Amici miei

Da Budapest a seguire la grande visita di Orban a Salvini del lontano agosto 2018, per suggellare l’eterna amicizia tra i due popoli, meno male che nn è arrivato in treno e non è andato a Roma..

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C’è una foto che mi ritorna in mente guardo la conferenza salva di Salvini e Orban, una foto di ormai 18 anni fa, era il 2000, congresso del Ppe in Polonia, di Berlusconi e Orban, felici e sorridenti, Berlusconi alle spalle di Orban con le mani sulle spalle, scanzonato, quasi a fargli cucu, come due ragazzi all’Università..

oggi 18 anni dopo Orban ha un nuovo carissimo amico italiano e si chiama Matteo e  ieri è stato invitato a casa sua, in quel di Milano.. L’Orban che viene in Italia tra onori e contromanifestazoni come un leader libico ci tiene certo a non dimentica i vecchi amici: “ho sentito Berlusconi, a cui mi lega una lunga amicizia, è d’accordo con noi” perché “quello ungherese è un popolo fedele” (fedele, hűseges, parola importante qua, come la parola tisztelet, ovvero stima, rispetto, per il popolo italiano e per Salvini).

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Nella conferenza stampa post incontro Orban parte con un sorrisino sbagliato sulla situazione in europa che è molto eccitante (stimolante), poi si corregge, si intristisce e dice “seria”. Per un attimo è stato sincero. In fondo fa un po’ un comizietto con gli stessi slogan retorici da propaganda del ventennio che usa col grande pubblico, è qui a far presenza e a dire: “L’Ungheria ha dimostrato che è possibile materialmente e legalmente fermare le migrazioni via terra e Salvini sta facendo vedere che è possibile fare lo stesso anchv via mare”, Orban parla senza contenersi secco, a raffica, partendo in quarta e mangiandosi le parole, suo antico difetto, meno male che accanto a lui c’è Geza, lo storico interprete italiano ungherese della nostra ambasciata italiana a Budapest, che da 13 anni vedo sempre sul palco a tradurre inn maniera scanzonata  che si tratti di attori alle prime armi al festival del cinema italiano, conferenze su poeti del rinascimento o del primo ministro.

Salvini gongola, Orban è diventato l’ “amico Viktor“, che è “il presidente di una potenza europea” (è tornata la grande Ungheria e non ce ne siamo accorti) con cui “per favore, non fatemi fare una brutta figura” detto in apertura di conferenza stampa, ragazzi, please… Una potenza europea di cui seguire con attenzione anche il fulgido “esempio in economia, disoccupazione al 3,5%, crescita oltre il 4, flat tax …” peccato che nn parli con i 600.000 ungheresi migranti che vivono all’estero per uno stipendio e condizioni di lavoro decenti o semplicemente con la mia amica Olga, docente di inglese nella scuola pubblica a 500euro al mese, o con tutti quelli che hanno un conto in fiorini e hanno visto la loro moneta perdere circa il 5% del valore contro euro in pochi giorni a luglio..

… anche Orban appare contento e soddisfatto di questa sua prima uscita pubblica dopo le vacanze in Croazia (sembra proprio in forma, altro che l’uomo un po’ bolso e malvestito degli ultimi incontri al vertice di luglio), ha dalla sua il maggior partito italiano (“e l’Italia è una grande nazione europea, più di quanto crediate”), che segue la sua retorica (Salvini: “elite europea finanziata da Soros”) e sa che avrà dalla sua un bagaglio di voti importante dopo le elezioni europee 2019, la grande partita si giocherà là, Orban con la forza dei suoi voti potrebbe far svoltare a destra tutto il Ppe, e rivoltare l’europa dall’interno, Bottoni docet)

Mentre per le vie di Milano inizia il grande corteo di protesta (oh grande leader) la conferenza stampa procede come dice la parola stessa con le domande da parte della stampa.. inizia la televisione ungherese (senza specificare troppo, la TV in Ungheria è quasi soltanto una ormai, ora che la TV pubblica, questa, è una sorta di ufficio propaganda di Orban, e che il maggior canale di informazione nn conforme ai suoi diktat, quasi l’unico, ha cambiato proprietà poche settimane fa). Poi solo italiani (bravissimi). In Ungheria i quotidiani dell’opposizione son stati fatti chiudere, a quell’unico sito di informazione che ancora resiste viene negato l’accredito persino in parlamento, ma di questo Salvini nn parla certo.

No, questa non è l’europa che voglio..

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Nel 2017 la corruzione è arrivata fin qua (2,5 mt)

 

 

dialogo standard sentito indifferentemente nei mie due paesi d’adozione almeno una volta al giorno: “Oddio ancora loro, non se ne può più… e sai qual è il problema? Che non c’è nessuno neanche dall’altro lato… stavolta più che mai non so proprio per chi votare..” (soprattutto ora che a distanza di un mese si vota per le politiche in entrambi i paesi.)

ohibò scelgo allora la più significativa:

Oddio ancora loro, non e ne può più… e sai qual è il problema? Che non c’è nessuno neanche dall’altro lato… stavolta più che mai non so proprio per chi votare.. nella variante magiara Kati guarda la sorella (nn si separa mai dalla sorella) allarga le braccia, poi guarda vero l’alto, ridono, c’è un adesivo con una mano che indica un livello, qui sul muro rosso del Vittula, tipo quelle mani che ricordano in giro per la città il livello che raggiunse l’acqua in città nella devastante alluvione del 1838, qui la scritta però dice: “Nel 2017 la corruzione è arrivata fin qua” (saranno 2,5 metri per la cronaca)… madonna! (tipica interazione magiara) la corruzione è davvero arrivata fin lassù quest’anno e l’opposizione nn esiste nemmeno… hanno qualche chilo in più dell’ultima volta che le ho viste, una ha i capelli mogano, l’altra un quasi arancione, le esalta il naso un pò aguzzo e le tette. l’altra ride canta: Gyere vissza kadar janos..“Kadar Janos torna indietro! (Il leader del comunismo al goulash per 30 anni, niente di piu assurdo qui, nessuno o quasi ha nostalgia)” ridiamo come pazzi. Sai quella canzone punk? Quella del langos (pizza fritta, tipico street food magiaro) freddo a 10 fiorini, ma sì dei “Pensionati borghesi”a casa la devi assolutamente sentire. prometto che lo farò.

una è disoccupata, l’altra pure, son ragazze piacenti, in cerca di marito, Kati vive a Ceglèd ora, col suo ragazzo, (Ceglèd, al centro della grande pianura ungherese, la gente emigra, ci sono molte case vuote in provincia). Se ricordo bene un bravo ragazzo.

Un consiglio di cuore ad Orban: pensi al Vittula, a Kati, alla su sorella e al suo ragazzo. e meno ai migranti, qui nn ce n’erano.

P.S. A casa mi informo, i Pensionati borghesi erano una punkband di Pècs, si sono sciolti nel 2004, compaiono persino in uno degli ultimi film di Jancso Miklos (il piu grande regista ungherese sel 900), la canzone mi è entrata nella testa e nn vuol piu uscire

(allego anche il testo, preceduto da una elaborata traduzione)

10 fiorini un langos che scotta, è una merda Kadar Janos

20 fiorini un langos caldo, lunga vita a Kadar Janos

50 fiorini un langos tiepido, che sarà di noi Kadar Janos

100 fiorini un langos freddo torna indietro Kadar Janos

i pensionati non hanno piu il langos, non ci aiuta più Kadar Janos

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10 Ft a forró lángos, le van szarva Kádár János
10 Ft a forró lángos, le van szarva Kádár János

20 Ft a meleg lánogs, éljen soká kádár jános
20 Ft a meleg lánogs, éljen soká kádár jános

50-es a langyos lángos, mi lesz velünk Kádár János
50-es a langyos lángos, mi lesz velünk Kádár János

100 Ft a hideg lánogos gyere vissza Kádár János
100 Ft a hideg lánogos gyere vissza Kádár János

Nyugdíjasnak nincsen lángos, nem segít már Kádár János
Nyugdíjasnak nincsen lángos, nem segít már Kádár János

Come due uova..

Quando sei in difficoltà, chiama gli amici!. La strana amicizia tra Berlusconi e Orban.

berlusconi orban.padre.e.figlio

Un amico è una persona che conosce tutti i tuoi difetti e comunque ti è amico” (proverbio?)

E se vuoi un amico, prendi un cane”  (Gordon Gekko in Wall Street di Oliver Stone, 1987)

Martedì sera. Appena tornato dall’Italia con un po’ di pensieri ma sereno, perché la vita è adesso e con i primi peli bianchi che si insinuano nella mia barba e mi fan capire perché tra i 35 e i 50 anni in pochi se la lasciano crescere. All’incrocio delle metro c’è una famiglia di turisti italiani disperati che cercano di districarsi davanti alla mappa fin troppo particolareggiata dietro il vetro. Venite vi accompagno, faccio la stessa strada. Bene, si, io vivo qua. Sorrido. Perché mi piace. So anche dirvi qualcosa in ungherese, Si ride. Eccomi qua, un italiano in Ungheria, da soli 9 anni. Si, ho anche degli amici.

Esco dalla metro, son solo le 6 di pomeriggio, ma le strade sembrano fredde e buie, almeno a me. All’angolo con la Kiraly utca mi imbatto in Stanley, il mio amico inglese. tutti abbiam bisogno di amici, anche in Ungheria. (l’ungherese usa haver, una parola ebraica per dire sodale, compare, amicone). Stanley non ha la barba. Mi fa: “ma allora Berlusconi si candida in Ungheria?” sono appena arrivato e ancora nn ho avuto accesso ai media, così a casa, dopo aver rimesso in posizione verticale la levetta del gas mi vado a informare…

Nel lontano 2006, quando il premier socialista (liberista) Gyurcsany era in cattive acque  e ne parlavano con me qualcuno suggeriva..”Gyurcsany è come il vostro Berlusconi”, ricchissimi, liberisti e odiati da metà paese… Si sbagliavano, Berlusconi ha un grande amico, un vero haver in Ungheria, un primo ministro, ma il suo nome è Viktor, Orban Viktor… e ora che Orban è un po’ più famoso lo sanno tutti…

In Italia si è un po’ più parlato dell’altra candidatura bulgara di Silvio, e allora cerco con gli occhi curiosi sulla stampa ungherese, ma nn ci trovo molto, su tutti i siti solo qualche linea dall’MTI, l’Ansa ungherese, talmente neutra da fare invidia agli anglosassoni. Giusto Index.hu ci aggiunge una presunta dichiarazione di un ministro “la notizia non ci risulta ma è divertente”. Ma almeno ci si può divertire con i commenti agli articoli, che ormai il popolo è sovrano e la democrazia rappresentativa in crisi…

Le foto dei due insieme son fantastiche e leggo: son proprio uguali, belli pasciuti (cowboygirl, Blikk), e sono come due uova, e non solo per l’aspetto fisico.. (chicchierone, Blikk) forse solo 30 anni di differenza come padre e figlio (Sanpietro, Mandiner), ma, si sa, nelle foto un po’ ci si assomiglia, persino nell’altezza: Orban, il nano di Csut, (Taylor, Nèpszava), proprio come il nostro nano di Arcore, Silvio se li sceglie alla sua altezza.

Poi il calcio: io difendo il mio amico Silvio. A condizione che venga all’inaugurazione dello stadio (elementounità.Mandimer). Orban ha giocato fino a una bella età nella squadra locale di 1.a categoria, ogni tanto compare in tribuna a fianco di Platini in una finale europea e ora sta facendo costruire un megastadio nella sua città natale Felcsut (immaginate lo juventus stadium a Arcore), dove da un po’ ha sede il centro federale.

Ma è un po’ poco, e allora sotto finalmente con viva l’amicizia mafiosa italoungherese, o  i due stanno benissimo nella foto, gli manca solo il vestito a strisce.  Silvio è perfetto per il partito mafioso di Orban (Mandiner), Fidesz (il partito di Orban, n.d.r.)lo aspetta a braccia aperte: è bravo in tutto, sa rubare, mentire e andare a puttane,  è corretto e straricco. Fidesz in un anno gli prenderà tutti i soldi..” (Mandiner)

Ma questa è solo demagogia e facili illazioni, come è possibile paragonare un condannato per via definitiva a  Orban solo perché è suo amico, mica gli amici te li scegli tu…  E poi Orban è proprio sfortunato, una volta che ha vinto con più dei due terzi del parlamento, ha vinto all’ungherese, chi vince prende tutto, la politica qui è noi contro di voi, posti, favori e leggi son tutti per i suoi amici e leali alleati. Non fa una grinza, ma poi ti dicono che questa è mafia. Napolitano aveva capito tutto sull’Ungheria già 50 anni fa…

Tutto cominciò quando cadde il muro di Berlino e il pentapartito. Il piccolo Orban era un ragazzo (bassino) e intelligente e appassionato di politica o forse no, ma aveva capito che col comunismo agli sgoccioli ci sarebbe stato bisogno, oltre che di ingegneri, di laureati in legge in parlamento, preferibilmente sotto i 25 anni nn compromessi col regime, per ricostruire un paese. Era un ragazzo bravo e diligente (aggettivo molto amato qui in Ungheria) e sarebbe stato un’eccellenza se si fosse applicato anche in ogni campo della vita, migliorarsi sempre, non sentirsi arrivati, seguire e imparare da chi è meglio di noi e carpirne i segreti.

Ecco allora che il mio amico Carlo mentre passa l’aspirapolvere nel lontano 2005 sente alla TV magiara in italiano: Forza Ungheria, si gira e c’è Silvio che ripete lo slogan di Fidesz, allora come oggi,  “Hajrà Magyarorszàg!” Forza Ungheria, che suona un po’ strano qui, perché allo stadio si grida “Hajrà magyarok” (forza ungheresi, che volete, differenze culturali).. Uno slogan da stadio è essenziale. Ed ecco poi modellare un partito fortemente accentrato, 2-3 fedelissimi, un Confalonieri e uno stalliere (siciliano) magiari amici d’infanzia e niente più, che se provi a far crescere un rampollo, magari ti tradisce e fonda il nuovocentrodestra magiaro. E così resti al comando perché sei il migliore, anche se perdi e anche se perdi due volte di seguito, perché il partito sei tu.

Ed è un bel partito: moderno, flessiibile, nazionale, nazionalpopolare, le ideologie sono morte o basta attaccarle agli altri per attaccarli..  parlare contro i comunisti funziona sempre sotto la bandiera biancarossa e verde. Siamo di destra perché quelli sono i nostri valori, prima eravamo liberali e ora siamo di tutti: delle scuole cattoliche, di chi non simpatizza per rom, ebrei e altre minoranze di minorati e anche per i barboni che ci rovistano nella spazzatura e di tutti quelli che han finalmente capito che il male assoluto sono le banche, le multinazionali e l’Europa che ci fa ciao, ma anche di quelli di sinistra con i salari minimi più alti e le nazionalizzazioni di industria ed energia.

Dove però ha colto in pieno il genio di Silvio è nella semplicità. Certo i programmi e le risposte ci sono e son sempre al posto giusto, ma Orban, che sa parlare alla gente, deve aver sicuramente ammirato la grande rimonta di Berlusca in campagna elettorale fondata su una parolina di 3 lettere, IMU, e ora, a tre mesi dalle elezioni, se uno va su uno dei siti ministeriali si trova prima che tutto inizi un banner a tutta pagina che nn puoi non leggere e saltare, tipo i banner delle agenzie di scommesse sul sito del Nemzeti Sport (sport nazionale, la gazzetta dello sport magiara, http://www.nso.hu). I banner ministeriali hanno una bella freccia e la scritta “l’Ungheria lo fa meglio”  e sotto semplicemente la parola magica rezsicsokkentes la riduzione delle bollette, 20% in meno. Meno male che Viktor c’è.

Una piccola differenza c’è però, a ben guardare. Berlusconi è bravo a farsi votare, è uno che si diverte, ma nn è un politico. Orban invece si. Aveva da solo i 2/3 del parlamento ma ha lavorato tanto assai, rivoltando il paese come un calzino e prendendo decisioni rischiose. un nuovo Ataturk o magari tutte sbagliate, oltre che illiberali (ma qui liberale vuol dire comunista), ma ha fatto tanto e questo è un dato di fatto. anche Hitler, Martin Luther King e Arrigo Sacchi lavoravano molto. Anche Silvio lavora sempre, ma, nn per il paese..

fonti: Mandiner Nèpszava   Blikk

ripreso dalla rivista di esteri Q code: http://www.qcodemag.it/2013/12/17/berlusconi-orban/

 

Orban a Wembley

Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra nel mostro tempo. E’ rito nel fondo, mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa sono in declino, il calcio è l’ultima rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro” (“PierPaolo Pasolini)

Quando c’era ‘a finale della Champions’League a Roma al momento della premiazione una risata colse noi italiani, qui a Budapest, nel vedere Schifani,  in tribuna a consegnare medaglie e stringere mani, nel comitato d’onore. O forse era la coppa Italia e la Russa? boh, no, Larussa era apparso a una finale di coppa italia a premiare la sua amata Inter

Bene, io quest’anno ero al G., che è un posto così significativo della Budapest che cambia. un kert nell’VIII distretto, un tempo il West Balkan estivo, in via della grande chiesa,  accanto a un rudere tenuto in piedi perchè casa natale di Molnar Ferenc, l’autore dei ragazzi della via Pàl. C’ero stato un paio di estati fa, in parte dventato ostello, uno splendido piccolo baretto ocn le sedie gialle e le piante. Ora è diventato un posto enorme una specie di biergarten, con grandi pubblicità dell’Heineken, prezzi esorbitanti e security che controlla le borse per vedere che nn ti porti gli alcolici da casa.

Abbiamo visto una delle più belle partite di calcio degli ultimi decenni e poi tutti ni, qui a Budapest, abbiam riconosciuto nella cerimonia di premiazione, due posti accanto a Platini ieri, Orban Viktor, il primo ministro ungherese..

sembrava un po’ come in Zelig, un viso conosciuto che spunta dove nn te l’aspetti, come Leonard Zelig sulpalco accanto a Hitler Adolf..

Orban l’è un grande appassionato di calcio, che si gloriava di giocare in una squadra di d terza categoria durante il suo precedente mandato..qui in qualità di presidente di turno dell’UE, o di uomo potente, almeno a sentire il Budapest report, ha avuto i biglietti gratis, perchè la sua squadra del cuore è il Barcellona e ha chiesto di star lì a premiare, uno come noi…

come il palco reale dell’opera, che guardo dal mio posto di fiducia nel loggione a 3 euro e mezzo  durante i cambi di scena quando vado all’opera, perchè io sono un signore, si,  per vedere le teste bianche e i vestiti luccicanti accanto ai giapponesi.. lì, nel palco reale..

Tanto nn cambia niente ? Iran a Budapest

La vita è fatta di grandi cose, come quello che pensano in questo momento gli iraniani. Ma anche piccole cose di cui andare fieri. Per esempio a me ad Ottobre scorso è capitato che potevo dire in giro  che il mio dentista era iraniano. Mi ha tirato un dente, il penultimo molare, ne era rimasto solo un moncherino e ha fatto una fatica ad estrarlo. Eh si che avevo un dentista ungherese, qui son bravi e affidabili, e ogni tanto al Vittula passa un inglese o svedese venuto qui a rifarsi i denti. Questo dentista poi era un amico e finalmente avevo qualcuno a cui affidare i miei denti malandati. E invece lui una guardata ce l’ha data, ma poi ha confessato che è un gyermekorvos, un dentista dei bambini, meglio andare dall’altro dentista del suo studio, garantiva lui.

Aveva pure un nome strano, Kaveh, che suona in ungherese quasi come il Dr. Caffè.  Fu strano la prima volta, era un po’ scuro di pelle ma appena appena, bonario, un suo modo di fare mediterraneo e troppo cordiale e io non mi ci ero più abituato a certe cose. Io sono una persona discreta, mica cazzi, e gli ho fatto poche domande, ma qualcosa la sapevo, il padre era un famoso dentista iraniano, lui ha vissuto fuori dall’Iran, chissà come mai in fondo è un paese democratico. Prima a Vienna,e poi ha studiato a Budapest ed eccolo qua, ma mica ci stava bene a Budapest, anche dopo tanti anni. Alla fine dell’anno ha avuto un lutto in famiglia, un lutto grave, la famiglia viveva a Vienna. Ha accompagnato il feretro indietro in Iran, ma in Iran mica ci voleva restare. Abbiamo iniziato un’altra cura al dente affianco. A Febbraio per mettermi a mio agio ha cercato le cose che aveva letto ultimamente sull’Italia e mi ha chiesto dell’Alitalia. (oggi mi avrebbe di certo chiesto delle puttane di Berlusconi). Allora io gli ho chiesto se tornava in Iran per votare. “No, non ci vado. Tanto non cambia niente”. Non si può dire che nn abbia avuto ragione. In Italia da bravo cittadino avrei dunque risposto che il singolo voto è importante, ma credo proprio che sapeva di quello che parlava.

Certo a lui un po’ ho pensato quando l’altro giorno ero al lavoro in un ufficio di Stefania ùt, e abbiam sentito rumor di folla, e grida e cori. Nessuno si è scomposto, ‘iraniani’ abbiam detto, son loro. Si, perché su Stefania ùt c’è l’ambasciata iraniana. Il viale Stefania sarà pure una via che unisce il parco cittadino, il Vàrosliget, alla zona degli stadi (lo stadio Puskas Ferenc, dove gioca la nazionale, e il palazzetto dello sport Papp Làszlo, famoso pugile campione olimpico) ma qui ci sono anche 4 o 5 ambasciate ospitate in splendide ville di inizio secolo, quando questa era la zona più cool per una residenza signorile, polgar, borghese come si dice qui.. Il caso avrà deciso l’ordine, ma certo è strano vedere nell’ordine Libia, Svizzera, Iran, Italia, Prima a metà, tra Svizzera e Iran, c’era anche la Germania Federale, ora ristrutturata a uso uffici mentre la Germania si è riunita al Castello di Buda, in quella che prima era diventata la sede DDR. Più in là c’è una caserma della polizia e il museo nazionale di geologia, che luccica col suo tetto blu, splendore del liberty.

I manifestanti son rimasti un paio d’ore scandito slogan, agitato cartelli bianchi e verdi. Qui a Budapest avevo un’amica che studiava danze orientali all’università (certo niente diritto pubblico o analisi 2) e studiava anche il persiano. Assicurava che è una lingua indoeuropea, abbastanza simile alla nostra in fondo. Io comunque capivo solo Massaui e Akmanid..

Le ultime notizie che ho del mio Dr. Kaveh son che è andato in Norvegia, ora forse è in Olanda, così almeno dice il mio amico dentista. Di certo sarà attaccato a un pc per aver notizie. da casa.

E’ qui la festa. Parte I

Cronaca della prima parte (pacifica) della giornata. Tra comizi, feste 

Il 15 Marzo ha visto circa 120 manifestazioni di piccoli e grandi gruppi. Chi era interessato alla festa, o alla nazione, o alla politica, o a vedere quello che sarebbe successo, o a menare le mani e giocare alla guerra se li è fatti un po’ tutti. Io tra loro. D‘altronde era una bella giornata di sole. 120 manifestazioni, tra cui i comizi dei principali partiti e movimenti, tutti rigorosamente separati, tutti a istanza l’uno all’altro. Ne segue che la gente si incammina a ogni ora per le strade di pest da una piazza all’altra, tipo i Sepolcri di giovedì santo, tanto per allenarsi alla vicina Santa Pasqua.

 

9.00 alzabandiera Kossuth tèr

La mia giornata di festa è iniziata presto, alle 9 volevo essere all’alzabandiera e alla cerimonia degli ussari a cavallo a Kossuth tèr. Arrivo mentre tutti cantano a voce bassa e solenne l’inno nazionale, (me ne dovrò sorbire almeno 7-8 in tutta la giornata). Finito l’inno bordata di fischi impressionante, cori, fischi e campanelli per tutta la cerimonia. Il Primo Ministro è presente, lì tra le autorità. La polizia ha fatto gesti di buona volontà: nn ha isolato la piazza nel raggio di 500 metri come nel 50enario del 56, ma solo di 100, e ha sostituito le transenne frontali con un cordone di piante ornamentali alte solo un metro, così si può vedere la cerimonia dal avanti. Per accedere si passa sotto metal detector.

 

10.00

a 200 metri, al memoriale di Batthyany  coro militare (devo ammettere nn male), solo servizio d‘ordine, addirittura applausi.

 

11.00 Nemzeti Muzeum

Classica rievocazione storica davanti alle gradinate del Museo Nazionale, c’è poca gente, per lo più anziani che nn si son persi mai un 15 Marzo davanti al museo nazionale e bambini con i genitori; tradizionalmente è una festa anche per loro. Arrivano pero’ anche i contestatori. Alle 11.00 puntuali escono gli attori, i ballerini e le autorità tra cui Gyurcsany. Impassibili recitano e ballano mentre 4000 persone li fischiano a più non posso.

 

13.00 statua di Petőfi

Parla Demsky Gabor, sindaco di Buapest da 20anni, tra l’altro colpito da un ennesimo scandalo sull’(eterna) costruzione della linea 4 della metro. Mentre son là passa uno in costume tipico e mi fa: “Hai per caso delle uova, amico? Sai dove posso trovarle?” …… Demsky fa un discorso, “noi amiamo la libertà, la nostra Ungheria, la Primavera. Voi siete nemici della libertà. Anche voi che mi fischiate, per coprire la mia voce….”C’è da ammirarlo, è l’unico degli esponenti dei partiti di governo che abbia tenuto un discorso pubblico ieri, ed è lì a sgolarsi mentre tutta la folla lo fischia, e 4 scagnozzi aprono ogni tanto degli eleganti ombrelli neri per evitare gli ortaggi che gli lancia la folla. Pero’ un uovo lo centra sulla giacca, ploff…

 

14.00 comizio di Jobbik (estrema destra) a Vorosmarty tér..

Assurdo guardarli uno per uno, i loro sostenitori talmente eterogenei… ci sono i ragazzi, i signori con l’abito buono, i poveracci, i barboni, i ragazzi fighi con gli abiti firmati e le signore in lustrini e pelliccia da corteo di Forza Italia, davanti a me un uomo in abiti logori, un tricolore ungherese in mano insieme a altre 2 bandierine, codino e barba lunga. Dopo un po’ il bambino sui 10 anni accanto a lui gli parla, poi altri 2 bimbi di 4-5 anni che gli frugano nello zaino. Sono i suoi figli. Hanno tutti una maglia (uno azzurra, uno rosa, una rossa) con l’alfabeto ungherese e accanto il simbolo dell’alfabeto dei Szekely (magiari che vivono in Romania, il loro alfabeto usava caratteri simili ai runici). C’è pure una bimba.

 

16.00 ponte Elisabetta

Il comizio di Fidesz, principale partito in opposizione. Lo schermo è messo all’imbocco del ponte Elisabetta, dove a Ottobre la polizia distrusse con le ruspe l’ultima barricata. E’ controsole, ma con un colpo di teatro certo studiato a tavolino, il sole sparisce dietro i palazzi di Pest, giusto quando Orban prende la parola. Discorso in parte condivisibile: avete fatto un sacco di ca…te, il vostro sostegno popolare è bassissimo, andatevene.

Chiusura del discorso: W L’UNGHERIA. W GLI UNGHERESI

 

Ma per gli italiani c’è un gustosissimo antipasto. Prima di Orban parla un ex capo del governo lituano e, udite udite, Antonio Tajani, proprio lui, nelle vesti di vicepresidente del PPE (partito popolare europeo). Peccato che Tajani inizi porgendo le scuse di SILVIO BERLUSCONI che per improrogabili impegni personali ed elettorali… (<<elettorali perché?>> Mi fanno, <<ma credo qualche elezione amministrativa, si vota a Roma mi sa..>> <<e lui che c’entra con le amministrative?>> <<lui, anzi, Lui, c’entra sempre>>.

E in effetti è Silvio che parla per bocca del fido Tajani: ricorda che i 2 popoli sono fratelli e percorsi da antica amicizia e stima, che anche in Italia ci sono 2 partiti COMUNISTI al potere e che anche loro della destra italiana il 2 Dicembre sono scesi in piazza per protestare contro le ignominie fatte dai comunisti al governo in Italia.

Un italiano all’estero presente al comizio, pressappoco dov’ero io, gridò: BUFFONE!

 

Salto di generazione

Nella sala riunioni aziendale quando provo a commentare con molto tatto i risultati elettorali, mi sento dire: Berlusconi e’ come Gyurcsany, son proprio uguali, gli uomini più ricchi del paese, e quindi con un passato nn certo pulitissimo alle spalle (certo oggi la P2 e’ solo una porta x il pc, ma nuove prove su Dell’Utri mafioso ecco che saltan fuori…), a capo di forti lobby di potere, da 20 anni al vertice del paese con piglio autoritario, le TV son tutte loro, tutti dicono di non votare per loro, ma poi li votano in tanti…

Ma poi provoco l’ilarità generale quando dico l’età dei nostri aspiranti capi del governo.
Se in Ungheria lo scontro e’ stato tra due giovani rampanti di 42 e 44 anni, in Italia ci sono due uomini in là con gli anni, in età da pensione mattinate al parco e figli che ti portan le pastarelle la domenica. Berlusconi e Prodi sono ultra-settantenni.
In Ungheria nn è che hanno azzerato 2 generazioni: il commissario europeo ungherese, il presidente della repubblica ungherese, l’ex primo ministro eran sui 50-60 anni, ma è che come in tutti i paesi con economia in transizione come si dice all’Est, loro sì, i 30enni che eran gli uomini nuovi.

“Mi immagino il vostro parlamento” fa la grassona davanti a me e mima un esercito di vecchi arteriosclerotici. L’imitazione le riesce benissimo, con la sua pappagogia penzolante, frutto della troppa cipolla fritta nella pastella di panna e burro che da vera ungherese prepara per se’ e il marito e che aggiunge 20 anni ai suoi 34 anni da carta di identità (secondo me taroccata).

Oggi che si riunisce per la prima volta il nuovo Parlamento, accanto a un sublime pezzo di analisi politica LeMonde accompagna un articolo impietoso dove commenta dati alla mano il parlamento con l’età media più alta di sempre, il maggior numero di over 60 e il minore di under 40 mai visto, e già che c’è 2 parole anche sulla riconferma per altri 7 anni di un 85enne malfermo sulle gambe al Quirinale e l’inoxidables” Andreotti’ di anni 87 che lotta disperatamente con uno di 73 per la poltrona del Senato.

E giù considerazioni sull’età media degli italiani che sale perchèin Italia si scopa con più attenzione e si fan meno figli. Ma forse oltrealpe nn sanno che da 15 anni (guarda un po’ da quando Silvio scese in campo) ci son meno soldi e lavoro sicuro per noi giovani e chi si azzarda a metter su famiglia che poi si fa la fine della coppia di barboni sotto casa che han fatto un letto matrimoniale tra i portici. E nn sanno che la generazione politica successiva e’ semplicemente schiacciata dai predecessori che nn si faranno mai da parte, tipo principe Carlo e regina Elisabetta,
perche’ di certo nn han mai visto il secondo tragico Fantozzi, dove il protagonista chiusosi in casa per seguir tutti quei programmi demenziali con tribune elettorali alla fine sogna Craxi che lo illumina sulla politica italiana:

“Sgorbio, il mio obiettivo e’ la stabilità. Io voglio stabilrmi stabilmente nello stabile di Palazzo Chigi”

O ancora ricordiamoci della frase che il senatore a vita Andreotti si porterà nella tomba (da cui di certo resusciterà nelle notti di plenilunio) insieme a tutte le risposte su Ustica, l’Italicus, la stazione di Bologna e piazza Fontana:

“Il potere logora chi nn ce l’ha.”

Largo ai trentenni nella Repubblica Italiana.

Che il nuovo Parlamento viva a lungo, con affetto
Alessandro