fatti un kebab

Quando mi chiedono perchè vivo qua rispondo a volte che è una città cosiì cosmopolita , come tutte le grandi città moderne e anche di più, perchè Budapest è cosmopolita da sempre.

E lo è per la sua storia : il vero magiaro vive al Taban, l’elegante quartiere di Buda tra il Gellért e il Castello, dove vissero i principi Esterhazi e Sandor Marai, ma che all’inizio era il quartiere dei serbi

E lo è anche per geografia: nn è raro incontrare qui un expat. osservatore disattento (in genere dagli US), che se gli chiedi  perchè  sei qui risponde: volevo andare in Europa, ho preso la cartina, e Budapest è proprio al centro, ho visto..

Per rendersene conto basta andare a prendersi un kebab. Ora vado di gusto al Gyros n.1, sulla Dohany utca a un passo dal NewYork e dal Vittula.  La carne l’è bona e il proprietario ti sorride; la prima volta mi fece: ah ma sei italiano? io sono nato vicino al tuo paese.. provai a indovinare.. Libia? Tunisia? Marocco, Egitto,  Libano..? e poi mi scusi ma che figura, Algeria. E’ lì che vado quando si esce fra uomini per un gyrostàl a 850 fiorini. Lì fuori d’estate siedon 2 a giocare a backgammon e lì ognitanto a tutte le ore entran 3 tipi loschi,dai tratti arabi, con le camicie  sgargianti e  i  capelli impomatati. Salutano e  parlano in ungherese. “Oh Angelo, ma come la vedi tu un algerino e un siriano che si parlano in ungherese?”

Prima, invece, andavo da due kebabbari greci, uno dietro al Corvin e l’altro sul korut vicino a Baross utca. Questo era più bellino; il proprietario unavolta mi prese per bulgaro; io poi portavo sempre a casa, una vaschetta enorme di tsatsiki – salsina all’aglio – per 1 euro e lui stupito che nn la mangiavo tutta subito al locale davanti a lui.

Il greco è un signore è chiude presto; allora una volta fui costretto ad andare al kebabbaro di fronte, dove c’è l’insegna di una odalisca, quindi mediorientale. “quello è tsatsiki?” gli feci mentre versava una cremina bianca”.. mi guardò schifato: lì c’è l’aglio, puha! questo qui invece l’e jogurt sopraffino..

Per sapori diversi c’è l’Hummus bar nel quartiere ebraico e il famoso Sheraj, persiano  o iraniano fate voi, sul korut di fronte al VigSzinhaz, che è ormai un’istituzione, grande, selfservice, accogliente, 24oresu24..

I turchi Le grandi catene di kebab invece son turche: i “3 fratelli”,lo “Star” kebab, come in Germania, dove sono una delle principali attività dei 2.3 milioni di Turchi che ci son lì. Che bel modo per integrarli! il DerSpiegel di questa settimana ci dice pure che ad Amburgo  hanno aperto anche un corso universitario in “Meat Processing with Döner Kebab Production Specialization” Chissà che kebab usciranno da lì..

Ma qui a Budapest “turco” suona male, ricorda i 150 anni di dominazione turca in  Ungheria e, anche se simpatico, suona male pure il nome del kebabaro aperto sul korut all’angolo con la Kiraly:”Kebab del Pascià” (di fronte a Pizza Hut e al KFC).

Lì hanno un hummus densissimo e compatto e il ragazzo dietro al banco sorride anche lui. Ci sonandato di recente e “Sei turco?”chiede MariannaLaura “Si” “Di dove?” “Erevan”

poi lei mi fa al tavolo “Alessandro, ma dov’è Erevan?”

“Armenia”,cara la mia MariannaLaura