Orban in Parlamento e la dittatura

qualche giorno dopo l’avvio della procedura di infraizone del parlamento europeo per infrazione dei diritti fondamentali contro l’Ungheria e un giorno dopo il sospetto passaggio di proprietà dell’nico organo di informazione libero rimasto index.hu

index

Qui in Ungheria si discute animatamente se viviamo o no in una dittatura, ogni definizione di dittatura è lecita: siamo in un paese libero perché nn c’è nessuna restrizione all’uso di internet e facebook come piu o meno avviene a Mosca, Pechino, Teheran o in Zimbawe? O siamo in una dittatura perché giusto ieri è stato annunciato il passaggio di proprietà dell’ultimo vero grande baluardo di informazione libera in Ungheria (leggesi grandi gruppi popolari, letti e scoltati, nn certo il mio onoratissimo blog) il sito index.hu?

Qui di seguito l’opinione di Dopeman, rapper dell’ottavo distretto, anche candidato indipendente alle elezioni dell’anno scorso sostenuto dai partiti di opposizione, direttamente dal suo divano letto su Facebook, in 40 minuti (riassunto: nelle dittature nn ci sono partiti di opposizione)

In parlamento invece il deputato Gyurcsany Ferenc ex primo ministro, ormai coi capelli bianchi e la voce un po’ roca attacca: “Dillo chiaramente: sei un vigliacco, sei come un bambino che va a rifugiarsi sotto le gonne della madre, ti si fa una domanda diretta a te e tu dici “nn permetto che si parli male dell’Ungheriamia madre che ha 85 anni nn c’entra niente con le tue politiche” rivolto ad Orban, che è lì con una cravatta viola ad ascoltare a non più di 4-5 metri.

. Uno dei vantaggi di ridurre il numero dei parlamentari è che ora quando si riunisce l’assemblea ci si parla quasi faccia a faccia, specie questi sono i capipartito seduti giusto all’inizio dell’emiciclo. Orban sembra quasi approvare… i partiti d’opposizione ungherese avranno forse ricevuto un po’ di telefonate dall’estero, dagli amici sparsi per l’europa, di chi forse si è accorto che per contrastare Orban bisogna irrobustire l’opposizione interna (ridotta al lumicino), ma è stato un inizio di lavori parlamentali autunnali scoppiettante quello di ieri al Parlamento Ungherese.

Prima aveva destato sensazione e intasato i social l’intervento di Szabo Timea, del Partito Socialista Ungherese (MszP) per la forza del discorso e perché si capiva che ci credeva veramente in quello che diceva. Le parole erano all’incirca: ci accusa di essere “traditori della patria” (la massima offesa qui in Ungheria, da chi dice che forse il rigore per il Fradi non c’era, al generale che firma la resa per evitare guai peggiori) perché nn prendiamo le vostre parti in questa disputa con l’Ue, ma i veri traditori della patria siete voi, che costringete con salari da fame i nostri figli ad andare a lavorare al’estero, che lasciate i nostri ospedali in condizioni pietose, carenze di personale e reparti che cihudono… si sono voltati tutti..

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