la cultura è tutto

Come in Italia o in Burkina Faso, credo che in fondo sia facile capire dal modo di fare, gli atteggiamenti, la marca di profumo e il colore delle scarpe per chi vota il nostro vicino di posto del tram o il nostro collega di lavoro.  Bene spesso i miei vicini di posto nel tram n. 37, sono barboni che si industriano a travasare il vino bianco da una bottiglia di plastica da un litro e mezzo ad un’altra alle 8 del mattino, e allora vi parlo dei miei colleghi, meglio così.

Sembrerà strano, ma la chiusura di klubradio è stato un atto di forza e autoritarismo ma la ascoltavano quattro gatti e la stragrande maggioranza degli ungheresi non ha ben capito la differenza tra una legge importante e la Costituzione (che il governo ha voluto chiamare legge fondamentale), ma magari il buon ungherese si preoccupa del futuro dei propri figli, questo si che li tocca da vicino. Ho una collega che secondo me è di fidesz (sono i due terzi) ed oggi ho orecchiato un suo “Ieri c’era una riunione a scuola di mia figlia, io nn sono potuta andare, ma ho parlato con la capoclasse, sono guai. Perché mia figlia ha solo tutti 8 e 9 e nn tutti 9 e così sarà difficile che possa entrare all’università. Lei poi vuole fare l’istituto d’arte…” succede che Orban ha voluto i pieni poteri per rivoltare il paese come un calzino, l’è tutto sbagliato l’è tutto da rifare, farla finita una volta per tutte col comunismo (?), fare tutte le riforme necessarie,  basta con i privilegi, i sussidi ai falsi invalidi che nn vogliono lavorare, nn si può più dare tutto a tutti. E finiamola anche con l’università dove possono entrare tutti, nn c’è posto, uno alla volta per carità, nn è mica un parcheggio per sfigati. No, qui nessuno usa il termine sfigati, (anche se un ministro tempo fa disse che se uno è bravo prima dei trent’anni ha già il suo milioncino da parte), in molti si laureano in tempo e in molti già che ci sono si prendono anche una seconda laurea, la cultura è tutto, si sa. Ma largo ai più meritevoli, questo si, borse di studio e università pubblica solo per chi prende tutti 9 e se lo merita davvero. In cifre il numero delle esenzioni si riduce di circa un terzo, da 53.000 a 34.000, per chi resta fuori a conti fatti è quasi piu economico andare a studiare in Austria o in Slovenia, dove l’università è davvero pubblica, infatti sono paesi in condizioni economiche disastrose (ma qui devo controllare i dati)*. Le più colpite le fcoltà umanistiche ed economiche, tra tre anni avremo una bella sfornata di laureati scientifici, che nn potranno lasciare il paese per 10 o 20 anni si è affrettato a precisare il ministro responsabile, cioè se vanno a lavorare fuori, tadendo la patria e i soldi che la paria ha sepso per la loro istruzione, dovranno ripagare tutte le tasse universitarie nn versate, ovviamente compresi gli interessi maturati. Fermate l’ungheria, voglio scendere…

Nella sala mensa mentre mangiucchio il mio riso al forno riscaldato al microonde sfoglio una di quelle riviste che arrivano dalla biblioteca pubblica e restano qui misteriosamente sopra un tavolino, questa è di novembre, poteva anche andarmi peggio, ci sono articoli interessanti. Mentre lego entra questa collega, “Tò guarda, le faccio, questa la sapevi?” si avvicina, guardiamo insieme, nelle pagine di cultura dopo le parole crociate l’intervista credo a un intellettuale di origine ebraica, in un riquadro in alto a destra una piccola lista di parole ungheresi di origine ebraica, qualcuna la sapevo come màzli, il modo slang per di re fortuna, poi haver, amico, sràc, ragazzo, e bovli, ora molto usata per dire crisi, confusione,caos..

* è gratuita anche in irlanda e scozia

 

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