Macron non è l’anagramma di Orban

Come si scriveva sulla giustificazione a scuola sono lontano da Budapest per motivi di famiglia, e ho il cuore un po’ gonfio, ma almeno ho il tempo di leggere un po’ di più e a volte di gustare come la miglior letteratura sia nella vita reale..

così Orban si è ufficialmente congratulato con Macron per la sua bellissima vittoria: “Guardo con impazienza alla nostra collaborazione e ho fiducia che in futuro ci sarà la possibilità di sviluppare i rapporti bilaterali e di migliorare le nostre reciproche aspettative sul futuro dell’europa.” che in linguaggio diplomatico equivale piu o meno a un brutto stronzo, che il vento ti disperda, che lui faceva il tifo per Marina Lepen e Macron lo aveva tirato in ballo pochi giorni prima dicendo “tutti sappiamo chi sono gli alleati della Lepen: Orban e Putin. In questi regimi non c’è una democrazia libera e aperta.”

Orban in patria è sempre impegnato a prendersela coi mulini a vento, contro Soros e le ONG manco parlassimo di Timo est, ma sa che questa vittoria schiacciante di Macron gli darà molti grattacapi:in eutopa esce la Gran Bretagna antieuropaunita ed entra un presidente figo e giovane e ambizioso (come lo era lui) che fa risuonare l’inno alla gioia prima della Marsigliese, sconfigge la punta di diamante di tutti i populisti d’europa, la LePen, relegata dopo il primo turno delle legislative di ieri a un pugno di parlamentari, mentre per la nuova formazione di Macron (in Marcia! Che nome populista) si parla di un 415-450 seggi, che sui 577 seggi dell’emiciclo francese fa quasi l’80%. E Orban che da due legislature prende i 2/3 del parlamento ci fa quasi la figura del pivello..

effetti della democrazia diretta, dei maggioritari e dei tempi che viviamo. Aldo Cazzullo intervista Giuliano Amato oggi, l’ultima risposta del dottor sottile (chei o ricordo da ministro degli interni di un governo prodi fu quelo che aprì alla libers circolazione di tutti i lavoratori Ue in italia, consentendomi -per reciprocità- di non far piu la fla allo sportello immigrazione rilascio pvrmessi di lavoro e di soggiorno etc della splendida Budapfoki ut, nel lontano 2006) è : «C’è da lavorare molto. Il confine che separa la democrazia diretta dalla democrazia definita impropriamente illiberale è molto sottile: il popolo indistinto sollecitato dalla democrazia diretta tenderà a riconoscersi in una figura, l’uomo forte, che fa valere le sue ragioni contro tutte gli altri. Questa è la negazione della democrazia; altro che democrazia illiberale. Oggi vince Macron, ma non è ancora stato sconfitto Orbán, il leader ungherese che il 28 gennaio 2017 ha detto: “Si apre una nuova era in Europa. Il popolo vuole società democratiche, non società aperte”»

Ora vediamo se Macron ci mostrerà come si può essere amati, avere una maggioranza schiacciante ma allo stesso tempo mantenere vivi il parlamento, la magistratura, la Corte Costituzionale, e nn chiamarsi democrazi solo perché si vota ogni 4 anni.

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