Liberi liberi

“Cos’è questo cabaret italiano?” (Cabaret è quasi una forma d’arte in ungheria) la ragazza ungherese che chiameremo Szilvia guarda pensierosa il ragazzo italiano che chiameremo Andrea, nella cucina un po’ buia risuona la voce di Giorgio Gaber, e le risate del pubblico in giacca e cravatta in bianco e nero, poi Gaber prende la chitarra e suona qualcosa… la TV (lo smartphone) è accesa in qualche modo su Rainews (che grazie addio qui all’estero è in chiaro senza trucchetti) e c’è qualche ricorrenza, mostra ricordo di Gaber in una qualche città italiana..

“Guarda cara, quello è Giorgio Gaber, lui era….. poi ha creato il teatro canzone” ha capito. parte la canzone.. ”La libertà non è stare sopra un albero….”  “Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione” (vorrei essere libero, libero come un uomo,  che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia,e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia). erano gli anni 60, 70, la musica doveva essere politica, la politica era una cosa bella (le ripete il testo che lei parla italiano ma nn poi cosi bene) ”La libertà non è stare sopra un albero (…). Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.

Lei fa una faccia sgomenta, in ungheria tra 10 giorni si vota (Orban ha detto non i prossimo 4 anni, ma per l’esistenza stessa dell’Ungheira!) libertà in ungheria è un concetto sacro di eventi storici, anche molto recenti e feste nazionali, e pare che questa cosa che libertà è quasi un dovere, libertà è partecipazione è un po’ strana..

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