le elezioni non sono state libere

 

Alla fine ho fatto come il mio amico Sigismondo, un giorno intero a casa evitando il mondo esterno in un giorno in cui ti senti male dentro, hai quasi la voglia di lasciare il paese v ti accorgi che lo vuole fare più il tuo lato ungherese, che nn quello italiano, ho iniziato a dire voglio far il dissidente, lascio il paese e torno quando il regime cade.

Bando ai sentimentalismi e alle  umane debolezze, riprendo con un amico italiano bassino e pelato che porta un gran bel cappello tipo basco che la settimana scorsa mi chiedeva lumi sugli osservatori alle elezioni ungheresi, la risposta è in aquesto articolo a questo link in inglese con la conferenza stampa dei mitici osservatori OSCe che l’italiano medio crede impegnati solo in Georgia o SudSudan.

bene, le elezioni non sono state libere, almeno nn al massimo livello (che un paese dell’unione europea dovrebbe garantire). ci siamo quasi scordati che le TV pubbliche (levuniche che vedono in campagna) è ormai stile Nord Corea (Stefano Bottoni), che nn ci osno stati dibattiti elettorali, che prendo dal testo “The ubiquitous overlap between government information and ruling coalition campaigns, and other abuses of administrative resources, blurred the line between state and party” etc.

punto.

Quindi che nessuno dica trionfo della democrazia. questo stato che si fa partito è indecente.

due punti.

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