come difendere l’onore italico da Schettino

In uno dei miei pomeriggi internazionali attorno al tavolino del bar senza fronzoli di Dob utca (via del Tamburo) ci sono un canadese, un irlandese, un ungherese e un italiano, io. L’orario della birra scontata è già finito, ma per noi si fa un’eccezione. Ci sono 4 birre tutte diverse, una rossa alla ciliegia (?), una scura (orrenda), una birra analcolica di marca (le birre analcoliche sono consumate solo dagli ex alcolisti) e una birra normale.

Quattro amici al bar dalla soprendente partecipazione dell’Albania agli europei di calcio si ritrovano a parlare della Costa Concordia, non si finisce a sediate sulla schiena come a Marsiglia, ma le differenze culturali emergono”come si chiamava quel comandante? ….                 ………………  Ah sì, Schettino.. Ma è vero Alessandro che si è schiantato sugli scogli perchè stava a fa’ la corte una donna mentre pilotava? ( ehm, italiano un po’ coglione e latin lover, maledeto Schettino). No, amici cari, la cosa  è u po’ più complicata, innazitutto più che lo schianto è che non è stato l’ultimo a lasciare nave. Recito il “Torni a bordo, cazzo” dalla capitaneria di porto. (..) Si, ok, lei era una moldava. Poi è il sistema che è malato, in l’equipaggio è malpagato e di mille nazioni, nn si capiscono fra loro, e poi questa roba dell’inchino è un’indecenenza. persino a Venezia accanto a piazza San Marco passan navi da crociera alti come un palazzo di 20 piani.(mi guardano strano). “Insomma è vero l’Italia ama il Caos, metre la Germania è  ordine.” mi fanno. Vorrei lanciarmi in un elogio del caos, ma per combattere gli stereotipi preferisco un esempio facile e locale. i migranti e i muri e la figura del cattivo che ha fatto l’Ungheria spietata di Orban del selvaggio est, mentre l’Austria che pure un mesetto dopo ha praticamente fatto e detto le stesse cose, è ordine e buon senso. (Certo potevano anche dire che un po’ nazisti lo sono da sempre), ma ce  l’ho fatta a salvare l’onore italico.

il giorno dopo metto in lavatrice la maglietta da allenamento tarocca dell’Italia e mi preparo a soffrire contro i fortissimi belgi.

Intanto mi sa che Orban si deve dare una mossa, che in fatto di fascismo latente sulle pagine internazionali la Polonia lo sorpassa a sinistra e l’Austria a destra. Sull’ultimo Internazionale c’è un pezzo di Pankaj Mishra intitolato “Il fascismo ha un futuro“. Mi aspetto di beccare il nome di Orban dal primo rigo e invece si parla di Austria, India, Trump. Di fascismo che si vede all’estero e nn in casa propria, chesi associa a paesi barbari e arretrati di religioni antiche, scordandosi che è un fenomeno nato con la modernità del nostro 900. che non è un pazzo che prende il potere e la gente segue il leader, ma  è “la politica di massa che travolge le istituzioni democratiche.
Demagoghi che propongono un nuovo rapporto tra governanti e governati. Colgono il radicato bisogno di un nuovo tipo di leadership sincera e attenta e di un maggiore coinvolgimento delle masse in politica. È così che i regimi nazista, fascista e sovietico convinsero molte persone normali che potevano fare qualcosa di straordinario. L’entusiastica risposta delle masse rafforzò nei leader l’idea di poter risolvere problemi che le altre élite non erano in grado di affrontare. Come sappiamo tutti, inì male. Ma per lungo tempo quei demagoghi diedero risposte innovative a quel malcontento che i politici tradizionali avevano trascurato.
Promettendo azioni sovrumane, derisero i sistemi economici e politici che non erano stati in grado di comprendere ino a che punto un numero sempre maggiore di cittadini si sentisse solo e impotente.” ecco l’Orban selle critiche allo stato liberale, che priva di significato il parlamento e va avanti a suon di consultazioni nazionali e ha il suo programma ogni venerdì mattina alla radio, si capisce anche da qui, ma anche un italiano nn fa fatica a riconoscere il nostro bel paese.

Ah, la conclusione di Pankaj Mishra è che sì, il fascismo ha un futuro roseo.

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