Piccolo dizionario magiaro. comma 1

Ho dovuto aspettare i grandi caldi ma finalmente posso tornare a casa come ho sempre fatto, voglio dire sul lato giusto della strada, senza cambiare marciapiede o senza tenere gli occhi bassi. Da mesi c’era una presenza che cercavo in tutti i modi di evitare, inquietante più del debito (greco) e del futuro (europeo).

Da mesi una signora sempre lì sotto casa mia, all’incrociio ra Kiraly e Izabella, di fronte alla mia bettola, di fronte alla fermata dei filobus, il 73 e il 76, che ancora nn ho capito se il controllore di persona ti costringe a salire dalla prima porta e ti controlla i documenti di viaggio o ha finalmente smesso…

Sarà stato febbraio quando è comparsa per la prima volta, una pensionata tutta caruccia, ferma in piedi 8 ore al giorno, con i cartelli da uomo sandwich del comprooro lì sull’isolato 10 metri più avanti. Con i volantini in mano, ma discreta. Certo anche ora c’è un nuovo uomosandwich, ma questo ha un cappello verde, la bocca grande e i pantaloni trasandati. La signora invece aveva un lindo giubbottino azzurro chiaro, occhiali tondi, permanente, d’inverno un cappellino di lana rosso col pelo. Ma sopratutto aveva contegno e portamento. Se ne stava lì in piedi come se non facesse uno dei lavori più umilianti del mondo, anzi quasi con un po’ di puzza sotto il naso, scostante, quella cosa al confine tra sicurezza di sé e arroganza che si vede spesso sulle facce della gente.

Mi ha rivolto la parola una sola volta, e ho avuto paura.

A volte quella donna era la mia ungheria.