Oltre il buongiorno abbiamo poco da dirci

Quando parlo di Bari agli ungheresi dico che è in Italia, nell’Italia meridionale, sul mare, di fronte a Dubrovnik. Poi dico che è di Bari Antonio Cassano, il bizzoso e geniale giocatore del Real Madrid, di cui il Real tenta in ogni modo di disfarsi vendendolo ai club di mezza Europa.

Qui a Bari il futuro di Antonio Cassano anima le discussioni tra amici appassionati di calcio, con una Peroni e un mare oscuro davanti. L’altra sera ci interrogavamo poi sul destino di Hugo Enynnaya, il velocissimo nigeriano, compagno di attacco di Cassano in quel fantastico Bari di qualche anno fa e autore di un gol da 40 metri a Toldo nel Bari-Inter 2:1 in cui Cassano passò alla storia del calcio italiano.

Puntualmente mi arriva il link ad un articolo su Enynnaya, scovato, da un sito specializzato, nella serie B polacca. Il destino l’ha portato ad Opole a metà strada tra le meraviglie di Breslavia e Cracovia. La sua storia è bella e mi offre un piccolo spunto alle riflessioni linguistico-sociali su Budapest e i paesi centroeuropei, che mi offuscano in questo periodo.

Nell’articolo Enynnaya visibilmente giu’ di morale confida: “C’è la possibilità di andare a giocare in Svizzera. Ci spero, vediamo cosa succederà. Ho voglia di andarci, qui va un po’ così, l’allenatore è polacco, lui parla e qualcuno mi spiega. I miei compagni parlano solo polacco, è difficile comunicare e fare amicizia. Quando arrivo al campo, oltre il buongiorno abbiamo poco da dirci

Ora Enynnaya potrà avere le sue mancanze personali e professionali e gli auguro ogni bene in qualche cantone confederato in cui si parla solo ladino stretto e dove negli uffici pubblici si portano fasce bianche rosse e nere al braccio, ma non è uno sprovveduto, è in Europa da 10 anni, ha vissuto in Belgio e 4 anni in Italia, e gioca in Polonia dal 2004; parlerà già 3 o 4 lingue oltre alla lingua madre e al dialetto barese, miglior modo di intendersi bene con metà dello spogliatoio di quel Bari, ha già fatto il callo alla mancanza della sua mamma Africa. Eppure in Slesia, in queste società centro europee così lontane e così vicine ha i suoi bei problemi, riesce a dire solo buongiorno; anzi a legger meglio: oltre il buongiorno abbiamo poco da dirci.

Torna a Bari Hugo, se ti va, qui ti vogliamo ancora bene.

P.S. Anche l’Ungheria è passata nella sua vita, aveva raggiunto un accordo col DVSC, la squadra di Debrecen seconda città dell’Ungheria, (che ha vinto gli ultimi due campionati e che oggi si gioca ad Elfsborg un difficile accesso all’ultimo turno dei preliminari di Champions). Ma gli han fatto, ti prendiamo ma nn sappiamo quando ti pagheremo.

 

 

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