un voto di troppo..

L’euroscettica Ungheria non soprende: Orban, Jobbik e sinistra divisa

ripreso da Q code magazine

rispetto per gli ungheresiNessuna sorpresa nel voto ungherese e c’era da aspettarselo, si era appena votato un mesetto e mezzo fa per le politiche e in fondo in 4 anni poco era cambiato, sempre Fidesz, il partito conservatore populista del discusso leader Orbàn Viktor sugli scudi con i due terzi (da solo) dei seggi in Parlamento e solo perché ripescaggi e scorpori del “mattarellum” in salsa magiara sgonfiano un po’ i 96 seggi vnti sui 106 dei seggi uninominali o il 53% del proporzionale. Si sa, l’Ungheria èun paese democratico.  Ma alle europee le proporzioni contano ed ecco Fidesz capeggiare senza tanto sforzo col 51%. solo un milioncino di voti, ma sono europee, l’affluenza non è stato il ridicolo 13% slovacco ma un “europeo” 30%. Il battagliero Orban si era solo sforzato di inseguire a destra Jobbik, grandi faccioni sui manifesti elettorlai ocn lo slogan “rispeto per gli ungheresi”,  scandalo Kovacs Bela (un po’ il nostro Mario Rossi) deputato di Jobbik indagato come spia russa (molto attuali), e ponendo in cima all’agenda la necessità di ogni buon ungherese di farsi la palinka (il forte distillato alla frutta che ogni buon magiaro usa per aprire e chiudere i pasti) o d introdurre l’ergastolo senza parola, o far iniziare i lavori per l’erezione del monumento (al’occupazione) nazista, a Szabadsàg tèr, con la grande opposizone della comunità ebraica.

monumento all occupazione nazista

Missione compiuta, Jobbik è sì il secondo partito ma con il 14% perde punti e voti rispetto alle politiche. Comunque accanto alla LePen  e Borghezio, la Morvai Krisztina (la professoressa universitaria, paladina dei diritti delle donne, un po’ il volto serio, il Miglio di Jobbik) potrà sedersi con degna ammirazione.

 

E poi Jobbik è secondo partito perché la vera partita di queste elezioni in Ungheria era la resa dei conti a sinistra, presentatatasi divisa (tanto c’è il proporzionale)  dopo la (seconda) storica disfatta dell’arrangiata unione tra il partito storico della sinistra del ‘900 (partito socialista, MSzP), il partito dell’ex primo ministro Gyurcsany, ricco e liberista, travolto dagli scandali, ma sempre il più carismatico da quelle parti (Coalizione Democratica, DK) e il partito della società civile, che voleva porsi alternaiva ad Orban, guidata da un ex banchiere con un nome tutto fuorchè magiaro Gordon Bajnai  (Insieme, Egyutt).

Il video del vincitore senza appello in questa contesa è ilgià citato Gyurcsany Ferenc, spilungone, palestrato con la camicia stirata, che improvvisa un balletto impeccabile nella festa elettorale, visibilmente felice per aver qasi raggiunto al 10% il partito che aveva dovuto abbandonare con infamia un 4 anni fa. Meszterhazi, il capo dei socialisti, ha finalmente rassegnato le dimissioni.

Prossimo appuntamento le amministrative di novembre, tanto poi c’è tempo, nel parlamento appena stupendmente restaurato i 2/ di Orban lasciano tutto il tempo..

 

Risultati ungheresi

Fidesz:  51.9% (1,191,163)

Jobbik: 14.68% (339,501)

MSZP: 10.92% (252,494)

Demokratikus Koalíció  9.76% (225,762)

Együtt-PM 7.22% (167,012)

LMP 5.01% (115,957)

 

 

Quando Orban insegue Jobbik in Europa..

eu

E’ così bello seguire la politica italiana con i tre fanti di turno sulla poltrona di Vespa e tutti e tre ridicoli, anche il Grillo coi capelli del parrucchiere e il giubbotto lasciato sulla gruccia in camerino, anche il Berlusca che parla del passato remoto come se il suo ultimo governolo rimpiangano tutti, anche Renzi che promette e si scusa se.

La politica ungherese si sintetizza invece nella mia vita di questa settimana nei grandi manifesti di Fidesz in giro per il paese, magari ci sono problemi di spesa, ma son proprio gli stessi delle recenti elezioni, con il faccione un po’ ritoccato di Orban per metà e una grande scritta sull’altra, lo scudetto di Fidesz e i colori nazionali appena sfocati. Si son ricordati però di cambiare la scritta, quella di oggi dice “Rispetto per gli ungheresi”.tant’è..

tisztelet

Leggo poi  oggi il resoconto di index sull’Hallo el presidente magiaro, l’intervista che Orban rilascia ogni venerdi mattina alla radio nazionale. l’affluenza sarà bassa e vinceranno i partiti con la base piu fedele, in Italia tutti temono Grillo. Orban teme Jobbik.

Ma Orban ci ha appena dimostrato che è uno che non lascia niente di intentato per prendere il suo 101% alle elezioni, ecco che dopo anni esplode il segreto di pulcinella del deputato di Jobbik sottosegretario infiltrato del KGB, (e ci ha pure il nome magiaro per eccellenza Kovacs Bela, il Mario Rossi o quasi).  Ecco spiegato l’improvvisa insistenza di Orban per erigere il grande monumento (all’occupazione) nazista in Szabadsag tèr, che ormai sembra sempre piu un rigattiere di statue e regimi (tra obelischi con le stelle rosse e statue di Reagan e targhe per ricordare i fiori piantati dalla moglie del conte politico dell’800 e tanto altro). Ed ecco Orban che parla di pena di morte…la pena di morte ha la forza di poter tornare. L’unione Europea la vieta. Eppure varrebbe bene una messa“. Ed ecco una strizzatina d’occhio ai sacri valori contadini magiari, per contrastare Jobbik anche qui, la difesa della palinka fatta in casa(la fortissima grappa alla frutta che apre e chiude ogni pasto che si rispetti). parlare di UE per le le regole che impone alle dimensione dei nostri cetrioli fa sempre effetto.

Un paio di elezioni fa ero con un amico italo-magiaro per comizi del 15marzofestanazionale. Nel primo pomeriggio comizio di Jobbik. lo credevo di gran – sinistra maa un tratto disse: però la Morvai (anche quest’anno capolista di Jobbik alle europee) parla bene, doce cose giuste, basta togliere quelle cose sui Rom. Oggi vota e fa votare Grillo.