più connessi che mai

Perchè Orban è Orban il grande?
perchè Orban un genio della comunicazione, ovvio, e nessuno gli fa le pulci…

In questi giorni a tutte le famiglie di prof e studenti delle superiori d’Ungheria arriva una mail firmata vodafone o Telekom o Telenor che dice che il governo ti sta gentilmente offrendo 30 giorni di connessione da casa, finchè duri l’insegnamento a distanza. Anche il mio amico Enrico è corso subito ad attivare sul sito l’opzione. Orban è un genio, tuo padre ha perso il lavoro per il covid e il governo ha offerto solo minimi aiuti (il kurzarbeit, se nn vieni licenziato, ma lavori a orario anche molto ridotto il governo paga parte dello stipendio.. ma ristoranti, alberghi rtc preferiscono chiudere ebbasta) dicendo che i soldi preferisce investirli per creare nuovi posti di lavoro quando sarà il momento, essia, per ora la proverbiale arte d’arrangiarsi ungherese la trionferà, dicevamo tuo padre ha perso il lavoro e pazienza, ma il governo poi sbandiera che ti regala 15 euro al mese per la connessione da casa.

come le altre utenze che da anni arrivano con una fascia gialla che ti dice che il governo ti paga il 20% della bolletta, non importa se intanto vara la legge schiavitù. Come si diceva un tempo dell’operaio della Fiat contento per il panettone a Natale. Come il mio prof di tedesco che ad Aprile, quando avevo perso il lavoro mi diceva gongolando.. hai visto il governo Orban? siamo l’unico paese d’Europa ad aver fatto diventare gratuiti tutti i parcheggi in città. Che c.

Orban Judit Varga

Se siete stufi di sentir parlare solo dell’Ungheria di Orban dalle parole preziose di Orban (che si concede alla stampa internazionale, specie qualche importante giornale tedesco, solo una manciata di volte all’anno) questa crisi del veto ungherese al Recovery Fund ha visto il debutto in grande stile nella trasmissione Hard Talk della mamma BBC del giovane ministro della giustizia Judit Varga, primo ministro donna dopo due legislature tutte al maschile, in uno stile di governo tutto al maschile. La ministro Varga è bella, giovane (dimostra meno dei suoi 40 anni) è uno di quei giovani fedelissimi che Orban mette nei ruoli chiave, (l’altro bell’esempio è il ministro degli esteri Szijjarto Peter, al terzo mandato, i primi due con un doppio taglio di capelli giovanilisticissimo, ora al 16esimo giorno di Covid a casa) preparati alla curatissima scuola di partito, e che non lo insidieranno mai (come Berluscono Viktor è stato abilissimo nel segare chi ha provato a deviare dalla linea ferrea che bisogna tenere, come l’ex commissario UE Navrancsics), conosce le domande (che sono quelle che mezza Europa vorrebbe porre al governo) e conosce le risposte, rispondere con una domanda e rispedire al mittente con una logica da democrazia dei social: avete fatto una legge ad hoc per cacciare l’Università centro europea, avete fatto una legge per cacciare o neutralizzare le ONG liberali, o le leggi sulla famiglia che discriminano le minoranze, la risposta è sempre che l’Ungheria ha il diritto di far parte dell’Unione Europea e di fare le leggi che vuole, siete voi a imporci “il vostro” stato di diritto, come se i diritti fondamentali siano negoziabili e siano a pari livello col diritto di discriminare. 100 anni fa qualcuno sarebbe andato alla CNN a dire che è un diritto del popolo tedesco o italiano di essere nell’UE e di fare leggi contro gli ebrei (il confronto con i fascismi è l’unico che può essere abbastanza forte per tener viva l’attenzione), sempre col sorriso e la splendida Budapest by night lì dietro sullo sfondo. come dice 444! la risposta più bella è quella sulla libertà di stampa ed è l’ultima (min. 17) buona visione

Il nodo gordiano di Orban il grande.

Nei file di Wikileaks riguardanti l’Ungheria pubblicati dal quotidiano di sinistra Népszava, la voce del popolo (non il più importante e oggi l’ultimo rimasto sul campo dopo l’ecatombe della stampa indipendente di questi anni) si attribuisce ad Orban, in un colloquio informale con ambasciatori la frase “Ormai l’ho imparato. Se hai l’opportunità di eliminare i tuoi rivali non pensarci. Fallo e basta“. E’ quanto ha fatto Orban nel 2015 quando ha fatto fuori l’amico d’infanzia e di caserma Lajos Simicska, “il più intelligente di noi”, diceva, diventato miliardario e magnate dei media nella crescita impetuosa di Fidesz che lui ha sospinto quando era il fundraiser del partito, diventato poi troppo potente per restare dov’era accanto ad Orban. Ancor oggi quando si marcia per protestare contro Orban uno dei simboli sui cartelli è O1G, acronimo di “Orban è un pezzo di ..”, parole di Lajos Simcska. Orban è così, ama il potere, assoluto, non fa prigionieri, quando va a Bruxelles scirve su Facebook che scende sul campo di battaglia, va a combattere e mira alla vittoria.

E se ha la possibilità di fare una cosa la fa. Cosi come i pieni poteri senza limite temporale che si è fatto dare dal parlamento a marzo, all’inizio di una pandemia che ha solo sfiorato l’Ungheria per fortuna. Così anche ora, l’Ungheria che alla fine non è la nazione guida dell’europa sa di avere potere di veto su una cosa come il budget dell’unione per i successivi 7 anni e sa di avere il potere di veto per il più grande piano di aiuti economici ai paesi membri che l’UE abbia mai osato concepire. Val bene di sfruttare il jolly per mantenere quell’impunità sui dossier giustizia, libertà di stampa, libertà accademica con cui si è assicurato e si conserva il potere. Perchè che non si dica che non ha consenso, l’Ungheria profonda segue il suo padre fondatore, ma il consenso è sagacemente cesellato da un pieno controllo sulla stampa, consentito da leggi ad hoc, che la corte costituzionale tutta eletta da norma è lì per sancire e non per ridiscutere. ad esempio. E se questa cosa la può fare, Orban la fa.

blog: l’acqua cheta del Danubio

Gli USa ci insegnano come sconfiggere i populismi e a Budapest lo sapevamo già

Chi voterebbe per uno ricco e antipatico, arrogante con un orrenda capigliatura arancione che vuole tagliare le tasse ai superricchi e abolire la sanità pubblica? Mezza America. Chi è il candidato supereroe, forte e volitivo, che gli sa tener testa e sedurre l’elettorato col suo indubbio fascino? Sleepy Joe.

Le elezioni americane qui da Budapest vogliono dire soprattutto questo (oltre all’insulsa statua di Bush che dal 31 ottobre ci ritroviamo in città), ovvero: per sconfiggere i populismi che paiono imbattibili perchè combattono fuori dalle regole non serve una personalità di uguale forza mediatica, aggressività e carisma, serve tutto l’opposto, una persona per bene, magari un po’ timida, preparata e mite, un agnellino che mette in fuga il lupo, in un’epoca in cui non si parla di programmi ma di Orban si / no, ci vuole un antitrump, che sappia mobilitare tutto l’elettorato di quelli a cui Trump non gli sconfinfera. Ci vuole Sleepy Joe. e anche qui lungo le acque chete del Danubio abbiamo il nostro Sleepy Joe e non lo sappiamo, si chiama Natale, di cognome, in ungherese Karacsony e dall’anno scorso è sindaco di Budapest. Sempre che il mondo non cambi da qui alle elezioni prossime.

Come Orban risolse l’annoso problema del turismo

Incontro per caso Enrico, che lavora nel turismo a Budapest, e che mi dice “guarda un po’ in questi giorni ho tanto tempo per leggere e lo faccio sulle panchine dell’isola Margherita e cosi sia. Non so come (anzi lo so visto che è iniziata l’era dell’umanesimo scientifico e vivo all’est) sto leggendo uno dei padri della fantascienza, il buon polacco Stanislaw Lem, con il cadetto Pirx (1966) chiamato in missione su una base sulla faccia oscura della Luna, ci arriva intanto con un volo civile e guarda con fastidio un gruppo di caciaroni turisti francesi “i rumorosi francesi, addobbati di macchine fotografiche, ognuno dei quali cercava di sovrastare l’altro con la propria voce” che saltellavano come solitamente fanno le persone che per la prima volta esperimentano le meraviglie della gravitazione lunare; volavano fino al soffitto, accompagnati dalle risatine e dagli schiamazzi delle donne, godevano del lento calare dall’altezza di tre metri.” a quanto pare anche nella Polonia anni 60 al di la della cortina de ferro il turismo di massa (e i francesi) era insopportabile..

Ieri intanto in TV in prima serata, con una cravatta arancione colore di partito c’era il da tutti amato Orban: “Il virus questa volta non ci ha colto impreparati, la vita non si fermerà, continueremo, con tutte le cautele del caso a tenere i teatri aperti, ad andare allo stadio, a portare i nostri figli a scuola, saremo bravi, l’economia continuerà a girare come sempre, per ogni posto di lavoro perso ne creeremo di nuovi, c’è solo un settore che subirà un serio contraccolpo, il turismo a Budapest.

Orban Gyozovic Viktor concede ai suoi amici della TV di stato una lunga intervista, rassicurante e bonaria per tutti, tranne che per quei tantissimi che qui lavorano nel turismo e che lo ringraziano di cuore. poi rincara la dose: ” E nn aspettatevi che il settore si riprenda neanche nel 2021″ e spiega… che la città vive di turismo straniero e che i letti negli alberghi sono al 90% occupati da chi viene da fuori, for e simile all’invito a chi aveva i ristoranti a cambiare attività dell’incauto ministro italiano… ma qui la decisione è anche politica, che con i confini ungheresi (inspiegabilmente) sigillati agli stranieri dal 1 settembre, unico paese in Europa, che nn accetta neanche i test degli altri paesi UE, è un po’ difficile che un turista si avventuri qui nell’ospitale Ungheria.

Ecco le ipotesi elaborate co Enrico: 1.Che Viktor voglia prendersi sulle spalle anche la soluzione al turismo di massa del nostro mondo che soffoca le grandi capitali e gentrifica i quartieri storici, 2. che voglia punire la Budapest da sempre aperta e liberale, che ha osato votare il progressista Giogio Natali (Gergo Karacsony) candidato unico delle opposizioni, Budapest, la città peccatrice, bűnös város, come la definì l’ammiraglio Horthy Miklos, l’uomo forte del ventennio, 3. che sia semplicemente il topo di campagna (lui nato in un paesino a una 60ina di chilometri dalla grande Budapest) che mai amerà la Città o semplicemente come ben sappiamo 4. che sia uno che ama la villeggiatura, il Balaton e ancor di più le spiagge della Croazia e di un po’ di turismo culturale, girar per musei (madochepalle) o di godersi qualche giorno in una grande capitale straniera?

Tutto ha un inizio….

le prime modifiche legislative che han portato al controllo del governo sugli Atenei sono del 2011, e allora nessuno ci fece caso..

#freeszfe
#freeSZFE

 

 

“Il governo non si occupa di università” questa è la risposta (solita) nella lunga conferenza stampa di ieri alle domande dei giornalisti data dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gergely Gulyas a chi gli chiedeva cosa ne pensasse dei circa 600 studenti dell’Università di Teatro e Arte Cinematografica di Budapest sono arrivati alla seconda settimana di occupazione della sede dell’Università.

Chi ha invece una memoria migliore può forse ricordare che niente accade per caso e che si parte dalle basi. Appena dopo la prima strabordante vittoria elettorale del 2010 (in cui conquistò i 2/3 dei seggi in parlamento, la cosidetta supermaggiornaza che potrebbe perdere tra pochi giorni), una delle prime importanti e contestate modifiche legislative riguardò la Legge sull’Istruzione Superiore . Prima del 2011 difatti i rettori delle università venivano eletti dal Senato Accademico e confermati dal ministro competente che disponeva di diritto di veto che però non esrcitava mai. La legge invece venne emendata disponendo che il governo non solo può esercitare questo diritto di veto, ma anche scegliere direttamente un rettore senza il consenso del Senato. Il rettore nominato dal governo non deve nemmeno essere tra coloro che si erano candidati alla posizione.

Proprio quello che è capitato a fine agosto con la nomina a sorpresa del regista teatrale Attila Vidnyánszky a capo dell’Accademia di Arti Drammatiche della capitale contro ogni delibera del Seanto Accademico, che si è subito dimesso in blocco.

Nel 2014 è stata inoltre introdotta la figura di un cancelliere, sempre nominato dal governo, che monitora il funzionamento dell’Università con potere di indirizzo sulla spesa (e quindi i fondi alla ricerca), sulla carriera dei docenti, come dice Stefano Bottoni nella suo ottimo libro su Orban dell’anno scorso. “un controllo politico-ideologico sulla vita dell’ateneo”.

Tutte modifiche che ovviamente hanno eroso l’indipendenza accademica ela libertà degli atenei ungheresi e i cui frutti si sono visti, pian piano, nel tempo, fino ad arrivare qui all’occupazione, passando per la cacciata dell’Università Centro europea a Vienna, per la “nazionalizzazione” dell’Accademia delle Scienze ungheresi, e iniziando dalla prima nomina di spessore, quella del prof. Andràs Lanczi, filosofo e capo del thinktank di Fidesz Szazadvèg a rettore dell’università di economia Corvinus, destinata a diventare la scuola di eccellenza del pensiero conservatore “illiberale” di Orban.

Intanto il braccio di ferro foverno studenti prosegue (sempre che nn  si arrivi a qualche compromesso creativo, che Orban ogni tanto riesce a trovare, dopo averti spaventato) domani mattina grandi esponenti della cultura ungherese (come i registi Eniko Enyedi e Szabolcs Hajdu) domani faranno delle lezioni collettive gratuite a tutti gli interessati sulle scale dell’accademia..

 

*Orban, un despota in Europa” Stefano Bottoni, 2019, Salerno editore link

il cacciatore

il cacciatore - Kovacs Zoltan

Domenica, ore 13.30, l’ora che ho scelto per uscire di casa e andare a far la spesa al supermercato, che qui nom c’è nessuna distanza obbligatoria, nessun a fila col carrello in mano, l’ungheria è un paese sicuro e il male nn ci colpirà, ma io sono italiano e so come vanno le cose e allora ho scelto domenica 13.30, quest’ora che son tutti a tavola o, o niente (un tempo scrivevo o in campagna dai nonni, no, i nonni meglio che nn vedano i nipotini ora). Qui cmq ci sono ancora 10 gradi di massima, se esco con cappottino lungo, sciarpa a coprire il volto tipo tempesta di neve e guanti passo quasi inosservato, ho detto quasi).

Ma il supermercato è chiuso, nessuna ordinanza, c‘è un cartello, oggi è 15 marzo, festa nazionale ungherese, si ricordano i moti del 1848, contro gli asburgo, in genere è un gran bagno di folla, di comizi politici di ogni ordine e grado dall’ultradestra alla sinitra che sogna, al leader viktor, ma oggi nn si fa niente ovviamente, per nn seguire l’esempio della spagna che festeggia l’8 marzo ed poi una settimana dopo si ritrova con 2000 casi al giorno. Vuota allora la scalinata del Museo Nazionale, dove in genere un coro di bambini ricorda l’eterno poeta Petofi che legge la lirica Alzati in piedi, o magiaro, ma in TV vediamo cmq a ripetizione i soldati ungari che marciano compatti per l’alzabandiera davanti al Parlamento con presidente della camera e presidente della repubblica solenni che avanzan, non mano nella mano ma a 5 cm l’uno dall’altro si. Orban invece se ne è andato in Serbia, ai microfoni dice per assicurarsi che gli amici dei balcani nn facciano arrivare italiani e migranti, ma ungheresi si.

Alla conferenza stampa quotidiana oggi nn c’è la zia Cecilia e accanto al militare pieno di medaglie si presenta il sottosegretario alla presidenza del consiglio Zoltan Kovacs, quello sicuro di  se e della linea orban che parla alla CNN, responsabile comunicazione internazionale. In giacca di camoscio e sottopetto manco tornasse da una battuta di caccia tra i boschi del Vermont, è in un visibile stato di agitazione, attacca i giornalisti, arrogante e aggressivo ben lontano dal ruolo rassicurante che dovrebbe avere un politico vero in questo frangente.si potrebbe pure esser giocato la carriera

Vuol dire che l’Ungheria è messa male e io inizio ad avere paura.

I numeri sono ancora bassi, 32 infetti, oggi il primo morto (“è morto un nostro compatriota” annuncia Zoli), ma intanto tutti anche restando ai paesi qua vicino Slovacchia, Polonia, Austria, han chiuso i confini, i negozi e la vita sociale. Qui ancora la gente fa tutte le cose che avrebbe fatto l’anno scorso di questi tempi.

Mi aspettavo un discorso importante da statista di Orban oggi, festa nazionale, ma niente. Mi rifaccio la sera con Burioni, Gualtieri, Borrielli, Sacco. L’Italia mi manca.

 

Coronavirus East

Ti aspetti di stare come in vacanza con molto tempo per te, un buon libro, e cucinare in tranquillità rispettando i tempi giusti, e magari un buon film la sera scaccolandoti e stropicciandoti gli occhi quando arriva il sonno ma vuoi vedere come va a finire invece ti trovi sempre alla scrivania con un’ansia crescente ad aggiornare sempre i tuoi siti preferiti tra cui c’è anche quello del bollettino di guerra morte e feriti e dispersi del coronavirus (link) a leggere di mortalità cinque volte quella normale in città come Bergamo, a cercare sempre gli aggiornamenti dai siti dei tuoi due paesi, con appunti fissi attorno alle due per la “ Tribù Operativa” la traduzione letterale della Operativ Torzs, una specie di Squadra speciale, che sembra uscita da un film di Franco e ciccio, uno in divisa militare dura con tante medagliette pelato al punto giusto e la zia Cecilia, Cecilia Muller, una simpatica signora di mezzetà con gli occhiali con la catenina, la messa in piega. Sarebbe l’ufficiale militare in capo ma “sembra una cassiera del Lidl” mi ha fatto Robert, un amico infettivologo che ha lavorato come sulla ricerca contro l ‘AIDS; un altro virus, una che ha fatto carriera con la fedeltà politica insomma. Poi arrivano i nostri con il loro bollettino di guerra, morti, feriti, dispersi, le rassicurazioni va tutto bene mantenete la calma.. oggi in realtà c’erano solo due militari, e han risposto a domande sul virus. Come nei film americani quando scoppia l’epidemia e la situazione la prendono in mano quelli del Pentagono e lo scienziato che vorrebbe dire la verità ma gli viene tappata la bocca. la sala stampa è quasi deserta tranne solo qualche giovane volenteroso.

in realtà oggi ha parlato Orban, ha cambiato a 360°C la sua posizione in 12 ore e nessuno se ne è accorto, ha parlato al suo classico colloquio alla radio del venerdi mattina e ha detto a parte cche il virus lo portano gli stranieri puzzoni, che “segue le mosse degli altri paesi” ma le scuile rimangono aperte (i bambini si ocntagiano e poi chi st aa casa con i bambini, i nonni!) e poi nn si puo perdere l’anno soclastico e cmq i professori nn saranno pagati se si blocca tutto.

poi però una classe nel liceo buono buono quello di mattoni rossi, il Toldi sotto il castello di Buda, viene mandata a casa perchè arriva la notizia che la madre di un ragazzo ha il virus conclamato, poi il preside di un piccolo paese sopra il Balaton, Tapolca, decide di mandare tutti a casa, epricolo, chissenefrega delle regole che sono cosi. Alle 8.30 passa la notiza alle 9.15 il presidente parla alla nazione, sul suo account facebook ( che ovviamente si blocca) ma poi eccolo in differita facebook orban in maniche di camicia bianca dietro una scrivania nn da parata che parla di una giornata pesanta, snocciola 10 gruppi operativi formatisi, annuncia la chiusura delle scuole (la forza di orban  è anche in questo italianissimo pragmatismo, sa adattarsi alle cirocstanza, tornar eindietro e prendere l’asltra strada senza mostrare debolezza e indecisione), si procede a distanza con aiuti elettronici (come dappertutto ornai in europa), chi nn ce li ha puo sempre andare a scuola e usare i computer della scuola  inarca le sopracciglie, si, si formeranno piccoli gruppi.

Kurz ha parlato all 14, i nostri Borrelli alle 18, Trump alle 17, ieri ho visto Boris Johnson, la lotta al virus dal divano di casa è dura. Quando ha ventun anni mi tagliai i capelli lunghi (mi arrivavano alle spalle, nn ero un metallaro, è che i barbieri mi facevano tanta paura) capii cosa davvero le persone pensavano di me da come reagirono la taglio che avevo dato alla mia vita, oggi vediamo come i popoli della terra reagiscono all’arrivo di una epidemia per cui nn abbiamo cure e sembra una barzelletta; l’italiano disubbidisce, ama la famiglia e canta, l’inglese pensa alla borsa, gli americani nn sanno cos’è la sanità pubblica, l’austria parla dell’italia, gli ungheresi… gli ungheresi sono dei pochissimi paesi che classifica ancora i malati secondo la nazionalità.. lo immaginereste in italia? Abbiamo 2100 contagiti italiani, 34 senegalesi, 23 bengalesi, 5 albanesi…. ecco forse lo avrebbe fatto il governo salvini ministro dell’interno.

primo giorno delle leggi speciali

Pronto zia? mi senti?”
…no mi dispiace ma non riesco proprio a venire in Italia questo mese, hai sentito il TG vero?

Mia zia ha 83 anni, resta sempre in casa, sul letto e nn è che sta tanto bene. E’ sola, ha la badante. In TV vede Beautiful e la novena da Lourdes in italiano su TV2000.

C’è un virus, in tutto il mondo, ma specialmente in Italia, hanno bloccato i voli. Si, non ci sono i voli, oggi hanno chiuso pure il confine. No, nn ti preoccupare, tu stai in casa, ma io purtroppo nn posso venire.” provate voi dirmi cosa dire a mia zia per spiegarle cosa cavolo è successo nelle ultime settimane.

Io sono italiano e sono chiuso in casa o quasi, essi che la mia attività si svolgerebbe tutta con gli italiani che vengon qua a Budapest, quindi meglio in ritiro. E poi voglio far squadra, sentirmi italiano, la mia nazione soffre in casa davanti a un buon libro e io qui a far la vita normale. Si, qui si fa una vita normale e solo oggi sono arrivati i messaggi sui telefonini per avvisare di guardare la TV.

……………………….

In TV il portavoce Gergely Gulyas che annunciava la “situazione d’emergenza”, una sorta di leggi speciali, orban nella costituzione nuova che si è scritto nel 2012, finora utilizzate solo per l’alluvione del Danubio in certe regioni, mai in tutto il paese. La ricetta ungherese è eventi al coperto sopra i 100 attendenti e al all’aperto sopra i 500 vietati, quindi cinema, teatri, concerti, sport, grandi pub. Domanda dai giornalisti e i piccoli teatri? Risposta li non corrono pericolo. università chiuse e scuole aperte, domanda dei giornalisti: i bambini? Risposta: Loro non cororno pericolo, mica si ammalano. “E poi nn conosco un bambino che resta a casa se non c’è scuola”. Almeno noi abbiamo la compiacenza di dire e i figli a chi li lascio? Se nn ho un bonus baby sitter o un’assistenza sociale all’inglese. Le università invece sono un ricettacolo di stranieri e terroristi internazionali. Le lezioni proseguiranno a distanza. Entro venerdi svuotati tutti i collegi universitari. Finora gli untori son stati gli iraniani, pericolosi studenti di medicina iraniani. 8 su 12 degli infetti sul territorio. La politica di orban funziona benissimo, lo straniero ha portato il male da molto lontano. È pure della nazione giusta, meglio mantenere buoni rapporti col gigante cinese e con i simpatici italiani, ma gli iraniani? Stiamo scherzando. Intanto i confini a occidente son belli e sigillati, niente bus, treni, aerei con Croazia, Slovenia ed Austria, controlli rigorosi ai confini. Dall’italia non può arrivare nessuno.

Esco a fare un giro, la app dice 20 gradi, fuori è primavera, son tutti a mezzemaniche mentre io sto con un cappottone tipo perverso. In strada c’è tantissima gente: gente che guardo poco il telegiornale, gente che si deve muovere cmq per lavoro, ma nella trafficatissima via del re, c’è chi legge fuori dalla birreria e chi porta a passeggio il bebè. io faccio strade laterali, (oh, il tratto basso della mia via Josika, quanto ti ho denigrato perchè eri e sei davvero brutto, ma ora mi torni utile che qui sicuro nn c’è nessuno) cammino in mezzo alla strada, perdo tempo sulle strisce ed un automobilista mi grida: ” ma che hai il coronavirus”?” ,vado sul marciapiede sotto il sole cocente di Marzo a Budapest, perchè controsole e ne incontro di meno di persone, ma la sfiga vuole che mi capita pure di incontrare qualcuno, ecco di lontano in bicicletta, Clay, il mio diciamo amico mezzo Scozzese mezzo americano. Ci salutiamo col gomito, è lui porgermelo, stiamo alla distanza di un paio di metri, che poi ho il sospetto che cosi distanti per parlare o ascoltare dobbiamo sforzarci e le microparticelle di saliva partono con più abbrivio.. parliamo del piu e del meno, ovvero di coronavirus e leggi speciali. Il figlio ha avuto la febbre, si, c’è stata anche l’influenza normale, tremenda, in questi giorni. Son contento di stare a due metri da lui. Il saluto dell’arrivederci ce lo diam di lontano menza neanche toccare i gomiti dei cappotti..

Olandese scappa davanti ai dottori, ovvero il paese dell’innocenza

Ho molto tempo libero, si sa in questi giorni è difficile lavorare. E poi io la prendo con filosofia, sono giorni in cui puoi prenderti un po’ di tempo per te stesso, la mattina la prima cosa che ho fatto è stata fare una lista di tutte quelle cose che davvero significano qualcosa per te e vorresti tanto fare ma per cui nn hai mai tempo, un po’ come se fosse il 31 dicembre, tipo quella di scrivere di più sul blog.

è un sabato mattina, ieri ha piovuto quasi sempre e dati i tempi difficili me ne sono stato tutto il giorno a casa provando a leggere piu che potevo libri su tutti i virus che abbiam preso dagli animali n posti assurdi del globo come foreste del borneo e zone umide tra Congo e Zaire, studiati da scienziati che hanno la passione di malattie infettive superletali e dissezioni di animali selvatici. Un libro meraviglioso, solo che son 500 pagine, per ora ho letto di Hendra, Ebola, malaria, SARS, e sono a metà aviaria.

Oggi invece c’è il sole e c’è vento e Budapest ai tempi del coronavirus sembra un po’ l’Italia di un mese fa, innocente, il mercato del sabato è piena di massaie sorridenti che fan la spesa, la gente affolla gli stadi, il virus è una cosa strana che miete vititme solo lontano da qui, i contagiati qui sul suolo patrio si contano sulle dita di una mano e sono stranieri stranierissimi, come i tre cinesi ricoverati a Roma, unici contagiati in italia per quasi tutto febbraio.. qui sono iraniani, studenti universitari (Budapest ha una buona tradizione di figli della borghesia iraniana mandati qui a studiare, il mio primo dentista qui era iraniano) uno studia medicina alla famosa Semmelweis e l’altro Scienze Agrarie. Che colpo di fortuna nella Budapest terra di transito da sempre e di italiani in vacanza e ungheresi che ritornano dalle vacanze sulla neve delle Alpi beccare come paziente uno proprio un iraniano, un non cristiano bianco europeo come primo untore.. l’accusa è di aver fatto pochi tamponi, (solo 263, dati ufficiali, e se mia “suocera” si becca una polmonite o il maestro di pittura della mia ragazza annulla il corso domenicale per una tosse fortissima nessuno pensa al male chè nessuno ti ha messo in guardia)

A Budapest è tutto innocente e per antonomasia lo sono i turisti, faccio un giro in città per vedere se ci sono, e ci sono eccome. pochi italiani, molti slavi, polacchi, spagnoli, anche in gruppi numerosi, tipo questi che si accalcano attorno alla guida bionda davanti alla basilica di Santo Stefano che sarà sommersa dai droplet; piena come primo sabato di Marzo la collina del castello di Buda, piazza della trinità sotto la chiesa di Mattia, affollato lì in alto il bastione dei pescatori, per il turista va tutto bene e il suo mondo fatato nn deve essere scalfito dal pensiero di aver preso il virus nel bus affollato che lo porta dall’aeroporto in centro, nel ristorante o nella coda per entrare in chiesa e di portarlo con se al ritorno ad amici e parenti anziani.

Mi rifugio nell’unico posto piccolo carino ed economico di tutta la collina del castello, per un caffè lungo, ci sono anche tutti i giornali possibili qua, dall’unico quotidiano indipendente ai tabloid, dio quanto mi mancano.

la notizia del giorno è il quarto caso di coronavirus:
un cittadino olandese, da molto qui a Budapest, parla la lingua, vive in un quartiere dal numero molto alto, il XVIII, che si è recato al poliambulatorio del distretto lamentando febbre alta, mal di testa e un suo amico olandese “a cui è molto probabile abbiano diagnosticato il corona virus”. l’hanno isolato, han chiamato l’ambulanza per portarlo allo Spallanzani di Budapest, ma poi è scappato, o meglio nn l’hanno più trovato. A quanto pare il tipo ha aspettato un’ora e poi stanco di aspettare ha deciso di andare con le sue gambe all’ospedale cercando il reparto malattie infettive. Intanto era scattato l’allarme, le ricerche della polizia per il malato in giro.. Questo secondo il giornale (Nèpszava).

Il titolo del tabloid (Blikk) è; olandese scappa davanti ai dottori

blikk coronavirus ungheria

RAINEWS – l’Europa al bivio: l’Ungheria di Orbán

Sono stato molto lieto di aver collaborato qui a Budapest all’ottimo reportage di RaiNews “l’Europa al bivio: l’Ungheria di Orbàn” di Martino Seniga.. con interviste (nell’ordine) ai deputati europei Balàsz Hidveghi (Fidesz) e Brando Benifei (capogruppo PD); allo storico Stefano Bottoni (autore dell’eccellente libro” Orban, un despota in Europa” 2019, Salerno ed.), al politicologo di Visegrad Analitica Tamás Lánczi; al vicedirettore di pestisrácok.hu, giornale on line conservatore, Szilveszter Szarvasi; al sindaco di Budapest Gergely Karácsony; al presidente della sezione di Ozd (ex grande centro industriale del nord dell’Ungheria) del partito socialista ungherese Sándor Kiss e ad Ákos Várnagy, direttore della clinica universitaria di neonatologia di Pècs, con cui abbiamo parlato di fecondazione in provetta e delle politiche sulla famiglia del governo Orban.

LINK AL VIDEO

https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Europa-al-Bivio-ungheria-di-Viktor-Orban-Martino-Seniga-Fidesz-ppe-73bccd82-e536-4090-9896-ccba63a3c52a.html

Buon Natale a tutti!

il buon Natale arriva a budapest quest’anno una domenica di ottobre incredibilmente calda per queste latitudini che sembra primavera, in giro con camicia e giacchettino hai quasi caldo, noi che si era abituati ad avere il riscaldamento acceso già da un po’ , ma questa domenica ce la ricorderemo, da oggi Budapest ha un nuovo sindaco e si chiama Karacsony (Natale) ed è la prima volta da 10 anni in cui la gioiosa macchina da guerra di Orban si inceppa e il paese nelle superelezioni anmministrative di oggi non vota avalanga per lui e per i suoi candidati. L’ungheria nn si tinge di arancione Fidesz (colore ormai dimenticato delle rivolte anti comuniste di una 20inq di anni fa in Romania, Georgia etc) ma di un inedito ed elegante bluscuro delle opposizioni unite, quasi la sovrapposizione reale del rosso acceso dei socialisti, del blu chiaro dell’ex premier Gyurcsany, dei viola di momentum, giovani liberali rampanti, del bianco dell’exdestra ora centro Jobbik e del verde di Parbeszed, il partito del giovane faccia da bravo ragazzo Karacsony Gergely, sindaco uscente del XIV distretto, sconfitto sonoramente alle elezioni politiche dell’anno scorso e ripresentato quasi per mancanza di nuove vere idee…

Vittoria talmente insperata che manco si sa dove andare ad attendere i risultati e a festeggiare, Fidesz ripropone la classica Balena, il centro polifunzionale moderno sul danubio, bellissimo, a forma di balena che inghiotte geppetto, ma annunciano già che il discorso di Orban avverrà all’interno stavolta, senza il solito bagno di folla…

Le opposizioni invece sono, senza avvisare sui social e senza dirlo a nessuno, nel 400, uno dei grandi pub del VII distretto, il quartiere ebraico e quello della movida, che fa tanto partito giovane e nn impegna molto.. il posto è blindato e mi rifugio quasi accanto in uno dei ruinpub dove ha la sede eletorale si fa per dire il partito satirico del cane a due code, che stavolta ha fatto campagna piu dimessa e nn ha pesentato candidati indipendenti per nn toglier voti.. C’è un gran casino, giovani, ma nn molti, gente equivoca con maglioni trasandati e cani a due code stampate, il leader del movimento che sembra un ragazzaccio come gli altri, mi siedo su un biliardo rovinato e vedo il maxischermo sintonizzato sul’M1, il cnalae all news della tv di stato di orban

Sin dai primi risultati (dopo il solito inceppamento del server del viminale magiaro alle 20.39, era successo lo stesso l’anno socrso) si prospetta una chiara vittoria a Budapest di Karacsony e tanti bei successi nel resto del paese, Tarlos, il sindaco uscente 71enne e vecchio amministratore, uno forse dei pochi ancora con un po’ di autonomia dentro Fidesz, compie la telefonata di rito per congratularsi con l’avversario. Anche Orban da abile politico nn la tira per le lunghe, ammette la sconfitta a Budapest e invoca la collaborazione col nuovo sindaco .

L’ungheria si è allora rivoltata contro Orban e il trono del despota vacilla? freniamo gli entusiasmi, o amici, Orban gestisce ancora tantissimi soldi da poter spendere peri suoi e per le “sue” campagne elettorali ed ha il 90% delle TV e dei media dala sua (commovente ieri il camioncino rosso di ATV, tv indipendente pe rle viuzze del VII distretto col suo ripetitore). Budapest è una grande città, europea, mondiale, come tutte le grandi città è multiculturale, liberal per definizione, cosmopolita, volge le spalle ai populisti che invece parlano alla pancia del paese, così come a Varsavia, Praga, per restare nella regione, alla Londra di KAhn, o al paragone fatto da molti con la Istanbul moderata anche sotto Erdogan, già che la Turchia fa parlar di se sti giorni. Budapest già l’anno scorso alle politiche, aveva eletto solo 6 deputati di Fidesz su 18 colleggi, Budapestr non è l’Ungheria e non lo è mai stata.

Le opposizoni si sono presentate stavolta tutte unite, senza perdere per piccole percentuali di piccole glorie locali, DK, dell’ex premier ha riacquistato forza elettorle e una nuova voce con Dobrev Klara, la moglie dell’expremier, e i giovani di Momentum sembrano la nuova grande forza emergente che può scalare i consensi.

E poi c’è stato il grande scandalo sessuale dei giorni scorsi, questo si pare abbia davvero fatto la differenza trasformando la riconferma annunciata del bravo amministratore Tarlos nei primi scricchiolii del sistema Fidesz. Il sindaco di Gyor, la città dell’Audi nonchè a capo del potente comitato olimpico ungherese, è diventato protagonista di un blog anonimo di tale avvocato del diavolo che racconta le sue orge (nn c’è parola diversa per dirlo) il giorno di pentecoste su un panfilo in Croazia, con mignotte arrivate in elicottero da Budapest, fiumi di alcool, droghe. Corredato anche di video porno (non c’è parola diversa per dirlo). A pochi giorni dal voto ha stravolto tutto, come il video dell’Ibizagate che ha fatto disintegrare il governo tra centro ed estrema destra in Austria.

 

post ripreso dagli amici di Qcode qui

In California la democrazia è morta

“Ed ecco la carne alla Brasov” *

“ma io volevo il maiale alla zingara”….

fuori piove e fa freddo, dovrebbe essere maggio, e invece ci sono 8 gradi e piove da due giorni, dal tavolo accanto si sente uno dire a voce alta il giorno del giudizio si avvicina.

il povero Zsolt nn sa che pesci prendere, dalla sua camicia nera d’ordinanza sbottonata sul petto spunta lun ciondolo con la stella di Davide, ricontrolla per l’ennesima volta il taccuino delle ordinazioni, ha le occhiaie ancora più scavate, guarda la tipa bionda che gli contesta la comanda, in cuor suo pensa oh se fosse un cliente fisso, uno dei Bacsi (zii) della trattoria, gli avrebbe subito detto “ma nun te preoccupe, va benissimo anche la carne alla Brasòv, lascia qua, anvedi quanto è bella, aho!” ma è un tavolo di russi, chi li ha visti mai qua il mondo sta cambiando, in giacche e cravatte un po’ lise che fanno tanto est europa e lei è un a bella donna magrolina dalla pelle bianca e il mento affilato.. è un tavolo da 4 adibito a tavolo da 6, mai visto, qui che il tavolo da grande era da 5 e solo per le grandissime occasioni.

.. accanto al tavolo grande c’è un tavolino con due operai in tuta bianca piena di schizzi e poi ci sono io. c’è anche un tavolino in fondo in fondo ed entra una donna si accomoda là, poi ritorna col cameriere, lì la sedia è rotta, meglio che nn si sieda lì… è un problema se si siede qua… si prego…

qua vuol dire al mio tavolo, mi si siede davanti e sorride, è una bella donna sui 55 anni o forse no, una di quelle donne di mezza età dall’età difficile da indovinare, di cui ti chiedi se i capelli son biondi o bianchi, mi si piazza di fronte ordina la zuppa di ossa (che nome), mi dice intanto aspetta la sua cara amica e sorride ebete, mentre io son quasi a metà della mia coscia di pollo ripiena (uno dei miei piatti preferiti qui, quando lo trovo nel menu del giorno..) ma alla fine è inevitabile finire per far conversazione, che tempo che fa, che brutta pioggia, lei sa per caso quando finirà, ma dammi del tu, ma sei un po’ straniero vero… ah davvero e com’è vivere qui, davvero ti piace, era difficile all’inizio, immagino, poi impari a capire dove sei,

(insomma, la mia conversazione tipo da 15 anni a questa parte..)

era difficile all’inizio, immagino, poi impari a capire dove sei, anche a me all’inizio era un po’ così…

ma davvero perchè anche tu, o che combinazione o che gioia, sei stata un po’ in Amerìca… Solo 55 anni? Ohahah Si, ero una bambina, poi son tornata, ho fatto le scuole e son ripartita dopo la maturità.

Com’è l’America?, un disastro, guarda non me ne parlare, la California è quasi uno stato fallito, in California nn ci sono medici, son curati malissimo, poveri i miei figli, sigh, se penso a loro…In California nn c’è più democrazia, (uh) qui in Ungheria è meglio (uh? – com’è quell’emoticon che si lambicca il cervello?) è per questo che son tornata..E quando è tornata? Ottobre. Fresca fresca. Qui va meglio, abita un una bella zona, insegna inglese in una scuola media.

5 minuti dopo diventerà una delle tante persone che mi hanno rovinato la giornata.

“Dai caro, visto che è agente di viaggi consigliami pure una bella città italiana, città d’arte ovvio, ma nn Roma, troppa confusione, e non Venezia, perchè sai io odio l’acqua….”

“Umbria là sì che c’è arte e non c’è acqua, sei proprio molto lontana dal mare..”, ma mentre il mio smartphone precocemente invecchiato fatica più del previsto ad aprire google maps per mostrarle dove cavolo è l’umbria arriva un’altra condizione, questa molto ungherese..

“ah e per favore un posto senza musulmani, so che anche in Italia sono dappertutto e che l’Italia non è più italiana” alla fine la mappa non gliela mostro più. “Qui per fortuna ancora non li fanno entrare, hai visto come hanno ridotto la Germania e la Svezia…, la Francia poi..” che disastro

ho promesso a me stesso che ion questi casi nn devo tacere ma sorridere e dire:

“io invece pensa un po’ mi sento come loro” Mi guarda come se avesse pestato una merda e il sorriso ebete diventa una paresi per nascondere rabbia e costernazione. Poi uso il noi “siamo come loro, siamo emigrati in un’altra terra, perchè lo volevamo, ne sentivamo il bisogno.. nn sono immigrati come noi? Cosa ci rende speciali?” taccio invece sul fatto che per conto mio aspetto solo la prima guerra mondiale galattica in cui gli stranieri avranno 6 zampe e noi con due saremo tutti fratelli..

o posso fare il discorso inverso, che ormai l’età avanza, gli anni delle migliori prestazioni dell’anno sul giro di pista dell’isola Margherita sono alle spalle e so che la mia generazione è quella che per l’utente medio della trattoria considerava i popoli dell’est europa tutti uguali, un esercito di poveri straccioni dai capelli corti davanti e lunghi dietro o poco più che finita la dittatura hanno invaso l’Italia per accamparsi ai margini delle nostre città e vivere di rapine nei nostri appartamenti borghesi e se l’Ungheria si distingueva dal gruppo era per l’imperitura fama di terra di mignottoni con le labbra rifatte e diadema di margherite mentre un boa sale lungo l’interno coscia.

Arriva l’amica, lei è davvero anziana, io ne approfitto per accomiatarmi senza tirare bicchieri in faccia, poi mi rifugio a casa nel mondo fatato del trono di spade.

 

*storica città della Transilvania ancheunpoungherese

Europa al goulash

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“ci dica qualche beneficio che ha portato l’Unione Europea all’Ungheria, ha 60 secondi”

“ si bene, ma più che dei benefici portati dall’Unione Europea all’Ungheria preferirei parlare dei benefici portati dall’Ungheria all’Unione Europea, è presto detto, abbiamo supportato un flusso costante e continuo di medici preparatissimi che dall’Ungheria vanno a curare i pazienti negli ospedali di mezza europa…, per non parlare dei lavapiatti laureati ungheresi e poi anche…”

sono in una sala art deco, che solo i migliori conoscono, uno dei segreti meglio conservati dell’VIII distretto di Budapest, il quartiere malfamato o non più tale, ma comuque in una delle sue vie più grigie e affascinanti, che sembra ancora campagna, in via della Maddalena, in un palazzone allora come oggi una delle sedi dei sindacati dei metalmeccanici (il mitico Vasas) che al secondo e terzo piano nasconde una pazzesca sala conferenze art deco, palco con tre pilastri di marmo, balconcini manco il teatro dell’operetta e volta a cassettoni anni 20.

e sono qui per il confronto elettorale tra i capilista dei principali partiti ungheresi (principale vuol dire che potrebbero superare lo sbarramento del 4%) alle prossime europee 2019. Bene. Il primo scranno è per Fidesz, il partito di Orban, ed è tristemente vuoto e la luce rossa che indica il microfono è tristemente spenta. Orban o chi per lui nn si degna di prender parte a questi eventi: se sei in largo vantaggio (Fidesz è dato al 53%, 14 seggi) un confronto ti può far soltanto perdere voti e allora al diavolo la democrazia. (l’ha fatto anche il Bersani della non vittoria no?). Meglio per noi nostalgici allora che l’ultimo confronto elettorale in cui prese aprte il buonViktor era del lontano 2006 e seppur già 40enne appariva come un ragazzino timido e non come un boss mafioso.

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E’ comuqnue tra gli unici (rarissimi) eventi di questa anch’essa grigissima campagna elettorale per le europee di domenica prossima, almeno qui nella cara Ungheria. Salvini a piazza Duomo, i lenzuoli e Zorro con la mascherina che compare al balcone fan quasi tenerezza visti da Budapest, qui che all’infuori di qualche pudico cartellone per strada (ma nn rimpiango la verve antimigranti dell’Orban cattivo cattivo..) sembra quasi che le europee siano un incidente di percorso, una cosa che si sa già come finisce, dove nn sperperare le poche forze e i miseri denari rimasti, meglio concentrarsi sulle vicine amministrative di quest’autunno, lì si che si può far qualcosa, iniziare a erodere dal basso il piedistallo di Orban, che magari un politico locale locale può attirare su di sé i voti di tutti i (tanti, ma tutti rassegnati) scontenti di Orban.

Reato di vagabondaggio

DSCN6387In Ungheria è entrata in vigore lalegge antibarboni e il primo arrestato (e poi rilasciato, ma intanto paga 60 euro di “spese processuali”) è un senzatetto di Godollo, la cittadina a 25 km da Budapest, quella del palazzo di Sissi, del parco del castello, dell’Arboretum, dell’Università di Agraria, della colonia di artisti inizio novecento, con la piazza del centro nuovafondiUe, e un mega hotel rosa antica monarchia tutto ghirigori, insomma con la puzza sotto il naso.

Ho tradotto (alla meglio, sorry) l’articolo di 444:

È una persona nota a Godollo, c’è gente che gli porta cibo ogni tanto, non è una persona che crea problemi. In passato era ingegnere, poi ha perso la casa. È in cattive condizioni fisiche.” Così l’avvocato d’ufficio Varga Zoltan ha descritto il senzatetto suo assistito davanti al tribunale.

L’uomo è stato “sorpreso sul fatto” a inizio serata mentre era seduto su una panchina di Kossuth Lajos utca. Gli agenti hanno stabilito che conduceva una vita da senza fissa dimora, cosa che non ha negato, e quando l’uomo ha dichiarato di non volersi recare in un ostello per barboni, ma che avrebbe dormito nel vicino Parco elisabetta, lo hanno portato in questura, arrestato per infrazione alla legge, e portato in manette davanti al tribunale di Godollo. L’avvocato Varga Zoltan racconta che l’uomo ha provato a spiegare davanti al giudice perché non voleva andare nel ricovero, a causa delle risse, conflitti, dei continui furti

Il processo per direttissima ha condannato l’uomo a 30 giorni di reclusione, pena poi comminata in un semplice ammonimento. (…) L’uomo è stato condannato a pagare 20.000 fiorini (60 euro) di specie processuali. Le sue cose sono state prese dagli agenti e restituite al termine del dibattimento.

Ha promesso davanti al tribunale di risiedere da amici o, nel caso nn fosse possibile, in ricoveri per barboni anche contro le sue riserve. Secondo l’avvocato Varga Zoltan nel processo non è stato chiarito quando gli agenti avrebbero dovuto ammonire l’uomo: secondo la nuova legge la procedura contro il vagabondaggio vien fatta partire dal terzo ammonimento comminato in 90 giorni. Nel primo giorno di entrata in vigore della legge, il 15 ottobre, vi sono stati 27 ammonimenti di questo tipo. Secondo la nuova legislazione in Ungheria il vagabondaggio, il soggiorno prolungato e come conduzione di vita in suolo pubblico, è considerato infrazione alla legge. Chi la infrange può essere condannato a lavori di interesse pubblico o alla reclusione.

Amici miei

Da Budapest a seguire la grande visita di Orban a Salvini del lontano agosto 2018, per suggellare l’eterna amicizia tra i due popoli, meno male che nn è arrivato in treno e non è andato a Roma..

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C’è una foto che mi ritorna in mente guardo la conferenza salva di Salvini e Orban, una foto di ormai 18 anni fa, era il 2000, congresso del Ppe in Polonia, di Berlusconi e Orban, felici e sorridenti, Berlusconi alle spalle di Orban con le mani sulle spalle, scanzonato, quasi a fargli cucu, come due ragazzi all’Università..

oggi 18 anni dopo Orban ha un nuovo carissimo amico italiano e si chiama Matteo e  ieri è stato invitato a casa sua, in quel di Milano.. L’Orban che viene in Italia tra onori e contromanifestazoni come un leader libico ci tiene certo a non dimentica i vecchi amici: “ho sentito Berlusconi, a cui mi lega una lunga amicizia, è d’accordo con noi” perché “quello ungherese è un popolo fedele” (fedele, hűseges, parola importante qua, come la parola tisztelet, ovvero stima, rispetto, per il popolo italiano e per Salvini).

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Nella conferenza stampa post incontro Orban parte con un sorrisino sbagliato sulla situazione in europa che è molto eccitante (stimolante), poi si corregge, si intristisce e dice “seria”. Per un attimo è stato sincero. In fondo fa un po’ un comizietto con gli stessi slogan retorici da propaganda del ventennio che usa col grande pubblico, è qui a far presenza e a dire: “L’Ungheria ha dimostrato che è possibile materialmente e legalmente fermare le migrazioni via terra e Salvini sta facendo vedere che è possibile fare lo stesso anchv via mare”, Orban parla senza contenersi secco, a raffica, partendo in quarta e mangiandosi le parole, suo antico difetto, meno male che accanto a lui c’è Geza, lo storico interprete italiano ungherese della nostra ambasciata italiana a Budapest, che da 13 anni vedo sempre sul palco a tradurre inn maniera scanzonata  che si tratti di attori alle prime armi al festival del cinema italiano, conferenze su poeti del rinascimento o del primo ministro.

Salvini gongola, Orban è diventato l’ “amico Viktor“, che è “il presidente di una potenza europea” (è tornata la grande Ungheria e non ce ne siamo accorti) con cui “per favore, non fatemi fare una brutta figura” detto in apertura di conferenza stampa, ragazzi, please… Una potenza europea di cui seguire con attenzione anche il fulgido “esempio in economia, disoccupazione al 3,5%, crescita oltre il 4, flat tax …” peccato che nn parli con i 600.000 ungheresi migranti che vivono all’estero per uno stipendio e condizioni di lavoro decenti o semplicemente con la mia amica Olga, docente di inglese nella scuola pubblica a 500euro al mese, o con tutti quelli che hanno un conto in fiorini e hanno visto la loro moneta perdere circa il 5% del valore contro euro in pochi giorni a luglio..

… anche Orban appare contento e soddisfatto di questa sua prima uscita pubblica dopo le vacanze in Croazia (sembra proprio in forma, altro che l’uomo un po’ bolso e malvestito degli ultimi incontri al vertice di luglio), ha dalla sua il maggior partito italiano (“e l’Italia è una grande nazione europea, più di quanto crediate”), che segue la sua retorica (Salvini: “elite europea finanziata da Soros”) e sa che avrà dalla sua un bagaglio di voti importante dopo le elezioni europee 2019, la grande partita si giocherà là, Orban con la forza dei suoi voti potrebbe far svoltare a destra tutto il Ppe, e rivoltare l’europa dall’interno, Bottoni docet)

Mentre per le vie di Milano inizia il grande corteo di protesta (oh grande leader) la conferenza stampa procede come dice la parola stessa con le domande da parte della stampa.. inizia la televisione ungherese (senza specificare troppo, la TV in Ungheria è quasi soltanto una ormai, ora che la TV pubblica, questa, è una sorta di ufficio propaganda di Orban, e che il maggior canale di informazione nn conforme ai suoi diktat, quasi l’unico, ha cambiato proprietà poche settimane fa). Poi solo italiani (bravissimi). In Ungheria i quotidiani dell’opposizione son stati fatti chiudere, a quell’unico sito di informazione che ancora resiste viene negato l’accredito persino in parlamento, ma di questo Salvini nn parla certo.

No, questa non è l’europa che voglio..

Democrazzia

Dallo spogliatoio del circolo tennis di quartiere ormai diventato il mio rapporto più diretto con l’ungherese tipo, ora che nn lavoro più negli uffici pubblici comunali e che nei peggiori bar della capitale se rivolgo la parola a qualcuno mi ritrovo con uno che mi ruba le noccioline dicendo eh ma erano proprio qua, sotto il mio naso..

ungherese 30enne barba baffi rossiccia appassionato di studi uralici : “allora nn si vota più in Italia”

Io: “no caro amico, abbiamo un nuovo governo”

U “si, è una bella notizia, mi piace proprio il governo” (so che è orbanista, io ascolto)

“a mia no, ma nn durerà molto”

“come come”

“è il governo del cambiamento ma c’è l’avvocato di Andreaotti (15 minuti si sforzi per spiegare chi è andreotti, parto dalle olimpiadi del 1960) e poi c’è un presidente del consiglio ma i veri leader sono i vice primoministro, e chièchecomanda? nn sembra una cosa normale..” (annisce, annuisce, qualcuno che comandi… qui in Ungheria un uomo solo al comando è la regola aurea)

cambio discorso… “hai letto, domani esce l’ultimo numero di Heti Valasz (“la risposta settimanale” storico settimanale magiaro, un altro pezzo di democrazia che se ne va…)

ah si l’ho sentito dir

(insisto) sai, a me mi garba andare in quei bar dove si legge il giornale, magari nei caffè con il reggigiornale in legno, che fa tanto Vienna di Freud e Mahler) e ora che ci mettono da leggere? Fa così tale tristezza, ohi, la stampa libera stan scomparendo tutta

non fa una piega” beh, che il Nèpszabadsag (il giornale principale del paese fino a due anni fa, storico giornale dela sinistra ungherese)non ci sia più è un bene, quello era il giornale dei comunisti” (democrazia ungherese e  se volete capire orban segnarsi la parola “comunista”, metà paese vota ancora contro i comunisti, anche i trentenni con la barbarossa)

Ora faccio insieme quello maturo che fa la ramanzina al pivello e l’occidentale che fa la ramanzina al figlio dell’est): da noi c’è una legge che dà un botto di soldi a tutti i minigruppi parlamentari per gestire un loro giornale..

U:ah si, ma ci sono anche nuovi giornali… c’è il “tempi magiari” (estremissima destra orbaniana). Ci pensa un po’… sai che c’è.. nel primo governo Orban poi nn rivinse le elezioni perché era senza un giornale..

lunga pausa (“e allora ha pensato bene di chiuderli tutti cosi ora il dittatore è lui in nome del popolo..,” pensiamo entrambi..)

cambio discorso parlando del tipo di grip che usiamo, a casa leggo il giornale (La Repubblica, bella parola) del mattino.. nella rubrica della posta Augias risponde a un lettore che gli chiede.. “siamo populisti?” così: ” la nostra costituzione recita, già all’articolo 1: l’italia è una repubblica fondata sul lavoro.. (ok) ma poi: la sovranità appartiene al popolo (ma attenzione) che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”.. che bel paese che siamo..

Perché Orban vince?

25 minuti in radio a Radio Capodistria, nel programma “I divergenti” (in fondo al file, clicca sulla radio o sul link, da 1.29.00) per cercare di spiegare come e quanto ha vinto Orban . E perché. E che effetti avrà sui suoi vicini di pianerottolo, sui paesi di Visegrád, sull’Europa, sul futuro del mondo.

Egészségetekre.

Link: http://4d.rtvslo.si/arhiv/i-divergenti/174531837

“il c. (il sedere) è la nuova bocca, il denaro pubblico è tutto nostro” (O. Viktor)

 

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“il culo è la nuova bocca” “il denaro pubblico tutto nostro”

“gli arabi sono i nuovi ebrei il gyros il nuovo Soros”

è un Orban inseguito da un cronista d’assalto telecamera in spalla che si lascia sfuggire queste parole… prova a sfuggire al cronista “mi ha fatto molto piacere, qua la mano, ha fatto il militare..?

proprio Orban, pancetta, il muso un po’ ingrugnito, le parole masticate, il tic di ingobbirsi, ma soprattutto la camicia, quelle camicie a quadretti colorati che orban porta sotto le giacche scure, dovrebbe vederle e farebbe un sacco di soldi.. o quasi lui, è Bödőcs, il comico del momento in Ungheria, ora dicono che tutti aspettavano questa imitazione, e gli è riuscita benissimo, riprende spelndiamenre gli stessi modi un po’ da ragazzo di campagna più sveglio, intelligente e deciso degli altri nella stanza dei bottoni… “mi ha fatto molto piacere.. tagliati la barba…”

Vorrei che il nostro Semjen faccia vedere che la Svezia versa ormai in un tale stato che bisogna aspetttare 40-50 minuti per un elicottero che porti via un cervo morto..”in Ungheria è tornato di moda lo screditare l’occidente come terra ricca, ma decadente, della Vienna invivibile ho già detto, poi c’è la Svezia, da dove fuggono gli ungheresi

Giusto ieri sono diventato ancora piu piccolo borghese con il nuovo abbonamento per 100 canali TV (l’offerta era quella, in fondo quanti ne prendiamo noi in casa in Italia, solo che qui te li fornisce la Fastweb magiara… il ragazzo era bravo, e ormai io sono un sgnore. Quando fa le prove e mi spiega come funziona il teleggommando e il magazine dei programmi accende sul primo canale, c’è il TG delle 12, la notizia di copertina è “un migrante che ha messo in fuga un camionista ungherese in Olanda”

è un Orban che si mangia le parole, ed è un orban parodiato, e nn l’avevo mai visto così, è vero che fino a ieri nn avevo 100 canali100, chè da sempre i regimi quasiregimi democrature illiberali mal sopportano le critiche e la satira, che sia Putin dipinto da icona gay o il vecchio Beppe Grillo a Sanremo sui cinesi tutti socialisti e allora a chi rubano e l’editto di Berlusconi.. e su Orban nn avevo mai visto una parodia seria e così mirata, che sia segno dei tempi, che Orban è un vecchio bacucco per chi ha meno di 35 anni… l’ultima parodia tagliertnte era del grande Hofi Geza (ne ho scritto qui) che poteva permettersi di tutto.. e infatti molti i paragoni diretti con Hofi sono arrivati

in fondo basta poco, appena dire la verità, Consultazione nazionale “lei vorrebbe avere 40 negri malati di ebola in salotto?” . “le elezioni decideranno se vogliamo Nèmeth Szilard (grosso e ruspante esponente Fidesz) o l’ebola, se vogliamo che Csorba diventi Las Vegas e Nyirbator Parigi

“il culo è la nuova bocca”… Hofi era anche questo, sottile e volgare, l’Ungherese medio si vanta di essere molto volgare quando vuole e qui ci siamo… “volete forse che i terroristi vngano a stuprarci i preti pedofili?” scorretto come lo era Hofi, e Kadar (capo del socialismo ungherese per 40 anni) era cosi intelligente da permettere Hofi, come sfogo e “tolleranza”..

“(caro giornalista) è venuto in cerca di guai? (in magiaro “è venuto a casa mia in cerca di cazzi da cavallo?) li (lo) porti (metta) a sua madre..”

Marcia della pace per tutti

Marcia della pace per tutti

Domani è 15marzofestanazionale e come sempre in Ungheria una grande (ex ) festa della politica e della democrazia… con ad ogni ora da mattino assera un comizio, un discorso, istituzionale del primo ministro sulla bianca scalinata del museo nazionale, poi il sindaco di Budapest a mezzogiorno a piazza Petofi (tutti luoghi e personaggi della festa, che il il 15 marzo si festeggia la lotta per la libertà del 1848) e poi ad ogni ora fissa 13, 14, 15 i vari comizi di tutti i partiti, con quello grande dell’opposizione…

ma la democrazia in Ungheria è ormai un po’ ballerina, anzi, chiamiamola come la chiama Orban, democrazia illiberale e ci laviamo le mani… il primo ministro non apre le feste, ma chiude i giochi (che quest’anno si vota e ovviamente il giorno delle elezioni guarda caso è programmato giusto dopo il 15 marzo..).

in una democrazia illiberale quindi i comizi di tutti ci sono, cavoli è una democrazia, ma il discorso del primo ministro oscura tutti e poi  c’è la marcia della pace. In un paese democratico non si organizzano manifestazioni progoverno, quelle le faceva Gheddafi buonanima, e allora in ungharia si fa la marcia della pace, organizzata dal terribile Bayer Zsolt, giornalista razzista, una marcia nata per essere antieuropa e le sue rimostranze contro la nuova costituzione, e progoverno, ma il governo vuole la pace e il cerchio si chiude.

Alla marcia 2018 prima Fidesz nn aveva aderito, ma poi ha invitato i suoi “fedeli” a partecipare.. che tanto si arriva poi a Kossuth tèr, per ascoltare il discorso di Vittorio Orban. E si parte da Bem tèr, che in realtà sarebbe una piazza del ’56, ma naturalmente da 4 anni a questa orban si porta la claque, gli eterni fratelli polacchi e questa è una piazza col nome di un generale polacco.. Aderiscono anche il KDNP (il partitino ipercattolico che dimostra che al govrno nn c’è un partito unico ma una coalizione) e Lungo Drom (i rom – gli zingari – di fiesz) e al parlamentare rom Farkas Florian, che dopo tanti sospetti di corruzione, ha avuto un posto sicuro in lista

la marcia della pace serve soprattutto come risposta forte alla batosta (pre)elettorale di Hodmezovasarhlely, feudo di Fidesz (fa anche assonanza) che alle comunali è passato all’opposiizone unita. La prima volta (2012) erao in 400.000. chi ha pagato i pullmann da mezzo paese nn lo sa ancora nessuno..

Domani vado e vi dico..