Al di qua del muro

(post ripreso da Q code magazine http://www.qcodemag.it/2015/06/23/al-di-qua-del-muro/)

Se vieni in Ungheria nn rubare il lavoro agli ungheresi

Se vieni in Ungheria nn rubare il lavoro agli ungheresi

                            Budapest, 20 giugno, oggi è la notte dei musei, visitabili con un unico biglietto 101 tra musei e luoghi d’interesse.. Non so ancor bene dove inizierà il mio programma di oggi, ricordo però che qualche anno fa la mia notte dei musei iniziò dal museo di storia militare, lì dove c’era la caserma dei bosniaci, al posto di uno dei vecchi bastioni del Castello di Buda, da dove giunsero le armate cristiane a cacciare i turchi. Si girava anche tutto attorno al museo, la tomba dell’ultimo pascià, un po’ di storia dell’artiglieria ungherese lì in bella mostra, e un cancello, e lì dietro una specie di bunker, una sorta di carro armato tozzo interrato. Ci spiegarono che negli anni ’50 al culmine dello scontro con il non allineato Tito, venne fortificato tutto il confine con quella che allora era la Yugoslavia.

Erano altri tempi e anche se fredda era sempre guerra.., la guerra vera era finita da una manciata di anni, ogni ungherese aveva in casa un fucile..

Nessuno poteva certo andare pensare che quel confine sarebbe stato di nuovo militarizzato nel giro di tre anni, almeno secondo quanto annunciato dal governo ungherese in settimana..

Ma qui a Budapest nessuno si scompone, qui i migranti non sono un problema, non lo sono mai stato, non vendono accendini e non affollano le stazioni. L’italiano medio o medioalto che viene a Budapest si sorprende sempre di come ci siano pochi extracomunitari (una parola che non si sente più, forse perché sta perdendo significato la parola comunitario) in giro, e la ragione è semplice, l’extracomunitario che arriva in Ungheria continua per la sua strada, Germania, Francia, UK e certo non resta a far l’operaio per 300 euro o a fare i lavori socialmente utile per 150 euro. E poi per quelli ci son già gli zingari, ma questa è un’altra storia.

Eppure son mesi e mesi che il governo si impegna a fondo sul problema dei migranti, all’inizio soprattutto kosovari, e ora non solo, dall’inizio dell’anno circa 50.000 sventurati arrivati al confine tra Serbia e Ungheria.

Sono problemi, soprattutto per loro, ma il vero animale politico, e il primo ministro ungherese Orban Viktor lo è, sa che queste sono le grandi opportunità da prendere al volo..

Ed ecco Orban subito sbandierare una sorta di grande consultazione nazionale, questionari da compilare online o da rispedire debitamente compilati, questionari di 12 domande che partono con: 1“Secondo molti sentiremo parlare di aumento di atti terroristici. Quanto è importante per Lei l’espandersi del terrorismo (eccidio in Francia, allarmanti avvenimenti dell’ISIS) dal punto di vista della sua vita personale?” e terminano con 12 ”Siete d’accordo col governo ungherese che anziché aiutare gli immigrati c’è piuttosto bisogno di aiuti alle famiglie e ai nuovi nati?” domande a cui possibile rispondere in tre modi “Sono pienamente d’accordo, nel dubbio sono d’accordo, non sono d’accordo. Link

se vieni in ungheria rispetta la cultura degli Avari

se vieni in Ungheria, rispetta la cultura degli Avari

I questionari, per fortuna, pare non abbiano avuto molto successo, l’iniziativa si chiude il 30 giugno e finora ne sono arrivati giusto 200.000.. E allora per chiarire meglio il concetto ecco il paese riempito di grandi cartelloni azzurri per pubblicizzare questa grande Nemzeti Konzultáció (Consultazione Nazionale) cartelli dal tono “Se vieni in Ungheria, non rubare il lavoro agli ungheresi” “Se vieni in Ungheria rispetta le nostre leggi” etc.. tutti scritti ovviamente in ungherese, perché chi deve capire capisca.. che hanno avuto un po’ di successo giusto grazie alla campagna d’opposizione sui social e per le strade: “Se vieni in Ungheria, portaci un primo ministro sano di mente”, “Se vieni in Ungheria, rispetta la cultura degli Avari” (il popolo che occupava queste terre prima dell’arrivo dei magiari nel IX secolo) o “Benvenuto nella Repubblica ungherese” (no, questo è quello che mi ricordavo io, dieci anni fa).

Ed ora il muro, 4 metri di altezza, 175 Km di lunghezza, sempre però nell’indifferenza generale in fondo, quando si ha un unico partito al governo con più dei 2/3 dei seggi in parlamento per la seconda legislatura e organi di controllo (corte costituzionale, banca centrale, magistratura, etc.. indeboliti) ti rassegni che chi è lassù governa a meno che non ti tocchino la connessione internet..

Chi invece non si rassegna si chiede il perché, Sicuramente perché l’Orban della maturità è profondamente conservatore, come il suo elettorato, e crede davvero a quello che dice nei suoi discorsi sui pericoli di un mondo multiculturale… Ma anche perchè nonostante il buono stato dell’economia Orban sta subendo il primo vero calo di popolarità da quando è tornato trionfalmente al governo, che potrà essere pure fisiologico, persino Erdogan non riesce a diventare sultano, ma intanto c’è, Fidesz (il partito di governo) ha perso due elezioni suppletive e i sondaggi lo vedono in costante calo e e bisogna pur far qualcosa.

Ricordiamo poi che prima della crisi dei migranti Orban si era fatto notare per la sua infelice frase sulla reintroduzione della pena di morte in Ungheria, subito corretta in introdurre il tema della reintroduzione della pena di morte nel dibattito pubblico…Sembra tanto un voler distogliere l’opinione pubblica, se esiste, da qualcos’altro.. dallo scandalo delle finanziarie legate al governo che sono fallite una dopo l’altra manco fossimo nell’Albania anni ’90, o da qualcosa che verrà per esempio nel chiacchierato settore energetico..

O forse basta vedere ancora più in grande, l’anno scorso in periodo pre-elettorale Orban ha inaugurato la quarta linea della metro, la nuova piazza del parlamento, i giardini del Castello, ha rifatto mezza città, e se c’è qualcosa che poi ha fatto discutere sono i tanti soldi spesi per gli stadi, quel costosissimo gioiellino dello stadio federale costruito dal grande architetto organico magiaro Makovecz giusto a due passi da casa Orban e poi lo stadio di Fradi (Ferencvaros), MTK, Debrecen.. etc.. si sa è appassionato di calcio, e ora i lavori per il grande complesso Dagàly per i mondiali di nuoto del 2017 (ricordiamo le polemiche per i mondiali di Roma?), perché si sa son grandi opere, le gestisci tu, dai lavoro e dai molti soldi a poche grandi ditte riconoscenti.. e un muro alto 4 metri che corre per 175 Km costerà pur qualcosina, e aggiungiamoci poi telecamere, chilometri di filo spinato, torrette e guardiani, perché dobbiam pure ricordarci a che serve un muro: ad essere scavalcato..

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