elezioni Austria, Vienna è più vicina a Budapest?

Adam è ungherese, uomo di successo, parla un ottimo italiano e una volta è andata così:

  • Adam parli tedesco?
  • Certo, sai, io sono di Budapest, per noi Vienna deve essere come il nostro cortile di casa.

è con questo spirito assolutamente con questo che sono andato a Vienna a seguire un po’ cosa si diceva e come andavano le elezioni del nostro cugino più ricco, che poi quello che gli succede influenza di rimbalzo anche la vita qui un po’ più a valle lungo il Danubio, e dei riflessi del voto austriaco in Ungheria ho parlato con gli amici di Radio Capodistria a “I divergenti” cliccate qui  (io parlo dal min. 1.08 più o meno)

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Yes, we Kern!

al comizio del premier socialista austriaco Christian Kern, perchè se vivi a Budapest allora Vienna è il tuo cortile di casa..

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Alla fine il primo ministro austriaco entra nel kebabbero più famoso del quartiere turco e nn ne esce più, restano solo i suoi fedelissimi della campagna elettorale con un mucchio di palloncini rossi in mano fuori dalla porta.

È così che si conclude la campagna elettorale nelle piazze di Christian Kern primo ministro socialista austriaco da un annetto, all’indomani di una difficile domenica elettorale che potrebbe suo malgrado riportare la destra dell’FPO e la sua politica ferocemente antimmigrati sui banchi del governo.

Il comizio è nel cuore del quartiere degli immigrati, come ieri l’FPO, qui gli vogliono bene, e dopo i discorsi di rito quando scende dal palco per firmare autografi e ringraziare un po’ di gente la folla gli si accalca intorno per salutrlo cordialmente (Renzi non potrebbe mai farlo), in questo quartiere di turchi, slavi, ceceni e curdi è molto popolare, si fanno largo tra la folla per un selfie un po’ di mamme col velo, signore bionde con cagnolino bianco, nonno con bambino dagli zigomi un po’ sporgenti, vecchi compagni socialisti, ragazzi con sul bavero la spilla “Yes, we Kern”, il suo slogan. Sembra il titolo cosi cosi di un articolo on line, ma probabilmente è opera sua.

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La sua è una biografia del secolo scorso, il figlio dell’elettricista di uno dei quartieri operai della città che diventa topmanager dell’azienda elettrica nazionale austriaca, nel mentre si laurea in scienze della comunicazione e giornalismo (poi dicono che questo tipo di laurea nn serve), fa politica, diventa il portavoce addetto comunicazione del capogruppo alla Camera dei socialisti. Quindi di comunicazione ne capisce qualcosa e tra selfie e strette di mano si infila tra le bancarelle del l’Adler Markt tra verdurai barbuti e commesse di macelleria halal col velo verde. Si fa immortalare mentre compra della bella uva nera, la signora sceglie per li il grappolo migliore, anzi lo fa scegliere a lui, è tutta bella. Lui paga e ritira lo scontrino. Kern è stato capo delle ferrovie austriache, distintosi per la comprensione dei problemi dei lavoratori ed è tra i pochi rimasti a usare le parole integrazione, comunità, vita sociale, anzi socialista.

Di comunicazione ne capisce qualcosa e lo scandalo che ha infiammato queste pacifiche elezioni austriache parla proprio di comuniczione 5.0, che pare siano riconducibili all’ SPO, (il partito socialista austriaco) gli account facebook che avevano sparso fakenews per far apparire razzista e antisemita il suo maggior rivale, Sebastian Kurz, il 31enne wunderboy della politica austriaca (che bel paese quello in cui si bolla come antisemita l’accusa alla finanza ebraica di George Soros di essere dietro l’arrivo dei migranti!). Herr Kern saluta i membri della croce rossa, poi si incammina per le vie del quartiere, entra in un negozi di scarpe, stringe mani, poi in nel kebabbaro (il miglioreperò ) lì dietro.

Da vicino ricorda Obama, perfetto, magro e dinoccolato, distinto, un’eleganza innata, gvntile con tutti, sulla bocca parole come socialismo e integrazione che sembrano del secolo scorso,  incrocio le dita e spero che non vinca Trump..

la situazione politica, la vittoria annunciata di Kurz e gli scenariprossimi sono spiegati splendidamente e in modo molto chiaro da Marco Di Blas qui

una bella photogallery completa qui su Danubio_on_line

P.S. Kurz invece, come tanti altri politici e giornalisti, alla fine nn si è laureato, si è fatto furbo e ha concluso la campagna elettorale non a Vienna ma nei lander.

un altro popolo un’altra razza

un altro popolo un’altra razza

Gli xenofobi sono al centro della piazza del mercato a ballare l’etnorock locale mentre tutt’attorno il quartiere brulica di madri giovanissime col velo a spingere passeggini con grande orgoglio e anziani di mille accenti e nazionalità…

è qui nella piazza, anzi nel mercato del quartiere degli extracomunitari, la baileu di Vienna, il bezirk10, Favoriten, giusto alle spalle della Hauptbanof di Vienna nuova di zecca..che ha scelto di tenere l’ultimo discorso di chiusura della campagna elettorale HC Strache (si , lo chiamano proprio cosi, Heinz Cristian s fa chiamare solo con le iniziali) e io ci metto molto a capire se Vienna è molto avanti e io sono un provinciale e al di là delle parole ci sono principi democratici e diritti e ci rispettiamo tutti nelle reciproche differenze, se Strache è così acuto che sa che proprio qui tra gli umili e gli indifesi sa che il suo verbo di estrema destra troverà terreno più fertile, o se è semplicemente una sfida di chi vuol far capire chi comanda in casa propria. Propenderei per la terza

 

 

 

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Ci sono molti passeggini in giro e solo chi ha il velo ha anche il passeggino, era cosi anche sul tram, e tutti sì che si alzavano a cedere il posto. a parte le mamme un mare di sfaccendanti e beoni, quello seduto accanto a me a un tratto finalmente parla, al telefono, dice all’amico: dai molla tutto e ci facciamo una birra. lo dice in ungherese, ho svntito molti parlare ungherese, la signora di fronte è russa, ci sono anche arabi senza velo, mostri tatuati, la mafia cecena poi dovrebbe avere il controllo della droga in zona, dicono le cronache spicce. e son tutti viennesi, coma da secoli a questa parte, la grande capitale dell’impero richiama, cattura, assimila i tanti venuti qua a cercar fortuna dai vari angoli dell’impero dei signori Asburgo…

Sono il bersaglio preferito di Strache (Troppi stranieri non fanno bene a nessuno), dell’estrema destra del partito della libertà FOP, da ormai quasi vent’anni, da quando inaspettatamente arrivò al governo con Haider nel 2000, e la Ue minacciò pesanti rieprcussioni. Lunedi questo non accadrà, il mondo è cambiato, c’è Trumpe, l’europa è cambiata, e ci osno problemi catalani piu urgenti..), le  previsioni della vigilia parlano di una logora coalizione rossonera (che qui vuol dire centosinistra) del cancelliere Kern, che cederà lo scettro ai neroblu (centro estrema destra) del giovanissimo Kurz cheha già detto “non ficcate il naso in casa nostra”, fateci lavorare, sui migranti e gli immigrati la pensiamo alla stessa maniera, neri o blu.

C’è persino la piccola comunità che ti aspetteresti non in questo quartiere, di quelli che bevono birra e hanno in mano un panino con una fettona da 200 grammi di prosciutto cotto affumicato o sarò altro? da ore sui tavolini dello spaccio del mercato.

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la piazza è inondata dai motivi popolari a ritmo dance da stereotamarro, risuona persino il bel danubio blurock e la marcia di Radetzky techno, la piazza si diverte. La piazza vuol dire forse un 1000 2000 sostenitori di quello che dovrebbe uscire dalle urne come il secondo partito del paese (gli assegnano dal 25 al 30%*) evidentemente qui nn si usa scendere in piazza, un altro popolo un’altra razza. Si assiepano però per un autografo o un selfie all’uscita dal palco del loro beneamino (che ha parlato troppo e in maniera alquanto noiosa, sarebbe un pessimo prsidente del consiglio e mai farsi un viaggio superiore ai 30km in auto con lui, rimpiangerete il treno) ma mi avvicino anch’io per vederlo da vicino, un rutelli di destra e con lo sguardo spento, una faccia da politico). raggiante in questa piazza di immigrati in cui è venuto a dire: Troppi stranieri nn fanno bene a nessuno.

...e domani si replica nella stessa piazza con le stesse comparse veli, magiari, birre e passeggini, (e presumibilmente con le stesse parole o forse no), ma le bandiere saranno quelle dei socialisti dell’SPO. Almeno saranno a casa. Vienna è da sempre una città rossa. e una città costruita dai migranti.

*oggi sul tram ho provato a leggere il testo del rosatellum, o almeno il suo riassunto. Devo dire che il nome alla fine è quanto mai appropriato, e forse la definizione migliore potrebbe darla fantozzi. Il tram è il mitico n.6, ma il 6 di Vienna, e qui a Vienna forse farebbe comodo comunque il Rosatellum, che domenica si vota e la situazione è grosso modo quella italica con tutti attorno al 30%