Sogni, è tutto quello che c’è

Sai Alessandro, ho fatto un sogno strano e c’eri tu… Era nel futuro, circa 3 anni e tu eri a Budapest, e pure in periferia, vicino alla superstrada di Buda

– Ah si?  e dov’ero di preciso?

-Mah, era tutto strano, era una chiesa ma non c’era neanche una croce, nè l’altare, era una chiesa con una forma strana, poligonale e più larga che lunga, da fuori sembrava una casa di campagna, e c’era solo una piccola targa: “Chiesa Riformata”

– Stavo da solo?

– Beh, avevi una specie di impermiabile grigioscuro e stavi con 3 francesi e dire che ora nn ti stanno neanche simpatici e li chiami mangiaranocchie.. Dunque c’era una tua ex coinquilina dalla carnagione molto chiara, uno con l’eskimo ed un tizio di 45 anni, dall’aria vissuta e gentile, che è stato 10 anni in Africa, ma lì si annoiava perchè a parte la stagione delle piogge c’era sempre il sole e 30 gradi. E che poi quando si è presentato ha detto che nn si levava il cappello, perchè la sera prima era stato coinvolto in una rissa, un senegalese gli aveva detto “I’m going to kill you”.

 

– Ma che strano, e che stavamo facendo lì..

Dunque, un’altra amica francese cantava in un coro. Era un coro di circa 40 persone, il direttore con i boccoli sulle spalle, tutto immerso nella parte, portava all’orecchio il diapason per dare il la prima di ogni pezzo. Erano per lo più brani di Kodaly Zoltan, noto compositore ungherese, tra cui il famoso “Turòt eszik a cigàny” che sapevi voler dire “Lo zingaro mangia la ricotta”

– Certo che ne hai di immaginazione…

 

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