali, a Melbourne, Australia.*

Allora oggi mi son visto un po’ di partite (10 min.) su youtube. Avevo letto che negli ottavi di finale c’era stata un’epica partita Italia-Australia (i padroni di casa), gol vittoria a 5 secondi dalla fine del secondo tempo supplementare con un gran tiro da metà campo di Felugo.. Anche sapendo il risultato mi son goduto la partita, evvero, vista qui con stralci da Raisportsatellite. Un’Italia della pallanuoto è in un fase di rinnovamento: ancora la vecchia guardia in vasca (Attolico, Bencivenga, Calcaterra) e qualche giovane che si farà, che ci fa vivere le grandi emozioni che solo lo sport può regalare.  <com’è bello parlare per frasi fatte, o cari lettori>

Allora ci prendo gusto e su youtube mi vedo anche 10 min. presi da mtv2 (magyar televiziò2) di Ungheria-Romania, 12-9. Una buona Romania che gioca quasi alla pari contro i maestri ungheresi, i vincitori degli ultimi due allori olimpici,  in cui di registra il gran ritorno di Benedek Tibor, il goledor dell’Honved che anni fa aveva rinunciato alla nazionale.

Prima noto la faccia del centroboa romeno, la potresti vedere anche all’Anagnina. La pelle scura contro l’immacolato candore magiaro.

Ma c’è dell’altro.. l’esultanza degli ungheresi in vasca e dei tifosi sugli spalti. Tante bandiere magiare e gesti strani.

Diceva Terzani: ho iniziato a fare foto perchè mi sono accorto che una foto a riguardarla raccoglie tanti particolari che prima ti potevano sfuggire. Qui è lo stesso. Il nazionalismo, l’amor di patria,  l’arroganza, l’orgoglio, lo spirito ungherese (scegliete voi) è tutta qui in questa piscina e dice tante cose tutte insieme.. e il contrasto con la partita  che ho visto prima tra italiani e australiani stridente.

Mi diceva Monika al Millenaris Park durante Germania-Italia 0-2 ai mondiali: “guarda quanto esultate. Gli Italiani amano tanto il loro paese” “Beh anche in Ungheria pero’..” feci io “No, da noi è un’altra cosa”.. rispose

 

*ricordo ai lettori che alle Olimpiadi di Melbourne del ’56, svoltesi un mese dopo i fatti d’Ungheria, gli ungheresi vinsero il torneo di pallanuoto. In semifinale, contro l’URSS la vasca si tinse di rosso.

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David Irving

Prosegue la collaborazione con Peacereporter, ora più bella che mai dopo il ruolo avuto nella vicenda Mastrogiacomo. A Budapest il 15 Marzo, al comizio del partito magiaro di verità e vita, MIEP, ha parlato anche il famigerato storico revisionista Irving.. su questo personaggio han ricevuto e gentilmente pubblicato: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=7570

Piazza pulita

Riaperta al pubblico dopo 5 mesi Kossuth tér, la piazza del Parlamento 

La notizia era sui giornali, ma in piccolo, nascosta dalle piccole cronache quotidiane, da domenica han riaperto al pubblico la Piazza del Parlamento…

Neanche io nn ci volevo credere e allora di pomeriggio ho preso il mio trolly n.70 e son sceso al capolinea. Era vero. Le transenne  davanti alla piazza del Parlamento non ci son più, dopo 5 mesi, (era ora), han lasciato giusto un piccolo  cordone  a 10 metri dall’ingresso, così i ministri posson parcheggiare davanti all’ingresso e nn perdono tempo a cercare un posto libero e c’è qualche poliziotto che guarda distratto..

Non mi sembrava vero di poter camminare  in quella piazza prima invalicabile, poter andare vicino alla statua di Rakozi a cavallo e a quella di Kossuth, riguardare la fiamma eterna al 56 e il pennone di 20 metri dove han fatto un paio di alzabandiera importani per la nazione (il cinquantenario del 56, il 15 Marzo, ma senza spettatori).

Che è successo allora? Han solo scoperto che la politica è compromesso, ma guarda un po’.. Han detto ai vertici della polizia: in piazza del parlamento avete fatto i bravi, allora noi riapriamo la piazza al pubblico, voi potete manifestare ogni sera a orari stabiliti, anche ogni giorno, nn potete andare sugli spiazzi erbosi (ora trasformati in eleganti aiuole fiorite, con una grazia propria dei magiari), nè potete piantare le tende (vietato calpestare le aiuole e l’ingresso ai cani e altri animali). E poi  una bella stretta di mano.

C’era un signore sulle panchine sotto il monumento a Kossuth, col giornale e l’aria soddisfatta, fa voce verso di me..no, non è per me, è per il nipotino che si è allontanato troppo..

V Domenica di Quaresima. Il figlio prodigo

a tutti gli italiani all’estero, partiti da casa con grandi speranze; a Wenglyan, che oggi mi ha detto “I don’t want to give up”

Luca (15, 13-17.20)

13Dopo nn molti giorni il figlio più giovane raccolse le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.15 Allora andò e si mise al servizio di uno degli abitanti di quella regione che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con la carrube che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava. 17Allora rientrò in sè stesso e disse:”Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame 20Partì e si incamminò verso suo padre.

(Il figlio guarito ha trovato la libertà non allontandosi dal padre, ma stringendosi più forte al suo amore, Maria Teresa Magnabosco)

PREGHIERA DEI FEDELI

4 I giovani trovino sempre nei genitori delle persone che attendono con pazienza e fiducia il loro ritorno, e soprattutto persone che li amano, preghiamo..

5 I genitori di fronte alle scelte dei figli non si scoraggino, ma diano fiducia e giusti orientamenti con tolleranza e speranza, preghiamo…

Commento , 2 giorni dopo

In questi giorni in cui a Budapest si è tanto parlato di LIBERTA’, parola magica del 15 Marzo per ogni partito, mi ritrovo a leggere al Vittula “The Barney’s version” di M. Richler e in cui leggo questo versetto, vero inno punk alla Libertà:

Judges 17:6

“In those days there where no king in Israel, but  every man did that which was right in his own eyes”

E’ qui la festa. Parte I

Cronaca della prima parte (pacifica) della giornata. Tra comizi, feste 

Il 15 Marzo ha visto circa 120 manifestazioni di piccoli e grandi gruppi. Chi era interessato alla festa, o alla nazione, o alla politica, o a vedere quello che sarebbe successo, o a menare le mani e giocare alla guerra se li è fatti un po’ tutti. Io tra loro. D‘altronde era una bella giornata di sole. 120 manifestazioni, tra cui i comizi dei principali partiti e movimenti, tutti rigorosamente separati, tutti a istanza l’uno all’altro. Ne segue che la gente si incammina a ogni ora per le strade di pest da una piazza all’altra, tipo i Sepolcri di giovedì santo, tanto per allenarsi alla vicina Santa Pasqua.

 

9.00 alzabandiera Kossuth tèr

La mia giornata di festa è iniziata presto, alle 9 volevo essere all’alzabandiera e alla cerimonia degli ussari a cavallo a Kossuth tèr. Arrivo mentre tutti cantano a voce bassa e solenne l’inno nazionale, (me ne dovrò sorbire almeno 7-8 in tutta la giornata). Finito l’inno bordata di fischi impressionante, cori, fischi e campanelli per tutta la cerimonia. Il Primo Ministro è presente, lì tra le autorità. La polizia ha fatto gesti di buona volontà: nn ha isolato la piazza nel raggio di 500 metri come nel 50enario del 56, ma solo di 100, e ha sostituito le transenne frontali con un cordone di piante ornamentali alte solo un metro, così si può vedere la cerimonia dal avanti. Per accedere si passa sotto metal detector.

 

10.00

a 200 metri, al memoriale di Batthyany  coro militare (devo ammettere nn male), solo servizio d‘ordine, addirittura applausi.

 

11.00 Nemzeti Muzeum

Classica rievocazione storica davanti alle gradinate del Museo Nazionale, c’è poca gente, per lo più anziani che nn si son persi mai un 15 Marzo davanti al museo nazionale e bambini con i genitori; tradizionalmente è una festa anche per loro. Arrivano pero’ anche i contestatori. Alle 11.00 puntuali escono gli attori, i ballerini e le autorità tra cui Gyurcsany. Impassibili recitano e ballano mentre 4000 persone li fischiano a più non posso.

 

13.00 statua di Petőfi

Parla Demsky Gabor, sindaco di Buapest da 20anni, tra l’altro colpito da un ennesimo scandalo sull’(eterna) costruzione della linea 4 della metro. Mentre son là passa uno in costume tipico e mi fa: “Hai per caso delle uova, amico? Sai dove posso trovarle?” …… Demsky fa un discorso, “noi amiamo la libertà, la nostra Ungheria, la Primavera. Voi siete nemici della libertà. Anche voi che mi fischiate, per coprire la mia voce….”C’è da ammirarlo, è l’unico degli esponenti dei partiti di governo che abbia tenuto un discorso pubblico ieri, ed è lì a sgolarsi mentre tutta la folla lo fischia, e 4 scagnozzi aprono ogni tanto degli eleganti ombrelli neri per evitare gli ortaggi che gli lancia la folla. Pero’ un uovo lo centra sulla giacca, ploff…

 

14.00 comizio di Jobbik (estrema destra) a Vorosmarty tér..

Assurdo guardarli uno per uno, i loro sostenitori talmente eterogenei… ci sono i ragazzi, i signori con l’abito buono, i poveracci, i barboni, i ragazzi fighi con gli abiti firmati e le signore in lustrini e pelliccia da corteo di Forza Italia, davanti a me un uomo in abiti logori, un tricolore ungherese in mano insieme a altre 2 bandierine, codino e barba lunga. Dopo un po’ il bambino sui 10 anni accanto a lui gli parla, poi altri 2 bimbi di 4-5 anni che gli frugano nello zaino. Sono i suoi figli. Hanno tutti una maglia (uno azzurra, uno rosa, una rossa) con l’alfabeto ungherese e accanto il simbolo dell’alfabeto dei Szekely (magiari che vivono in Romania, il loro alfabeto usava caratteri simili ai runici). C’è pure una bimba.

 

16.00 ponte Elisabetta

Il comizio di Fidesz, principale partito in opposizione. Lo schermo è messo all’imbocco del ponte Elisabetta, dove a Ottobre la polizia distrusse con le ruspe l’ultima barricata. E’ controsole, ma con un colpo di teatro certo studiato a tavolino, il sole sparisce dietro i palazzi di Pest, giusto quando Orban prende la parola. Discorso in parte condivisibile: avete fatto un sacco di ca…te, il vostro sostegno popolare è bassissimo, andatevene.

Chiusura del discorso: W L’UNGHERIA. W GLI UNGHERESI

 

Ma per gli italiani c’è un gustosissimo antipasto. Prima di Orban parla un ex capo del governo lituano e, udite udite, Antonio Tajani, proprio lui, nelle vesti di vicepresidente del PPE (partito popolare europeo). Peccato che Tajani inizi porgendo le scuse di SILVIO BERLUSCONI che per improrogabili impegni personali ed elettorali… (<<elettorali perché?>> Mi fanno, <<ma credo qualche elezione amministrativa, si vota a Roma mi sa..>> <<e lui che c’entra con le amministrative?>> <<lui, anzi, Lui, c’entra sempre>>.

E in effetti è Silvio che parla per bocca del fido Tajani: ricorda che i 2 popoli sono fratelli e percorsi da antica amicizia e stima, che anche in Italia ci sono 2 partiti COMUNISTI al potere e che anche loro della destra italiana il 2 Dicembre sono scesi in piazza per protestare contro le ignominie fatte dai comunisti al governo in Italia.

Un italiano all’estero presente al comizio, pressappoco dov’ero io, gridò: BUFFONE!

 

E’ qui la festa. parte II

 

Allora, affezionati lettori, ho visto che in Italia ci son cose preoccupanti dagli esteri, Afganistan, Nigeria, siamo un paese davvero internazionale, e poi ormai nn è più l’anniversario del 56, quini forse le notizie di Budapest in fiamme saran poche in TV, ma è allora che il blog ha sua importanza..

Sono le 19,sul Karoly korut, giusto di fronte al Merlin un’altra volta.. Ho visto 4 italiani di mezz’età un po’ disorientati.. che sul kiskorut stan passando un po’ di bandiere, teste rasate, pantaloni militari e costumi tradizionali, reduci dall’ultima manifestazione in programma per oggi, quella di uno dei tanti “Forum” sorti durante le manifestazioni dell’autunno scorso; ora dovrebbero defluire in realtà sfilano ancora compatti… e questo mi inquieta

Ma io sono un bravo cittadino e tranquillizzo i signori (Come mai tutto questo nazionalismo? Cos’è quell’aquila con un coltello tra gli artigli sulle bandiere bianche e rosse? Che contrapposizione è, davvero destra e sinistra come da noi?) faccio serafico come chi la sa lunga: ” finora tutto si è svolto pacificamente, tutti i comizi son stati pacifici, la polizia nn ha provocato, è vero, ho visto tutti gli skin del paese radunati qui, ma finora si sono annoiati.. Le notizie più gravi son state il lancio il sindaco centrato sul doppiopetto da un uovo mentre parlava (manco fossimo a Massalombarda) e una jeep isolata che ha girato per un po’ con un megafono a incitare a nn demordere e combattere il potere.”

Quando rientro però al Castro (eh si’ si chiama cosi’, un Bistro’ molto inn e alternativo dove ci siam accomodati con gli amici dopo il comizio della Fidesz) mi dicon che gli idranti della polizia sono entrati in azione a Andrassy ùt 60 (l’ex sede della polizia politica, ora un museo). HirTV purtroppo nn riesce a trasmettere* e io mi incammino lungo l’Andrassy. Il blocco è all’altezza di Oktogon, alla via successiva, quell’Eotvos Lorinc utca, lo stesso a cui è dedicata anche la prima università di Budapest.

Ormai son esperto i queste cose e mi vien francamente da sorridere. La notizia sui giornali del 13, stranamente in secondo piano rispetto alle normali notizie politiche, era che la polizia era stata richiamata tutta tutta. E in giro, a dir la verità con molto tatto e riserbo si eran visti eccome. Girando per una kocsma (bettola) vicino a Astoria prima del comizio di Fidesz, avevo visto almeno 500 poliziotti, nei loro automezzi affiancati al ciglio della Wesselenyi utca, dietro la sinagoga per 2-3 isolati, impressionante la loro nuova divisa antisommossa, protezioni in materiali speciali, sulle spalle, sulle braccia, sull’addome, come la polizia di Robocop. e  paurosi mezzi blindati pronti per l’occasione, con le grate al parabrezza, per resistere a ogni assalto, manco fossimo in mezzo a MadMax. Gli anni 80 son veramente tornati di moda.

Di contro, dall’altro lato (come recitava uno striscione in piazza: barikade.hu a te la scelta da che lato essere) un 2-300 ultras e skin e un 2-3000 persone comuni, ma veramente comuni, cioè coppiette, ragazzini con la cartella, ragazze carine, signori in abiti dignitosi, tutti a fare foto alle luci colorate della polizia 100 metri più avanti. Ma guarda che stupidini, penso io, è finita l’ultima manifestazione, qualcuno si è messo in testa, andiamo lungo l’Andrassy tutti insieme, andiamo a Andrassy 60,..

Questi ragazzi sui 20anni, facce delicate e per bene, loro sì che giocano..

La polizia invece no, è tanta, allenata, in forze e con i mezzi giusti, in 20 minuti libera Oktogon, con idranti e gas le voci bianche si divertono e vogliono andare a rioccupare Kossuth tere, ma poi arretrano lungo l’Andrassy.

Racconta Kapuscinski che le rivoluzioni iniziano sempre allo stesso modo: uno scende in strada e cammina con un cartello in mano, un altro lo segue, poi altri 2 gli si metton dietro  e così via..

Qui all’altezza dell’Operahàz, uno dei teatri dell’opera più belli d‘Europa, un tipo magro e a volto coperto prende un cassonetto e lo mette in mezzo alla strada, un altro fa lo stesso e diventan 5 a cui dan fuoco. Poi un altro dà un calcio alle impalcature in legno per i lavori di ristrutturazione al palazzo di fronte all’Opera, ne cava fuori un’asse di legno e lo butta in mezzo alla strada 50 metri più dietro, un altro lo segue, tutta l‘impalcatura è messa lì, poi anche quella del palazzo alle spalle, accanto al Nuovo Teatro Magiaro.

Tutti sono contenti, escon fuori le sciarpe, i passamontagna, le maschere antigas, tiran su i cappucci e si senton vivi, le ragazze e le coppie arretrano, poi van via, i ragazzini urlan  “urka che figo, barikadek” e parlan ai cellulari con gli amichetti.

“Fin qui tutto bene”, diceva un film, mi inizio però ad amareggiare quando vedo che divelgono e buttano per le barricate le cabine telefoniche gialle e verdi, d‘epoca, poi tiran giù dei cartelli stradali e con quelli spaccan le cabine perché prendan fuoco meglio. Poi buttano in mezzo anche le panchine..

La polizia non aspetta e in un 40 minuti supera 3 o 4 barricate date alle fiamme, e libera l’Andrassy. Sono a rispettosa distanza e la piazza è molto grande, ma mi sento male per i lacrimogeni usati, i sicuro i più potenti nei migliori negozi di ferramenta.

Son tanti, riescono a circondare e isolare tutta Erzsèbet tèr, la piazza dedicata a Sissi, che sotto il comunismo era piazza Engels (quello di Marx e Engels) e era la stazione degli autobus. Ora è un (bel) parco con installazioni postmoderne, e il Godor klub, sotto.

A questo punto la gente è stata divisa in 3 principali tronconi, e dispersa, dopo questa bella dimostrazione di forza. Mi chiede un ragazzino accanto “e ora che succederà?” “niente” caro mio.

Apprendo solo a casa dell’arresto di Budahàzi. Avevan detto al tavolo del bistro’, “niente scontri oggi? Nn ti sei divertito tanto? E io “la polizia è stata intelligente e non ha provocato nessuno. Tutto è stato colorito, ma pacifico.” Mi sbagliavo, Budahàzi, era formalmente tra gli incriminati per l’assalto alla TV, ma ha partecipato a dibattiti televisivi e tenuto discorsi durante il sit-in a Kossuth tèr. Poi l’hanno arrestato oggi, una provocazione bella e buona. Poi un passaparola folle (è trattenuto a Andrassy ùt 60, ma dove entro il museo?, in che sala del museo?”) e di nuovo divertimenti per le strade, per la gioia dei ragazzini..

Ma hanno un cuore giovane anche i loro leader. Tra le notizie di agenzia che leggo a casa mi tocca annotare:

–         h: 21.xx:  Il ministro del’economia Koka Janos ha detto di aver mandato un sms a Orban (il leader dell’opposizione) “è questo che fanno i tuoi ragazzi”

–         h 21.xx:  Il ministro del’economia Koka Janos ha detto di non aver ancora ricevuto un un sms di risposta da Orban (il leader dell’opposizione)

–         h.22.00 Orban da noi interpellato ha detto: “nn mi ero accorto dell’sms”

 

*HirTV è il canale allnews della destra, che ha sempre coperto gli eventi in maniera impeccabile. I suoi simboli sono 2 ai miei occhi: il grande Krakkoi Akos, il primo a essere inviato nel cuore dei casini, professionale ma con lo sguardo un po’ spaesato, alla Brosio e il suo “ma direttore..”, e il camioncino con l’antenna in cima, che stazionava perennemente avanti a Kossuth tèr o a Blaha Lujza, ietro le barricate el 23.10. Ora quel camioncino è rimasto bloccato tra 2 cordoni di polizia, nn lo fan passare (ma guarda un po’) e HirTV nn puo’ mandare tutto in diretta.