Nolimpia

Nolimpia

No, no, no, alla fine le olimpiadi a Budapest non si farnno, niente braciere olimpico, messaggi falsi di pace e voli di colombe, staffette intorno al mondo perché tutte le strade portino a Budapest, servizi TV per spiegare il vero volto della Ungaria. Niente 7 grandi in tribuna sotto il ponte delle Catene e magiche storie di negrette e nazisti mano nella mano nel villaggio olimpico, tiratori con la carabina da 50 metri orbi e paesi usciti da una guerra che vincono la prima medaglia olimpica con una judoka nata e cresciuta in un college americano. Niente lotta Cina – USA a suon di sport minori, niente stupefacente exploit della nazione ospitante nel medagliere o supernuotatori da 10.000 calorie al giorno che conquistano una valanga di medaglie d’oro nella storica edizione delle olimpiadi di Budapest. Niente di tutto questo, o almeno non a Budapest. La candidatura olimpica di Budapest alle olimpiadi 2024 è saltata ieri, per voce del governo, come un bambino che si offende e se ne va via col pallone.

La motivazione ufficiale si legge solo tardi fra le righe (niente comunicato stampa ufficiale tantoperdire), “l’Ungheria non può reggere il peso di una lunga candidatura avviata verso la sconfitta” prima si era parlato di mancanza di unitá e c’era stato uno scambio di battute al vetriolo su chi dovesse ricadere o meno la responsabilità della candidatura. Comune o governo.

In effetti le olimpiadi non avevano scaldato i cuori dei budapestini. 2024, oddio, era come quando vai a rinnovare patente o passaporto e leggi valida fino al 2029, praticamente un’altra vita. E poi un mare di piani anche molto carini per avere il mondo a Budapest per due settimane, qui faccio lo stadio limpico, la maratona le faccio arrivare tra gli eroi dell’omonima piazza, il beachvolley qui, il palazzetto dello sport per l’hockey su prato colà. che poi era proprio, lo stadio olimpico intendo, in uno dei punti della città piu dimenticati, e quindi da me più amati col mondo fermo agli anni 30, un grande palazzone modernista (rari a Budapestte) e il centro stampa per i media ti tuttoilmondo dove ora c’è ancora l’ex macello suino, uno spettacolo, insomma come quando si postava su Facebook il tracciato del Gran Premio di Bari. ma il budapestino medio in fondo non ha tempo per montarsi la testa e deve innanzituto pensare a trovare gli sconti sul tejfol al 20%, altrimenti cosa ci metto sul toltott kaposzta  (slurp) domenica…

e allora pochi giorni fa si era chiusa trionfalmente la campagna di raccolta firme del solito partitino di 30enni che dal nulla diventa lo spauracchio della vecchia Ungheria, 260.000 firme raccolte in piazze e metropolitane contro le olimpiadi, un logo carino, un bel nome (Nolimpia), e comunque e sempre un po’ tanto di rabbia popolare che non manca mai in Ungheria e che ci deve far capire come Gyurcsany e Orban sian stati geni della politica già a farsi rieleggere per un secondo mandato consecutivo .

Ormai abbiamo capito come governa Orban e c’è da ammirarlo, decide lui, punto. stipendi,tasse, stdi, olimpiadi. Orban decide che nn si fanno più le olimpiadi, meglio tranciare sul nascere il nascente movimento referendario che rischiava di prendere troppo peso e farsi trascinare in una lunga campagna nn voluta. Il titolo di index la dice tutta “Orban e i suoi hanno deciso” contro quel ”il popolo ha deciso” che era sui cartelloni sopra la ”consultazione nazionale contro i migranti del 2015” oggi al TG del mattino le prime 4 notizie son tutte sul pericolo migranti. Poveri migranti, sbattuti in prima pagina anchv il giorno delle olimpiadi..

Pietà per la nazione

oggi compie 98 anni il grande Lawrence Ferlinghetti, ne abbiamo ancora bisogno, questa sua “Pietà per la nazione” (2007) sembra scritta ieri da un ventennedi Roma, Budapest, Cairo, Buonos Aires, San Francisco che sia…

Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore

e i cui pastori sono guide cattive

Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi

i cui saggi sono messi a tacere

Pietà per la nazione che non alza la propria voce

tranne che per lodare i conquistatori

e acclamare i prepotenti come eroi

e che aspira a comandare il mondo

con la forza e la tortura

Pietà per la nazione che non conosce

nessun’ altra lingua se non la propria

nessun’ altra cultura se non la propria

Pietà per la nazione il cui fiato e’ danaro

e che dorme il sonno di quelli

con la pancia troppo piena

Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini

che permettono che i propri diritti vengano erosi

e le proprie libertà spazzate via

Patria mia, lacrime di te

dolce terra di libertà!