Zingarate

Dal 2 gennaio la convivenza mi impone di cedere il telecomando tra le 21.15 e le 21.45 per seguire l’appassionato sceneggiato televisivo Batràk foldje, la terra dei coraggiosi, avvincente storia di amori e rivoluzioni antiasburgo tra la nobiltà ungherese dell’800; ci sono giubbe blu con i risvolti rossi, aitanti ragazzi coi baffetti all’ungherese presi a scudisciate nei fienili-prigioni dagli starshiptroopers della guardia imperiale, i primi amori tra il biondino e la ragazzotta con la treccia, e la zingarella che legge il futuro, coi vestiti dai mille colori e 5 gonne. la zingarella de “la terra dei coraggiosi” ha però la pelle chiarissima ed è con tutta evidenza una ungherese che recita la parte della zingara. un po’ come quando a teatro non potevano recitare le donne e le parti femminili le interprtavano uomini travestiti.  in Ungheria ci sono quasi un milione di rom, presenti qui anche dal 1400, han tutti case e lavoro e nn esistono i campi rom, son cittadini, ma in ungheria, in TV, nella terra dei coraggiosi, gli zingari non esistono.

qualche giorno prima…

 

Mi dispiace per lor signori ma siamo pieni, si, si, tutto prenotato

è metà dicembre, ho la fame di chi a mezzogiorno ha mangiato panini in frantumi, ora sono le 16 e ho il piatto in mano ripieno di varie leccornie di un ottimo ristorante a buffet a 6 euro (2000 fiorini) e sono entrato 5 minuti fa, giusto il tempo di levarmi il giaccone e fiondarmi sul carrello dei secondi (in ungheria si mangiano solo zuppe e secondi) per fare incetta di cavolo fritto, funghi fritti, involtini alla greca e caprese, gran bontà. (ecco, a me evidentemente han fatto entrare).

Siamo pieni e lo siamo anche domani. E anche dopodomani, son desolato” il meitre, stempiato e impeccabile nel completo scuro, l’ha chiamato una cameriera, i clienti sono in un angolo cieco e nn li vedo. Si esprime con le giuste locuzioni e la solita aria da eccessivo formalismo e cordialità di facciata che voglion dire l’esatto opposto. Qui se qualcuno ti ferma per strada, gli dici grazie nel giusto tono per dirgli grazie, ora VATTENE VIA. Continuo a riempirmi il piatto, per fortuna lo stinco è già stato affettato. Ci andrebbero le patate lesse, ma io abbondo di purè…

Quando torno dai miei viaggi d’affari (vendo bottoni di giacche che nessuno abbottona) e prendo i mezzi pubblici ora son costretto a scendere a piazza Nagyvarad (storica e importante città exungara, ora appena oltre il confine romenu, ora vuol dire da 100 anni esatti), che prima era un punto della città proprio scalcagnato, mentre ora han fatto importanti lavori di riqualificazione urbana (si dice così?) ed è quasi impeccabile con il parco Orczy all’interno dei tre grandi plessi ipermoderni dell’NKE, l’accademia di polizia e accademia ufficiali at once.. e da allora ha aperto questo fantastico posto dal convenientissimo all you can eat, televisori, interni eleganti, adatto anche ai piccoli meeting tra colleghi col sushi a cena.

Signori davvero siam tutti prenotati, nun c’è posto, nun me fate fà veleno..” con la cosa dell’occhio vedo i signori, una coppia di mezz’età, lui con un po’ di pancia, lei tutta in ghingheri e quello che sembra il loro amatissimo figlio con la sua squinzia, vestiti come praticamente tutti qui a Budapest, potrebbero essere i nostri vicini o gli zii, vivranno qua a cavallo tra l’VIII e il IX distretto, saran qui da 12 generazioni, ma il problema è che han la pelle un po’ piu scuretta e è che son rom.

Questa cosa in ungherese ha un nome e si chiama ciganyozni che vuol dire zingarare, discriminare uno perchè è zingaro e qui come vedete è perfettamente normale. C’è stato un caso famoso nel Gozsdu udvar, la lunga galleria di 6 cortili e 7 palazzi affiancati cuore della movida, l’ gli han fatto causa e hanno avuto un sacco di soldi…

alla fine i signori han raggiunto l’accordo di portar via da asporto, li ho visti dal mio posto strategico accanto al carrello dei dolci, mi ero preso doppia porzione di cheesecake + torta cioccolato e amarene, macedonia. La signora rom invece sceglie i linzer biscotti marmellata ricoperti da uno strato di cioccolato). Han pagato un sacco di soldi alla casa, siamo usciti quasi insieme, ho pagato dopo di loro, uscendo il figlio ha fatto tra rabbia e sarcasmo alla ragazzetta che stava giusto allora entrando “è tutto pieno, festa privata”.

Ovviamente ho deciso che la prossima volta che torno dall’aeroporto andrò direttamente a casa..

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