Mercoledi: Mai come Vienna

 

Gira(va) molto sui social un video di Lazar Janos, un nome molto popolare più che per essere il sottosegretario alla presidenza del consiglio (che sotto l’era Orban vuol dire molto di più e molto di meno di quanto possa sembrare) per essere quello che ha visto la clamorosa recente sconfitta nelle comunali nel suo feudo di Hodmezovasarhely (nn inganni il nome, tradotto alla meglio vuol dire il luogo di mercato nel campo dei castori, la lingua ungherese può essere di un poetico..) che quasi pare un fosco presagio per le elezioni politiche.

Sottosegretario alla presidenza del consiglio Orban, vuol dire una specie di portavoce del pensiero unico antimigranti, e poi siamo nel 2000 (no, cosi si diceva 20 ani fa, siamo fra millennials, si, questo va meglio..) bisogna essere social, e inventarsi esperti di comunicazione.

Ecco che Giovani Lazzari nn trova di meglio di un filmato col cellulare a Vienna, dietro la stazione, dove inizia Margareten, il quartiere multietnico di Vienna, con un grande vialone pedonale per la verità un po’ troppo grigio ma con tante donne con fazzoletti colorati in testa (non i fazzoletti delle donne dei villaggi transilvani, queste sono partite un pochino piu in là). E giù le solite parole, guardate Vienna cos’è diventata, nn parlan tedesco, son tutti musulmani, il crimine, la violenza e la sporcizia… il problema è che la gente ha ancora gli occhi per vedere, le strade nel video son pulite, certo nn siamo tra gli splendidi palazzi della Vienna asburgica, ma la gente cammina ordinata, i negozi sono aperti, e insomma ogni buon ungherese un po’ di invidia ce l’ha, pagherebbe per trasferirsi là e Vienna è sempre così vicina e così inarrivabile, anche nel gestire i tanti immigrati arrivati negli ultimi 60 anni (facciamo 100). Alla fine il buon Lazzaro(ne) toglie il video dai suoi profili social e si prepara a nuove battaglie.

Orban tremi, il paese che racconta è spesso un altro, e la gente ha occhi e cameraa16Megapixel per accorgersene…

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