Olandese scappa davanti ai dottori, ovvero il paese dell’innocenza

Ho molto tempo libero, si sa in questi giorni è difficile lavorare. E poi io la prendo con filosofia, sono giorni in cui puoi prenderti un po’ di tempo per te stesso, la mattina la prima cosa che ho fatto è stata fare una lista di tutte quelle cose che davvero significano qualcosa per te e vorresti tanto fare ma per cui nn hai mai tempo, un po’ come se fosse il 31 dicembre, tipo quella di scrivere di più sul blog.

è un sabato mattina, ieri ha piovuto quasi sempre e dati i tempi difficili me ne sono stato tutto il giorno a casa provando a leggere piu che potevo libri su tutti i virus che abbiam preso dagli animali n posti assurdi del globo come foreste del borneo e zone umide tra Congo e Zaire, studiati da scienziati che hanno la passione di malattie infettive superletali e dissezioni di animali selvatici. Un libro meraviglioso, solo che son 500 pagine, per ora ho letto di Hendra, Ebola, malaria, SARS, e sono a metà aviaria.

Oggi invece c’è il sole e c’è vento e Budapest ai tempi del coronavirus sembra un po’ l’Italia di un mese fa, innocente, il mercato del sabato è piena di massaie sorridenti che fan la spesa, la gente affolla gli stadi, il virus è una cosa strana che miete vititme solo lontano da qui, i contagiati qui sul suolo patrio si contano sulle dita di una mano e sono stranieri stranierissimi, come i tre cinesi ricoverati a Roma, unici contagiati in italia per quasi tutto febbraio.. qui sono iraniani, studenti universitari (Budapest ha una buona tradizione di figli della borghesia iraniana mandati qui a studiare, il mio primo dentista qui era iraniano) uno studia medicina alla famosa Semmelweis e l’altro Scienze Agrarie. Che colpo di fortuna nella Budapest terra di transito da sempre e di italiani in vacanza e ungheresi che ritornano dalle vacanze sulla neve delle Alpi beccare come paziente uno proprio un iraniano, un non cristiano bianco europeo come primo untore.. l’accusa è di aver fatto pochi tamponi, (solo 263, dati ufficiali, e se mia “suocera” si becca una polmonite o il maestro di pittura della mia ragazza annulla il corso domenicale per una tosse fortissima nessuno pensa al male chè nessuno ti ha messo in guardia)

A Budapest è tutto innocente e per antonomasia lo sono i turisti, faccio un giro in città per vedere se ci sono, e ci sono eccome. pochi italiani, molti slavi, polacchi, spagnoli, anche in gruppi numerosi, tipo questi che si accalcano attorno alla guida bionda davanti alla basilica di Santo Stefano che sarà sommersa dai droplet; piena come primo sabato di Marzo la collina del castello di Buda, piazza della trinità sotto la chiesa di Mattia, affollato lì in alto il bastione dei pescatori, per il turista va tutto bene e il suo mondo fatato nn deve essere scalfito dal pensiero di aver preso il virus nel bus affollato che lo porta dall’aeroporto in centro, nel ristorante o nella coda per entrare in chiesa e di portarlo con se al ritorno ad amici e parenti anziani.

Mi rifugio nell’unico posto piccolo carino ed economico di tutta la collina del castello, per un caffè lungo, ci sono anche tutti i giornali possibili qua, dall’unico quotidiano indipendente ai tabloid, dio quanto mi mancano.

la notizia del giorno è il quarto caso di coronavirus:
un cittadino olandese, da molto qui a Budapest, parla la lingua, vive in un quartiere dal numero molto alto, il XVIII, che si è recato al poliambulatorio del distretto lamentando febbre alta, mal di testa e un suo amico olandese “a cui è molto probabile abbiano diagnosticato il corona virus”. l’hanno isolato, han chiamato l’ambulanza per portarlo allo Spallanzani di Budapest, ma poi è scappato, o meglio nn l’hanno più trovato. A quanto pare il tipo ha aspettato un’ora e poi stanco di aspettare ha deciso di andare con le sue gambe all’ospedale cercando il reparto malattie infettive. Intanto era scattato l’allarme, le ricerche della polizia per il malato in giro.. Questo secondo il giornale (Nèpszava).

Il titolo del tabloid (Blikk) è; olandese scappa davanti ai dottori

blikk coronavirus ungheria