La fine del maiale – a disznovàgàs

Akos me l’aveva detto dopo la vendemmia, la prossima volta dev’essere il disznovàgàs, l’uccisione del maiale. Quel giorno è arrivato. La sveglia è alle 4. Alle 4.30 siamo in macchina, percorriamo i 10 Km da Kőrös a Kocsér  dove vive il nonno che ammazzerà il maialo. Sono nel cuore della bassa terra, l’alföld, la grande pianura che dal Danubio si estende  a perdita d’occhio fino ai Carpazi, per tutta l’Ungheria. Ho scordato Hemingway a casa. E’ buio, la strada tipo una nostra provinciale, son 2 giorni che piove, la strada è piena di pozzanghere, che Eb, alla guida prende in pieno, convinto, tutto buio attorno, nella Bassa Pianura, sentiamo solo l’acqua che ricade.. Nel bagagliaio dell’auto c’è una bombola del gas con un bocchettone.

Arriviamo ad una casa di campagna, come tante in Europa, case a un piano, arredamento rustico, potremmo essere anche fuori Triggiano. Si farà tutto in famiglia, il nonno, lo zio e il fratello, il padre acquisito, Eb. A un certo punto mi faccio un giro, tutte case di campagna una accanto all’altra animali strani qua e là, la targa dice via Kossuth, all’angolo ovviamente è via Petofi. In casa c’è anche qualche busta di Tesco, magari han mangiato fettine di maiale di Tesco o Spar-budget anche ieri l’altro, ma oggi è il disznòvàgàs, la tradizione.

 Il maiale si sorprende prima dell’alba, prima che il gallo canti, nel pieno del sonno, intontito. E’ una cosa grande e rosa, la figura nel libro delle elementari nn mentiva, anche il muso è come quello nel banco del porchettaro. il maiale è un buon investimento, da consigliare in tempi di crisi: mangia anche la merda e in un solo anno di vita è arrivato sui 200 kili.  Il maiale gira in tondo, nel recinto, accompagnato da un omino. L’omino è un böller, un uccisore di maiali, assomiglia a Charles Bronson, mi dicono, ma ora è in cattivo stato. E’ notte, il maiale stava dormendo, il Charles Bronson della bassa puszta lo accarezza sul vello e sul collo, il maiale ha uno scatto, allora il böller gli fa fare un altro giro, poi un rumore metallico e il maiale stramazza a terra. Nessuno sparo, basta sfiorare un meccanismo e il maiale riceve come un grosso colpo di ferro. La carotide è spezzata di netto, il maiale non ha sofferto, grazie a Charles Bronson. Vorrei morire anch’io così. Subito arriva la nonna con una  bacinella bianca per raccogliere il sangue, che esce copioso. E’ ancora buio, solo il gallo di Ersike, la vicina, si affaccia. Nessun urlo, nessun entusiasmo, tutto è normale, ritmi e cicli di natura e prodotti naturali…

Il porco dà qualche strattone da terra.. poi basta, Charles Bronson se ne va. Poi con calma portano il maiale sull’aia, una chiazza di sangue scuro di lato, il maiale è su un fianco, Eb impugna la bombola, accende la punta, ha un’aria pacifica mentre con pazienza usa il lanciafiamme per bruciare le setole bel maiale, che lo zio Làszlò gratta via. Mi chiamano in casa, assaggiamo il sangue con le cipolle, bollito, era tutto raggrumito e sembra uno spezzatino. Dal sapore un po’ forte magari.

Ora il maiale è rosa rosa enorme davanti al visino della piccola Barbie, la figlia di zio Làszlò… Dopo il sangue si mangiano le orecchie del maiale. I lobi: teneri, gustosa cartilagine. Son buone mi dicono, ma attento, per gustarle davvero ci vuole un pochino di sale. E’ cartilagine, nn sa di molto. Peccato.

Comer se stessero riparando l’antenna del televisore arriva il nonno a tagliar via la testa del porco, poi le 4 zampe, i prosciutti, poi lo mettono a pancia all’aria, Làszlò tentenna un po’ quando si tratta di aprire la cassa toracica, ma tutto va bene. Il nonno ha i baffetti appena accennati sotto il naso, come Adolfo buonanima, stivaloni di gomma e il coltello migliore. Il maiale fa la sua fine. Via le le costolette, i quarti, la carne, tantissime interiora e materia molle. Alla fine nn rimane altro che la pelle, che vien richiusa in 4, come una coperta.

Ora gli uomini riposano, le donne iniziano a srotolare l’intestino, bollire i polmoni e il fegato e cosi’ via. Preparare salsicce e pancetta. C’è la salsiccia che conosciam tutti, ma c’è anche una salsiccia fatta col sangue, nera, nerissima e una chiara, fatta con le parti molli. Gli uomini ora tagliano la carne. Alle 9.30 sono pronti i primi pezzi di carne arrosto, sapore … Io sono un uomo di città, un varosi ember, al pomeriggio già ci sarà sulla tavola di  Kőrös la salsiccia soffritta nel burro,e io posso solo farmela mettere da parte, mi son chiuso in bagno 3 volte in un’ora, con la cosa più nera che sia mai uscita dal mio corpo.

Eb mi chiama per guardare i pavoni del vicino e fare il richiam ai tacchini di Ersike che rispondono.  Intanto sull’aia appena sotto lo spiazzo dove è stato aperto il maiale son comparse le galline e i 3 galli, ha piovuto e ci son lepozzanghere, color della terra, sotto il cielo ancora carico di nuvole della Terra Bassa, quella più lontana attira la mia attenzione. E’ più rossastra, lucida, il sangue la colora.