INFORMAZIONE DI SERVIZIO

 

La direzione del blog ha deciso di aprire una sezione distaccata, che tratterà dei fatti più prettamente politici e di cronaca.

Tale sezione è visiabile presso presso l’URL:

http://fainotizia.radioradicale.it/user/agrimald

E’ qui la festa. cronaca

Nuovi gravi disordini a Budapest in occasione della festa nazionale ungherese
Scontri erano attesi  Budapest in occasione della festa nazionale del 15 Marzo e scontri ci sono stati.

La giornata, scandita da cerimonie commemorative, rievocazioni storiche e concerti, e comizi politci delle autorità e dei principali partiti di opposizione si era svolta senza particolari incidenti di sorta (la notizio principale era stata il lancio di uova che aveva centrato il sindaco di Budapest  Demsky Gabor).

Verso le 17.30, ormai in chiusura di giornata, si è diffusa però la notizia dell’arresto di Budahàzi Gyorgy, uno dei leader delle manifestazioni di protesta dell’autunno scorso contro il primo ministro Gyurcsany. Voci affermavano che Budahàzi era stato trattenuto al n. 60 di Andràssy ùt, l’ex sede della polizia politica tra gli anni 30 e 50. Subito si è iniziata a radunare gente, che si era dispersa dopo la fine dei comizi.
La polizia in pesante assetto antisommossa ha creato un cordone di sicurezza e fatto indietreggiare i contestatari (valutabili in 2000-3000 persone) lungo l’Andrassy ùt, il viale più elegante di Budapest. Il viale è stato isolato verso le 21.00, con l’uso insistente di gas lacrimogeno e urticante e di idranti. I manifestanti hanno eretto barricate improvvisate lungo il viale (in particolare di fronte al teatro dell’Opera di Budapest) avvalendosi di cassonetti, impalcature in legno, cabine telefoniche divelte, segnali stradali, panchine in legno, che sono anche state date alle fiamme.

La giornata aveva visto una colorata e sonora contestazione in mattinata al primo ministro Gyurcsany Ferenc, presente alla cerimonia ufficiale dell’alzabandiera in Kossuth tér, la piazza del Parlamento, e alla rievocazione storica sulle scale el Museo Nazionale, e al sindaco di Budapest Demsky Gabor, liberale, della stessa maggioranza di governo.

Notevole successo ha avuto il comizio del principale partito di opposizione, Fidesz, i cui organizzatori hanno stimato 200.000 presenze. Al comizio ha partecipato anche Antonio Tajani, nelle vesti di vice-presidente del Partito Popolare Europeo, di cui fa parte anche Fidesz.

Il 15 Marzo ricorre l’inizio dei moti del 48 in Ungheria, contro l’oppressore Asburgico. Quel giorno il poeta Petőfi Sàndor salì sulla scalinata del Museo Nazionale incitando il suo popolo ad alzare la testa contro il giogo asburgico.

VIDEO

FOTO

Domani ? 15 Marzo

Domani è 15 Marzo, festa Nazionale per l’Ungheria. Grandi feste nelle piazze e spavento per una  nuova ondata di scontri con la polizia.

 

Ritorna la grande politica nel blog. O comunque qui si attendono cose nuove domani. Lo vado scirvendo nel blog, è festa nazionale, la più sentita dali ungheresi, in genere discorso del primo ministro dalle scale del museo nazionale, rievocazione storica, canti, balli popolari, giochi per i più piccini fino a sera, tutti con la coccarda al petto..

Ma qest’anno è particolare lo sappiamo. le cose di sempre ci saran tutte, il primo ministro parlerà in diretta TV, ma al chiuso tra invitati scelti, ci saranno manifestazioni e discorsi dei 3 partiti di opposizione (separati), è stata mobilitata tutta la polizia disponibile, consentito l’uso dei proiettili di gomma, han messo telecamere ovunque, etc,

Nn so che succederà, son tutti comunque incazzati col governo che ha letteralmente chiuso scuole e ospedali e alzato le tasse, e il governo ha cercato di alzare i toni e gli allarmi per serrare le fila e il consenso..

Devo dire che oggi c’è un po’ di tensione, I miei amici son tutti spaventati o si chiuderanno in casa, o partono per il ponte che questa festa concede, i più tenaci o nostalgici dicono: “è la mia festa nazionale, voglio andare a ricordare il mio paese sotto la statua di Petofi e nessuno mi impedirà di farlo”. punto.

Di nuovo c’è che stavolta l’allarme è alto (e quindi nn ci sarà sorpresa) e che da 2 giorni è esplosa la Primavera, difficile stare incazzati con giornate cosi che ti aprono il cuore..

fatti un kebab

Quando mi chiedono perchè vivo qua rispondo a volte che è una città cosiì cosmopolita , come tutte le grandi città moderne e anche di più, perchè Budapest è cosmopolita da sempre.

E lo è per la sua storia : il vero magiaro vive al Taban, l’elegante quartiere di Buda tra il Gellért e il Castello, dove vissero i principi Esterhazi e Sandor Marai, ma che all’inizio era il quartiere dei serbi

E lo è anche per geografia: nn è raro incontrare qui un expat. osservatore disattento (in genere dagli US), che se gli chiedi  perchè  sei qui risponde: volevo andare in Europa, ho preso la cartina, e Budapest è proprio al centro, ho visto..

Per rendersene conto basta andare a prendersi un kebab. Ora vado di gusto al Gyros n.1, sulla Dohany utca a un passo dal NewYork e dal Vittula.  La carne l’è bona e il proprietario ti sorride; la prima volta mi fece: ah ma sei italiano? io sono nato vicino al tuo paese.. provai a indovinare.. Libia? Tunisia? Marocco, Egitto,  Libano..? e poi mi scusi ma che figura, Algeria. E’ lì che vado quando si esce fra uomini per un gyrostàl a 850 fiorini. Lì fuori d’estate siedon 2 a giocare a backgammon e lì ognitanto a tutte le ore entran 3 tipi loschi,dai tratti arabi, con le camicie  sgargianti e  i  capelli impomatati. Salutano e  parlano in ungherese. “Oh Angelo, ma come la vedi tu un algerino e un siriano che si parlano in ungherese?”

Prima, invece, andavo da due kebabbari greci, uno dietro al Corvin e l’altro sul korut vicino a Baross utca. Questo era più bellino; il proprietario unavolta mi prese per bulgaro; io poi portavo sempre a casa, una vaschetta enorme di tsatsiki – salsina all’aglio – per 1 euro e lui stupito che nn la mangiavo tutta subito al locale davanti a lui.

Il greco è un signore è chiude presto; allora una volta fui costretto ad andare al kebabbaro di fronte, dove c’è l’insegna di una odalisca, quindi mediorientale. “quello è tsatsiki?” gli feci mentre versava una cremina bianca”.. mi guardò schifato: lì c’è l’aglio, puha! questo qui invece l’e jogurt sopraffino..

Per sapori diversi c’è l’Hummus bar nel quartiere ebraico e il famoso Sheraj, persiano  o iraniano fate voi, sul korut di fronte al VigSzinhaz, che è ormai un’istituzione, grande, selfservice, accogliente, 24oresu24..

I turchi Le grandi catene di kebab invece son turche: i “3 fratelli”,lo “Star” kebab, come in Germania, dove sono una delle principali attività dei 2.3 milioni di Turchi che ci son lì. Che bel modo per integrarli! il DerSpiegel di questa settimana ci dice pure che ad Amburgo  hanno aperto anche un corso universitario in “Meat Processing with Döner Kebab Production Specialization” Chissà che kebab usciranno da lì..

Ma qui a Budapest “turco” suona male, ricorda i 150 anni di dominazione turca in  Ungheria e, anche se simpatico, suona male pure il nome del kebabaro aperto sul korut all’angolo con la Kiraly:”Kebab del Pascià” (di fronte a Pizza Hut e al KFC).

Lì hanno un hummus densissimo e compatto e il ragazzo dietro al banco sorride anche lui. Ci sonandato di recente e “Sei turco?”chiede MariannaLaura “Si” “Di dove?” “Erevan”

poi lei mi fa al tavolo “Alessandro, ma dov’è Erevan?”

“Armenia”,cara la mia MariannaLaura

 

Tempi moderni

Oggi elezioni politiche in Estonia. Si vota anche via internet. 

Questa entry è dedicata a tutti quelli che mi chiedono: “ma c’è tanta  povertà nei paesi dell’Est, non è vero, sono ancora tanto arretrati tutti quanti mi sa..?”

La grande notizia del giorno è che oggi ci sono le elezioni politiche in Estonia. Mi direte che il paesino è nella periferia d’Europa e piccolino, d’accordo, è un Stato di 1 milione e 300.000 anime, ma vi potrei rispondere che chi c’è stato sa che l’Estonia ha un’importanza strategica enorme, lì a Guardia del Baltico, con San Pietroburgo a un’ora di macchina tanto che le sue coste son zeppe di ex installazioni militari sovietiche.

E poi fin quando nn si fa la Costituzione nell’UE l’Estonia ha comunque diritto di veto in Europa come Malta e Cipro. Si spera che la via della Cotituzione venga ripresa durante il presente semestre di presidenza UE della Germania, dopo l’improvviso stop di due anni fa quando Francia e Olanda votarono “NO” nei referendum. Due anni fa io ero già qui sul Danubio e la mia amica italolandese Nancy, fresca mammina,  aveva votato via internet ed era tutta contenta. Già. Se la sicurezza via internet è così avanzata che posso fare operazioni di banca, posso anche votare, chiaro. E io a masticare amaro che dovevo tornare in Italia per tutte le votazioni possibili e a dire che paese avanzato e moderno è la Olandia.

Oggi in Estonia si vota anche via internet, basta comprare un aggeggino che costa 4 euro che si attacca al pc e chiedere una scheda con un chip e due codici personali. Tallinn, la capitale dell’Estonia, è la città europea col maggior numero di hotspot (connesioni gratuite wireless), e di operazioni bancarie online per abitante.

Sogni, è tutto quello che c’è

Sai Alessandro, ho fatto un sogno strano e c’eri tu… Era nel futuro, circa 3 anni e tu eri a Budapest, e pure in periferia, vicino alla superstrada di Buda

– Ah si?  e dov’ero di preciso?

-Mah, era tutto strano, era una chiesa ma non c’era neanche una croce, nè l’altare, era una chiesa con una forma strana, poligonale e più larga che lunga, da fuori sembrava una casa di campagna, e c’era solo una piccola targa: “Chiesa Riformata”

– Stavo da solo?

– Beh, avevi una specie di impermiabile grigioscuro e stavi con 3 francesi e dire che ora nn ti stanno neanche simpatici e li chiami mangiaranocchie.. Dunque c’era una tua ex coinquilina dalla carnagione molto chiara, uno con l’eskimo ed un tizio di 45 anni, dall’aria vissuta e gentile, che è stato 10 anni in Africa, ma lì si annoiava perchè a parte la stagione delle piogge c’era sempre il sole e 30 gradi. E che poi quando si è presentato ha detto che nn si levava il cappello, perchè la sera prima era stato coinvolto in una rissa, un senegalese gli aveva detto “I’m going to kill you”.

 

– Ma che strano, e che stavamo facendo lì..

Dunque, un’altra amica francese cantava in un coro. Era un coro di circa 40 persone, il direttore con i boccoli sulle spalle, tutto immerso nella parte, portava all’orecchio il diapason per dare il la prima di ogni pezzo. Erano per lo più brani di Kodaly Zoltan, noto compositore ungherese, tra cui il famoso “Turòt eszik a cigàny” che sapevi voler dire “Lo zingaro mangia la ricotta”

– Certo che ne hai di immaginazione…

 

UK dove sei?

Annunciata la chiusura del British Council di Budapest, insieme  ad altre sedi europee. La Gran Bretagna guarda a Medio Oriente e Asia Centrale.

Verso Piazza degli Eroi, in strade che percorro normalmente di corsa per andare alla metro gialla,  c’è la sede del British Council, l’istituto di cultura britannico, in un quartiere dolce e alberato che è il quartiere diplomatico di Budapest, fatto di ville liberty iniziosecolo che parlano di un’epoca in cui non si andava troppo di corsa. Il British Council è giusto di fronte all’ambasciata cinese e all’Istituto di cultura austriaco e alle spalle dell’Ambasciata bulgara. La geografia politica di Budapest.

Ci sono andato una volta, quando ero in cerca di una biblioteca pubblica o semipubblica con libri in una lingua comprensibile. Mi spiegarono però che la biblioteca serve solo per ungheresi e stranieri insegnanti di inglese, sorry. Ora che ho nel portafoglio le tessere della biblioteca dell’Istituto di Cultura Italiano e della Biblioteca Municipale e tanti bei libri sparsi per casa, me ne frego, come diceva un noto pelato della politica italiana.

Però ci rimango comunque male quando leggo sulla stampa inglese che la Gran Bretagna ha deciso un notevole rinnovamento delle sue rappresentanze culturali all’estero, e che anche quello di Budapest farà una brutta fine. Spariranno una alla volta storiche sedi europee (delle 19 esistenti pian pianino andran via quelle di Austria, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Germania, Ungaria, Latvia, Lituania, Slovacchia und Slovenia), ormai la cortina di ferro non c’è più, e ormai ci “posson seguire tutti da internet” han detto.

I soldini risparmiati serviranno ad aprire tante nuove sedi in Medio Oriente e Asia Centrale (qualche paese tranquillo: Yemen, Pakistan, Bangladesh, Uzbekistan, Iraq, Afghanistan, ampliamento della sede in Nepal), nn saranno in ville eleganti fine secolo, ma aiuteranno a migliorare le relazioni tra UK e questa zona del mondo. Sempre meglio che andare alla guerra..