L’Aurora sorgerà ancora

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protesta spontanea afavore di Aurora nella vicina piazza Giovanni Paolo II (ex piazza della Repubblica nell’era preOrban, fotomia)

Una volta a settimana a Budapest scoppia un temporale estivo. Nel pub “piccolo negozio” entra Justin un po’ zuppo, se l’è beccato mentre era in bici, io invece ero dentro incollato allo smartphone come a una radiolina, a seguire anzichè Ciotti dall’Olimpico la diretta Facebook della conferenza stampa di quelli di Aurora, il pub – campo base di buona parte delle associazioni culturali, sociali, politiche che si oppongono ad Orban che le autorità han fatto chiudere da oggi con effetto immediato.

Il tipo diAurora in completo azzurro slavato parla bene, li dentro il cortile cinto da una palizzata, ghiaietta e arredamento giardino tipico dei pubinrovina, poca gente attorno, ma lui parla bene, se c’è una cosa che nn manca ad Aurora sono i buoni avvocati e i giovani motivati..

ché un po’ se lo aspettavamo, dopo la battaglia per far chiudere il Ceu, l’Università Centroeuropea, e l’ultima grande iniziativa parlamentare di Orban contro le ONG presenti in Ungheria che ora hanno lo stesso stato di “agenti stranieri”, come in Russia, i prossimi potevano essere loro.. Ludovico lo aveva anche detto: in fondo se vogliono colpire le ONG, nn devono chiudere l’Università Centroeuropea, o attaccare ancor piu direttamente Soros, è piu facile, in fondo è tutta gente che si vede ad Aurora. Ed era vero.

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Aurora

L’Aurora sembrava inespugnabile, in un punto della città anche oggi dimenticato da dio e dagli uomini, un edificio a due piani, rosso scuro in via dell’Aurora (che nome fantastico) nel cuore dell’ottavo distretto, il quartiere malfamato di Budapest, vie di barboni e zingari coi capelli unti in strada e cartacce mosse dal vento. Fuori il vessillo, una bandiera arcobaleno, ma per entrar dovevi suonare al portone, “ciao sono io, mi fai entrare?”. Certo tutto nello stile di sinistra alternativa ma dentro una moderna torre medioevale, tozza, cortile centrale quadrato nn molto grande, sotterranei (con grande sala per concerti) e due strette scale sul lato nord e sud per accedere alle stanze che contano. Un paio di salepubbliche per conferenze, filmklub, teatro, riunioni e poi gli uffici degli ordini dei cavalieri degli ordini del XXI secolo che hanno la loro luogotenza ad Aurora e che sono:

  • Alternatíva Alapítvány (Altalap) – fondazione alternativa
  • Közélet Iskolája la scuola pubblica
  • Zöld Pók Alapítvány Fondazione Ragno verde
  • Marom Egyesület Associazione Marom
  • Pneuma Szöv. (Közmű Egyesület – Mókus csoport) Federzione Pneuma
  • Roma Sajtóközpont (RSK) Centro stampa Rom
  • Budapest Pride (Szivárvány Misszió Alapítvány) Fondazione Missione arcobaleno

ma se volevi incontrare qualcuno delle associazioni ancora più grandi il Comitato Helsinki, o Migszol o Amnesty International è qui che devi venire, il pomeriggio o la sera, spesso davanti a una birra.

Aurora non era un posto solo di sinistra, era anche un pub, pub all’aperto sala da concerti, con prezzi piu o meno normali, per la birra, concerti anche a 10 euro col buttafuori e gente anche fighetta nei weekend. Il fortino resistito ancora ma la guardia nazionale ha fatto chiudere questi luoghi di pubblica vendita. (Le strutture nel cortile sono di 20.4 m2 anziché di max 20 come da regolmaento, la legge del 99 nn era rispettata e poi “in seguito a segnalazione dela popolazione la polizia (decine di poliziotti, piu protezione civile, piu piu) ha fatto irruzione nell’aurora a metà mese arrestando 15 pesone per possesso di droga (maria).)

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(ex)Siràly

Troveranno subito un altro posto dove stabilirsi. A Budapest è sempre così. Comunque non mi sono mai piaciuti.” Justin ordina un’altra birra e nn lascia neanche 10 fiorini di mancia. Lui è di Londra, a Budapest da 20 anni, ottima laurea lasciata in un cassetto, IT, ha cercato per anni il lavoro per guadagnare buoni soldi in fretta, ha studiato arte, lo trovi sempre a disegnare schizzi di “È gente spocchiosa, che se l’è sempre tirata tanto, questi ambienti di sinistra moralista radicale sono tremendi” (Justin è uno che ha votato Brexit contro i migranti, è come uno che offre in un pub, entrano gli ultimi arrivati e vogliono anche loro free beer). Continua “prima c’era lo Siràly (il gabbiano n.d.t.) ti ricordi no?” annuisco, certo che mi ricordo, allo Siràly andavamo a studiare, quando avevamo le tasche vuote, italiano e inglese, la mattina quando nn c’era nessuno, ci mettevamo su quei tavoli quadrati, li sopra nella biblioteca aula studio al primo piano, tra scaffali con libri che nessuno avrebbe mai portato via. Nel seminterrato invece c’era un piccolo teatro, colonne, tribune a semicerchio. Lo Siràly era il crocevia di molti degli ambienti off della Budapest di 10 anni fa, teatro, cultura, politica forse nel primo anno di orban quelli accanto a me (io ero dietro una colonna) girarono un video con uno incappucciato che incitava alla rivolta.

Poi aprivamo una di quelle scacchiere enormi che trovi solo nei caffè dell’europa centrale, gli scacchi sono un gioco spietato e io ero spietato. Anche nel non contraddirlo quando per riempire tutto il suo ego appena calpestato diceva: “ in fondo per uno che gioca a scacchi solo da due anni perdere in 30 mosse è un buon risultato” io annuivo.

Lo Siraly era all’inizio di Kiraly utca ed era un posto fantastico, ed era un posto occupato, fu fatto sgomberare nel 2012, sulle ceneri dello Siraly nacque Aurora. É appena piovuto a Budapest. È sera. Dopo l’Aurora in genere si alza un sole alto e luminoso, lassù nel cielo.

qui qual che informazione in più ..

Ripartenze

Ripartenze, ora come nn mai, quante volte ho scritto qui ripartenze in questo blog, quando questo blog era ancora un blog, ripartenze, a come Pest tra la sua gente, fuori di testa, consci della follia della vita, dopo tanti giorni nella canicola rovente come solo a Pest: palazzi, cemento, asfalto arroventato, persino i gradini del Vittula, anche a mezzanotte, poi arriva la tempesta, lo sapevi che prima o poi arrivava, spazza tutto, tutto finisce, e tu neanche c’eri, ma il calore lo vedi nelle facce della gente, mentre tu eri in Italia a ritrovarti a guardare con curiosità tutti gli altri manifesti funerari del tuo quartiere.

Ripartenze. Alla fine capito da Sly’s. Come sempre vuoto. E Sly è lì dietro il bancone, ha giusto spostato la foto col bus a due piani cositipicodilondra, che io sappia ora ha un rene nuovo, ha problemi di tasse, è tornato da poco dall’Inghilterra e nn gli han dato molto da viveree, e ma nn me lo dice, in fondo è solo n po’ dimagrito, e la camicia ben stirata che indossa gli calza a pennello, ripartenze, è una camicia rosa, gli sta splendidamente, gli uomini di colore stan bene col rosa, che culo. Sly alla fine me la trova dal fondo del piccolo minibar una birra in bottiglia , pilsner va bene? Ottimo. Batte sui tasti del registratore di cassa assurdo nero anni 80, bellissimo, Budapest è anche questo, solo la fototessera del figlioletto messa li con lo scotch messa lì in basso a destra tradisce emozioni.

Ripartenze, torno a casa e apro le finestre l’albero davanti alla mia finestra è ancora lì ma verrà tagliato, abbattuto nonostante i miei sforzi. Provo a sdraiarmi sul mio divano fioratoneroanni80adelle, scomodissimo, a me piace cosi. Sento il frusciare del vento tra le foglie, ha fatto talmente caldo che l’edera che gli cinge il fusto da sempre è bruna seccata. L’albero ha una trentina d’anni, alto una decina di metri e verrà tagliato. Era molto malato. Cosi è deciso. Quello accanto ha 15 anni in meno, più piccolo e bruttarello, ma meno malato può invece restare, cosi è la vita.

Macron non è l’anagramma di Orban

Come si scriveva sulla giustificazione a scuola sono lontano da Budapest per motivi di famiglia, e ho il cuore un po’ gonfio, ma almeno ho il tempo di leggere un po’ di più e a volte di gustare come la miglior letteratura sia nella vita reale..

così Orban si è ufficialmente congratulato con Macron per la sua bellissima vittoria: “Guardo con impazienza alla nostra collaborazione e ho fiducia che in futuro ci sarà la possibilità di sviluppare i rapporti bilaterali e di migliorare le nostre reciproche aspettative sul futuro dell’europa.” che in linguaggio diplomatico equivale piu o meno a un brutto stronzo, che il vento ti disperda, che lui faceva il tifo per Marina Lepen e Macron lo aveva tirato in ballo pochi giorni prima dicendo “tutti sappiamo chi sono gli alleati della Lepen: Orban e Putin. In questi regimi non c’è una democrazia libera e aperta.”

Orban in patria è sempre impegnato a prendersela coi mulini a vento, contro Soros e le ONG manco parlassimo di Timo est, ma sa che questa vittoria schiacciante di Macron gli darà molti grattacapi:in eutopa esce la Gran Bretagna antieuropaunita ed entra un presidente figo e giovane e ambizioso (come lo era lui) che fa risuonare l’inno alla gioia prima della Marsigliese, sconfigge la punta di diamante di tutti i populisti d’europa, la LePen, relegata dopo il primo turno delle legislative di ieri a un pugno di parlamentari, mentre per la nuova formazione di Macron (in Marcia! Che nome populista) si parla di un 415-450 seggi, che sui 577 seggi dell’emiciclo francese fa quasi l’80%. E Orban che da due legislature prende i 2/3 del parlamento ci fa quasi la figura del pivello..

effetti della democrazia diretta, dei maggioritari e dei tempi che viviamo. Aldo Cazzullo intervista Giuliano Amato oggi, l’ultima risposta del dottor sottile (chei o ricordo da ministro degli interni di un governo prodi fu quelo che aprì alla libers circolazione di tutti i lavoratori Ue in italia, consentendomi -per reciprocità- di non far piu la fla allo sportello immigrazione rilascio pvrmessi di lavoro e di soggiorno etc della splendida Budapfoki ut, nel lontano 2006) è : «C’è da lavorare molto. Il confine che separa la democrazia diretta dalla democrazia definita impropriamente illiberale è molto sottile: il popolo indistinto sollecitato dalla democrazia diretta tenderà a riconoscersi in una figura, l’uomo forte, che fa valere le sue ragioni contro tutte gli altri. Questa è la negazione della democrazia; altro che democrazia illiberale. Oggi vince Macron, ma non è ancora stato sconfitto Orbán, il leader ungherese che il 28 gennaio 2017 ha detto: “Si apre una nuova era in Europa. Il popolo vuole società democratiche, non società aperte”»

Ora vediamo se Macron ci mostrerà come si può essere amati, avere una maggioranza schiacciante ma allo stesso tempo mantenere vivi il parlamento, la magistratura, la Corte Costituzionale, e nn chiamarsi democrazi solo perché si vota ogni 4 anni.