Pace (in) marcia

Ancora una settimana fa sentivo in giro tanta incertezza, sfiducia in Orban che li aveva trascinati, in fondo, in una crisi finanziaria perchè vuole farsi re e comandare, la gente incominciava a guardarsi dentro il portafoglio alla ricerca di quel numero di telefono scritto su un pezzo di carta da chiamare nei tempi duri.

Ma siamo in Ungheria e una settimana dopo tutto è già risolto e cambiato per il meglio, la gente ha qualcosa in cui credere, è incazzata, ha voglia di rimboccarsi le maniche. Si. E’ questo quello che ho sentito in questo vibrante paese che mi ospita, e questa grande energia e fiducia nel futuro non gliela poteva dare altri che il primo ministro e leader carismatico Orban Viktor, toccando gli ungheresi nell’unico nervo scoperto che li fa sussultare; l’Ungheria.

Viktor qui in patria ha trasformato la crisi del debito, le remore sulla nuova costituzione, la chiusura delle radio dell’opposizione e l’indebolimento dei poteri dello stato che nn siano lui  in una sorta di volontà di asservire l’Ungheria da parte dell’UE, ormai  l’Unione Sovietica è stata sostituita dall’Unione Europea, il  patto di Varsavia dal patto di Stabilità tra le Banche centrali. l’UE vuole appropriarsi delle banche e dei soldi degli ungheresi, ha distrutto l’economia ungherese, il paese nn produce niente e deve importare tutto dalla germanslovacpolonaustritalia, pagandolo per di piú in euro. E l’Unione Europea vuole anche dire che leggi devono avere gli ungheresi e scrivere la loro Costituzione. l’ungherese che si sente ripetere che il suo paese è stato negli ultimi 500 anni lasciato solo nel momento del bisogno 1.quando sono arrivati i turchi, 2. quando sono stati sostituiti dagli Asburgo, 3. dopo la prima guerra mondiale sono stati il paese piú penalizzato, 4. durante la seconda guerra le sofferenze di Budapest sono state seconde solo a Varsavia (anche qui lo sfigato arriva secondo), 5. poi nel 56 le potenze occidentali si disinteressarono, meglio occuparsi di Suez.., bene, l’ungherese fa due piu due e dice che la storia si ripete..

Bene, ora è il turno dell’UE e ora “la guerra è incominciata” mi diceva cosi una collega citando Viktor. Al che io un po’ strabuzzavo gli occhi perchè oggi c’era invece la marcia della pace organizzata dai sostenitori al governo.. nome un po’ infelice forse, ma sicuramente ambizioso, una manifestazione da piazza degli Eroi al Parlamento, lungo tutta l’Andràssy (mi sa che sono 4 Km) e poi un altro Km e mezzo fino al Parlamento, roba che neanche il turista tedesco coi calzini bianchi e gli shorts progetta con facilità..

Invece oggi ho scoperto cos vuol dire, marcia della pace a Budapest (si, nn ripetevano la Perugia-Assisi, tutta colorata, ed è un peccato, io ci speravo). ecco qua:

arrivo vicino a Hősök tere (piazza degli eroi) facendo a ritroso l’Andrassy, c’è gente, tanta gente e tante bandiere come da noi quando gioca l’Italia. Marcia della pace vuol dire essenzialmente che nn si grida, nn si fischia, non si fa baccano. Ammessi solo l’inno nazionale, un altro paio di canzoni tristi e patriottiche (tipo il szozat), canti di chiesa, inno szekely. Avrò sentito giusto un coro Viktor Viktor e un vecchietto che ha inveito contro gli sporchi liberali subito zittito in malo modo dalla gente.

Quando è caduto (o almeno si è seduto a rifiatare) Berlusconi mi colpì molto la claque che si era portato dietro il giorno dell’incarico a Monti e dell’ultimo discorso a reti unificate una claque degna di quelli che Gheddafi buonanima si portava dietro nelle piazze verdi di Libia. Una manifestazione a favore del governo, nn si fa in nessun paese democratico, vediamo allora che paese è quello che mi ospita.. anche qui Viktor è stato bravo, nessun eccesso anzi, anche qui una bella manifestazione contro, per dire all’Europa che paese è l’Ungheria, all’ungherese.

Un po’ di cartelli: “saremo schiavi o liberi?”  “EU, USA, noi stiamo bene fatevi gli affari vostri” “il magiaro sarà nuovamente bello” “nn saremo una colonia” “Orban il nostro uomo” ‘ il mondo ha bisogno di Cristo’ ‘ i nostri valori (con i disegni del crocefisso  della Santa Corona’ ‘ Brussel, IMF basta col saccheggio. l’Ungheria vuole vivere’ ‘basta bugie e diffamazioni, orban victor e gli ungheresi sono democratici’ ‘ giustizia per l’Ungheria’ (disegno della grande Ungheria) ‘ il mondo è in debito con l’Ungheria’ (disegno della grande Ungheria) ‘Crediamo nell’Ungheria’ ‘Rispetta la nostra democrzia’ “Colonizzati 1956 URSS 2012 Occidente’ ‘EU nn applicare un doppio standard’ ‘ Ungheresi di Vancouver’, il piu divertente: -1956 Tanks 2012 Banks-

potrei continuare, qualcuno divertente, qualcuno burocratico questa forse è la pace (‘EU nn applicare un doppio standard’?? chi andrebbe mai in giro con un cartello del genere???)

insomma il corteo parte puntuale come un corteo ungherese alle 16 e io me ne sto ad aspettate all’inizio dell’Andrássy che sfili tutto il corteo e il tempo invece nn passa mai. meno male che nn fa freddo, ( è un inverno insolitamente mite a Budapest, l’albero davanti alla mia finestra è pieno di foglie in estate e ha 3 rami scarni in Inverno, ma quest’anno ha incredibilmente una specie di edera rampicante con ancore 3 foglie verdi che resistono……)

Insomma alle 16.45 decido di andare a vedere che succede e mi accorgo che ci vuole ancora un po’,  saranno stati qualche centinaia di migliaia, ma non li ho contati tutti, insomma tanti

poi risalgo il corteo, per vederli tutti in faccia, l’ncredibile eterogenietà di gente che si incontra in queste occasioni, da quello in mimetica e bandiera a strisce di Arpad (simbolo di estrema destra) alla vecchina col bastone portata a braccio,

Mi colpisce un gruppo di ragazzi, tipo una classe scolastica avranno 14-15anni, nn ce l’ho fatta  a dire “ma tu che ci fai qui??” e poi a un certo punto vedo una bandiera strana e familiare, una ruota rossa su sfondo verde e blu, faccio mente locale.. curdi? tibetani? no, ci sono, la bandiera dei Rom. Bambini e Rom, gli ultimi che mi aspettavo di trovare, ma sappiamo come vanno queste cose e come ci si deve da fare.

Comunque è una sensazione strana, angosciante, quando viene il buio si accendono candele fiaccole e lumini,  si attraversa la città chiacchierando, ma senza cori o …

alla fine taglio un po’ per le strade scure di Pest e arrivo a Kossuth tèr, la piazza del parlamento, punto di arrivo. se alle altre manifestazioni dlel’opposizione c’erano transenne in tutti i giardini del parlamento qui invece la folla progovernativa si può accalcare anche lì, calpesta i fiori, si arrampica sul piedistallo in granito rosso di Kossuth. Si aspetta qualcosa che nn succede, (per fortuna), un palco superimprovvisato, pare abbia parlato quel bravuomo di Bayer Zsolt (uno degli organizzatori, diciamo che gli ebrei non gli stanno simpatici) poi mentre ancora tanta gente deve arrivare,arriva il segnale “Disperdetevi”. Bene.

Mentre vo via vedo una bandiera gialla e azzurra con una stella e una mezza luna. Vuoi vedere che ci son davvero i musulmani e sostengono Orban perchè ce l’hanno con l’UE? invece no, è la bandiera dei Szekelyi (di nazionalità ungherese che vivono in ua regione della Romania). il tipo che regge la bandiera, bassino, robusto, biondo, più simpatico e affabile della media (come molti dei transilvani) mi spiega i simboli della terra dei Szekely, il sole e la luna, i Szekely mantengono ancora il culto degli astri. quando sa che sono italiano, mi dice che ama l’italia e che l’anno scorso è stato con la moglie che gli è al fianco e la figlia che è avvinghiata alla gamba della mamma, in toscana, pisa, lucca e tutta la val di chiana. Vorrei chiedergli perchè è qui, ma desisto. E in cuor mio spero che la figlia nn avrà bisogno del passaporto per andare a Firenze quando sarà grande..

Budapest 11.1

E’ uno di quei momenti in cui il blog torna a essere un blog vecchio stile, si cesella di meno, si racconta la giornata, le impressioni, per far sapere, per cercare di capire… 

oggi  si parla di Istvàn, Attila, Orsi,  Helga e Bogi..

Istvàn: Ieri al Vittula. Parlando un po’ col barista mi scappa una frase del tipo “a parte la situazione politica incasinata..” lui nn capisce, , poi fa: “Ah ok,.,.. (pausa)… perchè sta veramente succedendo qualcosa secondo te?, ma …. (pausa) (sguardo assente)… io nn credo… Mi sa che vedi troppi telegiornali… eh si ,davvero nn succede niente..”

Attila: l’indomani cioè oggi, incontro in trattoria (ah, le stupende trattorie di quartiere ancora rimaste a budapest, con la tovaglia a quadretti, il menu a prezzo fisso per i lavoratori e il cameriere che ormai ti conosce, con un dito nella minestra).. dicevo in trattoria appena entro incontro il mio elettricista, nonchè quasi amico fraterno Attila (nome comune qui, noi nn chiamiamo i figli Cesare?)).  E’ un omone grande e grosso e muscoloso, ex pugile, grande cicatrice sul cranio, con tanti tatuaggi come la bilancia della giustizia, Cleopatra. Ricordo quando mi mostrò quello che il suo amico Arpi gli stava facendo su tutta la schiena: l’immagine del manifesto di Apocalypto di Me Gibson, chi non lo vorrebbe?.. Ma Attila è anche buono come il pane, il gigante buono delle favole, tenerissimo quando è insieme alla figlioletta di 8 anni; ora sta parlando fitto fitto ol proprietario… noi ci si abbraccia calorosamente e mi invita a sedere. E’ un po’ che nn ci vediamo, da quando per poco ho rischiato di mandare a fuoco la casa e sapevo che solo lui poteva aiutarmi.. Allora Attila  come va? “Terribile, Alessandro, terribile, ma hai visto che succede???… nn ho voglia di far niente, so che devo star calmo ma nn ci riesco, il lavoro va anche malissimo…..” (“ma come se tu lavoravi tantissimo da mane a sera..?”) “cioè, sì, lavoro, ma ora nn mi pagano, forse, chissà, un giorno, mi dicono ora non abbiamo soldi, quando ci saranno…. ecco per esempio ora ho 2 appuntamenti alle 14 e alle 14.30, ma tanto so che nn mi pagheranno..” altro abbraccio fraterno, il parchimetro sta per scadere.. Quando faccio per ordinare mi accorgo che i prezzi sono aumentati da un giorno all’altro di un 10%, pago sempre poco, ma ..

Orsi, Bogi, Helga:  la musica cambia ancora nel pomeriggio tardi al secondo lavoro, (molti hanno un secondo lavoro qui in Ungheria, si sa, è la terra delle opportunità) dove i colleghi sono uni e trini con Fidesz, famiglie conservatrici che hanno fatto gli investimenti giusti nei primi anni 90 e ora passano anche il giorno di Natale in fabbrica per timore di furti… mi chiedono che vuol dire corrotto, che è riportato come contrario di integro. Bene. Corrotto. corruzione morale certo, poi corruzione politica.. “tutti i politici sono corrotti” fa una, lei nn ha fiducia più in nessuno, certo ha le sue idee ma è delusa (sarà lo stato dele cose, lei poi ha un parente prossimo portatore di grave handicap e ha perso i sussidi statali). Gli altri invece inorridiscono, loro una certezza nella vita ce l’hanno e si chiama Orban Viktor. si parla poi di libri, Al momento il libro in cima alle classifiche di vendita ungheresi (un po’ il libro di Bruno Vespa) è di un famoso giornalista autore di inchieste e reportage che nn è che conosca bene, In un momento in cui tutti ce l’hanno con le banche cattive che soffocano l’Ungheria, lui ha fatto proprio un libro sulle banche, i banchieri e la finanza internazionale che trasuda avidità . difficile dargli torto.

 

c’è del fumo che esce dalla mia Costituzione..

Tornando in Italia per Natale all’aeroporto ho preso il giornale, perchè è figo leggere il quotidiano in aereo e vedere gli italiani sull’aereo che nn capiscono chi sei..

E sul giornale di quel lontano 20 dicembre c’era un bell’articolo sulla nuova riforma del lavoro e della scuola,  cambia un po’ tutto, questo governo vuol cambiare tutto e anche di più.

Al mio ritorno in terra magiara, allora, immaginavo nel posto di lavoro (come si dice anche in ungherese) fitte discussioni, informative e circolari, invece nella riunione plenaria nn si parla di questo o di politica ma l’argomento principale è il fumo. Già, perchè dal 1 Gennaio è entrato in vigore il divieto di fumo nei locali, negli istituti scolastici, negli ospedali, nei locali pubblici. La discussione dura più di mezz’ora, un mare di domande, gli animi si accendono, i colleghi si accalorano… nn si pué fumare neanche sul terrazzino?, il divieto è esteso ad un raggio di 50 metri dall’edificio?, e se qualcuno fuma in bagno?. e se nei 15 minuti di pausa esco e fumo faccio in tempo a tornare? e se vedo un collega che fuma lo devo denunciare alla famiglia? ma scusate se io cammino per strada tra fermate del tram, scuole, ospedali, uffici,  quasi ogni 100 metri, praticamente nn si può fumare, questo è assurdo…(quest’ultima un’osservazione di Zsolt cervello fine e uno che si gode ogni sigaretta che fuma). E in effetti fa un certo effetto entrare in una kocsma, accorgersi che c’è qualcosa che non va e capire che quello che manca è la nuvola di fumo del vicino e i posaceneri ai tavoli..

il fumo è un tema che appassiona e coinvolge tutti, altro che la politica di cui in fondo si parla poco… Ne parlava l’altra volta giusto chi è contro Orban ma in modo scherzoso, tanto noi siamo italiani e si può scherzare.. chi ama Orban invece sta in silenzo perchè il fatto è delicato, nn interviene e ascolta (meno male che nn prende appunti).

Perchè in politica l’Ungheria è sempre molto divisa, come lo è sempre stata da quando son qua, chi vede i comunisti e chi vede i fascisti e chi sceglie uno perchè soprattutto perchè odia l’altro.. Generalizzando (cosa che nn fa mai bene) da un lato gli ungheresi cosmopoliti, che viaggiano in Europa e parlano le lingue, dall’altro chi si lascia vincere dalla tentazione di “ripiegarsi su se stessi, appigliandosi all’idea di una Grande Ungheria, magari con un pizzico di ottuso vittimismo, per ciò che è successo nel corso della Storia (…)” (-link Bruno Ventavoli-).

Eh si, gli ungheresi son molto divisi e pure in maniera strana, qui dove la sinistra è liberista e liberale e la destra ultraconservatrice, nazionalista e pappa e ciccia con la chiesa (ohibò sembra normale), ma insomma si sente gente che noi definiremmo di sinistra lodare Orban per la sua politica contro i grandi capitali stranieri e le banche e poi si, dire che insomma, si deve chiudere un occhio sul dleficit di democrazia della costituzione, lasciamolo lavorare, per fortuna che Viktor c’è..

Sembrerà strano, eppure il clima generale, almeno tra i comuni mortali,  non è da scontri di piazza e tensioni sociali.  A parte la grande volatilità politica dell’elettorato (non sorprende che ora la popolarità del partito unico di governo è precipitata),  l’ungherese medio è in fondo molto rassegnato, con la stessa  sfiducia nella politica che viviamo in Italia, che si somma a quel distacco che si aveva qui fino a una ventina d’anni fa, in cui tutti dovevano scendere in piazza col fazzoletto al collo il primo maggio, e giurare di credere anche se non credevano … e poi la gente si interessa di politica, e di diritti del cittadino, ma è molto piu spaventata dalla crisi finanziaria, dal fiorini arrivato a 324 contro euro, dal che fine faranno i nostri soldi..

Per capirci qualcosa il consiglio migliore è sempre quello di studiare le fonti, allora ho letto l’inizio della costituzione nuova ma i dubbi sono restati… saltando a piè pari l’ampio preambolo che inizia con Dio salvi l’Ungheria, la parte I (c’è anche la II e la III, insomma una trilogia) comincia con: articolo A: il nome della nostra patria è Ungheria [e non più repubblica ungherese, come sta scritto sulle monete per esempio]; articolo B: (1) la forma legislativa (?) in ungherese jogallam) è la democrazia (2) la forma di stato è la Repubblica (3) la fonte del potere è il popolo (4)….

sembra un po’ di fare i salti mortali, vuoi mettere con: articolo 1: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. la sovranità appartiene al popolo.

Ieri al Vittula (la mia bettola di fiducia) ne parlavo con un’amica che lavorava al ministero degli interni, poi si è intromesso Arpad, con la sua cresta e camicione da neorockabilly, che era in una serata no, taciturno, con le guance scavate “scusate parlate della costituzione?.. ma Alessandro, è solo un pezzo di carta, nessuno la segue veramente è solo fumo negli occhi che nn lo sai…??” ho risposto subito che “quella è la legge a cui tutte le leggi dello stato si devono uniformare, quindi è importante..”  ma nn volevo rovinargli la serata o impelagarmi in discussioni politiche..

..allora ho fatto un esempio, quello giusto, l’articolo che ricordo meglio della nostra costituzione (che è bellissima): L’Italia ripudia a guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali…” ecco non è straordinaria? e i nostri soldati poi vanno a morire in Afganistan, Iraq e dov’altro.. “hai ragione è solo sulla carta (pausa) ma almeno sono contento che la mia costituzione dica questo….” (pausa). ogni tanto qualche numero mi riesce..

 

viva la Repubblica!

ieri mi sono ubriacato, la sbronza peggiore della mia vita, mi sono svegliato oggi e nn trovo più la mia Repubblica. (Cartello di un manifestante)

Stasera torno a Budapest e sono agitato. Perché come premetto sempre quando parlo di Ungheria, nella nuova costituzione è scomparsa la parola Repubblica. La Repubblica d’Ungheria è diventata semplicemente Ungheria.  Chi lo ha fatto, dice che cosiólo stato che ha cambiato nome svariate volte anche solo negli ultimi 100 anni (il Regno di Austria-Ungheria, Regno d’Ungheria, Repubblica Popolare Ungherese, Repubblica Ungherese e sicuramente scordo qualcosa) ora sarà solo Ungheria. ma nn è una bella motivazione.

Sono agitato perché torno in un paese dove il partito unico di governo che ha oltre i due terzi del parlamento si è scritto da solo la costituzione, la legge di tutti (le altre forze hanno abbandonato quasi subito i lavori), se l’è approvata senza sottoporla neanche a referendum confermativo (come succederebbe in Italia). E il paese si ritrova a protestare  non nel giorno in cui l’hanno approvata, solo il giorno dell’entrata in vigore e magri solo perché seguiva di poco le manifestazioni a favore della libertà di stampa, l’unica cosa che ha avuto eco all’estero. Mentre quella non è che una piccola parte dell’opera di erosione e indebolimento degli organi indipendenti (dal potere esecutivo) e di controllo che configurano uno stato democratico (magistratura, discussioni parlamentari, corte dei conti, corte costituzionale, banca centrale, comitato di vigilanza sui mezzi di informazione, etc.) che mi rende agitato mentre torno in Ungheria. (per qualche dettaglio andate qui). e ora mi ricordo perché delle lezioni di educazione civica alla scuola media ricordo solo: i poteri dello stato sono tre: legislativo, esecutivo e giudiziario…

Il perché lo fanno è nello stesso discorso di fine anno del presidente del consiglio Orban che ha affermato col suo profilo da Paperino:

“Abbiamo rioccupato la nostra posizione in Ungheria in una maniera senza precedenti.  Abbiamo deciso di serrare le fila e abbiamo deciso di riparare agli errori per cui abbiamo sofferto nel corso degli ultimi anni. Abbiamo lavorato molto nel 2011, quest’anno è stato per l’Ungheria l’anno del rinnovamento. Abbiamo cambiato quello che doveva essere cambiato. Sappiamo che le famiglie ungheresi dovranno affrontare sacrifici(…) quest’anno l’augurio è che sarà l’anno della speranza. Che il signore protegga voi, le vostre case e le vostre famiglie, buon anno.”

Abbiamo cambiato quello che bisognava cambiare” dopo gli scandali corruzione, i socialisti sono scesi dal 48% al 18%, in un paese con storicamente una forte volatilità elettorale. E Orban dell’odio contro i socialisti (liberisti) e il loro leader milionario Gyurcsany ne ha fatto una questione personale, vuole cambiare la costituzione, perché i comunisti e i loro amici capitalisti non possano più essere un pericolo per l’Ungheria.

Un po’ come quei colpi di stato in cui l’esercito (o il Berlusca) prende il potere per impedire ai comunisti o alle forze imperialiste di occupare il paese, in cui uno chiede poteri speciali, perché la situazione è grave e ci vogliono misure speciali, come quei tiranni come come la nascita dell’Impero nell’antica Roma o in guerre stellari, fate voi..

Ieri è stata una giornata particolare. Era in programma la festa di Gala per festeggiare la nuova costituzione, entrata ufficialmente in vigore. Nn un posto a caso in fondo, il teatro dlel’Opera di Budapest è una specie di colpo di coda reazionario dell’aristocrazia ungherese alla fine dell XIX secolo, quando la borghesia stava realizzando la sua tumultuosa ascesa sociale, Un tempio del conservatorismo, mentre una ventina d’anni dopo nel VII distretto sorgea la Nèpopera, il teatro d’opera del popolo. Ricordo anche un film degli anni 50, quando nell retorica comunista il giovane operaio approfitta dei biglietti scontati per gli operai allora disponibili, per andare all’opera, e qui conoscere una bella ragazza..

La cronaca dall’interno raccontava di belle parole e discorsi in doppiopetto del presidente della repubblica (un ex campione di scherma, indovinate chi lo ha messo lì e che potere di controllo espleta?) e di musiche ungheresi  ovvio, soprattutto Kodàly, che magari si starà rivoltando nella tomba. Fuori invece Brody Janos (uno dei componenti degli Illés, celebre rock band del passato) e soprattutto tanta gente unita, finalmente unita. Ricordo di essere stato in piazza il giorno in cui approvarono la costituzione, aprile scorso. Si c’ero, anche se mi era completamente passato di mente. e so anche il perché, perché era una cosa molto triste, nei 3 giorni precedenti ci furono almeno  una dozzina di manifestazioni,  tutte minuscole, dei 3 partiti(ni) di opposizione (nn importa elencarli) e delle categorie toccate dai provvedimenti come gli omosessuali ora che la costituzione dice che l’ungheria è un paese basato sul matrimonio tra un uomo e una donna. Io ero stato al comizio dell’LMP (4 gatti). E la cosa più triste era che ad aver fatto più discutere era stata la sfilata delle forze dell’ordine (che uscivano dai lavori usuranti e dovevano andare in pensione piu tardi) che aveva causato un po’ di caos.. (ma dov’era la polizia a fermarli..?)

Ieri invece c’erano tutti, anche quei movimenti della società civile che finora avevano tenuto alta la bandiera della protesta a difesa della libertà di stampa, ricordo le assemblee al freddo un annetto fa, davanti al parlamento o la grande massa umana all’imbocco del ponte Elisabetta, con il  primo sole di primavera negli occhi, il comizio più seguito del 25 marzo, festa nazionale ungherese e giorno di adunate, quando Orban era al Consiglio d’Europa credo e Fidesz neanche tenne un discorso…

La bella notizia è questa, ieri c’erano tutti. Nn parliamo oggi di sovranità nazionale, banche, rating, politiche sociali, finanza, riforma della scuola, anche se sarebbe bello discuterne, no, oggi  parliamo di tutti quelli che credono nella Repubblica, e citiamo un cartello che diceva: ieri mi sono ubriacato, la sbronza peggiore della mia vita, mi sono svegliato oggi e nn trovo più la mia Repubblica.

Viva la Repubblica