il dolore di una città

Non parla nessuno, ci si guarda solo attorno, la porta della scuola è aperta, i muri bianchi illuminati. è sabato sera, gli studenti son qui davanti, la strada è libera, la polizia ha bloccato l’accesso, quasi nn c’era bisogno di chiederlo, la polizia ha sede nel quartiere proprio qui di fronte alla scuola, nessuna auto disturberà il dolore privato, raccolto, molto ungherese, di questa scuola del VI distretto.

é stata una giornata con un’insolita nebbia che ci nasconde i palazzi, i monumenti, i ponti sul Danubio, smussa i contorni, si sa, a volte la natura sembra partecipare al tuo stato d’animo. come il quartiere, le luci basse del VI distretto, le statue degli eroi e poeti del 1500 di Kodaly Korond, i rami secchi dei platani di Benczur utca.

A casa, in TV si vedono i mezzi dell’ACI che lavorano sullo scheletro del pullmann, interviste ad esperti di perizie stradali, la verità è che ancora presto per poter spiegare qualcosa, comunicati dei genitori, ci sono inviati ungheresi dagli ospedali di Verona, molti parenti sono andati li, a Verona, e con loro gli psicologi, c’è molto bisogno anche di loro..

dscn0043

dscn0053

dscn0050

dscn0052dscn0047

dscn0049

Advertisements

Sly

“Maledetti, siate tutti maledetti” la credevo una commedia, ma le ultime parole nn son mica male.

Accanto a me Stanley e Fitzgerald nn capiscono niente, una delle piccole rivincite dell’italiano misero nel grande mondo, andare all’opera, 8 volte su 10 si parla e si canta in italiano e questo è un toccasana per la tua autostima.. e poi il tenore è bravo, urla, ha un’ottima dizione e sul palco fa le smorfie come nei film muti, negli anni 30.

Stiamo vedendo Sly, A me l’onore di scombussolare l’equilibrio dei miei amici anglofoni con un’opera che nn è Verdi o Wagner, ma uno mai sentito, Wolf Ferrari, e la storia di Sly è praticamente quella di Gasperino il Carbonaro del Marchese del Grillo, quello di Sè svejatoo. Il poveraccio ubriacone incontrato dal sor marchese annoiato che gira per bettole e per scherzone vien fatto risvegliare nel letto imperiale con paggi, lussi, orinatoi d’oro. Che poi scava scava wikipedia mica lo cita, i riferimenti quelli fighi son le mille e una notte e Shakespeare, che il povero ubriaco che vuol risvegliarsi la mattina dopo nel letto di un ricco è storia vecchia quanto il cucco… la prima di Sly è avvenuta il giorno in cui sono nato io del 1928, e a guardarla con gli occhi freddi è proprio strana, c’è quasi il belcanto e l’aria famosa (l’orso) danza alla francese, lo stile verista, la musica è ovviamente già novecento storico con strumenti che vanno ognuno dove gli pare, e gli elementi essenziali di un’opera italiana: elogio del vino, morte nel terzo atto, per amore, lei ama lui ma lui non lo sa, cortigiani vil razza danata.

il povero ubriaco in Shakespeare si chiama Sly, e lo beccano in una bettolaccia, che però il testo chiama taverna e ha un compagno di sbronze, che sembra il nome di un politico, John Page.

Sly qui a Budapest per noi però è qualcos’altro, è da Sly, in via del Grande Noce dove bere quando ti vuoi nascondere, luci fredde, grande quanto una mezzastanza, Sly è gentile, ti saluta, ha solo le birracce locali e le spilla come fosse nettare degli dei, un espositore con torte al cioccolato e alla carota e sandwich superguarniti, è la prima persona che ho visto a Budapest pulire con molta pazienza la macchina da caffè. Sly è inglese, di colore, sorride sempre, con i capelli all’insu ma ora si è rasato, ha il poster di un autobus a due piani di londra sotto il bancone ed è a budapest da un anno, il motivo è in una piccola foto attaccata con una punes (si dice ancora così?) sotto i liquori, un bimbetto di 5 anni, suo figlio.

Al tavolinetto tondo nel foyer all’intervallo eccoci qua col mondo dell’opera economica della domenica che ci sfila davanti, molti stranieri, una coppia di ottantenni.. l’opera mantiene in salute, fa Fitzgerald.. sorridiamo, continua solenne: “io ho un amico che canta nel teatro dell’opera di Vienna” Fitzgerald è di New York, è la seconda persona che incontro in 5 giorni che si è sposata un’ungherese con lei che vuole vivere a New York e lui a Budapest. Continua col suo amico tenore.. “io e lui eravamo compagni di classe. (a New York..) dovrei scrivergli: ciao ti ricordi di me,e poi incontrarlo, a Vienna, è vicino, verrà all’incontro con una grande sciarpa al collo ahah”

insomma siamo all’opera, al secondo teatro dell’opera di Budapest, che ne ha due, abbiam pagato per la platea 5 euro, si, si parla sempre di soldi, Budapest è ancora così la cultura qui costa sì poco… puoi far traduzioni, cinema, ma con la cultura così questa sarà sempre la vera città d’europa per artisti senza un soldo”. a ragione. E tutti possono esserlo qui, artisti.

Domani è lunedi, Fitzgerald si alza alle sei per portare i figli a scuola, Stanley deve imparare la parte per il film che gira martedi, fa il domatore di leoni, è un horror storico, io mi sento molto debole. Fuori ci sono -10°C, i marciapiedi son tutti ghiacciati, cerchiamo di non cadere mentre ci allontaniamo.P.S.

P.S. se sei a Budapest vuoi andare da Sly e girare per bettole in un tour in italiano dedicato, guarda il tour delle bettole dell’altra Budapest (clicca qui)