La tassa su internet non ci sarà!

31.10

Index nn fa in tempo a informarci che in Azerbajdzan internet è gratuito per tutti che dopo una decina di minuti esce una Breaking News, nn sarà la CNN ma la notizia è che Orban nella sua settimanale intervista a Kossuth radio (un Halo Mr. President magiaro) ha dichiarato che toglierà la tassa. Se la cava evocando il passato e i nemici, cosa che in politica funziona sempre. “non sono comunista, voglio governare insieme alla gente e se la gente non ritiene giusta il nostro piano, allora on abbiamo una base comune”

Scendere in piazza ha funzionato.

W la Democrazia. W la Repubblica!

P.S. e plauso al fiuto politico di Viktor che ha capito che l’aveva fatta fuori dalvaso, ha riconosciuto l’errore, ha mandato avanti i ministri a bruciarsi, e poi nel suo one-man-show ha dato il lieto evento. C’è una cosa che cosa che può far bene a questo paese ed è la voglia di Orba ndi guidare e idnetificarsi con gli ungheresi. E gli ungheresi non sono tutti al 100%  come lui.

30.10

Dal governo fanno sapere chela tassa rimarrà

 

29.10

La mattina dopo capisco per bene in 5 minuti che sta succedendo, mi basta andare al lavoro e godermi questo abbonamento dei mezzi pubblici gentilemnte offertomi da uno che cercava un manicomio a Budapest… (è una storia vera)..

la metro di Deak è piena di ragazzi giovani  davanti alle scalemobili che sorridono e distribuiscono la freepress. la notizia del giorno è certo la manifestazione, solo che la grande foto di copertina è giusto una massa informe di gente con un palazzo anonimo sullo sfondo. E dire che ieri sera su internet c’eran foto bellissime in giro, la più bella ed usata sicuramente quella sul ponte Elisabetta, bianco e psichedelico, nella otte di Budapest…

nell’occhiello 4 punti, in cui son riusciti incredibilmente a trovare un aggancio politico (una dell’MSP che da dentro il parlamento ha fatto sventolare una bandiera) e poi sempre un po di violenza quando violenaza non c’era, un gruppo di autonomi che si è staccato per andare sotto al parlmanento..

Certo avere uno che ti da gratis la mattina presto quando sei ancora rincoglionito per il caffelatte con pettinata incorporata e spazzolata dentifricio mentolato su sapore caffè  che ti dà un giornale ben impaginato gratis prima di una giornata di lavoro è un bel vantaggio

Ma poter accendere il computer per controllare la posta  e scorrere le prime notizie dei tuoi amici e giornali preferiti direttamente sul tuo schermo l o è ancora di più.

E poi un parere personale, la qualità dei siti ungheresi è alta, per citarne un paio Index fa un lavoro di redazione eccezionale, e fa articoli intelligenti e non ripetitivi come bona parte della rete e 444!!! che non ho ancora capito cosa sia fa addirittura un po’ di buon giornalismo di inchiesta. siamo in una democrazia.

Largo ai giovani!

“Ci saranno due discorsi brevi, poi ci muoviamo in corteo” … ma quando i brevi discorsi con qualche contenuto e critiche alle politiche fiscali, finiscono (e le luci smettono di inquadrare i dipendenti del ministero delle finanze qui sopra la piazza che credendosi al sicuro sbucano dietro le tende) e il corteo inizia a incolonnarsi, ci mettiamo parecchio tempo prima di muoverci. Vuol dire che siam tanti a protestare anche oggi, a sole 48 ore dal primo corteo. Contro la tassa su intenret che vuole introdurre il governo..

IMG_20141028_215541Ci muoviam piano piano.  Vedo un volto familiare, una ragazza del corso di origami, 18anniappenacompiuti,  rossetto e montatura in osso, unabrava ragazza,con un’amica.ciao.  Ce ne sono migliaia come lei in piazza, gente giovane e istruita senza nessuna bandiera di partito e sorridente. E’ ad Astoria che si inizia a capir che siamo tanti, ci si muove lentamente, il serpentone non sembra finire mai, e non sono le poche decine di migliaia (e vi smbran pochi) che dicono i media tradizionali e no, sembran proprio di piu, (io vorrei dire  anche pu dei 100.000 che già mi parevan l’altra volta.. è che è una manifestazione cosi senza grandi partiti alle spalle, ma nemmeno movimenti di un certo spessore (che so, di Solidaritas ed Egyutt, quando Egyutt era solo un movimento, degli anni passati) e le piazze di arrivo e partenza concesse son picoline e contarli no è facile… Direzione  Clark Adam tèr, lì a Buda, alla fine del ponte delle catene. “Lì c’è il chilometro zero ungherese” “E’ lì che vogliamo andare, zero come le tasse che vogliamo su internet!” e rispedita al mittente la mediazione che già in realtà circolava già dalle prime indiscrezioni sulla tassa: massimo di 700 fiorini per i privati e 5000 per le aziende e costi da far ricadere sui provider e nn sui singoli. Come per le banche.

La gente però è scesa in piazza, sa di essere nel giusto. Come dicevano prima dal palco, è una tassa sui poveri e sui giovani e su chi vive isolato e. E risuona sempre la parola Europa.. ci sono città che danno internet gratuitamente e qui lo si vuole tassare. E’ gente che vive in ville lussuose con piscina nn sa cosa vuoldire internet, per noi giovani, solo per noi giovani. Han pure invitato Orban medesimo ”Venga qui se vuole a spiegarci perché è giusto tassare internet” E Orban avrà avuto un coccolone nel capire che in fondo il suo popolo non gli vuole bene assai, né a lui né al suo gruppo dirigente, o per dirla con una parola ungherese facilmente intelleggibile banda. Avrà pure stravinto tre elezioni di seguito con piu dei 2/3 dei seggi assegnati, ma l’astensione è cresciuta sempre e ha corso praticamente da solo e il buon Andreotti si sbagliava il potere davvero logora chi ce l’ha e chi ha il potere assoluto ora si sente gridare gli stessi cori che ormai 8 anni fa gridava la piazza al suo grande e storico avversario socialista Gyurcsanyi Ferenc. Allora mi ero fatto una cultura cheora riesco a mettere perfettamente a frutto: “Orban takarodj” (vaivia, vattene, come per scacciare un cane” “Mocskos  Fidesz” (sporca fidesz, il suo partito, sporca) e le accuse di corruzione, aver formato un quadrato, anzi un cerchio di potere e beato a chi ce l’ha, ma ecco cori  a lui più attinenti “Viktator”… e tutti cori che ora la gente grida forte, divertita, senza più la soggezione di domenica. La folla, il numero dà forza, manuale minimo di sociologia. Il coro risuona forte, Viktator, quello accanto a me dice “Kis duce”(piccolo duce).sorrido.

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Il percorso stavolta è diverso, non piu la splendida Andrassy di una domenica d’ottobre ma Astoria, Parisi udvar, ponte Elisabetta, poi si devia fino  al ponte delle catene. La bellissima Budapest illuminata, da percorrere al centro della strada.. facciam molta strada ma ci par poco dentro questo splendore…

Incrocio con Vaci utca,si c’è ancora Vaci utca, parte il coro “Non molliamo” all’angolo un uomo in un cappotto elegante, dalla carnagione un po’ scura e nella mano elegante bustona di una qualche boutique di moda della via. Avrei voluto avere i google glass.. mentre i ragazzi gridano Non molliamo vedo le sue labbra muoversi e sillabare il Non molliamo…

Superiamo il ponte, di lontano intravedo una collega, anche lei giovane, sui 27anni, con i suoi capelliricci e un gonnellino zebrato che sbuca sotto il cappottino.. è di lontano.. passiam sotto i Giardini del Castello. Povero Orban, ha ridato alla città questo che era un rudere con tanto di graffiti e fogli di compensato a chiuder le finestre, ora è uno splendore ed ecco che la gente ci cammina davanti e protesta.

Perché arrivi anche la coda del corteo ci vorrà una mezz’oretta dall’arrivo dei primi, ma senza aspettare parte un immancabile inno nazionale. Un ubriaco grida durante l’inno. Quella dietro di me stona, il comuque difficilissimo inno nazionale ungherese. Ci penso un po’, non sarà un caso. Tantissimi microfoni, media tradizionali e non, di sinistra, ma nche HirTV, la Tv di Fidesz accolta dal poco ben augurante coro “Hir TV Szar TV” e solo qualche ultras, agitatore scalmanato quasi dall’imbocco della funicolare che porta al Castello. Fischiano dal corteo. Io nn ci faccio caso, Ci ero rimasto male a vedere il giorno dopo il primo grande corteo la freepress che mi davano all’uscita della metro titolare “Attaccano la sede di Fidesz”per un computer buttato dalla finestra. Come se la notizia fosse quella…

Dal camioncino messo di traverso prima del ponte delle catene dove si è conclusa la manifestazione un tipo con cappellino e microfono urla come in un villaggio turistico “Siete stati Super” Siete forti” “ il più grande corteo degli ultimi 150 anni” tiene alto il morale. L’unica altra cosa che ripete è di fare qualche donazione anche piccola a quelli che passano con lo scatolo di un router con un buco al centro. Ci servon soldi per organizzare la prossima manifestazione. Lo ripete spesso e in fondo è un buon segno. Chi sta lassù sul camioncino una seppur minima passione politica ce la deve avere e sicuramente una tessera di un’associazione o di una biblioteca ce l’avrà in tasca, ma qui non si vedono soldi di partiti. Un capellone si avvicina e mette un paio di banconote. Altro proclama: “Orban ha detto ai suoi: stiamo uniti!” ma forse si starà anche rigirando la carta di identità tra le mani… avrà visto di sbieco magari su internet i volti della manifestazione, potevano essere suoi figli e si starà domandando dove ha sbagliato, proprio ora poi che il paese è in ripresa negli indicatori economici… ha messo tasse su tutto, l’IVA arrivata al 27% e poi servizi bancari, hamburger ed energy drinks e mai niente, nessuna seria protesta…ed ecco ora tutta questa gente…

..poteva allontanarsi con me sul ponte delle catene, verso la metro. Saluto un ragazzo dai capelli rossi, figlio di un amico, è iscritto ad economia. Han tolto da lì la storica statua di Marx un mesetto fa. “Sì peccato, ma in fondo chi se ne frega!” mi aveva confessato. Ora però è in piazza. Internet cattura il suo interesse, chi l’avrebbe detto..

in metro tutti col naso incollato ai loro smartphone, per seguire le ultime sulla manifestazione sulle loro bacheche facebook e messaggiarsi con gli amici.

Orban, fatti da parte, largo ai giovani….

Free internet in free country

sottotitolo: – Possono anche portarci via il nostro futuro, ma non il porno in HD

IMG_20141026_181008I parteciperò su facebook erano arrivati a 40.000 in piazza ce n’erano ancora di piu. Una delle piazze dimenticate di Budapest con la statua alta alta del palatino Jozsef e il mastodontico e bruttarello ministero delle Finanze, una delle poche piazze della città interna non toccate dall’ondata di lavori e rifacimenti e restauri che ha investito la città in questo clima elettorale. Lo diceva anche OV Orban Viktor, ora finalmente le elezioni sono finite, politiche ad aprile, europee a maggio e amministrative a d ottobre. 2/3 dei seggi ottenuti in tutte e tre dal partito unico di governo Fidesz (magari anche meritati, ma i commenti post elettorali son sempre  stati del tipo: quanti anni ci vorranno a ricostruire la sinistra in Ungheria)  e ora finalmente tre anni e mezzo senza elezioni. Poi l’errore. In Ungheria si impara subito che il comunismo ha preso il potere alla chetichella con la politica del salame. Prima una fetta poi l’altra, finchè non finisce tutto. Prima attacco solo la chiesa, poi solo la classe sociale A e poi la categoria B. L’errore di Orban è stato dire di voler introdurre una tassa che colpisce tutti ma proprio tutti, e a cui tutti sono contrari, una tassa che colpisce la posta, i film, le telefonate, il sesso estremo, i giornali e le ricette di cucina, i sentimenti e i soldi,  il lavoro e il tempo libero, una tassa su internet.

Non so molto e magari mi basterà leggere qualche articolo su internet per essere superinfromato, ma io sono uno che vuol consumare le suole delle scarpe e guardarsi attorno, so solo che c’era questa manifestazione di protesta contro la tassa, un evento creato su internet, scoppiato credo tra le mani degli organizzatori. 40.000 parteciperò e gente che scopre che la democrazia ormai non è andare al seggio ma mettere un mi piace. Ho invitato un po’ di gente, su internet ovvio. Poi ieri un amico canadese Tod, mi fa” ma che cosa è quell’invito, dici che ci devo andare?” “Beh si, sai….” e un inglese un po’ più informato “E’ una cosa stupida no?” “passi punire i tabagisti o chi vuol studiare una cosa non utile alla società come letteratura o economia, ma internet è comunicazione… “ perché tassare internet per togliere l’IVA sugli animali da fattoria?” insomma tanta gente, tutti qua, la piazza è piena stracolma.  Ma senza fretta. Dateci solo il nostro torrent e web radio. Niente bandiere, giusto una dei pirati e al massimo qualcuno con qualche scheda video vecchia o un tower in mano. Quasi una manifestazione spontanea,  niente Camusso e correnti di partito  in libera uscita, il palco è piccolino e cattiva è l’amplificazione. Due discorsi un po’ penosi, giusto slogan e neanche 4 parole messe in fila.. il colpo di scena è “facciamo vedere quanti siamo, tiriamo su i nostri telefonini..” eccoli. Mi guardo intorno, la piazza è piena, c’è tanta gente, stavolta forse una certa idea di chi è venuto la si può avere, nn le solite piazze supereterogenee di partiti e voti volatili, ma soprattutto tanti giovani, e chi è che usa internet?, educated people direbbero i miei amici anglofoni, studenti che studiano per lo più, gente che si informa, gente che magari non ha votato o ha votato Fidesz, che nn segue la politica, che magari non protesta per tante cose, ma che qui sa che deve scendere in piazza, sa che è nel giusto, sorride. Dateci internet. Passa uno con la pettorina fosforescente e in mano lo scatolo di un router con un buco al centro che chiede donazioni. Non si capisce per chi.

pochi cori: “Non molliamo!” per lo più e poi qualche sparuto “Orban vattene!” e “Orban dimettiti!”, detti quasi con paura, caso mai ci sentano. Il piu forte è “Internet libero in libero Stato!”. È il XXI secolo.

E pensare che un 2-3 ore prima c’era stata la manifestazione degli ultras di tutta l’Ungheria davanti al parlamento per protestare contro la lega calcio e le misure di sicurezza negli stadi, la tessera del tifoso e un No al calcio moderno. Lo leggevo dirante lo spuntino premanifestazione, 2000 persone e veloci 10-15 minuti di discorsi. Poi tutti a lavorare.

Altro colpo di scena: 48 ore di tempo al governo per togliere la tassa, se no ci ritroviamo di nuovo in piazza a protestare.. e ora tutti in marcia lungo l’elegante Andrassy ut.

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E’ una bella passeggiata sull’Andrassy, l’occhio esperto capisce che si è in tanti, io vorrei osare addirittura un 100.000, nessuna bandiera e nessun servizio d’ordine. Ma tanto siam gente civile. Prima dell’Opera una bella camionetta della polizia. I volti non sono tesi, ma si vede che è gente al lavoro. “Ciao ragazzi!!!” fan le ragazze divertite.  Nessuna bandiera, pochi anche i cartelli. Mi sposto un po’, capito accanto a due ragazzetti, tipo Beavis & Butthead. Hanno due cartelli scritti sul retro del cartone delle pizze. (Pizzaforte) Uno ha un cartello in inglese Say no to tax. L’altro ha il cartello girato, una ragazza lo vede di sfuggita, lo rincorre, lui si mette tutto contento in posa per la foto. Il cartello dice “Possono anche portarci via il nostro futuro, ma non il porno in HD!” Kodaly korond, coro forte “Europa Europa!”. Bajza utca. Due di mezz’età accanto a me.. “Mi ricorda le sfilate del primo maggio” “io non riesco a camminare, non ho le scarpe adatte” “le scarpe o le suole?” “non le posso pagare.” Si indica il petto con l’indice “Sono un’azienda in crisi” Piazza degli eroi.

Piazza degli eroi. La piazza si riempie. C’è un mucchio di gente sulle statue, gli organizzatori, ragazzetti, neanche carismatici, il capo ha il megafono e una barbetta, ma è più che sufficiente a queste 100.000 persone. Ci sono anche i due  di prima con i cartelli di cartone, appollaiati di lato, l’altro ha scritto sul retro del suo cartello “Teniamoci il porno!” si vede che anche a lui piacciono le ragazze. i cori diventano più convinti, parte addirittura uno “Sporco Fidesz” (che qui mocskos è una delle peggior cose che puoi dire a qualcuno) ma c’è di più. Parte un “Hazaarulo” traditore della patria, che è invece la peggio accusa che si può dire di ogni vero ungherese. I ragazzi sono contenti.  Sappiamo di avere ragione. In alto i vostri cellulari. Cori. Piazza degli eroi è sempre splendida con la sua illuminazione notturna, luci fredde per le statue dei capi tribù magiari di 1000 anni fa  e luci calde per le colonne neoclassiche del Museo di Belle Arti. Il drone della polizia si abbassa rumorosamente.  Ancora il alto i cellulari. (uno parla nell’orecchio del barbetta) “Un’ultima volta, poi cantiamo l’inno e tutti a casa”.

Via del ritorno, sull’Andrassy  ancora solo per noi pedoni al centro della strada. Nell’ombra di lato un barbone che ravana dentro un bidone. A lui la manifestazione non interessava.IMG_20141026_194643

impossible things

Alice: I ca’n’t believe that!
White Queen: C.a’n’t you? shut your eyes.
Alice: There’s no use trying; one ca’n’t believe impossible things.
White Queen: I daresay you haven’t had much practice. When I was your age, I always did it for half-an-hour a day. Why, sometimes I’ve believed as many as six impossible things before breakfast.

Ungheria. Elezioni amministrative 12.10.2014. liveblog

L’Ungheria è un paese dalle forti contraddizioni tra retaggi del comunismo e diavolerie moderne, come il voto alle amministrative ai residenti, di qualsiasi nazionalità essi siano. Anche italiana perchè no. E guardaunpò oggi si vota per le amministrative. 

9.30

Caro Francesco,

ci sono solo 4 candidati per il supersindaco (A Bdapest ogni distretto fa comune a se elegge un sindaco a cui si aggiung eil sindaco della “città metropolitana”, Budapest). Fidesz, LMP -i liberali, Jobbik e Bokros, quello della finanziaria dura metà nni 90, dopo che il canddato dell’MSZP Horvath Csaba si è ritiratato pochi giorni fa. Mi son visto un po’ di campagna su youtube: le opposizoni accusano Tarlos (il sindaco attuale che si ripresenta, ovviamente Fidesz) di aver pensato solo ai grandi eventi (metro 4, nuovapiazza del Parlamento, etc.. e di aver lasciato in stato pietoso scuole e ospedali; le cose nuove che ha fatto le avevano già iniziate i sindaci precedenti (Demszki,sindaco per 20 anni dalleprime elezioni libere) (tipo la M4, vero, ma con questo ticket tutto Fidesz dittature, loro hanno accelerato molto), di esser comunque corrotto con i grandi lavori dati ai soliti noti; con poca convinzione altri punti contro Tarlos sono il progetto del Varosliget (il grande parco municipale che dovrebbe ospitare il nuovo quartiere dei musei e una specie di Eataly magiara – Gnammagyar-e la chiusura del Vidampark (il parco di divertimenti) che doveva essere spostato a Buda e ancora nn lo è stato. Ma il primo punto e slogan della campagna era “Sicurezza”: il numero dei poliziotti per le strade è diminuito Budapest è meno sicura. Ci osn solo 4 partiti perchè raccoglier firme per presentare un candidato è difficilissimo, (nuove leggi Orban) altro che voto al partito dell’amore come avevamo progettato…….

10.30

il voto
Avevo già votato, nel 2010, nell’asilo sotto casa, ora il ciclo vitale delle elezioni si è concluso e il mio seggio 2014 è il”la casa dell’anziano” ovviamente dall’altro lato della strada.. sapere dove votare è stato già difficile, qui ti mettono un foglio A4 sul portone del palazzo. Il tuo seggio è in via dei platani 1. Il nostro poi l’han strappato dopo un 12 ore, ma io me lo ricordavo.
son le 10, ma al seggio nn si puo’ entrare, assembramento alle urne, di anziani, uno sulla porta con barba, capelli e sguardo molto poco magiari bensi semitici, ci dice di pazientare n po’. Questo è il mio distretto. esce na signora con la spilla di Klubradio(la radio dell’opposizione oggetto di una personale guerra delle frequenze con Orban..), qualcuno ancora se ne ricorda. Arriva una ragazza tutta acchitta, spazientita che nn si puo’ ancora entrare, si siamo in fila. Esce un’altra signora con un’elegante stella di davide giallo ocra cucita sul petto. Questo ò il mio distretto… Ora se volete potete entrare..la fila è lunga per una coppia molto anziana che si muove al rallentatore… lui alto e ingobbito la chiama, lei si alza dalla sedia, reggendosi a una gruccia, arriva con grande fatica dagli scrutatori, si è dimenticata di firmare.. Finalmente è il mio turno, Grimaldi, bel nome.. meno male che ci son due ragazze carine.
Ci son due cabine elettorali, ma sembra che si possa votare anche chiudendosi in un angolino, una sta pure votando quasi accanto alle urne.. Qui si vota con una penna e nn con la matita perché sono importanti e la scheda è un altro foglio A4 bianco nero stavolta con un bel timbro del ministero.le elezioni costano.

15.30

Oktogon – una poltrona per due

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20.30

ovviamente si dirà che in USA e UK l’aflfuenza alle urne è estremamente bassa, e che sono grandi democrazie e che è cosi che vanno le cose e che devono andare, ma l’aflfuenza alle urne è di poco sotto il 40%. A Debrecen il26…

21.30

le urne han chiuso presto,  domani si lavora e la finiamo con queste lungaggini democratiche. Al bar di Jokai utca dove andavo anni fa veniva un signore, un pensionato, prendeva il caffè in piedi, ll’italiana, sfogliava il giornale poi rivolto al barista diceva “Grazie Carlo, ma sapevo già tutto…”

Son le second elezioni in cui voto e le terze che sguo da vicino o almeno a media distanza e quando arriva il momento delle proiezioni, delle animazioni grafiche e delle bandierine le sorprese son poche, pochissime, un’ungheria tutta arancione, come un giocattolo per bambibni, come il logo di un’azienda. E pazienza se ci sono una manciata di distretti di Budapest che son rossi, una lista dal nome strano NP a Paks dove c’è la centrale nucleare (P.S. NP è un nome d’altri tempi, Nèp Part, partito del popolo e ha stracciato Fidesz 80 a 20) e un fascistone nella “capitale degli zingari” Ozd. La chiamano stabilità.

Ok, bisogna lavorare allora sulle percentali, affluenz alle urne eccetera. Ok, Tarlos (Fidesz, nn l’avevamo detto) si è confrmato sindaco di Budapest con solo il 49,9% e il buon vcchio Bokros, quello del pacchetto Bokros, al 34,9 e l’estrema destra della cara Jobbik sotto il 10% (7.7%), ma son pochi. sapevamo già chi avrebbe vinto, nessuno si è accalcato ai seggi,. la chiamano stabilità…

22

iniziano le interviste a nuovi sindaci, la vittoria dei Fideszesek era csi scontat che neanche se ne parla, anzi Talros che vince sotto il 50% dovrebbe essere quasi triste. il politologo di turno è temepstato invece di domande su questa infinita crisi della sinistra.. Basteranno 4 anni a preparare il rinnovamento? E chi è il volto nuovo? Mesterhazi ha lasciato, Tobiasz è un traghettatore la risposta è degna di un genio della politica e dei media “Se parliamo di un volto nuovo vuol dire che ancora nn lo conosciamo”.  La risposta vera forse arriva subito dopo. intervistato Botkai che ha rivinto per la 4a volta le elezioni  a Szeged, che città minore nn è

22.15

il lbog di Index.hu ha un titolo provvisorio fantastico “qualcuno vota col culo”. ma nn riesco a capire chi l’ha detto…

22.30 ecco il discorso di Tarlos, si presentano dietro la pancia della balena (il centro polifunzionale sul Danubio, che fino ad ora nn si capiva a cosa servisse…) in una decina, Orban davanti a tutti, quasi alla fine si ricorda di cedere il passo al sindaco. per prima cosa ringrazia Dio. poi la moglie. alla destra un sempre maliziosetto RoganAntal, che si prepara a , dietro i capelli quasi a spazzola e la montatura nerd del giovanissimo ministro degli esteri. “sembra che questa città nn sia liberale (leggi dei liberali)” “il nostro lavoro nn sarà facile, c’è molto dafare. Pregate per noi”.

e finalmente si prende il suo posto Orban davanti ai microfoni.. “abbiamo vinto 17 distretti sui 23 di Budapest. Abbiamo i 2/3 di nuovo anche a Budapest”

22.45

come alle politiche, dopo i vincitori ecco subito quelli di Jobbik, giovani, forti e bravi ragazzi, hanvinto Ozd, Torokszentmikols, Devecser, Tapolca. Le solite parole vuote, anzi no. “Fidesz ha i 2/3. ma ora sappiamo chi saranno  i prossimi sfidanti, Noi. Jobbik. La sinistra si à definitivamente polverizzata, moralmente, ma anche nei fatti.Ora ci siamo noi. Grazie”

22.55

Gyurcsanyi. rosso in faccia. emozionato. o è un attore o gli brucia comunque. fli brucia la sconfitta a Csepel. quella di UjBuda e di Ujpest. povera Csepel. e giu recriminazioni sulla lotta per scegliere il candidato col resto dei suoi nemici di area politica.

23.05

Tobias, MSZP. si  è chiuso un ciclo.quello degli ultimi 15 anni. di Gyurcsanyi,

Ecco l’Ungheria di oggi, una destra unita e sodale e una sinistra all’arma bianca gli uni contro gli altri, che riesce a perdere anche quei seggi che in elezioni locali con candidati locali forti si aspettava di prendere. Persino quello di Csepel la rossa…

08.00

Sulle radio ungheresi si parla già di calcio.