I trust in Europe

brevissima cronaca di oggi – morale del giorno – la storia di Sadek

Sadek e Mohamed

Sadek e Mohamed

appena posso vado a Keleti, perchè il mondo è in cammino qui a 15 minuti a piedi da casa mia.. e perchè ogni giorno ti porta una novità e non sai se potrai andare a vedere il tabellone degli arrivi e partenze della stazione o se troverai una fila di poliziotti  a impedirtelo, non sai se partiranno i treni verso occidente e se ci potrai salire, se ti diranno stai andando a Monaco di Baviera e invece ti fanno scendere nel bel mezzo della grande ungheria per prenderti le impronte digitali e poi chiederti se vuoi restare, un’offerta che non puoi rifiutare.. (ho appena scritto la storia di questi ultimi 3-4 giorni in 5 righe e ne sono fiero)

Non cerco invece storie di migranti, bellissime e toccanti,  ma voglio guardarmi in giro, e forse rispettare questa gente, il dolore che si portano dentro e la loro concentrazione perchè sono ancora  a metà del loro viaggio.

Giro per il grande sottopassaggio dove sono accampati da giorni, vicino all’imbocco della metro2 ecco musiche familiari, tuttii in cerchio coi tamburelli, gli Hare Krishna, uno degli spettacoli piu comuni delle stazioni di Budapest (e degli aiuti volontari ai barboni della città) e ora han finalmente la giusta platea, si divertono. Mi fermo a prendere qualche appunto, ho la pelle bianca e scrivo con la penna e allora nn passo inosservato..

Mi si fa incontro un ragazzo, una bella faccia franca, gentile, amichevole... non mi dice molto, vuole solo un sorriso, mi presenta il suo migliore amico, poi due ragazzini sui tappeti dalla pelle chiara e i capelli rossi, manco fossero irlandesi, siriani anche loro, li ha incontrati in Grecia con la madre, questa donna distrutta dalla stanchezza li su un fianco, il marito è un politico piu o meno importante mi assicura. Il ragazzo è’ siriano, l’italia anche in Siria è Totti, Camoranesi, Roberto Baggio (vincere un mondiale aiuta). Siriano di Aleppo (grande città multiculturale, 15% di Cristiani, 30% di armeni, anch’essi venuti da altre migrazioni di massa..). E’ laureato in letteratura araba, come anche il suo amico. chissà se in Germania e in Ungheria oltre che per medici, ingegneri e infermieri ci sarà posto in prima fila anche per gli umanisti. Da Aleppo è scappato nel 2011 quando è arrivata la guerra. So che è una domanda stupida, ma la faccio. E’ arrivato l’ISIS? GLi Arabi, si certo gli arabi (l’ISIS non capisce quasi la parola, la guerra in Siria è molto piu complicata di quello che ci dice la nostra propaganda, nn c’è solo l’ISIS e Assad, ma tante altre fazioni in lotta). Va in Germania, accompagna i bambini da uno zio, poi lui va in Svezia, lì c’è il suo ultimo fratello rimasto, erano in cinque. Tre anni da rifugiato in Libano, ma del LIbano ha avuto abbastanza. non me lo dice che è successo, ma lo sguardo dice tutto. “Non ho fiducia nel Libano. Ho fiducia nell’Europa.” Gli occhi brillano di speranza, futuro, una vita migliore, per questa gente noi rappresentiamo un posto dove vivere una vita migliore, anzi, mi correggo, un paese, dei popoli di cui avere fiducia. e noi li inganniamo così. diciamo: venite pure e poi il giorno dopo, opps, forse è meglio di no. Diciamo questo treno va in paradiso e invece  ti porta in un campo di.. (opps, in un centro di raccolta, correzione uguale a quella di Orban oggi)

io sono Alessandro e gli stringo la mano.. Lui è Sadek, in arabo vuol dire “Che non dice bugie”*

* Franco

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