V Domenica di Quaresima. Il figlio prodigo

a tutti gli italiani all’estero, partiti da casa con grandi speranze; a Wenglyan, che oggi mi ha detto “I don’t want to give up”

Luca (15, 13-17.20)

13Dopo nn molti giorni il figlio più giovane raccolse le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.15 Allora andò e si mise al servizio di uno degli abitanti di quella regione che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con la carrube che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava. 17Allora rientrò in sè stesso e disse:”Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame 20Partì e si incamminò verso suo padre.

(Il figlio guarito ha trovato la libertà non allontandosi dal padre, ma stringendosi più forte al suo amore, Maria Teresa Magnabosco)

PREGHIERA DEI FEDELI

4 I giovani trovino sempre nei genitori delle persone che attendono con pazienza e fiducia il loro ritorno, e soprattutto persone che li amano, preghiamo..

5 I genitori di fronte alle scelte dei figli non si scoraggino, ma diano fiducia e giusti orientamenti con tolleranza e speranza, preghiamo…

Commento , 2 giorni dopo

In questi giorni in cui a Budapest si è tanto parlato di LIBERTA’, parola magica del 15 Marzo per ogni partito, mi ritrovo a leggere al Vittula “The Barney’s version” di M. Richler e in cui leggo questo versetto, vero inno punk alla Libertà:

Judges 17:6

“In those days there where no king in Israel, but  every man did that which was right in his own eyes”