Que viva Mexico!

 

“Ahiaiaiai canta e non piangere”

la notte di Budapest diventa bianca rossa e verde, ovviamente nn per meriti calcistici dell’Ungheria attuale e sul nostro tricolore preferisco nn esprimermi, no, no, qui nella mia Budapest il tricolore stasera è messicano, dei tanti ragazzi seduti nel pratospelacchiato di Szbadsàg tèr, facce pulite, davanti al Maischermo da un po’ di anni gentilmente offerto dalla Borsodi, birra del nord dell’Ungheria che cerca in tutti i modi di piazzare la sua nuova birrabiancadry.

Ay ay ay ay canta y no llores

il coro si alza due volte, anticipando quello dagli spalti del Brasile, una bella partita, cuore, tecnica, gioco di squadra. che per fortuna dan qui anzichè Brasile Camerun. Messicani nettamente superiori a una Croazia forse sulla cartapiù forte. Ci sono anche i croati, pochi, ma cosi appariscenti nei loro scacchi bianchi e rossi, loro nn possono cantare e cantare poi cosa. un cielito lindo croato non me lo immagino. Azzurro il pomeriggio è sempre azzurro si invece. Come quellamalinconia sottesa e melodiosa che qui in europa centrale diventerebbe un po’ più marziale, mentre da noi si stempera nel soldato innamorato. speriamo di .

ultima frase 1. Me ne vado. finisco tra le panche stile biergarten davanti due con la maglia croata. passa un ragazzaccio ungherese in bicicletta. “In messico tutti zingari” è il colore della pelle che li tradisce.

ultima frase 2. me ne vado, sulla via del ritorno passo per Erzsebet tèr, l’Akvarium, forse il posto primo dove vedersi i mondiali, che si è dato nei mesi un tono più trendy, qui ti puoi ancora sedere sulle gradinate, ma meglio tavolini e meglio se prenoti. A ognuno ha il suo rivale. Qui gente più ricca e felice, tutti in giallo e profumo di fresco